StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

31 dic 2016

Il coraggio della libertà

L' anno si sta spegnendo lentamente, vedo la cera disciolta del moccolo ancora acceso.
Vad o indietro a un caldo febbraio, un desco sul mare e gli occhi alla bianca neve.
La ventosa Tindari, le pietre barocche e un luogo in cui senti le presenze di Plinio, Adriano. e affacciata alla rotonda a mare è come fare un aerosol, un bene al corpo e allo spirito
Rivedo i binari dei tanti tragitti ... fra due città pietrose e fredde, i compagni di viaggio, scoperti forse troppo tardi, ma che lasciano un profumo di nuovo e sconosciuto, di realtà che ho avuto sempre sotto gli occhi e mai viste.
E' stato un anno in cui credo di aver allontanato la maggior parte dei condizionamenti, ho frequentato pochissime persone, ho fatto solo e sempre cosa sentivo di fare, mangiando e dormendo quando avevo voglia di farlo. Ho avuto la fortuna, nei momenti in cui ho condiviso compagnia ed ospitalità di trovarmi fra persone che hanno la civiltà del vivere rispettando la libertà.
Sono nel luogo che questa sera sarà il fulcro dei festeggiamenti di fine ed inizio, chiuderò persiane e scuri, con la speranza che rumori, musica e frastuoni non mi raggiungano, sono avanti con gli anni, ed è la prima volta che il nuovo anno mi vedrà sola e senza una coppa di champagne.
Dal mio stato d'animo di adesso credo che sarà il principio d'anno più libero e sereno della mia vita, e la notte di San Silvestro avrà luci tutte mie.
Mi sono disintossicata dal web, ed sono diventata dipendente della lettura, non che non lo fossi prima, ma certo non in maniera bulimica, sono ritornata ai tempi in cui appoggiavo il libro al chiarore dell'alba.
I titoli sono tanti ed ho avuto la fortuna di godere di pubblicazioni introvabili, e di altri che mi sono stati di grande aiuto nell'avvicinarmi al coraggio della libertà ed alla consapevolezza di sottrarsi al pensiero dominante. E che si è liberi nella solitudine.
Sono soddisfatta nel constatare che il libro ha retto con resilienza agli urti della modernità, meglio di qualsiasi altro prodotto di cultura.
 Lo aveva detto in verità già Umberto Eco che  non ci saremmo mai liberati dei libri.
I libri sono silenzio
sono mille vite alternative
sono umanità e legame con gli altri
sono sconnessione dalle futilità del mondo
per connettersi con se stessi
 e con 5000 anni di umanità.
Ho rivisto la mia vita come pagine di un libro sfogliate dal vento.
Che sia una allucinazione o un contatto trascendente
è un esempio di come il libro sia legato alla nostra esperienza.
alla nostra mente, 
al nostro più intimo bisogno di senso.
Dentro i libri antichi e le novità
passa la modernità come passa attraverso le nostre vite.
Vi auguro, così come lo auguro a me stessa, non un anno migliore di questo che si spegne ma con tutto il cuore un 2017 fatto di cose normali, di tranquillità di vita, fatto di affetti semplici, e di un modesto ed umile sentire. Vi auguro di desiderare solo quello che potete avere, e tanto tanto amore che porti vita e pace. 




15 set 2016

Cimitero e teatro.

Old family photo
Aveva telefonato un mio cugino da Palermo, mi disse che sarebbe venuto a giorni un giornalista, doveva presentare un suo libro in una scuola di S.Agata, e con l'occasione avrebbe voluto sapere... sapere di quella tomba, capolavoro e testimonianza dello scultore  palermitano Leopoldo Messina.  IL libro del 2006 era : Qualcuno ha ucciso il generale.dopo il dibattito con gli studenti sarebbe venuto a trovarmi.
Sono la pià piccola di tutti i cugini, ero tornata ad abitare la casa di famiglia, rientrata a Sant'Agata dopo un infarto. convinta che da li a poco mi sarei trasferita in quella eterna.
Il palazzo Liotta era come lo avevo lasciato trenta e più anni prima, Maria , oramai cinquantacinquenne, pensava a tenere tutto in ordine e pulito da quando, coadiuvata da altri, aveva solo 15 anni.
Ero sola e la casa di famiglia, non considerata in gioventù, mi apparve come un sogno,
Possibile che salendo la scala dalle grandi finestre del pianerottolo non avessi mai sentito da ragazza il meraviglioso profumo del gelsomino centenario, e mai l'inebriante odore della zagara che inondava tutto il quartiere?
Dall'ingresso la scala scendeva al giardino, ultimo nel centro del paese con l'impianto di metà ottocento, e con la grande palma al centro di una aiuola, piantata da mio bisnonno, al passaggio di Garibaldi.
Old Family Photo Studio




Old Family Photo Pranzo


Old family photo


Old Family Photo La mia camera


Al suono del campanello mi affacciai sul pianerottolo, lo vidi salire, aveva una bella immagine il capello lunghetto e selvaggio alla Maldini, imbarazzato, forse impacciato, mi salutò farfugliando credo un "il presidente ha avvisato della mia venuta ?" gli sorrisi e lui fece i complimenti chiedendomi se abitavo da sola la grande casa, e aggiunse carinamente, che, abituato a Milano, questo poteva considerarsi un grande spreco.
Matteo Collura disse che era sua intenzione scrivere  un racconto, da inserire insieme ad altri, o un librosul terremoto di Messina.
Mi chiese notizie sulla tomba Liotta, e mi riferì che essa e lo scultore Messina erano stati oggetto di tesi di laurea, cosa di cui io non ero a conoscenza.
Gli mostrai le foto inedite del terremoto  scattate  da mio prozio, appassionato di fotografie, hobby che a fine '800, primi '900 solo pochi potevano permettersi.
Parlammo del libro che aveva presentato e che mi ero affrettata a leggere, non appena saputo della sua futura visita, fummo concordi nel pensare che "Qualcuno ha ucciso il generale", denunci uno dei tanti misteri della storia dei Mille, e delle battaglie garibaldine.
Gli raccontai quello che sapevo della tomba, e dei racconti di famiglia, a cui ,in vero, fino dopo i vent'anni non prestavo molta attenzione, parlammo della enorme tragedia, delle innumerevoli testimonianze di foto e scritti che documentano Messina ed i paesi limitrofi dello stretto, ma dal punto di vista della spettacolarità dell'evento è la tomba dei piccoli Liotta ad esprimere la rappresentazione più efficace.
La zia Giovannina, così si chiamava una cugina di mia nonna, lasciò Messina per recarsi a Sant'Agata per il battesimo del nipotino, figlio della sua primogenita.
Non portò con se i figli,  e neanche il piccolino, che attaccato alla sua gonna voleva andare con la sua mamma.
Alla stazione lei stacco la sua manina lasciandolo piangente, e convincendolo di restare con i fratellini ed il papà.
Immane tragedia non risparmiò i sei figli, il marito ed il cognato, e lei, fu ospitata nella casa di sua figlia, perse la parola e castigava colpendo con la mano, quell'altra che aveva staccato dal piccolo.
Nel 2008, Matteo Collura inserì in una nuova edizione di Sicilia Sconosciuta la storia di questa tomba negli itinerari messinesi, ma diede subito alla stampa nel 2007 , L'isola Senza Ponte, dove un intero capitolo LA MESSA IN SCENA DELLA MORTE è dedicato al sepolcro e allo scultore che magistralmente ha rappresentato un dolore corale con soltanto il corpo di un bambino e un angelo, la madre, che scava.
Old family Photo
" E' uno spettacolare esempio di esibizione del dolore ( ma sarebbe meglio dire di elaborazione del lutto, e cioè della particolare ritualità dei siciliani nel celebrare il mistero della morte), la tomba con scolpito il corpo di quel bambino ucciso dal terremoto.
Si prova una sensazione difficile da rendere nel leggere al centro di ognuna delle otto corone i nomi : Aida, Angelina, Marana, Gaetano, Clelia, Peppino, Ciccino, Attilio. Sei sono fratellini Liotta, tutti finiti quella mattina sotto le macerie Gaetano è il padre Ciccino un fratello di questi.....
Questo racconto doloroso e patetico mi è venuto spontaneo, mentre scrivevo avevo davanti alcune photo che ritraggono la tomba della famiglia Liotta. Di fronte a quelle immagini ci si sente spettatori di un mistero crudele quanto insondabile. Quel mistero che mobilita e commuove le folle siciliane nella rievocazione e morte di Gesù........
..... ma erano essi ( i conventi) a conferire alla citta la cupezza sua e il suo carattere, il suo decoro, ed insieme il senso di morte che neppure la frenetica luce siciliana riusciva mai a disperdere.....
Vitaliano Brancati fa dire ad un suo personaggio che lo sforzo costante della sua vita è stato di vedere la luce nel mondo ( e per lui la luce è quella della Sicilia)......
.... La contemplazione della morte, se da un lato è una filosofia di vita, dall'altro può essere la vita stessa che si specchia nel suo contrario, per riceverne forza, senso e conforto.
Abbiamo detto contemplazione, ma avremmo potuto dire "rappresentazione" dando così un significato che va oltre il più che comprensibile dolore di una donna il cui terremoto ha portato via sei figli il marito ed il cognato.
Un significato che ha dato sfogo alla terribile "spettacolarità" della tomba Liotta di Sant'Agata Militello.-Matteo Collura 
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PS. Giro per casa, guardo accarezzo e .... fa male sistemare i libri ed inserire gli ex libris dove mancano... si entra nei meandri dei ricordi, unico capitale che ho.

28 ago 2016

Afrodite, le facce dell'amore

2016, l'estate è cominciata tardi, ed è finita presto.
I progetti erano ancora la costiera e l'isola del lusso ma anche dell'amore. 
Riposo , dieta drastica e fermo di carburante, il mio, quello estivo evocatore di profumi e suoni di giovani anni : Il Negroni.
Ferma fino al 4 di settembre, e dato che non si può sempre passeggiare, fare shopping, ricamare, cucire (niente lavori di casa o cucinare, non fanno per me!) sto in giro per internet, non mi faccio mancare Pinterest con  i progetti e i desideri che  da esso nascono, e poi vengo a trovarvi, ognuno di voi con la vostra unicità mi regala qualcosa, oltre al fatto che mi innamoro spesso di letture coinvolgenti ed interessanti. 
Dal momento che oggi mi sento, lenta, languida, nostalgica parlo di Afrodite, lei si che se ne intendeva di amore e di amori. Sono in questa tappezzata di libri, ma mancano i miei libri, e non ho trovato nulla sulla mitologia, spero di ricordare gli intrighi e se la memoria mi inganna mi perdonerete.


 AFRODITE

I miti dell'Antica Grecia, appartengono in massima parte a storie di Dei e Semidei, che abitavano nell'Olimpo. Ma non mancavano gli dei degli inferi, degli abissi marini, quelli che vivevano nei luoghi di guerra o dove si esigeva la loro presenza. 
Erano degli dei libertini, bugiardelli, interessati  e con le loro diavolerie, tradivano e ingannavano, facevano l'amore con gli uomini, e così nascevano i semidei.
Io non sono abbastanza disinibita,  e adesso basterebbe una parola di cinque lettere; cercherò di riferire con garbo la storia della dea dell'amore.
Ciò detto, il giorno che Crono, (figlio di Urano) evirò suo padre e gettò in mare il divino attributo, quest'ultimo si coprì di afros, che in greco vuol dire spuma, fino a mutarsi nella bella Afrodite. 
Mentre Esiodo racconta la cosa in modo crudo, Botticelli dipinge la nascita della bella Venere (Afrodite) non con un attributo di due metri, gli sarebbe stato impossibile in pieno '400, per giunta sballottato dalle onde, bensì immortalò la dea della bellezza servendosi di una conchiglia più adatta a farle da piedistallo.
Afrodite era alquanto snob, approdata in una isola che reputò troppo piccola, si spostò a Cipro.
Usci dalle acque completamente nuda, la cosa scandalizzò la Titanessa Temi che mando subito le ORE in modo che la coprissero.
Ma la bella fanciulla nata dal.... divino membro, non restò a lungo da sola, arrivarono immediatamente  Eros e Desiderio che, aiutati da cinguettii di uccellini, e colombe in amore, le insegnarono l'abbiccì della seduzione.
Con l'arrivo di Afrodite sulla terra cambiarono le abitudini e dove c'era guerra ci fu amore.
Omero nell'Inno ad Afrodite racconta che le andavano dietro le belve feroci, , lei gioiva e versava nel loro petto il desiderio in modo da farli giacere a coppie.
Un giorno Afrodite entrò in un tempio e le Grazie le cosparsero il corpo di un unguento dolce, profumato, divino con cui gli Dei diventavano immortali.
Ma la cosa più importante fu la cintura , una fascia di seta intessuta con i colori della seduzione, e il mito racconta che chiunque vi posasse su lo sguardo si innamorava perdutamente.
Un po' per la cintura, un po' perché doveva essere un bel pezzo di figliuola, il suo potere su uomini e donne divenne immenso.
Solo tre furono le Dee che resistettero:
Atena perchè era frigida.
Artemide perché volutamente vergine
Estia perchè aveva troppo da fare con i lavori di casa, e non perdeva tempo a pensare a certe cose.( da qui nasce l'immaginario collettivo della casalinga indesiderabile? )
Tutti gli altri appena la guardavano perdevano la testa e per primo Zeus il signore dell'Olimpo.
Omero, nel suo Inno ad Afrodite, scrive di Zeus che comanda tutti e crea con la sua ira il fulmine, ma quando "Afrodite decide"  riesce a rubare il buon senso perfino al Dio degli Dei, convinse Zeus ad unirsi ai mortali, e lo indusse a dimenticarsi di ERA, sua sposa e sorella.
Zeus, svanito l'annebbiamento, volle vendicarsi e fece perdere la testa alla bella Afrodite per un comune mortale Anchise, padre di Enea.
La Dea,  presa da dolce desiderio si presentò nuda ad Anchise, quest'ultimo vide stagliarsi la silhouette al chiarore lunare e la trascino dentro. Afrodite lo mise in guardia ma lui non volle sentire ragioni, e si disse disposto a morire anche giacendo insieme a lei.
Afrodite uccideva tutti e, a cose fatte, gli rivelò chi fosse.
Anchise terrorizzato, la prego di risparmiarlo. e lei, nel dirgli che dal loro incontro sarebbe nato un bimbo destinato alla fama nel mondo, decise di risparmialo a condizione che non raccontasse mai che erano stati insieme.
Ma Anchise, pur se futuro re dei Dardani, ragionando solo con l'attributo, non riuscì contrariamente al detto "il gentiluomo gode e tace", a tenere il segreto.
Una sera, in una taverna insieme ad amici, senti qualcuno vantarsi di aver fatto l'amore con una ragazza più bella e brava di Afrodite, Anchise senza pensarci due volte rispose, .
" Ho fatto l'amore con entrambe, e ti assicuro che non c'è paragone" 
Zeus si arrabbiò, non so se per invidia, e gli inviò un fulmine, mentre Afrodite, perdonata la sbruffonata, si pose davanti ad Anchise che fu colpito solo di striscio. Lasciandolo piegato in due. 
Sarà per questo che nella fuga da Troia, vinta ed in fiamme, Omero parla di Enea che fugge portando sulle spalle il padre Anchise e i Sacri Penati?
Ora, tirando le somme e conoscendo l'albero genealogico di Afrodite, penso che quest'ultima diretta discendente di un membro che non dice mai di no,  anche lei, tale padre tale figlia, non sapeva dire di no!
Andando indietro negli anni, cerco di ricordare dal mio periodo mitologico alcuni partner:
EFESO che la volle sposare per forza pur sapendo delle sue continue infedeltà. (categoria cornuti contenti).
ARES il dio del membro eretto. Padre di Armonia, di Phobos, la paura, di Deimos il terrore.
ERMES, con il quale ebbe un solo figlio, metà uomo e metà donna, per l'appunto chiamato Ermafrodito.
POSEIDONE da cui ebbe Rodo ed Erofilo.
DIONISIO con il quale ebbe il famoso Priapo un neonato dotato di enormi genitali , e poi si accoppio con Adone, con Bute l'Argonauta e su ciascuno vi sono tantissimi aneddoti, storie intricate di gelosie e ripicche.
Afrodite ha tanti nomi, per l'amore celeste Urania, per quello volgare Afrodite Pandemia, inoltre Kalligogluteos,  che gli antichi romani, traducevano rivolti alle matrone con CULI BONA,  la meretrice Afrodite Porne, l'empia ANOSIA,  e la mangiatrice di uomini Androphonos, e poi la tessitrice di inganni, la bella che ritarda la vecchiaia... etc etc.
Conclusione, eliminando il grande amore che abbiamo dentro di noi, per il mondo, per la natura, per i nostri pelosetti l'amore quello di cui sentiamo il bisogno perchè siamo nati per non stare da soli, quale è? dove è? che cos'è?

17 lug 2016

Bee Gees - How Deep Is Your Love (live, 1998)

Si chiama estate

Sto preparando i bagagli,la mia estate comincia in ritardo quest'anno  ma sono rientrata a casa appena 10 giorni fa.
Mentre decido cosa portare vado indietro alla scorsa estate:
Il mio tempo è fluido, pigro, la lentezza mi appaga, sono sveglia da attimi interminabili e mi sembra di non aver mai dormito, come se sonno, veglia e stato mediatico fossero un unicum.
Scorrono pini, oleandri e palme,della Cote dAzur, lui non ama il sole, non più, da ragazzo andava giù per metri e metri a prendere i ricci, dopo i pleniluni, e stava in acqua dall’alba al tramonto, ora si ferma al campo da bocce, qui giocano tutti senza età, e il campione mondiale è un sedicenne.Anche lui era un campione.
Mi avvio, la spiaggia chicchettosa  è già piena di prossimo, con lentezza mi accarezzo spalmando protezione, inforco occhiali, e mi abbandono; realizzo che due signore ingioiellate come ad un party a Miami stanno dicendomi qualcosa, ringrazio dei complimenti, avranno 200 anni ed una abbronzatura invidiabile, io, donna senza tempo non interessata mi dichiaro siciliana e che non parlo e non capisco.
Libera e defilata, mi tuffo nei sogni, ci pensa il sole a dare colore e fantasia ai miei occhi chiusi, mentre la mente vola; al mio mare è sempre stato cosi’, la risacca è una melodia, il vento caldo le carezze, e saltello fra scogli e sabbia, da allora ad ora, mentre una voce lontana mi dice di non toccare i pomodori di mare, e continuo a mangiare padelle, come sono brava a staccarle…. e poi ci sono loro, le estati lunghe, languide, nuove ed insieme nostalgiche.
Ogni estate è una rinascita, con nuovi amori, nuovi entusiasmi e progetti che non si ha più voglia di realizzare con il suo ultimo tramonto, difficile descrivere a parole il benessere e le emozioni, le presenze assolute, quasi tangibili e pur sbiadite nel sapore di sale. Realizzo che i fatti spesso col tempo non si ricordano, ma rimangono decise e presenti le sensazioni e le emorioni provate.

Il sole mi bacia, il faro mi fa pensare esperienze recenti ed i sogni si dilatano e si mescolano al tempo ed al mare.

23 giu 2016

Il sognatore

Tutto a posto, tutti i tasselli in ordine, il pranzo, il soggiorno, la cucina, i miei libri, i vinili, i cd, la stanza delle vergone dove adesso insieme al caos di lavoretti vari, di giornali, di ricami, di appunti e scarabocchi, pitture ,c'è un altro scrittoio con un pc fisso.
Il portatile è posizionato in cucina che in questa casa è più grande del salone... salone? qui lo chiamano " u cammaruni", e lo chiama così anche Giovanni, che di cammaruni ne ha otto ad andare e otto a tornare, uno degli ultimi gattopardi che vivono in una vera dimora, quella da novanta stanze che è degna di tale nome, come diceva Tomasi solo perchè non la si conosce tutta.
Da questo posto da favola sono stata strappata una mattina di tanti anni fa, messa in una macchina con l'autista e spedita dalla nonna paterna. Niente scuola, "si prosegue l'anno da privatista"! niente contatti con compagni e amici, allontanata dal barocco, dall'arte delle immagini in movimento e adesso... ? di nuovo a pestare le pietre ed il naso all'insu, ritornata dopo 50 anni.
Come il gatto di casa ho marcato il territorio, ho raccolto emozioni a piene mani come 
quella di aver sentito il tuffo al cuore della mia compagna di banco... asilo, elementari, pianoforte, un anno e mezzo delle medie insieme, ed abbiamo ripreso quel filo e quel comprenderci anche negli anziani pensieri biricchini di adesso.
Come al solito le mie passioni mi inseguono, è successo in Toscana a Roma, ed
 anche qui adesso....ma non raccolgo più. 
Adesso ? ma questa è una bozza di un anno fa, e in questo tempo ho sistemato altra casa e sono fra altre pietre, in altre stanze, con la bellezza di luoghi diversi, ma non ho abbandonato le antiche pietre e i miei oggetti dell'anima.Così adesso dopo essere stata tante cose sono diventata pure pendolare. Purtroppo una pendolare che per andare da un luogo all'altro impiega 12 ore... ma non sono andata in un altro continente sono sempre al sud.



06 mag 2016

I bracieri

Non è vero che non ci sono, ci sono e vi seguo, ammiro e leggo con interesse, mi perdo fra le vostre pagine e apprezzo la vostra costanza. Sono inquieta e ancora non ho deciso quale è la mia strada, anche se sono consapevole che può finire da un momento all'altro, il solo pensiero di fermarmi e di non progettare e non più programmare mi gela il sangue.
Adesso i miei capelli sono bianco perla Chanel, in questi mesi ho fatto molti spostamenti ed ho avuto modo di apprezzare quanto una testa canuta sia comoda in viaggio,  in un'epoca in cui nelle stazioni per accaparrarsi un carrello libero si potrebbe uccidere.
Un acquazzone e l'incertezza di andare...
Poi la strada coinvolge e la mia terra e sempre nuova e stupenda.
Avevo dimenticato i colori di Palermo nei giorni scorsi era bellissima, carica di quella nostalgica atmosfera che mi accompagna fin da ragazza.
Sono tornata a Palazzo Mirto,questa volta ho girato fra le stanze in compagnia della sopraintendente di Palermo, io con i miei ricordi di bimba, quando il museo di adesso era una semplice abitazione, e lei facendomi edotta di tutto il lavoro, la catalogazione e la sistemazione di quanto trovato in questa antica dimora, dopo l'attuazione della Fondazione.
Camillo Filangeri, conte di San Marco, se ne è andato da pochi anni, quando gli amici comuni mi informarono ed invitarono ad andare a Palermo per dargli l'ultimo saluto, io rifiutai, bellissimo ricordare con nostalgia un tempo felice. 
Adesso, passando dalla marina ho visto impalcature a Palazzo Butera, mi si è stretto il cuore e non voglio sapere, Il mio ultimo ricordo è a Baschi, li il principe con Marion avevano comprato due magnifici casali, in uno abitavano, dove, parlando di lavoro, in una atmosfera da gattopardi e vicino al fuoco vivo del camino, gustavamo un rosso siciliano.. 
Giorni prima erano venuti a trovarmi a Milano Collezioni, insieme a Elvira Sellerio e al marito.
Due coppie speciali, alti, belli, che sprizzavano cultura ed eleganza da tutti i pori, e anche allora come adesso mi sentivo felice e paga della mia vita, delle mie conoscenze.
Al museo di palazzo Mirto ho notato un antico braciere , la cui copertura è un magnifico merletto di rame, il caso vuole che io ne possegga due, oggetti che fra la perdita di tutto, sono,come per magia, ancora con me.
Così rispolverando vecchi ricordi e vecchie cose, è appena venuto il corriere che me li farà trovare nella mia altra casa, dove questa volta spero di fermarmi per un po' di mesi.
Avrò voglia di scrivere ancora? di leggervi sicuramente si.

29 mar 2016

Leale col tempo

Passano mesi interi e non ho desiderio di scrivere nel blog poi in un giorno entro due, tre, quattro volte. 
La verità che una persona arrivata alla mia età ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla 
propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c'è la luna, e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questo è il mio pensiero da mesi e mi piace moltissimo.
StregaBugiarda ed i suoi rami

28 feb 2016

La moda è..

Stamani, per caso, in FB, ho rivisto la foto di una persona, che può essere felice del suo durare,della sua immagine e del suo stile.
E allora i miei pensieri veloci hanno percorso la mia strada.
Quanti ricordi e...... mi trovo sempre fuori dal coro.
Questo essere lontana da commenti, da punti di vista, da modernità insulse che considerano i valori immortali fuori moda, non mi fa sentire, come un tempo, inadeguata o fuori posto, ma consapevole di me.
Allora in questo turbinio enorme senza schema, anzi col piacere di non stare nel coro, io scrivo, pensando al vestitino e alla scarpina con fiocchetto e cappellino da gondoliere tutto giallo, ( l'ape regina al matrimonio della pricipessa dal corredo ai grani magazzini ) o all'altro con bustier coperto da un banalissimo valenciennes con gonna in mikado, e da tutti considetato unico e "regale" bohhh!
So che adesso mi attiro fulmini e saette dalle donne, ma purtroppo sono loro che non perseguono classe e stile, non ci tengono più all'eleganza , neanche all'eleganza dei comportamenti.
Parlando di arte applicata all'industria, Milano è la meno creativa delle capitali europee.
Milano è...la scarpina.
Milano è... la borsina.
Milano è... il vestitino.
Milano è... e poi?
Quali sono le grandi aziende italiane? La Cirio? la Parmalat?...la Fiat ? nulla.
Nulla di creativo, e se c'era qualcosa di creativo, è passato alla Francia, al Giappone...
In passato la foto era nata per mostrare una realtà  presa da un punto di vista soggettivo, e nella moda lo scopo principale era  mostrare gli abiti, ma oggi sempre più spesso la foto è per mostrare il "mistero",tranne che per Toscani, per il quale anche la foto di moda è stata provocazione,
Abito di J.Patou 1928

Worth 1928

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Von Wanghenaim invece ha immortalato queste tre mise di Antonelli, se non ricordo male del 1971.

Questa una foto di Gianpaolo Barbieri del '68
e questa è la pubblicità ironica di Chanel del 1970.

che dire di questa meraviglia di Michel Compte che ha fotografato la Loren in Armani?

 e la donna squaw di un grandissimo Walter Albini in TREND del 1970 fotografata da David Bailey?

Abiti, tessuti oramai sono stile, life e ci si sente eleganti comprando un po di plastica griffata, o ancora peggio snobbando per diventare anonimi e sciatti con la scusa dell'intelletual/minimalista, e presentarsi ovunque in jeans e magliatta in cui (il massimo del kitch) c'è scritto "la classe non è acqua".
Dopo tutti questi anni di passione e lavoro nella moda posso dire che la parte più espressiva della moda è la "moda".
Mi sento viaggiatore del secolo.... e la moda non è temporaneo riflesso dell'eleganza, ma la continua fiammella del tempo...o la scintilla del tempo.  La cosa più importante nel indossare è l'ironia. Saper indossare, anche ironicamente un capo di alta moda rende eleganti.
Ciascuno di noi, non dovrebbbe mai dimenticare che ciò che indossiamo è l'idea di "noi stessi".
Gli abiti sono dei simboli, raccontano come siamo.
Guardate questa foto di Helmut Newton per Blumaruine del 1994
.Vestirsi di ironia, e saperne portare quotidianamente l'abito, è una delle qualità che fa vedere bella la vita, si avvicina con "leggerezza" alle nostre passioni.
Dalla rivoluzione della giovinezza accompagnata dalle note dei Beatles, ad oggi, abbiamo assistito ad una parata di stili e tipi femminili, mai visti in un periodo equivalente del passato.La donna bambina, la zingara, la figlia dei fiori, la moongirl e la neoprimitiva, , la vamp e l'androgina, la cowgirl e l'odalisca, la squaw, la geisha, la superwoman e la trovatella, la minimalista e la barocca, l'uniforme militare e la crinolina, la plastica e il naturale, l'opulenza e il poverismo, il glamour e l'antiglamour.( dal mio post ESSENZA DELLO STILE- Ott. 2009)
 E' anche grazie alla fotografia la moda va oltre la moda. 
Forse un giorno posterò i disegni dei costumi di Ertè per il Moulin Rouge, o per il Metropolitan di NY, dato che posso condividere la fortuna di avere delle pubblicazioni introvabili e numerate.Chi adesso è nel turbinio della moda, è cresciuto mostrando agli amichetti quelle pubblicazioni e spiegando ad appena nove anni, chi fossero i grandi, condividendo come un gioco bozzetti di Valentino,  per il NY City Ballet del 1981, che ancora adesso sono poesia.
Ci sono sempre stati dei simboli che hanno caratterizzato una generazione, ma adesso trovo che sia tutto massificato e la cosa che mi rattrista, e vedere quanta classe, carisma, eleganza, immagine hanno acquistato gli uomini, rispetto alle loro coetanee, nonostante queste siano tutte "cucite" ;-)) e spendano fortune in creme e beautyfarm. ed a questo punto uno stile "datato", in questo caso "l'anzianità", fa davvero "età" e stile.

18 feb 2016

Anni di Alchimie

Era il 1996, Incontri Venezia si faceva per la prima volta a Fortezza da Basso, Firenze. Preferii che Mara venisse con me, allora come ora penso che certe esperienze e conoscenze hanno più valenza di tre giorni di scuola. Fu per i corridoi che incontrammo Cinzia,  i suoi oggetti di design in bella mostra da Driade e Mirror Schatzi. 
Disse “Abito in Puglia, in un podere senza luce e uso l’acqua di un pozzo. Ho dei vicini con il telefono, chiamami, 5 minuti a piedi ed io arrivo all’ora che tu hai fissato”. Oggi abita nuovamente a Milano, insegna Metodologia del progetto e Fashion Design alla NABA, nuova accademia belle arti di Milano.
I miei tempi sono lunghi ed ieri ci siamo sentite, vent’anni ? un soffio con miliardi di accadimenti in mezzo. “vieni Alla triennale di Milano, è in Aprile…..” e riaffiorano i suoi objet de chevet, uno ancora fra cose che sto lottando per recuperare, l'altro donato ad una stilista famosa, che usò i disegni delle pagine nella propria collezione, e ci rimasi tanto male che non la vendetti più con l'entusiasmo e la stima necessarie.
 Il bicchiere con la goccia,  le valigie dipinte, ora, inserite con strepitosa eleganza in casa di Matteo ma presenti anche al Fashion Istitute of Technology, NEW YORK.

Crepe de chine "pier della francesca"


potrei continuare, fra le pubblicazioni si arte e design e in internet vi sono pagine che parlano di questa eccellenza italiana, che ha applicato l'arte all'industria e che dice :La moda mi ha permesso di esplorare i segreti di chi indossa un capo, i bisogni e i desideri, le manie, i disturbi personali. L'interesse nel mio lavoro non era creare di continuo e in modo bulimico, ma piuttosto affrontare e approfondire queste tematiche anche attraverso degli abiti "comportamentali”.