Più si apprezza la vita e più si restituisce

20 giu 2017

Fantasia

Fantasia
Al fantastico mondo della fantasia appartengono tre gruppi di scritti.

1. La fiaba

2. la favola

3. la leggenda

La fiaba, Cera una volta..... basta che si pronunci questa piccola formula, che veniamo catapultati fra personaggi misteriosi e potenti, benefici e malefici, con talismani (bacchette fatate, noci, melarance, tappeti volanti) che operano insospettati prodigi.
La favola...
e qui lascio in sospeso....... perchè ho l'urgente bisogno di dire agli amici, che con affetto mi hanno mandato mail e mi hanno chiamato anche in questo istante, per comunicarmi che il mio ultimo post, Bilanci, è scritto bene ma è triste e crudele, e non appartiene alla mia positività. Ringrazio sopratutto, te, mio adorato Giorgio, che scrivi  "Bilanci è un gesto di completa lucidità" ed io aggiungo che ogni mio scritto, da quelli ironici, a quello sul lavoro, a quello sui trent'anni e a quello sui vecchi amori o amori vecchi, tutti tutti si riferiscono ad episodi e persone che mi hanno donato con il loro comportamenti, con le loro parole l'ispirazione.
E che mi fanno passare dalla favola... alla mia leggenda! termine che uso, in questo caso, nel suo significato etimologico.
Ops: arrivato il volume, un dono che mi rende felice, per la rarità e la tua grande generosità e forza nel privartene

2 commenti:

  1. carissima "strega bugiarda"
    un nome molt intrigante
    visto che sei la mia prima iscritta
    al giochino
    vorei sapere che cosa ti piace e cosa vorresti (no pantofole) sole cose fatte da me
    poi se perfavore mi mandi via email il tuo indirizzo
    un bacio da un'atra strega.........

    silvia

    il mio email dontad@libero.it

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  2. Amatissima Gingi, io ho un esempio di leggenda, un mio professore:


    Il mio professore di lettere, Lanfrodi Capone, che uomo, comunista, sempre in stivali da gringo, pantaloni di velluto verdi a zampa d'elefante, giubbino di jeans stinto, capelli, basettoni, occhiali e mustacci, sempre il manifesto sotto il braccio.
    Entrava e diceva:
    "Le teste di cazzo non mi rompano i coglioni", ovviamente si mettevano a giocare a carte.
    Pochi seguivano. Lo diceva all'inizio dell'anno, io non boccio, sei politico a tutti, ma non rompete i coglioni a chi vuole ascoltare.
    Ovviamente allora si fumava in classe.
    Ovviamente lo amavano tutti.
    Ovviamente era deluso della piega del mondo, aveva capito tutto.
    Morì d'infarto durante una partita a poker.
    E' ancora una leggenda in provincia di Pescara.

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Sono fortemente amareggiata, ho dovuto mettere la moderazione ai commenti, dopo 10 anni di rispetto, e condivisioni pulite.
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