onde sonore





14 giu 2018

Credevo di possederlo...


Foto Strega dalla terrazza 2014
E a proposito di tempo...

Rudolf Diesel inventò il motore a 4 tempi.
Credo che i greci si siano inventati i quattro quarti e il tempo nella musica e poi Ringo Star, Stewart Copeland, Phil Collins, Tullio De Piscopo, Tony Esposito ecc. ci abbiano messo ritmo. Il sig. Melinda dà il tempo delle mele, mentre l’uomo Del Monte dice solo “Sì”. Per Chaplin i tempi erano moderni, mentre per Luca Mercalli i tempi sono maturi. Per Max Pezzali il secondo tempo è migliore del primo, per Collina ci sono anche i supplementari ed eventualmente i rigori.
Diamo tempo al tempo, anche quando non c’è più tempo o addirittura il tempo e scaduto e andava preferibilmente consumato a suo tempo. Il tempo non è né bello né brutto, dipende se vendi ombrelli o occhiali da sole. Il tempo aiuta sempre un temporeggiatore e stressa un frettoloso. Tempo è un giornale o un fazzoletto, ma qualsiasi cosa tu faccia lui passa, sta sempre a te cedergli il passo e non farti prendere la mano per vivere sempre anche i momenti più attesi con lo sguardo innocente del bambino, anche se da tempo ti consideri attempata.…
delle volte ho l’impressione di atteggiarmi troppo da Raffaele Morelli.
“La felicità è qui” assicura lui … è che con il casino che ho in questa stanza, non mi ricordo più dove l’ho appoggiata.

12 giu 2018

Né un prima né un dopo

Quando sono qui, a casa, anche se fra tante cose da fare in preparazione alla mia nuova avventura, non riesco a stare lontano dal pc, quindi  mi alterno un po' computer e un po' cestinare e svuatare cassetti, e stamani c'era chi infieriva nuovamente. Anche questo un andare ad intermittenza e pensare che ben dopo i fatti ripostati stamani e l'ennesimo delitto di un blog,  ricevevo una triste ma bellissima foto e tanti messaggi importanti. Cosa e come si risponde ad un atto di amore? io così .. cioè con la bellezza

“Oltre un certo confine, dove gli alberi si fanno radi e il silenzio non è più lo stesso, oltre la normale conoscenza con i suoi confortevoli limiti che parlano di senilità e limitazioni, c’è un altro territorio vastissimo e libero.
Nei suoi cieli si muovono le cose e le persone che ho amato di più nella mia vita, non chiedono conferme, non temono confronti, non giudicano, esistono per sempre, fuori dalle parole e da questo tempo che divora il tempo.Arrivare lì è l’inizio del vero viaggio”(E.R)

11 giu 2018

La neve, il mare.

Al'alba di una nuova avventura, ho scelto senza possibilità di alternative di eliminare zavorra, l'aria calda e leggera porterà in alto la mia mongolfiera colorata, allegra, e carica dell'essenziale, nulla serve oramai, se non il silenzio della neve e il canto del mare, e mentre cestino, elimino, pulisco capisco che bisogna conservare alcune cose, me lo devo, te lo devo. 

Caltagirone, data indefinita... Seduto ad un tavolino del caffè vicino alla sala espositiva in memoria di Don Luigi Sturzo in assoluta e voluta solitudine. 
La lettera è per te, per me e anche per chi non c’è più pensando che prima o poi non ci saremo più nemmeno noi. La lettera è intera, satura di quel flusso istintivo che ogni tanto mi travolge senza senso né misura.
Qui non è primavera, da questa parte dell’isola sotto il vulcano comincia adesso il periodo più freddo dell’anno. Alla fine di febbraio comincerà a riscaldare ma per ora l’Etna è imbiancata dagli 800 metri in su: poi la neve scenderà più in basso certamente. Mi chiedo oggi se riuscirò a vedere la prossima primavera, se avrò gli occhi giusti per vederla intendo e se uscirò dall’inverno di questa mia parte di vita.
La colpa è dei bilanci mandati in soffitta e non al macero. Distrutti, probabilmente avrebbero fatto meno male ma avrei avuto addosso quelli nuovi che si formano man mano. Non sono poi migliori.
Anelo ad un resto di esistenza silenzioso e minimale, che io riesca a rimettermi in sella è risibile; gli ultimi anni senza scosse, senza luci della ribalta, senza pretese normali di miglioramento…senza amore?
“Arriva tutto a chi sa aspettare” è un detto cretino: arriva tutto comunque, anche quello che non vuoi che arrivi. Così come passa tutto. O quasi. 
L’anno nuovo (si chiama in questo modo) gironzola da un po’ tra le mie cose, non ha nessun aspetto particolare e mi guarda di sfuggita. Mi dà sui nervi ma sto zitto, anzi scrivo e scrivo a te che forse hai una vera amica accanto, una di quelle che non ti chiede nulla ma sa dare. Tra gli umani è un gesto raro, lo sappiamo tutti, ce lo raccontiamo ad ogni piè sospinto, credo che in fondo ci piace così. E’ l’egoismo e l’indifferenza ben vestita la nostra cifra comune come umani. I cani sono diversi. Ma io non voglio cani né altri animali intorno da accudire, non sono capace di accudire nessuno preferisco di gran lunga godere il respiro della natura attraverso gli animali liberi dal nostro desiderio di compagnia.
Amo il canto degli uccellini, stamattina presto c’era un pettirosso che saltellava tra la ringhiera del balcone e un vaso di gerani, una pallina di piume e un suono piccolo e acuto. Mi sono fermato ad osservarlo per molti minuti, immobile perché volevo che lo spettacolo durasse il più a lungo possibile. Incantato ecco cos’ero, fermo e incantato a osservare l’armonia allo stato puro. Poi d’improvviso è volato via, non so perché, non ho ho avvertito nè visto nulla che potesse spaventarlo. Svanito in un secondo e tutto il palcoscenico è rimasto vuoto. E’ cominciata dopo la mia giornata senza che io potessi riprendere il filo buono dell’inizio. Faccio così da troppo tempo: lotto per sopravvivere alla nausea di una esistenza e di un contorno che non è quello che ho dentro, che non voglio. Pare esista solo quello purtroppo, il resto, o almeno una piccola porzione, è scomparso dalle bancarelle della mia vita. Ricordarne l’aspetto è stata finora una consolazione, temo possa divenire un’accidia mentale col passare dei mesi. Arriva tutto a chi sa aspettare. Cucina la tua vita adesso, in questo istante per me: usa gli ingredienti che vuoi. Donati che io ti guardo in silenzio. E mentre ti muovi e scegli ciò che metti nella pentola io percepisco certi tuoi segreti pensieri. Hai fatto molte cose nella vita e le loro tracce sono state stabilite e descritte da te o da altri: precise, indiscutibili? C’è un’altra vita dentro la nostra vita, quella che non raccontiamo a nessuno: sta lì apparentemente facile, per tutti e tutti passano oltre!
Il segreto delle nostre essenze si difende così, senza alcun orpello, l’attenzione ci attraversa, siamo trasparenti, disegni bianco su bianco, non ci vede nessuno. Ci guardano tutti, nessuno sa di noi. Quando ce ne andremo e il segno sarà mutato resterà solo la sorpresa in ritardo, la consapevolezza ormai inutile. 
Non ho scelto un bel nulla sai, ho provato a vivere anche contro i miei istinti.
 Non ci sono mai pienamente riuscito.
 La mia vita è mia, solo mia, così come l’ho avuta.
 Me l’hanno regalata i miei? Non conta.
 E’ mia ugualmente non la devo solo a loro, è il mio filo personale. Il mio sogno, la mia dittatura, ciò che amo o non amo. La mia personale idea di donna e di amore.
Abbiamo ancora un territorio molto vasto da attraversare, forse meno colorato e vario ma vasto e non me lo immaginavo. Parlare così facendo cadere le parole in questo silenzio di neve; sentirle frusciare tra noi pronte a farsi studiare, inquisire. Amare. Capita, non è comune ma capita, e’ un fiore delicato e gentile, come lo specchio di cui parli. faccio di tutto per non romperlo. Più faccio meno funziona.
Le scelte sono di due tipi amica mia: quelle costruite e perseguite con intensità. Volute per analisi o intuito. Restano, lasciano il loro marchio sulla pelle della vita. Poi ci sono le scelte “non scelte” quelle che scorrono subdole, te le trovi tra i piedi magari anni dopo, con tutte le conseguenze del caso. Guarda quanta nebbia abbiamo intorno, le facce spuntano davanti all’improvviso ma ci mancano i contorni, il prima e dopo, il panorama per intero. Questo è quello che ci uccide.
La famiglia…quale? Non certo quella da cui siamo nati, nell’altro secolo, in quell’altra Italia dai ruoli definiti. Quella scordatela. Ci sono le alternative, alcune disgustose, altre molto buone ma ci vuole amore, non quello abusato e scritto. No, ci vuole amore con intuito e pazienza. 
Amore oltre il sesso e con il sesso, tempo, pacatezza. Un sorriso e soprattutto niente soldi in mezzo ai discorsi!
 La cosiddetta necessità economica rovina qualsiasi rapporto, un sole acido che fa appassire il paesaggio. La mia vita dice questo, i miei ultimi 35 anni lo ribadiscono. Noi ci scriviamo e parliamo liberamente perchè non c’è il suono del soldino che rotola a accompagnarci.
Sono coperto dal silenzio. funziona come la neve? Quando, bambino, vivevo in Lombardia mi accorgevo subito al mattino appena sveglio se fuori era caduta la neve: c’era un silenzio speciale. Mi piaceva, mi sentivo coccolato tra le coperte e poi, fuori andando a scuola, giocavo a lasciare orme sulla coltre candida. Ma adesso la pianura è lontanissima e lo sei anche tu: ogni giorno che passa sempre più. Non so dirti come e perchè, c’è una spiegazione per ogni cosa? C’è una lettera per ogni momento? Oppure vi sono momenti senza parole? Mettiti in ascolto, siamo su ellissi distanti ma ci siamo conosciuti. Ho qui i documenti che lo provano, ci siamo conosciuti e ci siamo parlati perchè sentirsi distanti ugualmente? Ieri ho cercato di aprirlo questo silenzio con cose nuove da dire: non ce n’era neanche una! Ho riprovato con quelle vecchie, tutte inutili. Così sono rimasto nel silenzio di neve che mi circonda. Mi sono detto – capirà l’inverno, lo ha provato. Ma se questa terribile stagione dovesse macerare il sogno di comunicazione? Se arrivassero cose nuove me lo scriveresti? Ed io le scriverei? Oggi temo di non essere più in grado di comunicare niente. Dovrei dirti di tutte le cose che non vanno? Assediare la tua mente con facsimili delle storture uguali a certe tue che solo intuisco? Meglio sarebbe raccogliere gli ossi di seppia del passato, delle estati a mare, delle ragazze con la pelle abbronzata e del desiderio di fare l’amore per l’amore…tanto domani sarebbe stata una bellissima giornata. Mi attraversa ogni tanto il ricordo di quel tempo, una stilettata, un’apnea da lasciarti senza fiato. Aiuto! Grido. Aiuto, affogo in tutta questa vita! Lasciatemi marcire nel mio vecchio e accidioso autunno. Non voglio morire, non voglio finire in nessun modo. Datemi un’altra dimensione, un altro mezzo, un altro ballo, un’altra finestra da cui guardarti perchè, lo sai, non posso fare altro. E se altro ci fosse non è detto che sarebbe meglio di queste righe battute sulla tastiera di un Pc. Fuori stasera è grigio e ormai è calata la sera: accendi una candela anche per me.
Come si vince la tenerezza? E’ utile vincerla? Ci annego dentro dopo esservi scivolato, dovunque mi giri vedo il tuo volto e sento la tua voce. Ma so che questa parentesi si è chiusa: ci rifletto sopra da settimane e non ne trovo le ragioni, resta sempre la sensazione ineludibile che questa trasmissione sia finita. Ciò che si portava dentro resta perchè è sincero, vero. Importante. Non è un contentino è un pezzo di vita che se ne va. Non potrebbe essere diversamente per me, non ti avrei scritto, non mi sarei scritto! Ho un album dove tengo la mia vita: ci sono pochi sorrisi, uno ti appartiene ed è coperto da un foglio di velina chiara che ne sfuma i contorni ma lo protegge per sempre. Sai, mi chiedo, terminato io, a che servirà e a chi servirà il mio album, la trasmissione delle emozioni con la scrittura quanto regala della verità intima? Guardo la tua vita, due convogli ferroviari che corrono affiancati per un lungo tratto. osservo i visi, la tavola, il cibo, la tovaglia. Le luci. Guardo ma non ci sono, sento ma sto in silenzio; tu vivi io celo la mia inesistenza. Non sono pubblico ma potrei dirti molte cose, molti momenti di questi tuoi settanta anni.
Poi ti volti e mi guardi, il resto non c’è più…sei capace di arrivare dritta al cuore, l’ho sempre saputo sono gli altri che non lo sanno. Mi agganci con i tuoi occhi e sorridi solo per questo sconosciuto – "continua scrivere per te stesso , non smettere, ti chiedo soltanto questo, smettila di fare danni" – Ed io non so più che dire. Annego in un mare di lacrime, le uso come inchiostro simpatico: ci sono, non ci sarò, leggerai ugualmente. Siamo due ellissi. Siamo stati bellissimi, non riesco a scrivere addio.

Intelligenti pauca

Mordecai Richler



I luoghi proibiti dove si daranno convegno i peccatori (sbottonandosi la patta o calandosi le mutande per fare due chiacchiere come si deve) non saranno più i bordelli, o casini che dir si voglia, ma le biblioteche, sotto costante minaccia di chiusura a opera della Buoncostume letteraria. E la nuova malattia sociale sarà l'intelligenza.

31 mag 2018

Una nuova avventura

Il destino si ripete e fa eco a se stesso. Vi sembrerà strano ma debbo lasciare casa nuovamente, qui gli eredi vendono ed io con entusiasmo per i cambiamenti sono già da mesi in cerca di vista mare ed Etna.
Mezza Catania è in vendita,  non cerco la luna ma solo una terrazza così ma

non trovo nulla. Questa è in affitto e purtroppo non si vende.Ero a Catania per concludere, contenta, da un lato il porto e la visione del mare fino ad Auguta e dall'altro l'Etna che sembra si possa toccare. 
Il mio sponsor ha messo il veto. Basta affitti ora si compra. Sono rientrata ubbidiente ed in attesa che lui trovi quello che io desidero posso sognare un nuovo stile, una nuova vita.
Ci sono così tanti discorsi su come vivere lo stile di vita bohemien di quei tempi. Parole come "boho", "bohémien", "boho chic" appaiono qua e là, le riviste sono piene di vestiti,  le celebrità sono piene di ispirazione, dai set cinematografici alle stampe floreali in stile festival. E tutti ne vanno pazzi. Ma cosa significa veramente essere bohémien?
Lo stile bohémien è stato progettato per le persone che amano la libertà, il flusso libero e uniscono la natura e l'avventura all'interior design. In breve, lo stile bohemien è per chi pensa fuori dagli schemi, spensierato, rilassato e inusuale. Ispirato dai vagabondi dell'Europa centrale chiamati Gypsy, Bohemian descrive persone che non erano d'accordo con le opinioni sociali e politiche del 1800. Sento di essere vicina a queste idee riguardo all'attuale situazione, e ho la fortuna di essere libera da lavoro e obblighi sociali, sola ed "anziana" non debbo inchinarmi a nessuno.E inoltre costato che da sempre le tendenze moda , design arredamenti  le ho anticipate e messe in atto salvo poi vederne la diffusione nei vari settori e nello streetstyle subito dopo. 
Il costo del mio stato di libertà è stato alto, su tutti i fronti, ma di questa disgrazia ne ho fatto una risorsa.
Cerco di combinare l'essenza della liberazione della vita spirituale con la filosofia, e adesso il mio impatto con il mondo significa saltare in una vita a colori, verde e di luce. Ho deciso che non tornerò a Catania in cerca dell'attico con terrazza panoramica, ci penserà il mio sponsor, io intanto progetto il mio sogno da realizzare.
Non mi sono mai preoccupata di ciò che pensano gli altri, peccando di presunzione e senza acredine ma con una sorta di snobbismo, buono e comprensivo, alle opinioni ed ai giudizi ho sempre risposto con un "poverini non possiedono le coordinate per capire" L'auto-espressione di solito va al di sopra della ricchezza e della reputazione, e la passione è tutto, anche se non porta alcun guadagno. 
Sarà così  l'angolo lettura ?
troverò queste tende? intanto è in programma una visita in Marocco e a settembre si va a Tunisi.

Possibile mantenere lo spitito bohémien nel mondo moderno che cerca continuamente di cambiarci? Sì. Boho non è solo moda. Bohemian è visione, vita, un modo di vivere. Quando apprezzi la tua libertà, lo stile e la creatività, quando vivi secondo le tue condizioni, mostri al mondo che è possibile rimanere invariato e fedele a te stesso.Possono chiamarti come vogliono, un boho, un hippie, uno zingaro, incosciente, infantile, non cresciuto ma tutto ciò che conta è che vivi secondo le tue convinzioni e persegui la tua felicità
Questo living è esagerato, ma l'idea  e questa.

Poi ci sarà la terrazza e li non porrò limiti all'esagerazione, troveranno posto i miei mobili di alga intrecciata , con i cuscini ricamati ricavati da un magnifico grembiulone antico trovato in un mercato di antiquariato in Piemonte, e poi lanterne, piante pensili, antichi bracieri, e... e...e ...

16 mag 2018

SUBLIMARE LA CONTRADDIZIONE



Una signora che conosco va in giro con vistose scollature, occhiali a specchio alla Steve MacQueen, capelli bianchi raccolti e anfibi inglesi con la punta di metallo.
Potrebbe sembrare post punk se non fosse oltre i sessanta,  si potrebbe sospettare che cerchi un amante se non ne avesse già due, potrebbe apparire straniera se non fosse del basso Lazio, malvestita se non fosse naturalmente elegante, un killer evaso da un video gioco invece che una stimata professionista.
Lo scopo del suo vestire è semplicemente lanciare messaggi contraddittori e portare scompiglio negli occhi di chi guarda per rivitalizzare il mondo e se stessa.
D’altronde la realtà come noi la percepiamo è un’illusione , avvertono i buddisti da secoli ed i fisici solo da qualche anno.
Quindi comportandosi senza alcuna logica coerente si è al passo con le moderne scoperte dell’anima, della scienza e della tecnica.
Quel che si vede è nei nostri occhi, e tra l’altro non sempre lo si osserva con attenzione.
Per esempio una donna avveduta trae ispirazione dalle meraviglie, e ne fa un uso salvifico nelle situazioni noiose, imbarazzanti e nei momenti in cui c’è bisogno di un vento “rivoluzionario”.
Mi vengono in mente una serie di esempi, giustificazioni morali, culturali e filosofiche o assolute scemenze per non essere troppo coerenti.
Ispirarsi ai messaggi subliminali, cioè informazioni e immagini che si assimilano inconsciamente, scritte, suoni,  che restano nella memoria di chi osserva senza che ne sia consapevole.( penso ai messaggi subliminale della Coca cola negli USA degli anni ‘50 o a quelli del supermercati già dagli anni ’70).
Cercare di non cadere nella trappola filosofica, difendersi dall’accusa di dire una cosa per poi farne un’altra, predicare bene e razzolare male, facendo proprio il concetto di Parmenide che la contraddizione non appartiene all’essere ma solo alle apparenze.
In caso di un bisogno ulteriore di difesa da attacchi ed accuse si può usare Platone e confondere le idee. “la conoscenza nasce dalla meraviglia nei confronti della realtà e consiste nel chiedersi il perché delle cose” e non bisogna cedere di un sol passo nel concetto di non contraddizione chiamando a difesa Aristotele “E’ impossibile che la stessa cosa sia ed insieme non sia”.
Tale principio va confutato senza rispetto per Aristotele e di conseguenza : ogni affermazione può essere insieme vera e falsa, e non esiste alcuna possibilità di distinguere il vero dal falso.
E questo fa pensare alla mia incoerenza  per essere una Stregabugiarda profondamente sincera.
Chi sostiene che un discorso, l’abbigliamento, il comportamento o l’amore contengono contraddizioni, crede di aver messo a tacere il soggetto e  non si aspetta io risponda olimpica : " E’ vero, c’è una contraddizione, questo significa che il mio pensiero è molto più ampio del tuo. Prendine atto e rinuncia alle tue chiusure mentali”
Sento il bisogno di spiegare agli increduli e agli scandalizzati, che non si è incomprensibili ma vacue, perché tutto e vacuo e non esiste altro oltre la vacuità. Per una maggiore comprensione di questo concetto si può ricorrere ad un esempio del Dalai Lama  (quanto bene mi ha fatto un mese a Pomaia presso il Lama Tzong Kapi ) Una corda attorcigliata su se stessa al buio potrebbe sembrare un serpente. Per noi quelle corda è davvero una serpe, anche se resta il fatto che la serpe esiste solo per noi. La temiamo perché abbiamo paura dei serpenti. Tuttavia indagando meglio scopriremo che è solo una corda. Si deve sempre discernere fra ciò che sembra e ciò che è, eppure a ben vedere non c’è niente in quell’oggetto che noi chiamiamo corda che possa far supporre che quello che noi vediamo è una corda e nient’altro.
Per lasciare una speranza a chi cerca di avere a che fare con il mio essere caleidoscopico, mi piace citare Poe, quella parte della letteratura americana affascinante e misteriosa:
“ l’ingegno umano non riuscirà mai a concepire un cifrario in cui l’ingegno stesso non possa scoprirne la chiave”.



12 mag 2018

Gipsy Style

Sono rientrata ieri, e oggi mi ritrovo a ticchettare su questi tasti con un pensiero:
Vivere nella ricerca costante
del "modo giusto"
di stare al mondo.

31 mar 2018

Pasqua





Sono iscritta da anni, ma vengo a trovarmi a intermittenza e ho sempre intenzione di scrivere mille cose..., come in un diario privato e segreto, ogni tanto dedico un po di tempo e le bozze aumentano e sono sommersa dalle mie curiosità..
Poi l'amore per i ricami e la Francia, mi hanno fatto scoprire blog fantastici, e così da qualche mese a questa parte, mi vengo a trovare e Vi vengo a trovare, e vi ho scoperte in tante, tutte eroine quotidiane di un universo donna forte, tenero, fragile ma non debole, artistico e sensibile, insomma... mi avete dato la conferma che siamo noi a muovere in mondo... nei nostri cuori non alberga violenza, potere, prevaricazione, guerra... ma ricerca di pace, unione, amore materno e filiale, rispetto per le tradizioni, comprensione del diverso.... Pensate... in questo momento di augurio di Pace e Resurrezione l'uomo...alimenta 172 focolai di guerra nel mondo.
Una buona Pasqua a tutti

29 mar 2018

LORO ? Gli omologati !

Sono arrivati nei giorni scorsi questi fiori, un buon giorno e l'invio di una bozza da leggere e magari pubblicare, se lo desideravo, su questo mio blog.. Ieri un nuovo post, lungo, pieno di considerazioni, spiegazioni, traboccante di vita, sogni desideri, ripasso di visioni proprie addolcite da lontananze e nostalgie.
Da quel post di omologazione estrapolo questa frase "Avevo chiesto ad alcuni blogger di prendere il testimone: ho in archivio una marea di testi, datati certo, ma li ritengo più che dignitosi."
Lo scritto è permeato di quell'amore per la scrittura e dall'ossessione di lasciare un segno. , Non è vero che tutti hanno rifiutato di prendere il testimone, io per esempio ho sempre detto che mi sarei sobbarcata a quell'immane lavoro, con dedizione e con il piacere di sistemare e catalogare e commentare per tempi e temi scritti che trovavo belli e sintatticamente perfetti. Si parlava, si programmava e con il nascere di un nuovo giorno una inspiegabile frattura.
Più volte il blogger tornava con un certo imbarazzo,  ma il pentimento arrivava subito dopo accompagnato da episodi eclatanti che forse avrete letto e che non hanno alcuna spiegazione plausibile se non quella, che il desiderio veniva smorzato dalla consapevolezza che io non fossi all'altezza, oppure preso da altri contatti, chimere.
Omologazione allora era altra cosa.
Sono lontana dal mio ordinateur altrimenti avrei pubblicato Canti Barocchi, così come il blogger in oggetto mi aveva pregato di fare, prima dell'ennesimo pentimento e  poi prendere la decisione di postarlo da lui il 4 Aprile.
Inoltre, confesso che mi sono stancata, la conoscenza delle sue azioni, le reazioni, i comportamenti da querela delle sue "amiche" e suoi, i commenti e i link postati al ludibrio della blogsfera, hanno tarpato il piacere della lettura, adesso leggo e quello che credevo sincero mi sembra tutto un teatrino, messo in piedi per gioco, e ripenso spesso alle frasi di antiche diatribe e plagi, e do una spiegazione a questo pubblicare e ripubblicare, è un modo affinchè i motori di ricerca ne diano una sola paternità e provenienza ?.
Quello che leggo nei blog, è il contrario di quello che leggo fra le mie carte, e anche le scambievoli "stime" reciproche appaino ridicole alla luce di quello che vi è nella pancia del mio computer. Che magnifica esperienza sarebbe stata quella di comportamenti lineari e credibili, quella di scelte consapevoli e basate sulla dignità di accettarle ed esternarle. La cosa terribile di tutto ciò è ipocrisia, con l'aggravante del vittimismo e della cattiveria di imputare agli altri gelosie, invidie e frustrazioni.
Non sono arrabbiata, non lo sono più, purtroppo mi sembrate patetici ad affannarvi fra blog, commenti, litigi e il tuo stupido divide et impera.
Voglio un mare di bene comunque a quei pixel che mi hanno fatto vedere ricciole, pelli brillare sotto il sole, cavalcate storiche, e zompettate fra antiche pietre.
Ora, di nuovo bloccata, senza che ne sappia la ragione, guardo i fiori arrivati via wharsapp e non posso neanche ringraziare.
Sarà arrivata la vera liberazione?