3 gen 2019

un'ora senza voce

 Ci sono, ci sono da tempo, forse più adesso che quando scrivevo quasi giornalmente.
Cosi stamani, mano nella mano con me stessa, ho girato fra blog e visto la moltitudine di pagine che riguardano i blogger e la loro scrittura, la poesia che hanno dentro e che trasmettono attraverso questo elettrodomestico e che ha permesso a molti di sentirsi e scoprirsi scrittori.
I ricordi e le nostalgie oramai sono preponderanti nel mio essere ancora qui, ho scritto di pensieri che non interessano a nessuno, di emozioni e considerazioni che, illudendomi della loro valenza, reputavo dovessero essere condivise. Scrivo ed ho scritto senza spiegare, non ce n’è bisogno per chi sa capire, o, ancora meglio, non fa fatica ad immaginare.  Ma lo stare in disparte e guardare ha rivelato grandi e piccole cose, che nella foga del blaterare non mi apparivano.
Mi riprometto di scriverne, di esternare delusioni sopravvalutazioni, menzogne, pensieri scaturiti dal fantastico web, ma più tardi, in serata? ma si. più tardi, magari dopo cena.
Non vorrei che fosse come un post scritto nel 2008, su un’altra piattaforma, che finiva cosi’ : Buona notte amici, a domani la seconda puntata!

Gli amici erano 980, io non sono più andata e non ho ancora scoperto il perchè, ma di quei quasi mille 4 sono adesso amici reali del cuore, e credetemi quattro sono tanti!

11 dic 2018

Ruggine


È muschio
la ruggine sull'antico ferro.
Aria e acqua.
Sapienza
che consola fatica
smussa addolcisce assimila all'eterno
in un sommesso
constatare il tempo
che più non può levare.
Ruggine
salda il cardine al cancello
l'ancora alla catena
la chiave alla sua toppa.
Chimica indissolubile
d'amore.

Rossana Pavone

4 dic 2018

Il chiaroscuro di un tempo che fu.

Mi sto preparando per delle commissioni, oggi vi è un sole pallido appena sorridente e, mentre scelgo cosa indossare, mi accompagna la musica di questo posto, dimenticato? non certo da me, dentro vi sono foto parole e musica in armonia.

30 nov 2018

Un blog bellissimo e la sua musica che faceva parte di un luogo oramai  inesistente per tutti tranne che per me, un momento di nostalgia, la tristezza di una solitudine che si acuisce con l'arrivo delle feste, la musica con l'ingresso della potente melodia, e nasce spontanea la pioggia sul viso in questa giornata di timido sole, e penso a sillabe non mie:

28 nov 2018

Studiamo l'animalese?

Sono sveglia da poco, la notte scorsa ho letto fino a tardi un libro regalatomi il settembre scorso dalla madre badessa del Convento al Segreto. ( la foto di testata è scattata da quel magico luogo)Il libro, di non facile lettura, per le molte citazioni e pensieri in lingue antiche e straniere, impegna ma allo stesso tempo è fonte di grandi domande, di quelle vere, cioè quelle che non hanno risposte.
Come sono solita fare, apro il pc, con il mio bolo fumante in mano, leggo la posta e le ultime notizie,  poi curioso in internet, mentre  ascolto musica classica.
 Nella blogsfera c'è qualcuno che prega o chiede aiuto perchè si sente abbandonato, qualcun altro vive una contrapposizione fra l'ancestrale bisogno di fede e la quasi scomparsa di essa in una società distratta da ipocrisie e potere.
Leggo di chi si allontana dal "credo" infastidito da dottrine, riti, politica di  stato, e penso ad un bimbo, che ignaro di storia e di società, beve da tutti dando uguale peso a ciò che sente e vede.
Intanto nasciamo e moriamo, due giovani  si baciano e si sentono immortali, mentre un  vecchio è solo, una donna soffre e vuole morire e chi respira e si nutre artificialmente ha voglia di vivere.
So di commerci sessuali per cattiveria, denaro, amore, noia o per il naturale desiderio del piacere,  e vedo bimbi che muoiono di fame ed altri che si ingozzano di merendine, ascolto una ragazza che suona Chopin al pianoforte e so di ragazzi che si stordiscono con suoni che non sono musica, poichè nulla hanno delle Muse.
Assisto a riti millenari ed ad antiche liturgie insieme ad atroci bestemmie dette con la leggerezza di un: ma va la!
L'uomo è artefice di male e bene, e mentre il tempo scorre e corrode ogni cosa  opere umane vincono anche il tempo.
Quale è il messaggio della vita degli uomini sulla terra? Cosa abbiamo capito di Gesù o dei messaggi comuni a tutte le religioni? o peggio come seguiamo gli insegnamenti? con la tecnologia che ci   ha incattivito ed ci sta impoverendo ? con la falsa globalizzazione e l'ipocrisia della comprensione e condivisione? Subendo comportamenti miseri , piccini, e prevaricatori ci dobbiamo sentire uniti nel sacrificio comune per una unione sociale? Tempo fa mi è capitato di leggere in un blog, di "un nuovo medioevo" in cui si ipotizzava che l'unica salvezza poteva essere la "coesione religiosa".
Gesù aveva messo la prima pietra per manifestazioni e dimostrazioni di poteri temporali?
Vedo tutto questo e molte altre brutture, e mi chiedo se c'è un senso unitario in questa compagnia teatrale e quale potrebbe essere.
E non posso fare a meno di pensare a questa vita nella quale siamo capitati senza conoscerne i perchè e che ha mille ragioni per essere una grazia e altre mille per essere una disgrazia.
Oggi il vero problema non è parlare di Dio, ma anche pensare a Dio è quasi impossibile per la grande difficoltà di farlo senza contrapporLo al mondo o peggio sentirLo contro.
Siamo costretti al pensiero di Dio, o del credo, a prescindere dal mondo oppure come sogno di un mondo avulso e separato dal reale, perciò rassicurante e consolatorio.
Gli in-put per questo mio scritto sono venuti dal web, da recenti letture, dal dubbio di Sant'Agostino e la somma ti tanti pensieri la racchiudo nell'amore e in quella armonia raggiunta da grandi civiltà che è stata quella fra il sapere e il divino nel suo complessivo vivere la gerarchia dei valori (sapere del mondo) facendo concreta esperienza della natura e della storia.
Tristemente penso che qualsiasi religione che non ha più presa sulla società è socialmente inutile, ma necessaria per un vivere elevato e spiritualmente consapevole del singolo individuo.

PS. Ho scritto di getto, ed ho pubblicato, e ho ricordato mia madre:
" Ricordati un gentiluomo in un salotto non parla mai di politica e religione" Avrebbe pensato allo stesso modo se ci fosse stato internet trentacinque anni fa? Ma adesso penso che se avesse avuto la fortuna di invecchiare si sarebbe accorta che con il tempo si diventa leggeri e giovani.



26 nov 2018

L'autunno è finito.
Questo è un periodo che ho sempre temuto.
L'estate viene sepolta in modo triste con i giorni di luce breve, il cielo grigio e l'umidità che inonda le ossa.
Mi arrendo al fascino delle foglie morte e della pioggia. Io "chiocciola", se posso dirlo! Guardo l'acqua cadere da dietro i vetri,  e sogno di mettermi gli stivali e camminare nella foresta..
Ovviamente non faccio nulla, la pioggia mi ricorda amorevoli versi, e mi bagna ugualmente!
Oggi avevo tre luoghi da vedere, ma ho disdetto, ho perso gli entusiasmi, quanto lontana da quella signora che raccoglieva il nuovo a piene mani facendolo suo.
Ieri ho disegnato dei mandala, trovo che il colore e la ripetitività degli spazi, sono una forma di serena concentrazione che però non esclude il volo del pensiero, che è rivolto, in senso lato, al passato, che mi piace tantissimo, adesso più del misterioso futuro.
Ho anche riesumato i miei pastelli, i miei inchiostri, i miei dipinti e i miei pennelli. ho iniziato ritratti immaginari , timidi, seducenti, confidenti, eleganti, ecc. Disegnare è un'attività che si adatta bene al grigiore.
E poi ... trovo il mio blog. Stava prendendo polvere, è pericoloso, dovevo agire!


16 nov 2018

Il piacere di pensare

In giro per blog leggo fiumi di parole e lunghissime disquisizioni su scrittura, poesia e il il web, il fine e i perché, ma anche l’utilità dell’inutilità di questa grande piazza aperta a tutti. Quando iniziai, soprattutto per curiosità e gioco, ignara di tutto, dei social e della navigazione, non scrivevo da decenni.
Il bisogno di scrittura era legato ai tempi dell’adolescenza, quando, sorpresa e stupita provavo emozioni e sentimenti nuovi, quando una poesia mi coinvolgeva a tal punto da far scaturire il desiderio di emulazione o quando le mie rabbie e ribellioni trovavano sfogo nella penna.
Dopo gli anni delle superiori e universitari anche se confortati dalle lodi, la mia scelta si allontanò dal campo letterario e mi tuffai a capofitto nel lavoro, ma non demordevo dalle lunghe letture notturne. Leggevo e leggo di tutto ma sono convinta che per scrivere, per scrivere bene intendo, ci debba essere una forte motivazione interiore, un interesse, un desiderio, un ideale, allora come in un raptus,  di getto e in maniera fluida si scrivono verità profonde, anche se non si riesce a trasmettere l’idea nata e sfuggita in un lampo.
Nei primi tempi scrivevo con entusiasmo, ora rileggo vecchi post e stupisco di me stessa, mi piace cosa scrivevo e non mi riconosco.
Rimane la lettura il mio interesse ma in questo grande mare non trovo nulla o quasi, leggo e rileggo dei post osannati, nella speranza di provare il piacere dichiarato da altri.
Il web non è stato buono con me, oggi ho attivato la moderazione, sono così sola e defilata,  ma solitudine, come scrissi tempo fa non vuol dire isolamento, e anche se commento poco, se non scrivo quasi più , perché sono ancora ingombrante?
 Una frase non mia ho davanti agli occhi:
"commentare con lucidità e essere crocefisso sull'altare del ridicolo condiviso con altri”. 
E il male ritorna al pensiero del ludibrio a cui fui esposta.
C’è un gigante della scrittura nel web, un blogger con il dono dell’armonia della bellezza, capace di una logica discorsiva stringente, e come tutti i geni, si fa perdonare la follia di spezzare, assemblare, modificare per poi ricomporre brani che in simbiosi con immagini e musica non ci si stanca mai di rileggere e scoprirne nuove pieghe.
Io godo ancora della sua lettura, e voi che arrivate da me, come segugi, sappiate che nulla dovete temere, io non sono brava a scrivere,non sono stimata ne tanto meno una pericolosa rivale.

E comunque grazie delle visite e delle mail, vuol dire che la mia attenzione è ben riposta.

STREGHE

Streghe, era così il titolo di un libro della Gruber del 2008.
Non credo di avere molto in comune con la Strega Gruber, lei austriaca nell’anima, dura e decisa avvolta da femminilità dolce e gelida, io Strega Gingi araba e normanna, dolcemente pigra sempre persa dietro la bellezza, per nulla concreta, avevo raggiunto i miei traguardi con passione ed amore.Poi un uomo me li rubò.
Libere di decidere del proprio corpo, capaci di mantenersi, brave ad amare ma anche a stare da sole.
Così sono o vorrebbero essere le donne d’oggi. 
Le loro simili nel cinquecento venivano bruciate come streghe.
E trent’anni fa hanno invaso le piazze d’Italia proprio al grido “le streghe sono tornate” reclamando parità, divorzio aborto.
Oggi i roghi sono spenti e sono sfumati i riti dei cortei, ma ci sono ancora diritti da chiedere e non si è smosso quasi nulla nella mentalità del “maschio potere”, per cui una ragazza si stupra ed una donna matura si violenta psicologicamente, usando mezzi prepotenti ed illegali, e subiscono quella complicità maschile che le sciocche donne non posseggono nel loro DNA.
La strega a me più simpatica è l'ultima in ordine di tempo, Barbara Zdunk mandata al rogo nel 1811.
Barbara era polacca ed aveva quarantadue anni quando il suo villaggio fu devastato da un incendio gigantesco e fu accusata di aver causato il disastro oltre che, come migliaia di donne prima di lei, di essere posseduta dal demonio ed di avere oscuri e maligni poteri.
Oggi non interessa sapere se fu giustiziata per stregoneria o perché incendiaria, ma mi incuriosisce il suo stato civile: single e con un fidanzato molto più giovane.
Una strega moderna o una strega senza tempo?
Nel XVI secolo la caccia alle streghe fece circa 50.000 vittime , quelle ufficiali, ma probabilmente sono molte più del doppio, dato che gli atti dei processi finivano sul rogo, insieme alle condannate.
Uno dei grandi eccidi silenziosi della storia, una persecuzione dalla forte dimensione sessuale.
Secondo gli inquisitori le streghe avevano il potere di ammaliare gli uomini, di renderli pazzi d'amore o , al contrario, impotenti.
Erano sospettate di preparare pozioni magiche per abortire, di conoscere elisir per evitare gravidanze, e di fornire in gran segreto erbe contraccettive.
Le streghe di adesso che ce l'hanno fatta, da Rita Levi Montalcino a Rossana Rossanda o alla Litizzetto hanno storie di personali emancipazioni, sfide, lacrime, sacrifici e trionfi e di contro ci sono gli uomini che fanno da contrappunto con il timbro profondo del potere.
Chi sono le streghe di oggi, come si riconoscono?
Sono le donne indipendenti, che amano stare da sole che non chiedono e se frequentano lo fanno fra loro single e libere, insomma sono molte metropolitane di oggi.
Io mi sento una vera strega, capace di stare da sola e senza frequentare per mesi interi, libera nei pensieri nella mente, al di fuori da qualsiasi bisogno, anche materiale, e quando la mia libertà grida al mondo il suo esistere, parto, vado, vado lontano, non dai figli, non da parenti, ma attirata dal non conosciuto.
Alla strega Gingi è successo un fatto unico, per paura che lei incarni la donna libera, capace di decidere del proprio corpo, e di vivere senza bisogno di un uomo accanto? Fino al XIX secolo è stata la brutale eliminazione fisica a ricordare chi sono i padroni.
Oggi, ci sono altri metodi. Si fanno le ordinanze di sgombro ad una privata senza che ci siano sismi, frane o alluvioni.
E quelle donne che sono al potere, ad amministrare e deliberare, non hanno nessuna santa indignazione nel costatare violenze e soprusi ?
Sono la strega eccomi qua
mi hanno bruciata tanti anni fa
mi hanno bruciata i preti di allora
perché volevo decider da sola

Donne incontriamoci, insieme possiamo
cambiare la vita se ci organizziamo
i nostri problemi non son personali
ma sono tutti problemi sociali.

Anche adesso mi hanno bruciato, insieme alle mie cose... anche adesso chi sa che questa Strega, non ha fatto mai male, e mai ne farà ad alcuno, (scusandosi se inconsapevolmente è successo) chi conosce la sua indole, e sussurra in privato che non ha mai sbagliato nulla, infierisce pubblicamente... imputando ad altri questo infame modo di stare in rete.