21 ago 2018

Una via di fuga


In modo stabilito

by Enzo Dal Blog rivelazioni sparito da tempo e post pubblicato il 3 Febbraio del 2015
“Children see magic because they look for it.”Si nasce in modo “stabilito” nel senso che in un tal giorno e ad una tal ora entri a far parte del genere umano, che ti piaccia o meno .Sembra una dinamica ineluttabile, il lampo improvviso di una rivelazione personale: ma io non credo che sia interamente così, il venire al mondo è solo una scena di una commedia scritta prima, in un altro tempo, con un motore che spinge e guida verso obiettivi che scopriremo, se li scopriremo, solo alla fine.
Mi è venuta voglia di sfogliare l'album e di sorridere nascostamente a tutte queste parole messe ordinatamente in fila l'una appresso all'altra. Non tutte le faccende hanno appigli che consentono almeno una parvenza di comprensione; questo libro è una fuga, ben vestita (credo) e organizzata con la logica di un maturo signore ricco d'esperienza e solitudine; le righe scritte o riscritte sono il riflesso di un concetto esistenziale che non prevede l'età ma la surclassa, ci gioca e pensa scioccamente di averla fatta fessa. E' in questo luogo che gli anni riesco a tenerli a bada, solo qui posso permettermi di sbagliare e poi disquisisci sopra con charme e in rima.
Fuori da qui ci sono solo schiaffi in faccia...qualcuno di essi riesce ad entrare fino all'anticamera di queste pagine. Non mi sono arreso ma questo non elimina la mia sconfitta nell'altra vita, là dove tra i 18, i 38 o i 60 la differenza esiste ed è palese. Cerco di vivere questa e quella, anzi ho provato talvolta a essere poligamo e farle risiedere entrambe vicino al cuore.
Non ci sono riuscito, le due signore sono litigiose e incompatibili l'una all'altra, non ho alternative a questa dicotomia. Ma dentro la mia vita "mentale" il concetto di errore è diverso e ha ragione chi dice che spesso amiamo le cose che apparentemente disdegnamo secondo la logica corrente; forse è solo il tentativo di nasconderle o proteggerle dai poliziotti dell'altra vita, quella in cui siamo debitori di qualcosa a qualcuno. Il senso vero e profondo di scrivere e di farlo così è quello di nobilitare quel mondo di emozioni e idee che fuori da una pagina sarebbero accantonate in un angolo a fare tappezzeria mentre le squillo di lusso dell'alta società divorano le notti fra brindisi e coiti da alta moda.
La bellezza vera trascolora se non la nutri d'amore, rinsecchisce e invecchia fino a svanire anche dai ricordi frammentati in questi giorni in cui le sconfitte sono uno standard consueto. E' qui che un sorriso davanti ad un tazza di latte diventa un brindisi scintillante, qui che una riflessione attenta trova lo spazio della comprensione, qui e soltanto qui, dentro questa via di fuga.

20 ago 2018

Se tornassi a scrivere

Se tornassi a scrivere
prenderei la prima virgola
per appenderla al tuo orecchio
che mi regali di nuovo il volto e il cuore.
Se tornassi a scrivere
non avrei più niente tra le mani
se non il ricordo di una intesa
da regalare al mio tempo nuovo.
Se tornassi a scrivere
lascerei finalmente libero
il sogno di ciò che mai sono stato
e tu lo leggeresti altrove
e in un altro mondo.
Stasera ho nostalgia dei blog, dei tempi in cui un fatto avvenuto, una immagine un ricordo sfociavano nella voglia e l'urgenza di condividere, l'impellenza di venire a scrivere prima che sfuggisse l'idea. Mi piaceva molto questa mia casa e ora che non le dedico molto tempo, vengo a riguardare e rileggere e confesso che i post mi piacciono ancora.
E mentre le bozze mi guardano implorando di essere pubblicate io mi soffermo fra poche righe non mie, ma di Enzo Rasi che rafforzano la nostalgia di allora e ancora mi emozionano.

10 ago 2018

"Senza uscire dalla porta, conoscere il mondo! Senza guardare dalla finestra, vedere la Via del cielo! Più lontano si va, meno si conosce. Perciò il Santo conosce senza viaggiare; egli nomina le cose senza vederle; egli compie senza azione."

Tao Te Ching, XLVII

1 ago 2018

NOI SIAMO LA GRECIA

Ortigia, Ellas,

NOI SIAMO LA GRECIA

Stasera ad Ortigia la sera scende placida e piena di richiami sonori: dai grandi alberi sul lungomare gli uccelli si apprestano a lasciare spazio alla notte che viene.
Non lo sentite l'eco lontana della voce di Dionisio... non avvertite il passo lento di Archimede sospeso dentro i meandri della sua mente in ricerca costante? Stasera il mare è un breve sentiero tra questa costa e l'altra immaginata, sognata, pensata. Studiata. E ' vicina la Grecia, comune lo Ionio profondo e ventoso, comuni i visi e i colori: questo è il Mediterraneo signori, la nostra fonte unica in cui si sono rispecchiati i sogni delle generazioniper millenni, Questi siamo noi e i nostri miti terribili e fanciulleschi assieme, la nostra poesia di vivere e pensare di essere eterni nel ricordo degli altri, nella letteratura degli altri.

Noi siamo la Grecia vecchio e sordo professore dei soldi mancanti, tu forse no ma noi veniamo da lì.
E’ tramontata la luna,        

e le Pleiadi;                                                      

e la notte è a metà,                                          

ed il tempo trapassa,

ed io riposo in solitudine.

E mi prende un desiderio di morire,

e di vedere le rive dell’Acheronte

coperte di rugiada, fiorite di loto.

Questa era Saffo professore (E.R.)

Sto sistemando i latifondi del mio archivio, e ritrovo la voglia di comunicare quanto di condivisibile e di bello questo elettrodomestico mi ha regalato e continua a regalarmi. Il post originale di un bellissimo blog sparito da tempo, GEOGRAFIE EMOTIVE di Enzo Rasi aveva a fronte la poesia di Saffo in greco, che non ho voluto trascrivere... trovo lontanissimo dal web il latino, anche se in ogni momento ( inconsapevoli) ne usiamo molti termini, figuriamoci il greco che per molti è incomprensibile e illeggibile come l'aramaico antico

28 lug 2018

Santa Maria La Scala

Ho avanti a me lo stesso mare, mi affaccio al piccolo belvedere e ricordo questo scritto, l'ombra che aleggia fra i pensieri verso chi sa essere portatrice di zizzania, fra quelle creuse intromesse qui, senza una apparente logica, e lontane anni luce dall'infuocata passione della lava.

Mi guardo attorno, scende la sera di quest’ennesimo stagione sui generis, adesso è l’ora di tornare dentro il mio abito e dentro la scatola di latta che mi ha portato sino a qui.
A Zafferana una granita di mandorla e poi giù, verso lo Jonio e Catania, in discesa verso la scogliera nera e acuminata che ha raccolto per millenni le voglie accese del vulcano.
Da qui, ad un paio di metri dall’acqua, i particolari si vedono bene. Cammino un po’, mi guardo in giro, il bar è aperto, la vecchia che ha il banchetto di frutta e verdura sta chiacchierando con una come lei: sottana grigia e sciarpona di lana grossa. Un caffè? Ma sì, me lo faccio anche se è il secondo della giornata, l’aria di mare mi ha svegliato del tutto.
Queste lave a colonna sono proprio uno spettacolo… “un’immensa colata lavica che nel 1669 arrivò fino al mare e, raffreddandosi, diede origine a questa immensa muraglia alta anche 80 metri sull’acqua, le strutture di basalto lavico qui rappresentate sono uniche per forma e dimensioni per la loro peculiare disposizione colonnare…”
Sarà, ma io non riesco a dimenticare la prima impressione: nero dentro l’azzurro e una particolare trasparenza cinestrina del mare, un colore grigio verde che sfuma in un rosa confetto là dove le alghe hanno dipinto il loro margine.
Il caffè è buono, il tizio che me lo ha servito fuma distratto e le due vecchie, per strada, continuano le loro chiacchiere: a S. Maria la Scala stamattina non c’è quasi nessuno e non si fa quasi niente. Perfetto. Riordinare i pensieri? Impossibile, troppa fatica e io sono pigro, molto pigro, al punto che vorrei che queste righe si scrivessero da sole e raccontassero di come la nostra vita è plasmata dal grembo naturale che ci accoglie dalla nascita, dai seni che ci allattano bambini, dal pane e dall’olio col pomodoro, dal profumo di basilico e dall’accento del dialetto che ascoltiamo quando ancora abbiamo strada davanti. Quattro passi fra il piccolo molo e gli scogli neri, una trazzera di’ mari da queste parti una creuza de ma’ mille chilometri più a nord… La musica e l’arte che sono amore e passione li fanno coagulare assieme, diventano il medesimo sentiero, la stessa placida prospettiva. Tutto questo non cambia una riga della mia vita, della mia pigrizia sostanziale; nel mio sud c’è un altro mezzogiorno, un altro alito tiepido da cui non riesco a staccarmi…nonostante la giacca e la cravatta. Nonostante la lingua italiana.

Tutto è dominato dal grande vulcano : è così immanente che puoi sentirlo anche quando non lo vedi: io abito in una città in bianco e nero, in salita verso la montagna, in discesa verso il mare. All'angolo superiore di Piazza Borgo, oggi pomeriggio, c'è il vecchio che vende gelsi neri. Quando mi fermo si alza dalle cassette di legno che gli fanno da sedia e attende la mia domanda sul prezzo. Sono cari.
- Quanti ne vuole, un chilo?-
- No, no, tre o quattro etti sono più che sufficienti. -
- Taliassi che meraviglia dutturi, i scartai io uno pi' uno....facemu 'na mezza chilata?-
Ma io sono irremovibile e lui, rassegnato, prende i piccoli frutti neri dalle vecchie ceste intrecciate di vimini e li infila in una bustina di plastica trasparente. I gelsi cominciano a stillare il loro succo nero come l'inchiostro. Stasera li metterò sopra un piatto bianco e giocherò a mangiarli uno ad uno nel difficile compito di non macchiarmi in modo indelebile.
Resterò a casa. da solo perchè voglio stare accucciato ad ascoltarmi. Non spingo più nessuna emozione da tempo : ne sono circondato. Quando ero un ragazzo e correvo a perdifiato, talvolta facevo la stessa cosa: restavo accucciato ad ascoltarmi e il mio spirito si sfilacciava in mille rivoli che mi danzavano attorno. Mi pareva così d'essere ricco a dismisura. Da qualche mese un'idea antica è tornata prepotente a bussare alla mia testa, ormai non posso più eluderla; questa sera che già comincia a scendere sarà l'occasione giusta per tutto: per i gelsi neri, per me… e per l'idea.
Basterà rimanere accucciato ad ascoltarmi: mi sembrerà di vivere più a lungo? Forse no. ( Enzo Rasi post del blog, oramai introvabile, Omologazione non richiesta)

Questo scritto conteneva due foto, una presa dal mare con l'incombente parete di roccia e l'altra una magnifica visione notturna di Iddu in eruzione, non posterò né l'una né l'altra lasciando che le sillabe volino sull'idea.

27 lug 2018

Gigi Proietti - La parola "stronzo"

Comincia la giornata con un incontro... speriamo non finisca con lo stesso incontro. 

Le favole di internet

UN ANIMA BELLA, scritti e commenti sono spunto di considerazioni per chi passa parte del giorno davanti a questo meraviglioso oggetto, di incredibile potenza e della sua magia.

Internet è magia pura, sublimazione dell’impossibile…

Però, in certe mattine silenziose ed assenti come questa, quando apro il mio blog sto bene; non devo dire a nessuno da dove vengo e dove mi dirigo.
Quello che ho scritto mi sta davanti ed io lo guardo con grande serenità.
Svaniscono le incomprensioni, le discussioni, gli asti, resto io, senza alcuna altra specificazione, così come sono.Oppure uso questo mezzo per essere altro, sognare un altra vita o sdoppiare la mia persona.
Ti da il dono dell'ubiquità. Sei in Australia e contemporaneamente a Sabaudia.
Sei sposato con prole e nello stesso tempo innamorato (s)perso perché niente cospira più dell’immediatezza del mezzo per congiungere seppur lontanissimi sospiri d’amore.
Leggo nella blogsfera :
S’ incontrarono a metà giugno ad un corso di aggiornamento farmaceutico. Entrambi titolari di farmacia, scoprirono in seguito, con amici o comunque conoscenti comuni.
Il terzo giorno del corso lui, galantemente si offerse, e già pioveva anche l’anno scorso, di accompagnarla a casa. Il quarto giorno la invitò a cena e il quinto, ultimo giorno, lei se lo porto nel suo letto.
Presto fu metà luglio, erano innamoratissimi e soprattutto inseparabili.
Chiuse le rispettive farmacie cominciava la loro estate d’amore ma .. il ma è che lui con il cuore in mano la pose di fronte ad un dilemma.
Prima di conoscerla, anzi già a marzo, con un amico avevano progettato e prenotato il mese di agosto in Australia!!!. Che fare ora? Personalmente non si sentiva di lasciarlo solo e, anche, di perdere parecchi soldi che sarebbero stati il meno rispetto alla gioia di stare insieme a lei. già e l’amico?
Ebbene lei decise generosamente che NO! Lui sarebbe partito e si sarebbero scritti ogni giorno via e-mail.
Le lettere arrivarono giorno dopo giorno con dovizia di particolari e instantanee dai canguri ai pappagalli, gli aborigeni, le spiagge assolate gioia dei surfisti, i selfie di lui con i capelli al vento, lui abbronzato, lui che le mandava un bacio.
Che meraviglia l’Australia ma come bruciava la lontananza!
Lei a distanza di qualche giorno dall’agognato ricongiungimento uscì a cena con amici ed incontrano altri amici di amici. Soliti discorsi e a un certo punto lei disse che per partire qualche giorno aspettava che lui tornasse dall’Australia.
Lui chi? … lui lui? Ma non è possibile! È a Sabaudia con la moglie!
Fu il gelo ad agosto.
Lei tornò a casa ricevette per alcuni giorni le sue lettere d’amore con il countdown dei giorni che mancavano … meno uno … ci siamo! “Arrivo stasera tardi, i bagagli, una cosa e l’altra si fa tardi vengo direttamente io da te” e il resto furono parole d’amore e di desiderio.
Attaccato alla porta trovò un foglio 4 x 4
“Parto per l’Australia. Tu torna da dove sei venuto: a Sabaudia.”
Lei poi andò davvero in Australia l’anno successivo e si rese conto che era come se ci fosse già stata.
Lui la teneva per mano, non c’era ma era come se ci fosse.
Questa è una storia vera di quelle che possono accadere soltanto in estate e soltanto se si ha una forte dose di faccia di tolla come quella di lui e la straordinaria capacità di fare affiorare e raccogliere i sentimenti migliori di una oggettivamente brutta esperienza. Lei in questo fu maestra.”
Questa è una banale storia di un uomo che evade da una routine, che sogna e si identifica con la libertà. Ma è una storia reale, "di conoscenze fisiche, quindi patetica ed ordinaria". A sollevarla dal fango della realtà internet. A dare la magia di una emozione e di una conoscenza le mail….
Io adoro internet, posso sognare e prendere per buono cosa mi fa star bene,
dietro questo monitor c’è chi mi fa sentire giovane, bella, principessa e Signora,
la mia identità acquista leggerezza, e le parole che invio o quelle che ricevo,
vengono
limate,
costruite,
studiate
affinchè l’immagine che arriva possa farmi felice, essere la migliore.
E se non fossero vere, originali, doppioni per altri mille contatti?
Quando avremmo avuto nella vita reale la possibilità di mille contatti? ed è certo:
non ci sarà mai nessuno seduto ad un ristorante che potrà dirmi, ma guarda che ciò che leggi non è vero, perchè è lì, è il mio reale virtuale, mi piace, mi fa star bene, e non mi ha solo portato in Australia,(con questo elettrodomestico ci sono stata) ma anche nell'iperuranio.

Oltre un certo confine, dove gli alberi si fanno radi e il silenzio non è più lo stesso, oltre la normale conoscenza con i suoi confortevoli limiti che parlano di senilità e limitazioni, c’è un altro territorio vastissimo e libero.
Nei suoi cieli si muovono le cose e le persone che ho amato di più nella mia vita, non chiedono conferme, non temono confronti, non giudicano, esistono per sempre, fuori dalle parole e da questo tempo che divora il tempo. Arrivare lì è l’inizio del vero viaggio”

26 lug 2018

Fabio Concato - Scrivimi

Se c’è un momento per osare, per fare la differenza,
per iniziare qualcosa che vale la pena fare, è adesso.
Non per una grande causa, ma per qualcosa che accende
il tuo cuore,
per qualcosa che è d’autentica ispirazione, per un tuo
sogno.
Lo devi a te stesso, per rendere speciale ogni tuo giorno
sulla terra.
Divertiti. Scava in profondità e riemergi. Respira la vita. Vivi
i tuoi sogni!
Cit.: Stephen Littleword – Piccole cose