Più si apprezza la vita e più si restituisce

09 ott 2017

I sogni viaggiano per mare.

La Strega lucertola, si è svegliata con le batterie solari che davano energia... dopo tre giorni di pioggia costante e battente ed un grigio uniforme che costringeva alla luce artificiale, messo il primo piede a terra sono corsa ad aprire tutti i balconi e la luce che entra e si adagia su tappeti, mobili, antichi cuscini ricamati attiva la mia voglia di fare e sento il mio cuore celeste come il cielo di oggi.
Ho pensato perchè non scrivere del mio stato d'animo, della mia "preoccupante" giovinezza mentale? Poi convinco me stessa e mi dico: ma il cuore non invecchia, con gli anni i sentimenti si affinano, prendono forma concreta rafforzandosi, come i sogni...
A proposito di ciò, stamani, in instagram come sempre vado a vedere le novità che posta chi ha il mio bene assoluto, che è il mio orgoglio e insieme alla grande dolore della sua lontanaza ho la gioia di sapere che ha superato ogni mia aspettativa.... Il primo Mercury 25 cv, con un open di sei metri dei cantieri Marinello glielo comperai che aveva 8 anni,  allora, c'era chi lo accompagnava e gli ha insegnato a nuotare, lo sci d'acqua, la pesca, mentre io lavoravo, ed il padre latitava fra S.Martin, Barbados, o costiera amalfitana... oggi da questa foto so della data del rientro...
Foto MG


To get home#thelastday#sicily#eolianisland#egadiisland#solocosebelle#sea#summer17#family#top#myboat#navigando#

e poi la didascalia di un video da Panarea

My Second Home#panarea#raya#imigluorisogniviaggianopermare#sicily#solocosebelle#...

e solo lui poteva scrivere i migliori sogni viaggiano per mare !

Mi è passata la voglia di parlare  del mio stato d'animo... e della mia mente troppo giovane.

04 ott 2017

Salvare l'estate


FOTO Strega 2013
Stamani poco dopo il sorgere del sole dalla finestra della cucina che guarda al ovest.

Loro vanno ancora al mare e fanno i bagni,
A lidi chiusi, si danno appuntamento sulla spiaggia in dirittura di casa mia, dove anch'io ero solita andare.
Il pranzo? un grappolo d'una, due crekers, e poca acqua.
Dopo il raggio verde e quando la luce mi costringeva ad abbandonare l'oggetto del desiderio momentaneo, impedendomene la lettura, tornavo a casa.
Fra loro c'è chi fa il bagno da sempre fino ai giorni della Fiera che, dal 1850 il 14 e 15 Novembre, chiude il ciclo fieristico annuale.
Sono passati appena 2 anni da quando il pesce che ero si è trasformato in gatto, e fa le fusa fra i suoi libri, le ceste ricolme di gomitoli colorati, mirabili scatole piene della collezione di antichi merletti, impalpabili, fragili e di fidati odori, profumo di oggetti inutili di un tempo, illusioni di un filo d'oro col passato, di origini e "propria" matrice culturale.
Lo so che da maggio non ho frequentato, ma sono andata nei due luoghi del cuore , in essi il mio sguardo si posa su ciò che amo, mi sono recata molte volte dall'oculista e in ospedale, ho letto tanto e completato una miriade di lavori, e ho esercitato positività sulle mie piante.
Anche oggi ho detto no ad un invito, ma da tempo, dopo le uscite, al rientro a casa, pesa la sensazione di aver rubato qualcosa ai miei desideri.
Non si può parlare di politica religione e soldi, resta il conosciuto e i ricordi di decenni precedenti, le stesse barzellette, gli stessi commenti, tutto respirato, e diventa visto udito sentito ed anche predetto.
Non mi dicono più nulla, costatano che non tengo più banco come prima, dentro me sorrido, al pensiero che mi vedano depressa, forse mi manca ferro? allora regalano fegato e vino...;-)
Parlo di tralci di lavanda da mettere in bagno per un secchio comprato a Roma in primavera, e la lavanda arriva ed anche in grande abbondanza.
La mia sponsor ufficiale, stamani mi ha chiamata e mi ha detto, "se ti sembra banale venire a Catania da me o da tuo figlio, ma perchè non parti? è la prima volta che sei ferma per più di cinque mesi? qualcosa non va?"
Manco di tatto se ricordo e sottolineo che sono trascorsi soltanto 20 gg dal secondo intervento ? che debbo attendere un mese, altra visita, e poi di nuovo libertà.
Libertà di andare a trovare amiche ed amici nuovi, che possano arricchirmi con la meraviglia del non conosciuto? Ma anche l'opposta libertà di intrattenere contatti virtuali, decisamente da non conoscere nel reale e lasciare che la mente voli a mo' di medicina dell'anima.
E poi si vive di miracoli dove vi è il ragazzo incantato dal vento e la donna della solitudine e ricamo e le congiunture esterne che ti illudono e ti fanno credere immortale ed in uno stato superiore.
Inevitabile che in questo star bene, troppo bene, cominci a serpeggiare e lampeggiare la velleità di esprimermi diversamente dagli altri.

Oggi mercoledì 4 Ottobre 2017

Sono trascorsi più di tre anni, ho fatto due traslochi, ed ho abitato altre tre case, sono ancora alla ricerca... desidero mare e grande terrazza o, come ancora prima, mare e giardino... in questo momento sono nel posto che mi ha dato i natali, città bellissima e pietrosa cammino per le strade che mi videro bambina, ma raramente ascolto il dialetto tipico della ch dolce e dell'inserimento della i nella parola dialettale, che distingue nettamente questa zona.
Anche adesso sono ferma, ed è stata la prima estate che nella mia pur lunga vita non ho assaporato la brezza del mare, il vento caldo dello scirocco che trasporta ovunque innumerevoli granelli di sabbia creando onde e dune, la quiete e l'improvviso silenzio della bonaccia all'imbrunire, quando il vento di mare si placa ed ancora non è arrivato quello di terra. Il primo anno che non avevo fatto una nuotata fino a sfinirmi e uscire dal mare con il petto ansimante per abbandonarmi al sole ancora carica di freschi brividi....
C'è chi sta monitorando i miei occhi, il nervo ottico fa le bizze, il campo visivo è limitato, ed è da luglio che praticamente ogni 15 giorni  io ed il mio oculista ci guardiamo negli occhi, ma due settimane fa non ho resistito, sapevo che il mare era deserto o quasi e ho telefonato per prenotare.
Fra tutti quelli visti in internet mi sembrò il posto in armonia con l'anima dei luoghi, nessuna piscina olimpionica, nessun cristallo o oggetti di disegn milanesi,  ma limoni, banani, palme e antichi pini marini di un vecchio giardino a mare. Una signora gentile si scusò e mi disse che il giorno dopo avrebbero chiuso, lei e il marito rientravano per fare i nonni.  Mi presentai, ma dissi anche il nome di mia madre, ringraziai e tornai al pc per continuare la ricerca.
Dopo un quarto d'ora squilla il telefono, si presenta la signora architetto e moglie dell'ingegnere tal dei tali, e mi chiede se ero parente dell'ingegnere .... si fratello di mia madre. E sua madre era la figlia del Cavaliere.... ? che e rimasta vedova giovanissima? ( mio padre  aveva 39 anni quando ci lasciò, ed io ero la piccolina dei figli, appena sei mesi) ... ebbene alla fine della telefonata mi disse che la mattina successiva sarebbe passato l'autista. Putroppo nessuno mi avrebbe preparato colazione ma la donna delle pulizie sarebbe venuta ogni 2 giorni ed io sarei stata assolutamente sola.
Felicissima di questo... Non ho voluto compagnia, sono seguite meraviglia e critiche, da parte di amici, ma sono stata benissimo!

Indifferenza? superiorità? distacco? no niente di tutto ciò, la stagione, e non solo quella climatica, clemente mi consente di pensare che :
C'è un solo tipo di successo: quello di far della propria vita ciò che si desidera.

01 ott 2017

Pensieri scherzosi di poeta...

Sto sistemando, o almeno cerco di farlo, il blog come era prima, sono sparite un po' di foto debbo cercarle e credo che adesso avrò il tempo e la voglia  di tornare indietro, ho un mare di lavoretti da postare insieme ai pensieri che accompagnano la mia manualità e tante bozze da completare...non ricordo bene la frase di presentazione  ma vedrò di scriverla avvicinandomi il più possibile al concetto espresso nel 2007. intanto un omaggio appena ricevuto da uno dei poeti che più ammiro, amico di vecchia data :
Gioco poetico con accompagnamento di flauto triste)
chi va
e chi viene
nel tempo che più va che viene
arriva prima Vera
poi Leriana
quindi arriva Gina
e vanno via, come sempre
prima Vera
poi va Leriana
infine logicamente
sparisce e va Gina (Beppe Costa)

Lui gioca con le parole ed io scappo a preparare la cena e poi guardare la seconda parte di L'Oriana

L'irredimibile Palermo

Sono qui, a godere del regalo di un video che mi mostra la vista del golfo e la voce al mio fianco descrive ciò che i nostri occhi vedono, un momento di condivisone inaspettato e gratuito, che lascia sapori buoni e fa brillare i volti...
Aulico ricevuto da Federico II al castello di Maredolce.
Non ci vuole soltanto coraggio, ma fede per affrontare l’impossibile e l'irreversibile. 
Dalla montagna di Gibilrossa si vede tutta Palermo e si capisce bene l'irrimediabilità di ciò che è accaduto negli ultimi cinquantanni e l’impossibilità di riconquistare quel paradiso perduto che per duemilacinquecento anni è stata la Conca d’Oro.
Castello di Maredolce parco della Favara.

Palermo è stata la città italiana più bombardata della Seconda guerra mondiale, eppure l’ammasso informe di cemento che la sommerge ha smembrato questa città-giardino del Mediterraneo più dei bombardamenti. 
Sfigurata e strozzata come Palermo, c’è solo Napoli ed Atene, che dal Partenone offre il volto penoso e deforme di una grande tomba di calcestruzzo.
Millenni di civiltà diverse, ma rispettose di ciò che avevano trovato prima, e persino capaci di accrescerne il valore e la bellezza, sono stati bruciati nell’arco di un brevissimo mezzo secolo, da ruspe furiose e da uomini famelici e indolenti.
La Conca d’Oro di Goethe, dei romani, degli arabi e dei normanni non c’è più, è ridotta alla zona di Ciaculli (nemmeno tanto immacolata già venticinque anni fa, quando la attraversavo per andare a Belmonte, paese originario della tata di mia figlia) e allo spicchio di venticinque ettari di agrumeti della Favara-Maredolce,  una volta era un grande bacino che raccoglieva le acque delle sorgenti, fertilizzava le campagne — miniere d’oro di melograni, gelsomini, anemoni, narcisi, margherite, gigli, palme, aranci, limoni — e che oggi resiste, Dio solo sa come, all’avanzata del cemento che ha divorato ormai l’ottanta per cento della fu Conca d’Oro. 
Un crimine contro l’umanità, come la distruzione dei giganteschi Buddha di Bamiyan da parte dei talebani e delle splendide città assire da parte di questi altri malati di mente dell’Isis, che nei giorni  scorsi, prima basita e poi sfogandomi in un pianto dirotto, ho visto distruggere la mia fantasia e il sentimento di meraviglia provato da ragazza quando Maria (la cugina insegnante di lettere), come nella migliore fiaba orientale mi parlava di Hammurabi,  di Assurbanipal, dello stendardo di Ur, di Nabuccodonosor, di Ninive e dei suoi giardini pensili. 
La più antica civiltà fra il Tigri e l'Eufrate, gli Ittiti, e le testimonianze loro sono andate distrutte come la più grande biblioteca del mondo allora conosciuto.
Amavo tanto il mistero ed ero così curiosa che ancora adesso mi meraviglio di me e di come quei pomeriggi siano scolpiti nella memoria, insieme a nomi, date e alle mie domande assetate di tutto.
Non fecero questo, gli arabi, musulmani, quando sbarcarono in Sicilia. Al contrario, realizzarono una vera «rivoluzione agricola»,fecero tesoro dell’eredità romana, e prima ancora punica e greca, aggiungendole all’universo islamico, ricco di culture scientifiche e tecniche, anch'esso già alimentato dalla scienza cinese e indiana, dagli antichissimi saperi della Mesopotamia e della Persia, dall’esperienza africana, dalla sapienza egizia, dalle scuole agronomiche dell'Andalusia.
Grazie a questa saggezza, nel primo decennio dell’anno Mille, fu possibile realizzare il lago artificiale di Favara-Maredolce e costruire l’omonimo castello che lo ornava, entrambi opera dell’emiro Giafar. E grazie alla stessa saggezza, i normanni di Ruggero II, il primo re di Sicilia, dopo aver sconfitto gli arabi e conquistato Palermo, fecero di quel lago e di quel castello da Mille e una notte il primo nucleo della città-giardino che diventerà poi Palermo.
Il castello di Favara ( fawwara , in arabo, significa sorgente) diventerà uno dei luoghi di «sollazzo» della corte normanna — crocevia di affari, piaceri, scienza, arti e di fervida vita intellettuale grazie alla frequentazione di filosofi e letterati cattolici, ebrei, musulmani —, ma anche uno dei più importanti monumenti della Palermo arabo-normanna, non secondo alla più nota Zisa.
Lo splendore di Favara-Maredolce durerà fino a quando vivrà Federico II di Svevia, nipote di Ruggero II e suo degno epigono. Poi, quando gli aragonesi, nel 1328, donano il castello ai cavalieri teutonici della Magione, che ne fanno un ospedale, comincia il declino che continuerà inarrestabile fino al XX secolo. Si approvarono assurdi piani regolatori che diedero inizio il sacco edilizio "mafioso" di Palermo che vantava una «cura pubblica» che non ci fu, non c’è e chissà se mai ci sarà. Perché oggi come allora — nonostante il restauro del castello e un fitto e bellissimo agrumeto che ha preso il posto del lago — allo scempio e all’aggressione insaziabile del cemento si oppongono,  sempre e soltanto «pochi privati». " Tra costoro, il gruppo di lavoro, coordinato dall’architetto Lina Bellanca, della Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo, al quale quest’anno la Fondazione Benetton Studi Ricerche ha assegnato il XXVI premio internazionale «Carlo Scarpa per il giardino». Una scelta coraggiosa, perché la cura dei luoghi, qui, come la intendeva un grande paesaggista e filosofo come Rosario Assunto, siciliano di Caltanissetta, del quale il 28 marzo ricorre il centenario della nascita, ha grandissime probabilità di risultare vana come la fatica di Sisifo" (Corriere della Sera).
Eppure, proprio con la stessa consapevolezza di Sisifo, è una fatica che va fatta. Per ricostruire, se non i luoghi, almeno la speranza che gli uomini e ciò che resta del paesaggio  non vengano travolti definitivamente dall’avanzata delle costruzioni "sgarrupate" che sono arrivate fin sul muro del lago artificiale e persino dentro la corte del castello.
Parlare di paesaggio e di cura dei luoghi tra i quartieri di Brancaccio e Ciaculli, tra la via in cui è stato ammazzato don Pino Puglisi e quella in cui nel 1963 esplose la prima autobomba che fece sette vittime, non è un’occupazione per anime belle che inseguono un’Arcadia che non c’è. 
È invece una battaglia di civiltà, così importante da muovere un sindaco a «licenziare» il suo assessore all’Ambiente senza un perché, o meglio di tre perchè che sono : una nuova inutile tangenziale, altri inutili centri commerciali, e persino un altro cimitero nel verde che resta di Ciaculli.
Parlare di paesaggio e di cura dei luoghi nel disastro urbano di Palermo  ha l’aspetto di qualcosa di irredimibile — è anche l’estremo tentativo di fermare un sacco edilizio che non si è mai fermato. Ieri, per paura della mafia. Oggi, con l’alibi della mafia e la retorica dell’antimafia di professione. Un grande premio come il «Carlo Scarpa» serve. Ma poi serve anche non morire Gattopardi, ucciderlo il Gattopardo, per ritrovare l’anima di quella città-giardino che il geografo al-Idrisi celebrò ne Il libro di Ruggero e di quella Conca d’Oro che Fernand Braudel definì «paradisiaca».
Sono bloccata fino a giorno 11, non vedo l'ora di tornare a Palermo, sperando che ottobre sia generoso di eventi, come quelli di questi giorni, ripubblico il 1.Ottobre.2017


30 set 2017

pirata strega e straniero

Vorrei poterti essere d'aiuto in qualche modo, magari raccontandoti qualche favola, qualche Sogno per distrarti almeno per qualche attimo. Questa sera non ci riesco, lunedì sarò alle prese anch'io con analisi, accertamenti, le solite piacevolezze, ho qui un poco di spleen a tenermi compagnia.


Ma le Streghe e i Pirati sono immortali, sono un Racconto.....e continueranno nei loro Sabba e nei loro arrembaggi infiniti, non è così ?


Con le tenebre, Strega Bugiarda, arrivano i personaggi del buio, coloro che preferiscono essere intravisti tra le ombre, basta una falce di luna a farli svanire.
Arrivano le Streghe tue sorelle, i piccoli Troll dispettosi, gli Elfi che lasciano i loro stagni e le acque ferme delle gore , talvolta perfino qualche vecchio sedicente Pirata, abbigliato un pò fuori dal tempo, carico di armi di cui l'oscurità non lascia intravvedere la ruggine e il buio.

Gente che non ama i riflettori e l'incessante brusio di quella piazza chiamata FB, piena di uomini e donne  che parlano, parlano, parlano, tesi tanti di loro ad apparire quello che non sono e che magari vorrebbero essere, oppure donne e uomini soli che diffondono o così credono garbo, spirito e simpatia e che invece si sentono  incompresi e cercano compagnia.

Eppure la piazza è anche utile, furono quelli del mio Ordine universitario, i Clerici, a trascinarmici con la forza e fecero bene, tutti i miei contatti appartengono in fondo a quell'ambiente.

Quasi tutti : perché anche i sedicenti Pirati sono curiosi e affascinati dalla gente "strana" come loro , come le Streghe che hanno poteri magici, così dicono almeno nelle notti di neve coloro che vivono nei campi o nelle borgate che ne sono affascinati e pure le temono, le sfuggono.

Questa estate ti ho pensato, quando una calura d'inferno sembrava svuotarmi di ogniforza e le vele della mia nave pendevano morte dai pennoni, dalle sartie.

Lo sai come sono i Pirati : è nella loro natura correre sui mari in cerca di prede, di gemme e tesori, di sete damascate e di armi cesellate, di spezie e di donne bellissime.

Parole, parole, ancora parole......ma poi ?

Quando lessi "On the road" più che un Libro Sacro pensai che Kerouac avesse scritto la mia biografia, l'etica e l'estetica dell "andare per andare", il viaggio infinito......

Ma è passato tanto tempo, troppo : troppi anni, troppi accadimenti, troppe battaglie.

Adesso la nave si è perduta in qualche porto di qualche mare, le teredini hanno corroso la chiglia, le vele sono a pezzi, le colubrine e le spingarde se fanno fuoco rischiano di deflagrare.....

Gli abbordaggi, le prede, le battaglie.....tornano ogni notte con i sogni, ma l'alba arriva sempre troppo presto e i Pirati scompaiono, neppure fossero stati sorpresi dalla floatta di Sua Maestà Britannica all'eterna caccia di Sandokan.

Chissà : magari in un altro tempo, in un'altra dimensione, in questo momento un Pirata ed una Strega si incontrano, bevono assieme da lunghi calici un liquido ambrato, parlano di, di.....

Buona notte, Signora mia : che sia una notte dolce per te.

Sandokan

"Darsi una regolata"....già. Ma come si fa ? E soprattutto, perché ?

Ti capisco : a volte anch'io mi sento spinto in un angolo, un pò stanco. Ma poi si ricomincia, si alzano le vele rimaste, si caricano i pochi cannoni ancora in grado di fare fuoco, si inchioda la bandiera lassù, al picco di randa.

E via andare : finché durerà........

FELICE E CONTENTA

Mi fa piacere condividere la gioia che ho provato nel ricevere il regalo di Debora,  deliziosa scatolina con due boutons brodés a cui debbo immediatamente trovare il giusto ed importante posto nella mia camera.
Grazie infinite Debora, non sai quanto io apprezzi e quanto bene fanno questi gesti, per una persona fragile quale io sono adesso, ( ops, hahaha non ho detto debole!!).
Lo stupore e la meraviglia mi hanno accompagnato per tutta la giornata ho trovato molte e-mail ed il tempo è trascorso al telefono e nella lettura di esse.
Spero di raggiungervi tutti personalmente... con un grande abbraccio e tanto tanto affetto...
ma anche tanta riconoscenza perchè la vostra presenza e la vostra attenzione mi confermano e mi ricordano quanto sia bello il mondo e meravigliosa la vita... cosciente che tanta più luce vi è, tanto più bisogna sopportare intense ombre.

purtoppo sono sparite le foto dei regali di Debora... mi scuso.

28 set 2017

SONO TRE...

il mio stato d'animo... leggero leggero

 e poi invece libertà...
con voglia di infinito



e la terza Giudizi universali, non la posto, quella è cervellotica e strizza il mio allegro cervello...

27 set 2017

In scena di scena

Metti che sei dietro il monitor, non ti vedo ma sento la tua presenza, ed è per te che scrivo.
Sei giovane o vecchio, sei bionda o bruna, stai rubando minuti al tuo lavoro o possiedi il tuo tempo e non conosci la noia?
Chi tu sia non importa, la cosa certa è che posso creare la tua immagine come più mi aggrada e se sento di confidarmi allora sei amico, sei amore, sei collega o compagno di scuola, sei colto, generoso, ironico, sei come piace a me, ti immagino bello e seducente perché senza la bellezza non riesco a vivere e non saprei neanche parlarti e condividere che è un mio desiderio avulso da te.
Se non commenti, e ti vedo passare, la mia idea non è macchiata da nulla e tu sei in simbiosi con il mio dire, ma se mi scrivi, la cosa più importante è la libertà.
Sono programmata a batterie solari, e in giorni come questo, rientrata e con il sole ancora nel cuore, mi torna la voglia di condividere ma non immergo i miei pensieri in acque chete, in esse si potrebbe smuovere il fango dalla sua naturale dimora.
Mi sento libera, lontana da strategie che non mi permettevano di sfioccare le nuvole ho camminato molto, fra pietre e cieli azzurri sono arrivata fino al mare e la risacca leggera e spumeggiante mi invitava e raccogliere i vetri pieni di sillabe che l'idea aveva abbandonato in mare.
E allora scavo fra gli infiniti numeri della sabbia e trovo uno scritto sulla felicità, quella trascurabile delle piccole cose di tutti i giorni che è fonte di energia e divertimento, compagna ed amica della trascurabile infelicità giornaliera, anch'essa fonte di energia, e se quest'ultima non causa danni, felicità ed infelicità nel vivere quotidiano, sono sorelle e si somigliano


Voleremo altrove
l'altrove di cui chiedevi
informazioni
e faremo altro cioè nulla
se non amarci
in un attimo senza bisogno
di specifiche e codici.
Ho trascorso una vita
ad aspettare l'altro
nell'illusione che qualche refolo
di vento portasse i miei fogli
davanti ai tuoi occhi.

26 set 2017

PIGRIZIA ESTIVA

l'ultimo w/e è stato all'insegna del nulla, un nulla positivo fatto di lentezze... il caldo era eccessivo ed non ho chiuso del tutto le tapparelle, ho pensato, mi sveglierà il chiarore dell'alba ed invece tutto da un po di tempo è sempre più bello delle aspettative.
Un intenso profumo portato dal venticello ha inondato il mio letto, non capivo, ed mi sono chiesta, in un sorridente dormiveglia,  non è che mi sta facendo visita Santo Pio? 
Ho letto, o mi è stato detto che si annunciava con profumo di gelsomino? ma no, questo non era un profumo celestiale, ma intenso e quasi sensuale, mi alzo, apro come d' abitudine e  mi viene regalata questa magnifica visione.
Ero stata io a dire di spostare i vasi con i gigli, di toglierli dalla sicura bruciatura della terrazza a sud, fonte di riscaldamento in inverno ma fuoco invivibile in estate ed chi mi permette di bearmi della mia adorata pigrizia aveva pensato bene di metterli lungo il balcone su cui si apre la finestra della mia stanza.( in questo momento vedo un uomo sorridente che dice: Bambini state lontani, mamma sta sciacquando un bicchiere, potrebbe succedere di tutto !!! ^_*) 
Con un risveglio così profumato, che si protrae da giorni, ti viene voglia di restare fra le tue cose, ed ho programmato un sabato e una domenica, lontano dalla confusione del mare per  completare quello che volevo inviare ai miei rami, ho finito le presine, fatto i torchon di lino ed una tovaglia da tavola.
Era  arrivato il pacco di Maristella... le sue mani fatate hanno creato un angioletto di nome Costance, che ho destinato alla mia Lulù.
Mentre alla sua mamma dal momento che attraversa il periodo mouve, tazze the e piatti dolce con violette.
presine con le farfalle ed punto croce

E come  non fare un piccolo grembiule come quello della sua mamma, quando si pasticcia in cucina è meglio prevenire le macchie come fanno i grandi...



;-) meglio di così.....

Mi riprometto di venirvi a trovare, poi mi perdo in queste scatole cinesi, ed una dietro l'altra arrivo lontano ed il tempo passa,  e debbo abbandonare questo elettrdomestico che mi stanca,.... a tutti un gioioso e sereno W/E
  • Alla donna che sono voglio bene. Anche se era fragile non è mai stata debole, anche se era stanca e sfinita non ha mai smesso di lottare. Ha saputo resistere. Alla donna che sono sento di dover riconoscere dei meriti, molti: il coraggio di sbagliare, la volontà di esserci, la responsabilità di scegliersi.
Continuo con i vecchi post, cambio data e spero di farcela a questo punto, entro la fine dell'anno...;-))
sempre se non cambio idea.

25 set 2017

Sono rientrata oggi... ho con me il passato e ogni cosa al suo posto compreso i sogni che nati li dove sono stata in piena solitudine ancora sostengono l'inutilità della mia odierna esistenza
Ogni cosa al suo posto, sospesa, perfetta nel suo significato più intimo, senza alcuna necessità di collocazione temporale. Probabilmente era questa l’eternità, quella parte di metafisico che ognuno di noi possiede e che spesso chiamiamo anima; il desiderio struggente che divora la nostra vita come un’amante irraggiungibile.
Rubo queste parole ad un blogger, che sono quelle che avrei scritto se avessi avuto la sua capacità e bravura.

Tramonti a occidente

“Tramonti ad occidente” è la mia vita. I giorni infiniti, il gelsomino di sera e il profumo del mare sotto l’acropoli. E’ l’eternità di quando ero un ragazzino e il sogno che ancora non si è spento. Tramonti ad occidente è l’unica cosa che ho scritto senza inquietudine, è il mio rifugio dell’anima.

Tornare là dove tutto era iniziato significava rincorrere le voci, sorridere con gli occhi socchiusi all’incantamento che ci aveva estraniato dal mondo e guardare nel fitto del nostro iniziale respiro. Selinunte era un’ampia falce di sabbia dorata che terminava con un basso promontorio di terra e roccia. Selinunte erano le mie estati di bambino, una magia che non si sarebbe ripetuta mai più. Di questo luogo conoscevo ogni pietra, ogni goccia del mare, persino i ciuffi di rosmarino e cardo selvatico mi erano amici. I miei compagni di scuola in Lombardia, alla fine dell’anno, si sentivano dei privilegiati perché si trasferivano sulla riviera romagnola o sulla costa ligure. Li compativo, io ad ogni estate facevo il bagno con gli antichi Dei di questa terra; mi lasciavo accarezzare dall’acqua turchese mentre i piedi giocavano con la sabbia bionda e granulosa. In questo mare avevo imparato a nuotare e, quando m’immergevo, scoprivo poi le colonne rosee dell’acropoli attraverso il filtro acqueo sui miei occhi un attimo prima di riemergere. In questi posti io, fin da bambino, sono stato spesso scambiato per uno di quei turisti del nord, gli unici snob che per decenni sono discesi sino all’anticamera dell’Africa soltanto per visitare l’area archeologica. L’affetto per i luoghi della mia infanzia addolciva la mia naturale misantropia.
Sapevo con assoluta certezza che era l’ultima volta che avrei potuto incontrarli, l’ultima occasione per sentirli nell’intimo delle mie fibre così come essi erano sempre stati per me. A volte è una questione d’odori nell’aria e capisci, in un momento, che il tuo sentimento per un luogo sta per cambiare in modo ineluttabile. Puoi disperarti o far finta di niente, ma io, seduto ad un tavolo del bar Lido Azzurro, di lì ad una settimana sarei stato un altro in un altro luogo e in un tempo diverso. Questa certezza mi dava un disagio profondo, non avevo alcun potere, alcuna voglia d’impedire la metamorfosi. Perché avrei dovuto far sopravvivere un simulacro di Selinunte, dei miei quattordici anni, del mare sotto l’acropoli? Per inorridire tra uno o due decenni dinanzi alla maschera grottesca che sarebbero diventati? Esiste un accanimento terapeutico anche per le emozioni, i sentimenti, i ricordi: è questione di scelte, io avevo deciso che questo luogo sarebbe scomparso con me e sarebbe stato per sempre solo mio.
Molti anni prima, in un tardo pomeriggio uguale a questo, avresti visto quattro persone camminare lentamente lungo la stradetta che attraversava la zona archeologica. L’ordine del drappello era sempre lo stesso: mio padre in testa, davanti a tutti di almeno una decina di metri. Poi mia madre, guardinga e speranzosa di un ritmo di marcia meno baldanzoso. Infine io e mia sorella, occupati a sciamare ovunque in ordine sparso. “Passeggiate in famiglia” erano chiamate ed erano ogni volta un’avventura diversa attraverso le rovine dei templi dorici della collina orientale, le pietre ammucchiate come pugni di sale bianco sopra un poggio che guardava il mare. Cominciai ad affrettare il passo, il sole aveva iniziato la sua discesa…mi parve di sentire la voce di mia madre… Mi fermai, come facevo allora, per raccogliere una lumaca attaccata ad uno sterpo rinsecchito. Perdevo tempo dunque e restavo indietro, allora come adesso. Immobile davanti al tempio adesso il silenzio era assoluto, con la mano cercai la fotocamera dentro la tasca del giubbotto. Sulla pelle scorreva un brivido sottile, un’emozione vera: come da bambino questo silenzio era il segno premonitore del miracolo che mi attendeva fra le rocce. Le colonne si andavano colorando di un rosa più intenso rubato al sole che, sempre più grande, era ormai quasi sopra il Baglio Bonsignore. Dovevo muovermi più in fretta. D’ora in poi il tempo avrebbe mutato nell’intimo la sua essenza. I minuti, i secondi potevano dilatarsi o coagulare gli uni sugli altri senza uno schema logico prevedibile. Quarantanni prima, per mio padre, era molto più semplice: una sera dopo l’altra l’estate lunghissima gli regalava opportunità continue di vivere senza fretta.
Dopo la sosta al tempio E, ancora pochi passi e tutta la famiglia giungeva sullo spiazzo delle rovine del tempio G: un’enorme quantità di blocchi di pietra grigia, un groviglio inestricabile e confuso di rovi, terra e resti architettonici popolati da gechi e insetti. Dell’immensa struttura restava il perimetro d’alti gradini ed un’unica alta colonna interna, levata come un dito ammonitore e misterioso. Era chiamata da sempre “lu fusu di la vecchia”. Le voci mi raggiungevano nuovamente… e, mentre salivo per un sentiero fra le pietre, mi raccontavano per l’ennesima volta di com’erano le cose prima e non fossero più. Il silenzio era sempre più assordante. Percorrevo, da solo, la vecchia strada ed ero stupito di come niente fosse cambiato: le gambe sembravano muoversi in modo autonomo. Mi fermai. Attesi un momento ma le voci erano scomparse, lontano da molto tempo, questo pellegrinaggio iniziato da solo, in solitudine doveva finire. Avanti per qualche metro: ero proprio sotto lufusu e le ombre diventavano sempre più lunghe. Altri passi veloci… finalmente “la seggia” era davanti a me! Per uno strano e insondabile caso questo pezzo d’architrave, crollando dall’empireo della sua alta funzione, rotolando e spezzandosi assieme alle migliaia di altri blocchi di pietra, era rimasta in cima al mucchio. Superba e insensibile agli insulti del tempo, capovolgendosi, si era sistemata come un divano di foggia avveniristica sopra tutti i resti della gloria ellenica. Arrampicandomi poggiai infine le spalle sullo schienale di pietra: era ancora dolcemente tiepido per il calore accumulato durante il giorno.


Ma, ora, non c’era più tempo per riflettere: lo spettacolo stava per iniziare. Il cielo terso, immacolato, da azzurro era diventato blu intenso.Io, seduto nella mia poltrona, vidi comparire la prima stella: Venere mandò un lampo di luce e cominciò a brillare come un gioiello. Il sole, largo e arancione, s’era portato sulla verticale dell’acropoli, il suo disco, diventava nella parte inferiore, di un rosso carminio, come fosse venato di sangue.Non c’era più luce, piuttosto un riflesso interno e luminoso che aveva vita propria. L’astro scese tra le colonne del piccolo tempio dell’acropoli che erano diventate tanti minuscoli aghi neri, rilevati sullo sfondo del cielo e del mare. Adesso avevano entrambi un’impossibile tinta color indaco. Mi girava la testa. Non vedevo nulla, ma sentivo tutto con precisione assoluta. Poi, all’improvviso, questo stillicidio cromatico e temporale divenne un urlo viola. Il disco solare emise un respiro tagliente di luce rossa e il tempo si fermò. Tutto immobile il cielo, la terra su cui posavo i piedi, il sole pronto ad essere inghiottito dal mare, le pietre dei templi e l’aria con il suo sottile aroma di rosmarino. Io ero lì, come il bambino di vent’anni prima e l’uomo di adesso. I miei ricordi d’infanzia legati ai pensieri da vecchio che rigiravo nella testa.Ogni cosa al suo posto, sospesa, perfetta nel suo significato più intimo, senza alcuna necessità di collocazione temporale. Probabilmente era questa l’eternità, quella parte di metafisico che ognuno di noi possiede e che spesso chiamiamo anima; il desiderio struggente che divora la nostra vita come un’amante irraggiungibile. Mi invase un benessere calmo, profondo ed io lo assaporai fino in fondo, le braccia allargate e la testa reclinata all’indietro: poter riflettere e finalmente capire come si era chiuso il cerchio della mia vita, cosa avevo fatto e cosa ero diventato. Furono le cicale a segnare la fine dell’incantesimo, a farmi scendere dal divano di pietra. Attorno al tempio camminavano tranquillamente mio padre, mia madre, mia sorella; la famiglia di nuovo unita e fu molto bello tornare ragazzino, con loro.Quella notte, seduti sul grande capitello rovesciato, abbiamo ascoltato con attenzione le molte storie, le piccole grandi avventure narrate da mio padre. Il firmamento era un enorme puntaspilli di velluto nero pieno di stelle e galassie. Fu eccitante osservare una luce mobile che attraversava lo spazio sopra di noi: un aeroplano? Forse un satellite? Più probabilmente lo sguardo divertito degli antichi Dei che osservavano il nostro formicolare quaggiù sulla terra.
Papà, sono certo che anche tu ricordi le notti in cui stavamo tutti con il viso in aria a farci accarezzare dal vento tiepido che veniva dall’Africa. Esse non sono trascorse per sempre, sono soltanto andate altrove a raccontare di noi quattro e dei nostri stupori.

Selinunte = Luogo sulla costa sud della Sicilia, 
I templi   = un costone roccioso, con grotta, allora senza case e strade 
Papà = nonno che guidava portando noi nipoti ai sedili di roccia mentre raccontava antiche storie.
Aeroplano/ satellite = il volo della sera Malta Roma, che ci indicava puntualmente l'ora.
Di questo, delle notti con il viso per aria e la piccola torcia, restano solo le mie emozioni e la grande tristezza che non vi è di tutti loro più nessuno, li incontrerò altrove?

16 set 2017

Dieci anni


Questo è un post del  Natale del 2011, oggi lo ho modificato in occasione del compliblog, non me la sono sentita nello scrivere ex novo di eliminare commenti che appartengono a persone che hanno reso speciale questi dieci anni.

.... avevo cominciato per tempo, ma tante sono le case a cui portare personalmente il mio sorriso e col cuore in mano e tanta serena sincerità augurare  un avvenire colmo di amore ed unione.
E' doveroso dire a tutti voi che vi sento amici e sopratutto io mi sento molto vicina ... appartenete ad un mondo virtuale che ha completato con positività e magnifiche presenze la mia realtà.Mi mancano alcune persone sparite ed altre volate via fra il ricordo e l'amore di molti di noi.
Da tutti voi giornalmente ho ricevuto regali che hanno accresciuto la mia sete di conoscenza, di spiritualità, Vi sono delle magnifiche donne che, con discrezione ,  mi hanno sempre inviato una parola adatta alla circostanza...altre che hanno colto stati d'animo con una sensibilità difficile da esternarsi nei fuggevoli incontri della realtà, e poi che dire di profondi sentimenti che albergano negli animi maschili, tangibili attraverso meravigliose poesie, racconti ed immagini.? Tutti, proprio tutti, siete stati una magnifica terapia, per l'anima.....appagando la mia sete di bello, di compagnia, di conoscenza, di manualità ed infine ma non perchè meno importante, le vostre amicizie e presenze le sento pulite, frequentazioni virtuali senza interessi, conoscenze al di fuori di ogni bisogno.
In questo pomeriggio, davanti a questo monitor attraverso il quale vedo i vostri sorrisi, mentre il mio cuore è pieno di tenerezza il mio pensiero va a tutti voi
ed vi dico soltanto un grazie di cuore.
Non faccio nomi, ma vi porto nel cuore amici sinceri per questa meravigliosa avventura che spero di alimentare negli anni a venire.

15 set 2017

Casa, dolce casa, sempre incasinata con i miei mille lavori, i ricordi da sistemare e passare di mano a chi del passato ne ha fatto hobby e collezione.
Old Family Photo Carnia

Old Family Photo Nuovo 305

Old Family Photo Teleferica al fronte 1916
Dopo aver svuotato le casse dei Borboni, aver esportato braccia prima e cervelli poi, aver donato a multinazionali nordiche i guadagni del sole, che ancora non è emigrato, mi sono resa conto che anche gli isolani isolati hanno ricordi di frontiera e prima linea  e che è bene ritornino fra le innevate montagne ad ascoltare l'eco dei 305 che distrussero le vite loro ma quasi nulla di materiale, in quanto lì vi era meno di nulla.
Ma non posso sempre sistemare, scannerizzare, spedire... debbo pure pensare ai miei hobbies ed al mio piacere, e così fra una richiesta e l'altra, ho cominciato a ricamare una tovaglietta disegnata e acquistata da una blogger, un'altra disegnata e ricamata con delle volute di foglie e fiori su grandi tovaglioli uniti da un merletto, (lasciando da parte cosa debbo ancora completare !!!) ed ho pensato ad un mio homeweare che sia orientaleggiante, vicino a quella cultura che io non ricordo per miseri commerci odierni, ma per gli incanti e la grande civiltà che ci fece conoscere Ricci... ( FMR La cina )

Come al solito disturbo la borsa di Mary Poppins: un leggero pannetto, un bordo d'antan e un fantastico bottone omaggio di Debora di www.cuoreantico.blogspot.com , questa notte ho  completato con il tubolare gli alamari (fatto con una macchinetta velocissima acquistata in un negozio di Milano, però ho ancora il rocchetto centenario con 4 chiodi che mi è tanto servito fino a poco tempo fa) ed eccola....

mi preparo a sognare ai primi freddi, vestita da Mandarino davanti al camino ed in mano  uno di quei capolavori che  l'artigianato italiano ci ha saputo donare ...


13 set 2017

CON....SENSI

mi ero ripromessa di scrivere, ma ieri è andata così...
L'immancabile compagnia pomeridiana, il guardare qualche antico volume, scherzare su i nostri anni, curiosare su vecchie foto e compiacersi di quanto eravamo belli, giovani, immortali e padroni del mondo. 
Poi, fare commenti su stregabugiarda che ricorda come belli i tempi in cui veniva svegliata con il profumo di un buon caffè ed un sorriso, e sentire il solito commento... "tu sempre fortunella"
Una prima fastidiosa telefonata: perchè durano a vita gli strascichi di un contratto  d'amore?
Andiamo al pc,  musica ?  bella!  sorride e consiglia di inserire "il terzo uomo".... è una battuta? si ma  era precedente alle nostre estati.
E penso  che lui c'è sempre stato, prima, poi e durante, era lui che mi accompagnava per i  teneri incontri e per  scorazzare.
Era affidabile per i miei allora, ed è affidabile per me adesso,  quando si dice.... una certezza. 
E si partiva da qui in estate
FOTO Strega  Giancola S. Sant'Agata
E' una foto del libro, guardiamo la dedica del'autore e notiamo come sono state scelte foto che non danno l'immagine dei luoghi.
Adesso parto, ma ci sarà sempre lui che penserà a far  innaffiare le piante, a spedire le medicine qualora le voglie di evasione si protraggono per più tempo....
Avevo deciso di comprare un IPhone,  uno di quelli che fa di tutto, anche il caffè, ^_*,  per stare in contatto con questo mondo, ma mi sono resa conto che molta gente è ammalata di blogherite, ed dato che  mentre faccio altro, vengo a sbirciare, ho paura di essere contagiata,  per cui risparmio, e mi "apposterò " soltanto la sera, se e quando sarà possibile.
Nel post precedente mi ero ripromessa che avrei scritto su come tutto è soggettivo e quante facce ha la stessa verità.
Dopo una altra telefonata, di cui sono amaramente pentita,  ho pensato cui prodest? e allora che ognuno abbia i propri sofismi, le proprie masturbazioni mentali, gli attacchi compulsivi di bloggerite, con mille siti, mille nomi che si faccia film e si ponga  sul gradino più alto del podio, io con tutto ciò non ho nulla da spartire, ne mi interessa, avevo saputo glissare quando ero stata messa in guardia, ma sono generosa e profondamente innocentista,  il Malpensante lo ho sempre lasciato a Buffalino. frequenterò la mia blogsfera, quella di gente umile e sincera, generosa e disinteressata, fatta da persone stupendamente normali che non si pavoneggiano di essere irascibili, sgarbati duri, ostici, quasi fosse un vessillo da sbandierare e che no si dichiarano aristocratici snob e di classe.
Forse racconterò i fatterelli che volevo postare stasera, ma come ricordi di vita, non certo sostituendo il piacere della scrittura a analisi interiori e altalene emozionali.
Pranzo casa Fausto
Uno degli studi Casa Fausto
Intanto  sfogliavamo AGATHA', sull'onda delle emozioni
Foto strega Soffitto pranzo Gingi
ed è un piacere vedere le nostre dimore, le foto di famiglia, e colloquiare con chi ha classe da vendere che non si dichiara ma lascia che gli altri giudichino e che in una vita di frequentazioni  non ha mai avuto una seppur momentanea caduta di stile.

12 set 2017

Mezza Estate 1

Tardi, molto tardi, niente sonno, negli occhi il mare, i suoi frutti, la musica, gli artisti di strada , la costa azzurra una notte di luna che ha lasciato riflessi in acqua e dato visioni di filari...... e ogni cosa apre finestre chiuse da anni........ una collana, un pesce di madreperla... la memoria affoga in un mare d'estate graffiato dal riverbero della luna.
E' ora e subito che ho bisogno di quella presenza che rende liquidi e flottant i pensieri del giorno... con l'emozione di un sorriso e mai per me un tenero abbraccio e scavo nei ciotoli levigati dai ricordi.... ma anche in essi vi é il silenzio.
Ti prego, non infrangerlo almeno tu,finché il freddo non mi abbia abbandonato. Parlo di freddo ora che il sole sembra averlo relegato lontano. Eppure sono ancora qui. 


Foto Strega Le Calanques de Cassis

Foto Strega  les calanques de Cassis
Marsiglia 2012
Foto Strega rientro in porto a Marsiglia
Foto Strega arrico a Cassis dal mare

Avignon-Festival Off 2012

Foto Gingi  Marsiglia 2012
Mi sveglio e questo parco mi fa iniziare bene la giornata, trovo colazione pronta e croissant...la solita domanda dove vuoi andare? e sono sempre più in imbarazzo... mi sembra che mi stanno regalando la luna. Strano, da quando la persona che avevo scelto per accompagnarmi nel cammino della vita si è allontanata,  sono tornata ad essere la fortunella di prima.... ed ho scoperto da anni che esiste un qualcosa che non so come chiamare, se non "provvidenza".
Giorni fa sono stata ad Avignone, già conoscevo il Palazzo dei Papi per esserci stata nel 2010, la passeggiata lungo le mura con il Rodano che la accarezza ..... ma adesso era mia intenzione andare al mercatino dei libri antichi e curiosare per il festival internazionale del teatro e mi sono ritrovata in un mondo magico  senza tempo con artisti comici e della tragedia greca, cabarettisti, protagonisti d'avanguardia, sheakesperiani, ho pranzato sotto l'ombrello rosso di questa foto
Foto Strega Avignon 2012



Foto Strega Avignone 2012

con il canale e la casa del cancello in mezzo al verde. Passavano fra i tavoli, promuovevano gli spettacoli... e bancarelle con maschere e piume da palcoscenico....
Avignone luglio 2012 Festival Internazionale dello Spettacolo

Avignone 2012


Avignone Luglio 2012


E le locandine si accumulavano, ed ogni artista spiegava, invitava, e gli inviti sempre di più e più interessanti,  mi davano la percezione che non avrei potuto seguire se non due o tre spettacoli, loro iniziano al mattino e mentre pranzavo il bel ragazzo che stava accanto a me al tavolo mi invitava a vedere un'opera lirica che diceva fosse "sublime sans limites" lasciava il posto in tutta fretta, "inizio alle 14" ed io restavo immobile a godermi lo spettacolo di strada.
Le foto sono tante e al rientro mi farà piacere sistemare tutte le locandine e parlare degli spettacoli visti...purtroppo solo due.

11 set 2017

Foto Gingi Marsiglia casa Alphonse
La foto é presa dalla finestra della stanza dove dormo e rispecchia il risveglio: silenzio, verde, tranquillità.
Lentamente vado in cucina, la macchinetta dell'espresso é accesa e calda... non ho voglia di nulla, fra un po mi chiederà "oggi dove vuoi andare?"
I posti sono tanti ed ieri se ne sono aggiunti altri, le troppe curiosità che l'ufficio del turismo sa far nascere! ma in questo momento voglio vivere con lentezza e allora fino a pomeriggio inoltrato sono in stand~bay.
Foto Gingi Marsiglia 2010
Foto Gingi  Vallon des Auffes Marseille
Foto Gingi, Marsiglia.
Foto Gingi Marsiglia Vallon des Auffes
Il mio voler riempire ogni attimo mi ha condotto allo stress di ieri, nel cercare una merceria ed organizzare un lavoretto, ho rivisto l'isola pedonale della città bellissima ma poco elegante; ho camminato fino a tardi e poi di corsa a casa, con la mia atavica sindrome : se in casa bisogno impellente di uscire salvo poi una volta fuori desiderare la pace e la sicurezza di un libro, un ricamo. Al rientro verso la casa che è in una splendida posizione sulle colline di Marsiglia ho chiesto di fare ancora la via del vecchio porto...il lungomare e qualche foto  al Vallon des Auffes ....in attesa di uno spaghetto all'Eoliana (ne avevo una gran "voglia")
Cosi, mentre scrivo ho deciso, e allora stasera andremo a cenare nella "Taormina" provenzale, in  terrazza sulla battigia...  a Cassis