StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

12 dic 2013

Arena di Verona 2013

In Refrain ieri ho parlato della Traviata, e qui, dove forse chi mi legge non è frettoloso e non reputa che un post debba essere breve e conciso, vi ricordo L'arena di Verona 2013. Questa è l'Italia quando fa qualcosa e questa è la nostra Rai. Voglio qui ricordare tutte le nostre eccellenze, molti volutamente hanno snobbato il bello, la storia la tradizione l'arte e la musica, e siamo diventati in mano a stranieri ordinari come la traviata per i 200 anni Di Verdi alla Scala. Dimenticate quello che abbiamo visto sere fa e godete di quello che sappiamo ancora fare.

09 dic 2013

Quella Catania partendo da Palermo

Cartolina Collezione Strega
Erano gli anni '80, allora vivevo con i miei amori e nei miei amori. Si doveva per una buona economia del lavoro, lasciare il paesello e decidere di trasferire abitazione e showroom  vicino ad un aeroporto, Palermo era amata ed in essa vivevano e vivono alcuni parenti e molti amici, in tutta la zona operavano ottimi clienti, nel suo complesso la città era bellissima, aperta alla presenza di un mare prepotente, ma le meraviglie erano decadute e allora con timidi restauri si tentava e si cominciava a salvare un centro storico svilito, che dava degli antichi splendori solo una visione offuscata ed a conti fatti l'aeroporto non era attaccato alla città come a Catania
Le nuove case, fatte dove regnava il liberty, le scatolette di Villa Sperlinga che offendevano ed offendono la memoria di chi lì viveva, ( e mi scuso con chi forse mi fraintende, ma contrariamente a quello che si possa pensare, non si tratta di La Volpe e l'uva, anche perché lì vi abitava mio fratello) l'abbattimento dell'ultima villa Liberty in via Notarbartolo, alla morte di Elio, in quell'incrocio con Via Sciuti,  hanno fatto si che scegliessi Catania. 
La rabbia di allora è ancora viva e anche questa picconata a Palermo ci ha fatto rimpiangere a noi parenti la ricerca spasmodica di un figlio che non portava neanche il suo nome,  ma allora pensammo che era giusto e corretto consegnare l'enorme patrimonio di quel meraviglioso uomo. (padre a cui voleri di famiglia avevano negato il matrimonio e il riconoscimento del frutto del suo grande amore) a quello sconosciuto, del quale una in famiglia si ricordava appena il cognome della madre.
Elio viveva fra tesori spaventato da chi poteva derubarlo ed io presa dal lavoro non riuscivo mai ad andare a trovarlo, nonostante le sue mille telefonate, e il raccomandarsi con chi vedevo spesso, affinchè gli facessi visita, in ricordo di quando bimba che lui aveva in simpatia e alla quale dava "trattegnu", ma di ciò io non avevo memoria.
Nel mettere una guardia giurata, portammo nella casa che ho abitato fino a 2 anni fa, solo la posateria e i gioielli della madre, e questo figlio, nordico e rozzo, venne a ritirare il tutto senza neanche ringraziare, sospendendo il servizio di custodia che per ben 2 anni, (tanto ci è voluto per rintracciarlo cosa avvenuta solo per una coincidenza) aveva vigilato sui suoi averi. Dopo una settimana, la villa fu svuotata e dopo pochi mesi leggemmo della sospensione dei lavori di demolizione di una villa liberty  ad angolo fra via Notarbartolo e via Sciuti, ma il danno oramai era fatto ed il costruttore la ebbe vinta.
Era mia intenzione parlare di Catania, ma l'introduzione che doveva essere breve, spiegare i fatti che portarono alla scelta per questa ultima città, mi ha preso la mano, è diventata un post e riprenderò domani sera a parlare di quella Catania, nascosta, barocca, viva e bellissima  come una madonna nera.

03 dic 2013

Lo Zingaro Felice

Lui avrebbe inserito questo video...

Libertà dal conosciuto

Urgente bisogno di andare, ma altrettanto impellente desiderio di rientrare.
Pensare a luoghi nel ricordo di un tempo diverso li rende leggeri, ovattati e senza ombre, rivederli con animo ricolmo di esperienze è come assistere ad un già visto, ma con altri occhi.
Il tempo è medicina ma anche energia con l'aggiunta della sua forza, senti l'anima delle cose mutata così come lo siamo noi.
Giorni sereni e corrosi dal troppo fare e riguardi indietro, ai tuoi grandi progetti, a quell'imbarcarsi in un mare che non faceva paura, dando l'abbrivo con intraprendenza, allegria e sicurezza, ed è di nuovo così.
Allora chi mi amava disse : "Hai fatto una cosa meravigliosa, ce la farai? sono preoccupato poiché non ti accorgi di essere sola".
Anche oggi guardo con orgoglio chi intraprende, e rinnova gli entusiasmi, anche i miei, e cresce la vanità di aver trasmesso le passioni che hanno fatto della mia vita una vita speciale.
Sorrido e vedo lui ragazzo, mentre la musica mi accompagnava, disse  "Ascolti la mia canzone ? Vorrei avere la tua sicurezza"..
Ancora oggi si nasconde dietro un sorriso ma inizierà il nuovo anno da gigante.

06 nov 2013

Bella Italia 2


Foto Strega Maggio 2011

Nel 2011, sembra tanto tempo fa, vi erano ancora i treni a lunga percorrenza. Immersa in pagine di conquista e racconti che affascinano per la pluralità dei punti di vista, cullata dall'andar su binari, mi piaceva il lungo viaggio.
Ho guardato all'imbrunire il nostro sud ed al risveglio goduto di bellezze mozzafiato, monti, e verdi colline e la mano dell'uomo in riviera a sovrastare il mare con armonia.
Non sapevo ancora di aver intrapreso un itinerario fisico, spirituale, letterario e politico, ricambiavo la visita di un amico pellegrino di cui avevo scritto poco tempo fa, post sparito insieme ad altri.
Ma andiamo avanti...
Arrivare a Porta Nuova a Torino è stato un regalo.
Avevo in animo l'entusiasmo del bimbo di fronte alle novità ma non mi aspettavo l'euforia e l'atmosfera che vi era in stazione, fra bandiere, cori e comitive di alpini, mi sono ritrovata alla vigilia del raduno.
Nell'attesa della coincidenza per Cuneo, ho provato l'emozione di un sentimento di amor patrio, di unione, ed ho avuto la conferma di valori eterni da un elegantissimo signore con cappello alpino a cui mi rivolsi per complimentarmi dell'atmosfera pensando fosse del nordest " No sono campano, sono un alpino di Napoli, ma noi alpini non siamo campani o trentini, siamo Italiani";

"non conosce il Piemonte? vedrà che regione stupenda, qui si accorgerà quanta Italia vi è, da noi, al sud, la stiamo perdendo".
Ho proseguito il viaggio con una sensazione di buono e bello, mi ha accolto il mio amico e la moglie che non conoscevo, ed abbiamo proseguito fin qui 

Insieme a Gianfranco avevamo in progetto di andare a Venaria Reale per la mostra Bella Italia, in occasione dei festeggiamenti del 150°, visitare il Salone del Libro di Torino, girar per Langhe e Castelli, visitare Santo Stefano Belbo luogo di Cesare Pavese, la cui frase Un paese vuol dire non
essere soli, sapere che
nella gente, nelle piante,
nella terra c’è qualcosa
di tuo, che anche quando
non ci sei resta ad
aspettarti.”  mi ritorna in mente da quando decisi di ritornare alle radici,  avevo scritto qui  e adesso proseguo e guardo l'Italia dal nord.
Anni fa avevo deciso di non avere più obbiettività nelle conversazioni con amici del "nord", trovavo che il riconoscere carenze, diversità, mancanza di informazione, portava spesso ad un discorso se non sciovinistico certamente campanilistico, e mi offendevano profondamente giudizi e pregiudizi di chi non conosceva, e non era mai nemmeno venuto al sud. 
Oggi che un certo tipo di degrado, perdita di valori, ignoranza sta livellando tutto lo stivale, mi riesce facile ritornare a quella obbiettività e generosità propria della nostra indole meridionale e Sicula in particolare.
L'Italia del terzo millennio è come se venisse fuori da un lungo sonno in cui i difetti hanno steso a terra le virtù.
Il conto è pesante perché vi è meno consapevolezza delle nostre perdite in tutti i campi cosa che mette a repentaglio la coesione e la qualità della cittadinanza e non si intravedono gradini di una pur piccola ascesa.
Insomma io che guardo arroccata e distante mi rendo conto che l'Italia è un paese di cattivo umore. 
L'involgarimento del discorso pubblico è oramai uscito fuori dagli argini, il crescere della maleducazione nasconde una sottile e subdola forma di violenza, tutto vero, maledettamente vero ma i motivi di fiducia ci sono e non sono pochi, sono in noi,in quello che abbiamo costruito, in quello che possediamo.
Mettendo da parte tutte le negatività dovute a politica, amministrazioni, a responsabilità comuni ed accuse di colpe verso gli altri, forse è venuto il momento di descrivere meglio i caratteri positivi di una italianità che all'estero gode di grande successo ed ammirazione, poiché gli italiani piacciono, l'Italia stato no.
Nonostante tutto siamo l'ottava potenza, i secondi in Europa come manifattura ed agricoltura, ma tutto viene vissuto come in una costante perdita di uno status storico, come se chi ci doveva far crescere in unione ci avesse per sempre diseredati.
L'elenco delle nostre capacità, fantasie, mestieri, tradizioni e bellezze, naturali o create dall'uomo, è impossibile stilarlo, sarebbe più lungo del percorso fatto del Palermo-Torino. 
Siamo un paese che ha mille difetti, ma non l'arroganza imperialistica di molti nostri partner, e dobbiamo difendere con la nostra natura che noi stiamo offendendo e non possiamo pretendere che altri debbano scegliere e rispettare quello che noi stessi stiamo perdendo il Rispetto.
Ci imitano tutto, anche i marchi della nostra lingua.La vita all'italiana piace, lo stile italiano fa impazzire, gli Italiani hanno ovunque successo ma l'Italia no.
Ed intanto insoddisfatti ci misuriamo in uno sport che non ha antagonisti al mondo: "l'antitalianità".
Bisogna ricostruire l'Italia e le macerie non sono solo materiali ma sono macerie morali.
Il mondo di domani, la grande globalità, al solo sentire in paesi lontani, "sono Italiana"  sorride, si complimenta.
Il globo è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, bere i nostri vini, mangiare i nostri cibi, comprare i nostri prodotti, adottare il nostro stile di vita, e magari venire in italia per studiare, lavorare, viaggiare.
Tutti i paesi emergenti guardano all'Italia come la Patria della cultura, dell'arte di vivere, del design, del buon gusto, della fantasia, della creatività.
Ne sono convinta, perché nel mondo globale, sempre più uguale a se stesso, ovunque gli stessi marchi, gli stessi loghi, le stesse parole, un paese come il nostro, che cambia di continuo, che ad ogni crinale di collina muta paesaggio, accenti, prodotti, che in ogni luogo ha una Capitale, è il paese più prezioso, ammirato, invidiato e siamo noi i primi a dovercene ricordare, e a riacquistare quell'amore senza il quale non si va da nessuna parte.
Mi sono dilungata, alla prossima Bella Italia tre, con Venaria Reale e la mostra in occasione del 150°.

01 nov 2013

Halloween ? E che cosa è?

Foto Strega, uno dei tre vassoi (il mio)

Passano gli anni, ed ieri mi è arrivata una foto della piccolina vestita da strega, andava a danza dove era organizzata la festa di Halloween, e nel 2011 scrivevo il post che segue:

 Ieri sera, mentre parlavo al telefono con mia figlia, venivamo interrotte da ragazzini a cui lei porgeva il dolcetto, vassoio già preparato all'ingresso del negozio, e questo rito si sarebbe prolungato fino alle ore 22, come da accordi fra i commercianti del centro storico.  Fastidi per la famiglia e la mia piccolina, da imputare a feste, culture e tradizioni che non ci appartengono.
Ben venga la globalizzazione intesa come conoscenza e rispetto del diverso, o anche come aiuto fra diverse società.. ma io la mia identità me la tengo ben stretta, e ho un latente fastidio nel dover subire le manifestazioni di tradizioni che non appartengono alla mia millenaria cultura e che non si identificano con la nostra storia.
I celti? gli elmetti con le corna? i fantasmi, i riti e i sacrifici pagani ? si, certo, mi incuriosiscono, ho sete di conoscenza, il waldere, la simbologia delle rune...sono avida di sapere,  il mistero mi intriga.... ma né i miei trisavoli, né io stessa da bambina e  neanche i miei figli, avevamo sentito parlare della notte di Halloween.
Era una festa celtica già 2000 anni fa, che durava dal 31 ottobre al 2 novembre e celebrava il capodanno. Le forze del male si liberavano con gli spiriti dei morti. Accendevano fuochi e offrivano sacrifici.
E già il fatto che bisogna assistere a festeggiamenti sulle forze del male, in una società bacata dalla violenza, dall'oblio delle nostre radici, e dalla ricerca ossessiva di un divertimento che più macabro è, e più piace, io, non ci sto! e dal momento che sono la "scomodina " di sempre, invito tutti ad usare allegoricamente le zucche per farle ragionare...o materialmente per farne gustosissimi tortelli.
Papa Gregorio III, nel IX secolo d.C., provò a controbilanciare questa saga e proclamò il 1° novembre festa di Tutti i Santi, ovvero All Hallow' s Day. La vigilia divenne All Hallow' s Eve, da cui deriva anche la parola attuale.
Quindi noi , noi non irlandesi o scozzesi, noi di lingua romanza e non germanica, noi abituati ad avere i nostri Dei al sole sull'Olimpo e non negli abissi di un lago grigio e melmoso, sottostante ad un cielo plumbeo e nebbioso, abbiamo deciso in contrapposizione di festeggiare tutti i santi lo stesso giorno e commemorare i nostri cari il giorno dopo.
E anche per chi non è religioso, nel senso cattolico apostolico romano, come me, è facile, semplice e bello nel giorno della commemorazione dei defunti scambiare il ricordo con l'amore che si materializzava nel giocattolo... e nei dolci presenti in ogni tradizione.
Sono passati tanti anni, ma allora come ora nel paese in cui abito i negozi sono aperti oggi e saranno chiusi domani... ed ieri al bar un signore
commentava che il nostro è uno dei pochi paesi della provincia che onora la vechia tradizione "dei morti".
Noi allora non conoscevamo babbo natale, ma il presepe, la befana ci portava i doni e camminando pianin pianino arrivava a Betlemme il 6 gennaio, ed aspettavamo con ansia il giorno dei morti.



Ricordo, posati sui divani del salotto, tre grandi vassoi, con la frutta "marturana" e le ossa dei morti... era uno spettacolo bellissimo a vedersi, sembravano giochini... ed ammirati ci impossessavamo, ciascuno di noi, del proprio vassoio portato dai nostri antenati... mi sembravano grandissimi e nel mio immaginario pensavo che fossero così grandi perchè venivano dal Paradiso..  sinceramente anche adesso, guardando questi 80cm di vassoio, mi sento piccolina e, così come allora, anche ora non mi verrebbe facile portarlo. 
Attraverso i racconti delle zie e di mia madre, conoscevamo i nostri morti che nel giorno del ricordo ci portavano i giochi... solo giochi; i babbi natali di adesso non pensano al nostro divertimento, non ci vogliono bene, ci portano quello che ci serve, magliette, tristi babucce, pigiami... 
Messi da parte i vassoi, cominciava la caccia al tesoro... perché 
"LORO" venivano dal cielo, e non avevano più le nostre abitudini... posavano i doni dove non si potevano vedere, perché loro stessi non si potevano vedere e potevano volare ed andare ovunque.

Foto Strega, soffitto Studio


Foto Strega soffitto pranzo



Si intravedono le foto di familiari..e non tutte...


Foto Strega, magnifico decadente angolo del giardino
E allora la voce di una zia... "vediamo cosa ha portato il nonno"... e cominciavamo a cercare sotto i letti, dietro i mobili, sugli armadi... dietro le poltrone ... e zio Umberto, e zio Benedetto, Giuseppe, e zia Angelina, ed erano proprio tanti, fra fratelli dei nonni, dei bisnonni, e ... la casa era grande, e si procedeva cercando per ciascun morto i tre regali portati a ciscuno di noi tre fratelli.
Mi ricordo di un 2 Novembre, che arrivati ad un prozio, personaggio delizioso di cui qualche volta scriverò, mio fratello non riusciva a scovare il regalo...  si girava per le stanze, e si scendeva in giardino, e si guardava fra la biancheria degli armadi e negli otto camerini che vi erano in casa... ma niente! fino a quando alzando gli occhi al cielo oramai rassegnato...vide un aereoplanino di latta  ... in bilico sul lampadario. 
Alla fine, di questa dolce tradizione che avvicina i piccoli ai loro cari con amore e gioco, e che fa capire quella corrispondenza di amorosi sensi sentita dal Foscolo,si cercava il regalo più bello ed importante, quello che ci aveva portato Papà.
Io non lo avevo conosciuto, avevo appena 6 mesi, quando lui uscito dal bagno felice di essere in ferie nel suo paese, e pieno di gioia per altro che forse un giorno racconterò, diceva "bene finalmente colazione granita di limone e brioche, a Ragusa non la sanno fare come da noi..." poi il nome di mia madre... e si accasciò.
Donna Carolina (sua madre), le zie, mia madre, sono state persone che ce lo hanno fatto amare e conoscere, io, non ho mai sentito il dolore della sua assenza ma ho goduto di mille attenzioni da parte di tutti... vista sempre con occhio affettuoso, poichè orfana.
Oggi, la mia nipotina è lontana, ma se l'avessi vicina penso mi sarebbe molto difficile trasmetterle quanto amore e corrispondenza, avevano le nostre tradizioni.
E trovo terribilmente sgradevole e macabro appropriarsi di maschere inquietanti e lontane dalla bellezza del mondo.
Il mio ricordo vola verso chi non c'è più..  ma che vive ancora nell'amore, nell'arte, nei pensieri che sono immortali.

27 ott 2013

Dimanche

  • Foto strega agosto 2013
    Chez nous il fait tellement chaud, que l'on s'en protège ! ! !
    Fin octobre .... ???
    Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
    Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
    Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
    Beau dimanche
    Foto Strega 27.Ottobre 2013
    I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie

25 ott 2013

Era il 2004 quando cominciai a frequentare il web,prima navigavo in office, solcavo onde per magazzino, fornitori, clienti, acquisti, vendite, e tutto il resto era sconosciuto e lontano.
Ero rientrata da un luogo che più che distendermi mi stava stendendo, e avevo voluto avvicinarmi alle radici e alla cappella, così, in caso di bisogno, anche "stesa", la mia pigrizia non avrebbe subito scomodi e lunghi tragitti ^_*.
Da allora ho sostituito questo giocattolo più di tre volte, comprato un portatile che tengo in camera da letto e lo smart, che mi consente di stare in rete h24. Ogni volta archiviavo, conservavo e ripartivo, intanto cambiavo io cambiava il anche il web.
Nascevano siti nuovi e mutava il tipo di comunicazione.
La ricerca di quanto sparito ultimamente, mi ha portato a scavare nell'animo di questa scatola, luoghi che erano archiviati e dimenticati.
Erano tempi in cui aprendo il pc, in automatico ero presente in msn, icq, in skype, e in myspace, ero avida, e curiosa, aperta ad ogni contatto.
Moltissimi finivano in lista nera dopo la prima battuta , con migliaia di altri si aveva un legame di "amici" che a volte scemava da solo dopo i primi sterili dialoghi, con altri è rimasto un legame duraturo e con pochi siamo amici anche nella vita reale. Poi c'erano le cast, dopo cena si andava in skype li un qualsiasi utente del web prenotava una stanza inserendo un argomento, e passavano le notti in discussioni su costumi, società, sentimenti  in molti ci ritrovavamo conoscenti, ma c'erano anche i disturbatori, i troll, e quelli che il moderatore e titolare era costretto a mettere fuori dalla stanza.
Poco tempo fa avevo scritto un post ROSPI IN CHAT, che come altri non trovo più, era nato dal ricordo di un bellissimo libro sulla chat di Maria Rita Bovi, vecchia amica web,che allora abitava a Malaga, sempre in contatto e giorni fa mi inviava:

Grazie cara!
non so se hai letto questo articolo - tu sei stata in parte l´ispirazione per una prossima vita in Sicilia http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/01/londra-alicante-e-stoccolma-e-di-nuovo-londra-ma-mia-vecchiaia-vedo-in-sicilia/642044/

Sono troppe le cose che vorrei dire, e tante scaturite da contatti di cui non ricordo nulla, chi erano, che età avessero, dove abitavano, ma esistono qui, in questa scatoletta, e ciò che ho conservato è qualcosa che ha lasciato bellezza.
Segue una favola inviatami e questa è la realtà del web. ricordo le lunghe chat, lo scambio di racconti esperienze , le grandi risate, l'attesa per il gradevole appuntamento al pc, ma non so chi sia Valerio, e fra i vecchi contatti di space e messenger vi sono sette ragazzi con questo nome.


 C'era una volta una bimba molto intelligente e curiosa. 
La sera sognava di ballare e di essere una stella del teatro. 
Aveva un amico immaginario, che chiamava Dido, un gattone rosso striato, che la sera l'aiutava a dormire, facendo le fusa e dandole preziosi consigli su come affrontare le vicissitudini della vita. 
A scuola era dura, una bimba così carina agita il cuore di chi non ha la sua bellezza e talento. Così le compagne la mettevano all'angolo e a forza di pettegolezzi, anche i maschietti iniziarono a snobbarla. 
Quando il futuro nasconde una promessa il presente può essere crudele e invidioso, ma una bimba non può guardare lontano e trovare conforto. 
Allora c'era Dido, che ogni giorno diventava più reale e affettuoso. 
I suoi occhi erano pieni di ammirazione quando seguivano gli esercizi della bimba, la vedeva volare come una farfalla senza peso e capiva quanta dedizione si nascondesse dietro l'apparente facilità d'esecuzione. 
Ogni giorno Dido sentiva il suo corpo prendere forma, peso e spessore. Era l'amore della sua padroncina che nutriva la sua sostanza di sogno, trasformandola in materia. 
Mancava qualcosa, per superare la barriera della fantasia, ma Dido non sapeva ancora cosa, fino al giorno che vide la bimba tornare a casa distrutta e in lacrime. 
A scuola si era presentata una selezionatrice per l'accademia di danza classica e la bimba era andata all'audizione, dopo settimane di duro lavoro. Tutti gli astanti erano rimasti a bocca aperta nel vedere disegnare figure trasparenti come acqua pura, sul parquet della palestra. 
Ma la selezionatrice non aveva battuto ciglio e aveva scelto un'altra bimba, sebbene fosse di molto inferiore alla nostra eroina. 
La bimba non sapeva quali tattiche e raccomandazioni si nascondevano dietro quel rifiuto. Non è facile per un adulto essere estromesso per questioni di potere, ma per lei era un disastro irreparabile, un vero annullamento. 
Dido non l'aveva mai vista soffrire così tanto, non si dava pace, incapace di aiutarla sul serio, parlarle, spiegare che la figlia di un politico, anche se priva di ogni talento, ha dei privilegi, ma è il talento a nutrire l'arte. 
Alla fine capì: non poteva entrare nel mondo fisico della sua amica, perché una danzatrice racconta il sogno di un fiore a primavera, sfida gravità e struttura ossea per dipingere quanto il corpo degli altri neanche immagina. 
Era la bimba a dover entrare nel suo mondo di sogno, per aprire gli occhi alla verità e acquisire quella fiducia che sola ci aiuta nei momenti di sconforto. 
Dido si concentrò, penetrando le lacrime dell'amica e scorrendo lungo i loro fiumi di dolore. Risorse nel cuore di lei e diffuse un sorriso a cui la piccola non si poté sottrarre, stupefatta da quella misteriosa onda di gioia. 
Aprì gli occhi e non c'era più la sua stanza attorno, ma un'incredibile città, fatta di giardini, piccoli corsi d'acqua e alte torri dal profilo orientale. 
Accanto le stava Dido e la guardava come può solo un gatto che ama. 
«Dove siamo?», chiese.
«Dentro il tuo cuore», rispose il gatto. 
«Ma... la mia stanza?» 
No, non doveva pensare alla sua stanza, doveva guardare quelle creature trasparenti che volavano da una torre all'altra, posandosi sui fiori come api e tuffandosi nelle acque come gabbiani. 
La forma dei loro corpi era umana, ma la consistenza era pari a quella di certi animali che si trovano nelle profondità del mare: bolle di vetro colorato, morbidi al tatto, flessuose quanto forti. 
Fu allora che le creature, prima impegnate in acrobazie solitarie, si riunirono come uno stormo di rondini e formarono una corona davanti i suoi occhi. 
Il Sole, da dietro, trapassava la loro sostanza e formava un arcobaleno come la Terra non ha mai visto. 
Si fece avanti una creatura, la più delicata, percorsa dai riflessi di mille colori, gli occhi animati da una luce che la bimba, all'inizio, faticò a sostenere. 
Non disse nulla, distese la mano e, d'improvviso, la bimba si trovò a volare e a eseguire i movimenti più arditi, senza alcuno sforzo fisico o psichico. 
Le altre creature si unirono a lei in una danza incessante, pervasi dalla luce e resi ebbri da un fiume di musica che sgorgava dai loro corpi eterei e andava verso le cupole delle torri. 
Queste entravano in risonanza e producevano armonici tali da scuotere l'animo di un uomo stanco di vivere e lanciarlo in un tango sensuale e appassionato. 
Il pensiero del gatto passò nell'anima della bimba che si rese conto di aver penetrato l'essenza stessa dell'arte: trasformare il gesto in moto spirituale, trascendere il corpo e dare figura al sogno di un dio addormentato su un prato verde, illuminato da milioni di gocce di rugiada. 
Ora era tempo di concludere il viaggio, restava un solo adempimento. 
Volando la bimba chiuse gli occhi e, appena aperti, si trovò in un luogo diverso. 
Era una grotta illuminata da un grande fuoco posto al suo centro, i riflessi andavano a colpire diamanti e altri minerali dai colori accessi. 
Tutto l'ambiente era una tempesta di colore, roccia in fiamme, fumo agitato da spiriti che non conoscono il riposo. 
Non c'era da aver paura, la bimba, guardando negli occhi Dido, capì che si trattava di presenze sovrannaturali, ma amichevoli. 
Erano i custodi di quella forza alla quale abbiamo dato il nome di Vita, che solo una danza incessante può rappresentare. 
Stupefatta dal luogo e dai suoi abitanti, la bimba si accorse a stento di una figura femminile, assisa su un trono in un angolo della grotta. 
Non poté più distogliere lo sguardo da quella donna, maestosa, la pelle nerissima. La luce dei suoi occhi vinceva qualsiasi diamante e cambiava colore di continuo. 
La donna sorrise, in modo quasi impercettibile, ma tale da trasmettere un senso infinito di sicurezza alla bimba. 
Non c'era più traccia di dolore o frustrazione in lei, l'insuccesso di poche ore prima appariva vuoto di ogni significato. 
La donna, giovane e antica assieme, fece un breve cenno con la fronte e chiamò a sé i due visitatori. Il gatto e la bimba si avvicinarono. L'antica custode di ogni mistero, immerse le mani in un vaso colmo di acqua color miele e carezzò a lungo il volto della bimba. 
Durò tutto un attimo: il tempo, per la madre della piccola danzatrice, di cedere alla tentazione e correre a consolare la bimba, incapace a sopportarne il pianto. 
Si aspettava una scena di dolore, ma si dovette ricredere: la bimba volteggiava impegnata in esercizi da mozzare il fiato, con un'ombra d'incanto a volare sui suoi occhi. 
Sul letto giaceva sornione un grosso gatto rosso.
Notte VALERIO

19 ott 2013

SFIOCCARE PENSIERI

FotoStrega stamani  poco dopo il sorgere del sole.
Loro vanno ancora al mare e fanno i bagni, 
A lidi chiusi, si danno appuntamento sulla spiaggia in dirittura di casa mia, dove anch'io ero solita andare.
Il pranzo? un grappolo d'una, due crekers, e poca acqua. 
Dopo il raggio verde e quando la luce abbandonava l'oggetto del desiderio momentaneo, impedendomene la lettura, tornavo a casa. 
Fra loro c'è chi fa il bagno da sempre fino ai giorni della Fiera che, dal 1850 il 14 e 15 Novembre, chiude il ciclo fieristico annuale.
Dell'evento storico della cittadina che mi ospita, parlerò in quella data.
Sono passati appena 2 anni da quando il pesce che ero si è trasformato in gatto, e fa le fusa fra i suoi libri, le ceste ricolme di gomitoli colorati, mirabili scatole della collezione di antichi merletti impalpabili, fragili e di fidati odori, profumo di oggetti inutili di un tempo, illusioni di un  filo d'oro col passato, di origini e "propria" matrice culturale. 
Lo so che da maggio non ho frequentato, ma sono andata nei due luoghi del cuore , in essi il mio sguardo si posa su ciò che amo, mi sono recata molte volte dall'oculista e in ospedale, ho letto tanto e completato una miriade di lavori, e ho esercitato positività sulle mie piante.
Anche oggi ho detto no ad un invito, ma da tempo al rientro a casa, pesa la sensazione di aver rubato qualcosa ai miei desideri.
Non si può parlare di politica religione e soldi, resta il conosciuto da decenni, le stesse barzellette, gli stessi commenti, tutto respirato, e diventa visto udito sentito ed anche predetto. 
Non mi dicono nulla, ed dentro me sorrido, al pensiero che mi vedano depressa, forse mi manca ferro? allora regalano fegato e vino...;-)
Parlo di tralci di lavanda da mettere in bagno per un secchio comprato a Roma in primavera, e la lavanda arriva ed anche in grande abbondanza.
 
La mia sponsor ufficiale, stamani mi ha chiamata e mi ha detto, "se ti sembra banale venire a Catania da me o da tuo figlio, ma perchè non parti? è la prima volta che sei ferma per più di cinque mesi? qualcosa non va?"
E' male non fare pesare a nessuno che sono trascorsi soltanto 20 gg dal secondo intervento ? che debbo attendere un mese, altra visita, e poi di nuovo libertà.
Libertà di andare a trovare amiche ed amici nuovi, che possano arricchirmi con la meraviglia del non conosciuto? Ma anche l'opposta libertà di intrattenere contatti virtuali, decisamente da non conoscere nel reale e lasciare che la mente voli a mo' di medicina dell'anima.
E poi si vive di miracoli dove vi è il ragazzo incantato dal vento e la donna della solitudine e ricamo e le congiunture esterne che ti fanno credere come immortale ed in uno stato superiore.
Inevitabile che in questo star bene, troppo bene,  cominci a serpeggiare  e lampeggiare la velleità di esprimermi diversamente dagli altri.
Indifferenza? superiorità? distacco? no niente di tutto ciò, la stagione, e non solo quella climatica, clemente mi consente di pensare che 
C'è un solo tipo di successo: quello di far della propria vita ciò che si desidera. 

06 ott 2013

Il club degli Imperatori

Foto strega 6 ottobre 2013
.... una domenica di inizio autunno, la luce che cambia, i colori uguali e diversi i gesti semplici e lenti, e lasciare che il mattino ceda al pieno giorno il suo carattere adagiandosi sul tempo e col tempo... andare nello studio e non prendere un pennello o un libro, chiudere un pacco e prepararne un altro, a tratti, un po di caffè, il computer, gli sms, e tornare alle piume messe nel cerchietto o al fiocco di chiffon... con amore avvolgerli e porli in compagnia degli altri oggetti pronti per il loro cammino.
Apparecchiare in maniera maniacale, e mentre il fuoco pensa a completare la cottura del pesce prendo come se fosse un rito la melagrana, preparo un antico bolo di Digoin e comincio con delicatezza a dividere i granuli tenuti
Foto Strega
uniti dall'amore, e mentre scivolavano ammiro la bellezza di questo frutto caro agli dei, attorno a lui racconti e leggende da tempi remoti,  simbologia che dall'oriente attraverso viaggi infiniti arriva all'emblema di giustizia, maternità, abbondanza 
ar-madonegrenade
frutto austero all'esterno ma ricco e pieno all'interno.
Mentre sbuccio e condisco con un po di bollicine rivedo nature morte, i fiamminghi, il Caravaggio, i macchiaioli... la bellezza.
Poi sono arrivata qui, poco felice di dover lottare e sprecare il mio tempo per pulire cancellare ed evitare altri furti in questo blog, incapace di capire le motivazioni di una qualsiasi appropriazione, figuriamoci poi quella di identità, considerando la pochezza di chi persegue scienza tecnologia, tecnica solo per l'uso perverso delle proprie capacità. per far ed agire male.
Dopo un periodo in cui quanto accaduto stava diventando una idea costante ed un problema da risolvere, la cosa più naturale per il mio carattere è stata quella di sentire solo il mio cuore e non lasciare che la bruttezza o il malpensiero prenda rifugio in me.
Ed allora sono andata a rivedere quello che tutti dovremmo sempre tener presente

  e ad ascoltare IO NON APPARTENGO PIU' di Vecchioni, quasi una ballata forte che condivido in toto e che rappresenta il mio pensiero attuale.







30 set 2013

Bellissima descrizione di come dovrebbe essere l'amore tratta da " Vi pr...

abbi una felicità delirante, credo si possa raggiungere amando sempre tutto (o quasi), non sarà proprio delirante ma serenamente costante.

17 set 2013

"Bella Italia" n.1

Foto Strega Venaria Reale 2011
Da tempo era mia intenzione scrivere un post "Bella Italia", sull'orgoglio di essere italiani e su quell'Unità giovane e incompresa della nostra nazione.
Il periodo trascorso in Piemonte nel tempo dei festeggiamenti iniziati il 17 marzo 2011, è servito a "deformare" molte delle mie visioni storiche e tramutare certezze in dubbi.
Ci credereste? stamani apro il pc con l'intenzione di mettere mano a questi concetti contrastanti, sentiti e percepiti fra "italianità"  e "sicilianità" e mi imbatto in un post che cita Santo Piazzese, letto nell'ottobre del 2010, le cui visioni od analisi dovevano essere il punto di partenza di questo post.
La mia vita è cadenzata da coincidenze di radio libere che forse appartengono ad un medesimo tempo, e da giorni , sarà la serenità e l'assenza di pensieri, mi succede troppe volte di pensare a qualcosa ed averne immediato riscontro anche con persone che non vedo o sento da anni, ma anche con chi non c'è più da tempo.
Comunque stamani mi interrogavo sul comodo alibi morale di questo mio prendere distanza dalla cosa pubblica. 
Piazzese dice che Sciascia, con le esperienze del decennio successivo alla sua  morte, avrebbe parlato di "Italia Irredimibile"e rivolto alla sua Palermo, ma sopratutto a tutta la Sicilia, corregge il tiro e dice che la peculiarità dei nostri posti non è la irredimibilità ma la "elusività". 
Sono passati secoli da quando Goethe  scriveva "Senza la Sicilia, questo paese indicibilmente bello, non lascia nessuna immagine all'anima. E' in essa la chiave della storia Italiana". e ciò circa cento anni prima dell'impresa dei Mille e del "conquistatore" Garibaldi. 
Le illusioni che noi siciliani coltiviamo sul nostro star sospesi fra l'agonia e l'eccesso di vitalità, sul furore e l'indolenza, sul mosaico che siamo, sono dovute al fatto che possiamo raccontarci solo a frammenti, e  diverse angolature sono da guardare con l'obbiettività di chi deve prendere atto di una realtà che nulla ha a che vedere con i passati, intesi come verbi, sia prossimi che remoti. 
Ho sempre pensato che di comune accordo e per unità si sono traslati soldi, braccia, cervelli, e nel 2011 mi sono resa conto che non avevo mai guardato l'Italia dal nord. 
Eludere la realtà e sbracciarsi lontano da qui? non essere scomodi e lasciare che altri sottraggano?.
Allora durante i festeggiamenti pensai a Gentile, nel suo "Tramonto della cultura siciliana" a quell'isola che "stette a se, con le sue tradizioni e preclusioni", le sue rivalità e beghe municipali. Quell'Italia che unita non fu mai.
Parlo della mia terra in maniera veloce e superficiale prima di parlare della splendida Italia, di quel sentimento di appartenenza e di orgoglio che tutti gli Italiani dovrebbero avere e se manca ed esistono campanilismi o prese di partito è dovuto al fatto che non vi è conoscenza, cultura di una visione diversa da noi, non vi è accettazione del diverso, e noi fra i tanti difetti del non fare abbiamo anche il pregio del donare, vedi l'immensa civiltà di tutti gli isolani nell'accoglienza di questi giorni. 
La Sicilia ha dato scrittori di grande splendore Verga Capuana, De Roberto, Pirandello, Borgese, San Secondo, Quasimodo, Vittorini, Brancati, e su di essa passano come inavvertiti i secoli e il suo spirito e come disse un  grande austriaco, Hugo von Hofmannsthal, "che coglie quanto di regolare ed eterno vi era in ogni cosa", e ve ne è traccia anche sui profili del paesaggio.
Non condivido e non trovo "levatura" siciliana in chi si è appropriato di grandezza non con la forza delle idee,  non con una sicilianità di pensiero, non con l'internazionalità dello scrittore, ma solo con immagini di struggente bellezza che i luoghi della Sicilia e le sue opere umane regalano.
Non confondiamo un Tomasi, un Consolo, un Camilleri la cui grandezza letteraria non spetta a me analizzare, con popolarità e visibilità  dovuta più ad immagini in movimento, a macchiette "teatrali", ad una lingua siciliana poco conosciuta.
Fine prima parte...

13 set 2013

LAVARE UN ELEFANTE

Foto Gingi oggi al sorgere del sole la mia pomelia
Sono stata inquieta, il periodo appena trascorso non riconosceva il mio io, persa fra vacuità e giochi che nulla hanno a che vedere con la mia persona, carattere, esigenze e quel pizzico di snobismo che mi fa star bene.
Fino ad ieri pensavo di andare a Roma e li stazionare per lungo tempo, ma perché ?
I miei interessi , i miei amori sono qui, nella luce che mi regala la mia casa, nel colore del mare che è tutt'uno con il cielo, nelle luci del porto e del piccolo faro che segnala il molo. 
Nel profumo di gelsomino che accompagna l'arrivo di Morpheo, e poi mi inebria durante il giorno.
Ieri sono andata in giro per blog, vi ho letto e guardato, mi è venuto il desiderio di scrivere,  di riscrivere come facevo prima, quando al racconto mescolavo pensieri di vita, punti di vista sociali e politici, fantasticavo sui miei ricordi con leggerezza e sempre senza prendermi troppo sul serio. 
Vi sono dei luoghi eccelsi, dei blog completi, curati nella scrittura, nelle impostazioni, nelle immagini, nelle scelte delle loro letture e della musica.
Uno di questi per il piacere di rileggerlo e il timore di perderlo o non ritrovarlo l'ho trasportato in word.
Dicono che questo sia un mondo virtuale, ma io mi sento e sono reale, è parte di vita, di esperienze, assorbe tempo ma permette il nascere di conoscenze e durature amicizie anche agli antipodi del mio spazio reale.
Ho sistemato ed archiviato foto, magnifiche schede di ricamo, mail da blogger del Canada maghe del patchwork e dall'Irlanda campioni di lane naturali.... ma ho anche messo a posto e custodito epistolari che mi hanno emozionato.
Uno di questi appartiene ad una delicata corrispondenza del 2004, con sentimenti ed avvenimenti quasi dimenticati.
Ho corrisposto con persone che non avrei mai incrociato nella vita reale. 
So, da quelli diventati cari amici, che custodiscono queste memorie con la gelosia riservata alle cose belle, e mi rammarico per chi non ha più la possibilità di godere di tali letture, me ne faccio una ragione pensando che chi le ha cestinate o perdute, non aveva l'educazione sentimentale, la levatura morale per  capirle e che le proprie parole erano solo una esercizio di "bella scrittura".
E che dire della corrispondenza con questa cara amica ...la ho riletta ed è una vera chicca
 il suo primo libro e la sua dedica


anche a lei fu chiesto a 20 anni tu cosa ami e lei come me rispose " amo tutto". Voleva fare qualcosa di grande e pulito, ed il caustico ed ironico suo Fulvio, le disse "lava un elefante"
 lei riuscì a mettere in atto il piacere dell'accoglienza ed il valore del servizio, lasciando intravedere (in questo suo libro che così mi dedica)
attraverso una porta aperta una storia infinita.

10 set 2013

Meringhe per la Bimba

E' un'ora qualsiasi di un martedì qualsiasi , vedo il mare confondersi col cielo e non è certo questo ad immalinconirmi ma lo sfuggire di tanta bellezza, è strano ed al contempo per me usuale sentire insieme gioia e malinconia.
Capo con Villa Vina  foto Strega dipinto Strega
So di poter essere ancora utile ma la strada è lunga e come in un campo da golf non sono le 18 buche a spaventarmi ma il tempo infinitamente breve che ho per affrontarle.
Loro, fra una mia assenza ed un rientro sono venuti più volte, affogano la mia ingombrante presenza riempiendomi il cuore di gratificazioni, e rido al messaggino della compagna di mio figlio che nel darmi la buona notte ha messo tante emoticon, scusandosi che il programma non comprende tutti i miei amori.
Infatti io vivo di nahir ed in questi giorni ne ho non uno ma due.la scrittura, (sto preparando qualcosa da dare alle stampe), e la pittura, mai preso un pennello in mano in vita mia e mia figlia dicendomi se era così la prima volta con un po di tecnica e studio lei non avrebbe potuto far altro che invidiarmi e commissionarmi i quadri per la sua casa.e a ruota la compagna del figlio.
Ma fra runner che sto facendo per le loro tavole, ricami per scatole che dovranno contenere, roba di cucito, bigiotteria, bustine di tisane, i disegni per una collezione mare che andrà in consegna per la prossima estate (gli schizzi dei modelli quelli si, li ho sempre fatti) ho pure incominciato un quadro, ancora tutto da finire che è "tu, strega gentile"

Ho posizionato cavalletto e attrezzi vicino ad uno dei camini, in previsione di voglie di pitture invernali al caldo.
Vi prego non ridete di me, ma ridete con me, io gioco e come tutti i bimbi piango ma basta una distrazione ed un altro interesse ed insieme rido e dimentico.
Intanto chi ha letto l'incipit del libro ha espresso che prende in maniera totale, ma non sono stati i miei ragazzi, il cui commento era scontato, ma una persona autorevole di Palermo.
Vedremo intanto è un martedì qualsiasi ed io sclero se debbo ancora allontanarmi solo di pochi metri vediamo dopo il controllo di giovedì se un venerdì qualunque mi vedrà volare.

07 set 2013

FRA SOGNO E REALTA'

Abitare, ma anche coabitare è un’arte… ho costruito questa casa per gioco, un clik curioso di parole impresse e di vicini di casa selezionati, un bel quartiere.
Sono venuta ad abitarla in mia e in compagnia di una moltitudine di amici virtuali,come si faceva un tempo nelle case “di villeggiatura”.
Foto Strega- Tenuta Panicastro uno dei molti ruderi
La si riunivano i familiari, quelli lontani e quelli vicini ma separati da altre vite, erano tempi di lunghe estati e famiglie numerose, oggi sono solo allargate, ma questa era una casa speciale, era abitata da due universi, la terra e dalla metà del cielo…cielo irreale,
Foto Strega una delle strade della tenuta

Foto Strega Tindari dalla vigna

Foto Strega La terrazza di Panicastro

Foto strega dalla strada che va all'agrumeto

Foto Strega un'altro rudere

Foto Strega un rudere di Panicastro

apparso come infinito che nella ricerca di se stesso è andato rarefatto, evaporato in nubi impermanenti…che il vento ha sfioccato.
Ora sono da sola, non ho finito di arredarla, non so come fare, avevo preso “rifugio” nel vento, ma è andato via, nel sole, ma le nubi lo hanno coperto, nel mare, ma posso solo guardarlo da lontano….
Adesso ho una nuova casa,
bella anche adesso che non
 v’ho messo mano ancora.
Tutta grigia e malandata,
 con tutte le finestre rotte,
i vetri infranti, il legno fradicio.
Ma bella per il sole che prende
ed il terrazzo ch’è ancora tutto
 ingombro di ferraglia, e perchè
 da qui si può vedere tutta la città.
 E la sera al tramonto sembra una battaglia
 lontana la città. io amo la mia casa
 perchè è bella e silenziosa e forte.
Sembra d’aver qui nella casa un’altra casa,
d’ombra, e nella vita un’alra vita, eterna.

05 ago 2013

CONTARE LE STELLE

Coincidenze riprendono scale alla luna, caso e causalità si mescolano in un tempo di "space", spazi che esistono ancora e che inganni di soli accecanti e malefici nascosero.
Malinconica pace, luce che da licenza di vedere solo a chi sa, e giungono echi di tempi felici e voci eterne ristorano e riconfortano. Lunghi pomeriggi di bellezza ed arte posati i pennelli e poesia grazie a te per i versi e per il video... I tempi lunghi ed io immortale, ma meriterà un giorno un posto in questa mi casa.

insieme abbiamo contato le stelle
insieme sorriso alla luna insieme
contato le lucciole in mare
ed anche ora che la luna c'è e non ci sei tu
mi chiedo se dove sei ci sono ancora le lucciole
la musica del mare,il ritmo delle vele,
divisi aspettiamo l'alba.
Beppe Costa

03 ago 2013

IL SILENZIO

Il silenzio

Il silenzio è l'espressione della pace, dell'armonia, della perfezione e apporta le migliori condizioni per l'attività psichica e spirituale.Chi ama il silenzio e lo comprende, riesce a poco a poco a realizzarlo in tutto quello che fa; quando sposta gli oggetti, quando parla,quando cammina, quando lavora, invece di fare chiasso diventa più attento,più delicato, più morbido.Tutte le sue azioni, i suoi gesti, i suoi atteggiamenti sono impregnati di qualcosa che sembra venire da un altro mondo,da un mondo che è poesia, musica, danza, ispirazione.

(Omraam)
Dal bovindo della camera senti la pace e vedi la bellezza della natura... non c'è nulla al mondo che possa regalare tanti sentimenti positivi tutti insieme.

11 lug 2013

vacanze

Bagdad Café

Pellicola Magnifico, ero un Tregole, Noi Tre Stregole, luce di lanterne tunisine e boli ... boli ... boli ... di te fra le mani a causa di un Cuore. Hooo Brenda ..Brenda ...:-))) Il Sogno Crea also la magia ....

08 lug 2013

Profumo d'antico

Ma vi è una luce che presagisce profumo di nuovo,  uscire per inviare un oggetto a Vienna, grazie all'aiuto e alla compagnia di e-bay.
Vienna, luogo pieno di storia, posto in cui le tradizioni e l'orgoglio collettivo è vivo.
Percorro pian pianino la salita che mi porta alle poste, penso : gli oggetti hanno un'anima, si muovono, trasmigrano e negli anni non è più possibile conoscerne il percorso,  mutano nel tempo, tristi ed imbruttiti se lasciati nell'indifferenza, splendenti e con tanta bellezza da donare, se amati e custoditi con gelosia.
E poi ci sono le bambole quelle terribili e quasi brutte nell'inganno della loro imitazione, con vestiti inamidati, capelli perfetti e fiocchi innaturali... e c'è lei la bimba che non cresce, e non crescerà mai, che gioca, tiene compagnia alla bambola, la protegge come una mamma, nella sua mente immagina malattie che cura, immagina rimprioveri e castighi, per farla crescere diligente... gioca ore ed ore per darle da mangiare, vuole che sia forte e sana, e intanto il vestito usato diventa bellissimo, i capelli un po disordinati adesso sono perfetti, ed il fiocco un po sempre di sbiego, come di sbiego sono le nostre giornate.
Il tempo passa la bambola è sempre più bella, ma la bimba pian piano la deve abbandonare, resterà sempre la bambola del cuore, ma questa  non ha imparato a ridare l'amore che amor coltiva, Non è colpa sua,  proprio non puo... ricambiare.
Si dice che i bimbi nella loro semplicità vanno alla sostanza delle cose, sono geniali, ma anche concreti ed così la bimba rivolgerà amore ad altro ed altrove sempre dando. Attenzione che non cresca, poichè da grande capirà che è bello ricevere altrimenti l'amore è solo un gioco fantastico di bimbi con il proprio giocattolo, capirà la vacuità delle cose ed il loro trasmigrare nell'oblio assoluto e saprà che l'amore deve essere coltivato, e deve ricambiare con quello che possiede, come il gelsomino che ti ringrazia con un effluvio inebriante quando per amore lo nutri. 
Avete notato la bellezza di chi ama ed è riamato?  vi è una luce di immortalità e di onde che viaggiano fra mondi in espansione destinati ad allontanersi con perfetta armonia nell'infinito, ma avete anche notato come chi ama, anche senza aspettative ma non è riamato, appassisce in una rassegnata inconsapevole sofferenza... si spegne piano piano quella luce di bellezza... 
Non dite mai alla bimba che le cose non possono riamare, non dite mai alla bimba di non giocare.