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4 nov 2017

LAVARE UN ELEFANTE

Foto Gingi oggi al sorgere del sole la mia pomelia
Sono stata inquieta, il periodo appena trascorso non riconosceva il mio io, persa fra vacuità e giochi che nulla hanno a che vedere con la mia persona, carattere, esigenze e quel pizzico di snobismo che mi fa star bene.
Fino ad ieri pensavo di andare a Roma e li stazionare per lungo tempo, ma perché ?
I miei interessi , i miei amori sono qui, nella luce che mi regala la mia casa, nel colore del mare che è tutt'uno con il cielo, nelle luci del porto e del piccolo faro che segnala il molo. 
Nel profumo di gelsomino che accompagna l'arrivo di Morpheo, e poi mi inebria durante il giorno.
Ieri sono andata in giro per blog, vi ho letto e guardato, mi è venuto il desiderio di scrivere,  di riscrivere come facevo prima, quando al racconto mescolavo pensieri di vita, punti di vista sociali e politici, fantasticavo sui miei ricordi con leggerezza e sempre senza prendermi troppo sul serio. 
Vi sono dei luoghi eccelsi, dei blog completi, curati nella scrittura, nelle impostazioni, nelle immagini, nelle scelte delle loro letture e della musica.
Uno di questi per il piacere di rileggerlo e il timore di perderlo o non ritrovarlo l'ho trasportato in word.
Dicono che questo sia un mondo virtuale, ma io mi sento e sono reale, è parte di vita, di esperienze, assorbe tempo ma permette il nascere di conoscenze e durature amicizie anche agli antipodi del mio spazio reale.
Ho sistemato ed archiviato foto, magnifiche schede di ricamo, mail da blogger del Canada maghe del patchwork e dall'Irlanda campioni di lane naturali.... ma ho anche messo a posto e custodito epistolari che mi hanno emozionato.
Uno di questi appartiene ad una delicata corrispondenza del 2004, con sentimenti ed avvenimenti quasi dimenticati.
Ho corrisposto con persone che non avrei mai incrociato nella vita reale. 
So, da quelli diventati cari amici, che custodiscono queste memorie con la gelosia riservata alle cose belle, e mi rammarico per chi non ha più la possibilità di godere di tali letture, me ne faccio una ragione pensando che chi le ha cestinate o perdute, non aveva l'educazione sentimentale, la levatura morale per  capirle e che le proprie parole erano solo una esercizio di "bella scrittura".
E che dire della corrispondenza con questa cara amica ...la ho riletta ed è una vera chicca
 il suo primo libro e la sua dedica


anche a lei fu chiesto a 20 anni tu cosa ami e lei come me rispose " amo tutto". Voleva fare qualcosa di grande e pulito, ed il caustico ed ironico suo Fulvio, le disse "lava un elefante"
 lei riuscì a mettere in atto il piacere dell'accoglienza ed il valore del servizio, lasciando intravedere (in questo suo libro che così mi dedica)
attraverso una porta aperta una storia infinita.

FRA SOGNO E REALTA'

Abitare, ma anche coabitare è un’arte… ho costruito questa casa per gioco, un clik curioso di parole impresse e di vicini di casa selezionati, un bel quartiere.
Sono venuta ad abitarla in mia e in compagnia di una moltitudine di amici virtuali,come si faceva un tempo nelle case “di villeggiatura”.
Foto Strega- Tenuta Panicastro uno dei molti ruderi
La si riunivano i familiari, quelli lontani e quelli vicini ma separati da altre vite, erano tempi di lunghe estati e famiglie numerose, oggi sono solo allargate, ma questa era una casa speciale, era abitata da due universi, la terra e dalla metà del cielo…cielo irreale,
Foto Strega una delle strade della tenuta


Foto Strega Tindari dalla vigna


Foto Strega La terrazza di Panicastro


Foto strega dalla strada che va all'agrumeto


Foto Strega un'altro rudere


Foto Strega un rudere di Panicastro

apparso come infinito che nella ricerca di se stesso è andato rarefatto, evaporato in nubi impermanenti…che il vento ha sfioccato.
Ora sono da sola, non ho finito di arredarla, non so come fare, avevo preso “rifugio” nel vento, ma è andato via, nel sole, ma le nubi lo hanno coperto, nel mare, ma posso solo guardarlo da lontano….
Adesso ho una nuova casa,
bella anche adesso che non
 v’ho messo mano ancora.
Tutta grigia e malandata,
 con tutte le finestre rotte,
i vetri infranti, il legno fradicio.
Ma bella per il sole che prende
ed il terrazzo ch’è ancora tutto
 ingombro di ferraglia, e perchè
 da qui si può vedere tutta la città.
 E la sera al tramonto sembra una battaglia
 lontana la città. io amo la mia casa
 perchè è bella e silenziosa e forte.
Sembra d’aver qui nella casa un’altra casa,
d’ombra, e nella vita un’alra vita, eterna.

5 set 2017

Il traghetto per domani

Il passato ha la capacità di arrivare alle spalle
 e con insidia ti trabocca addosso
una fotografia, una lettera, un suono,
 ti narra la fiaba di un tempo che non c'è più,
  che rinasce ai tuoi occhi,
 e novella al tuo orecchio quella parte di te oramai svanita

3 set 2017

Roberto Vecchioni - Non lasciarmi andare via

l dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.



1 set 2017

MENO...PAUSE

Ieri, leggendo dei commenti sull'età e la liberazione da pensieri che ti portano ad essere sempre in tiro..ho pensato a questo mio post del luglio dello scorso anno e lo riporto pari pari

Meno..... pause
Era il 2002, come Babette ero arrivata in una grande casa, spinta dalle molte telefonate di una fata:
" hai trascorso il Natale da sola, adesso anche la Pasqua? Le case grandi servono per star bene insieme agli amici..."
Non avevo portato molti abiti, avevo però organizzato tre grossi colli, da farmi spedire... non credevo molto alla civiltà della convivenza con indipendenza e libertà, ma ero più provinciale di adesso, e non conoscevo quei mondi fantastici.
Per cui la "Babette" era carica di origano, arance, funghi appena raccolti, cannoli, pignolata...e tanti libri.

Il mio arrivo e le emozioni di quei primi giorni, vanno rispettate per quel pudore che esigono le cose belle che ci appartengono... scriverò di ciò forse in seguito.
La casa era grande, direi un borgo, la villa aveva lo stesso nome del posto, della via,del borgo.
Fra i due corpi centrali una chiesetta ottagonale , che sembrava la cupola del "Bramante" di una Doll's House, era ed è uno di quei posti appartati, sereno, ottima terapia per il dolore su cui camminavo, ma allo stesso tempo ero nel mondo.

La mia ospite, una docente tedesca, studiosa di arte, con interessi culturali i più svariati (quello era il periodo cinese!) ed amicizie in tutto il mondo il cui hobby principale era la convivialità, mi consentì conoscenze ed esperienze da viaggiatrice ma a posto fisso..

Un giorno, mi disse torna a casa presto, non ti dilungare con troppi negroni (aperitivi), dobbiamo preparare cena, viene Luisa, con Suad...

Non sapevo chi fossero, l'euro parlamentare (di lei ho impresse le grandi risate, il suo cellulare che squillava in continuazione, e il "piacere della tavola") arrivò il giorno successivo e Suad arrivò puntuale con una sua amica, cose da poco !! anche quest'ultima una docente di antropologia all'università di Bagdad.

A tavola spesso si parlava in tre o quattro lingue... io parlavo solo siciliano e mi capivano perfettamente arabi, francesi, spagnoli , con gli altri era di aiuto la mimica mediterranea e la mia amica.. parlava tante lingue e, in quel periodo, cominciava a masticare anche il cinese.

Con Suad nacque un feeling fatto di risate, sorrisi, mi disse che per imparare l'italiano sarebbe bastato frequentarci una settimana, allora abitava temporaneamente a Massa Marittima, e mentre tutti parlavano dell'Olp, del muro, delle varie intifade, e durante e dopo cena erano immersi nel ruolo serio di gente intellettuale... io dissi:

Icecream in Castellina?

Non finii queste due parole che Suad e la sua amica, scattarono in piedi pronte già a fuggire verso una leggerezza che in quel momento, li, era assente.

In quei tre giorni con Suad parlammo di tutto, (io capisco l'inglese, non lo parlo, per questa sindrome della perfezione che mi vieta di buttarmi!.)
Lei mi chiamava "la filosofa".
Al salone del libro di Torino, questo anno, ho comperato Murad Murad e Niente sesso in città, di Suad Amiry.
La notte scorsa, ho finito di leggere queste due chicche, gradevolissime, scritte con l'arte di raccontare un atavico disagio e grosse tragedie con leggerezza...
In Niente sesso in città, la Palestina e i suoi drammi sono il vassoio su cui Suad appoggia con ironia lo "stato"... il sentire di un meraviglioso gruppo di "eroine" in quanto donne, iscritte ad un club esclusivo:

C.R.I.M.I.N.E. cioè Commitee of Ramallah Indipendent Menopausal Inner Network Enterprise.

"Splendide" in menopausa, ognuna con problemi e soluzioni diverse, tutte accomunate dall'età, dall'amore per la terra in cui affondano le radici da millenni, ma tutte "uniche".
Quanto vicino il mondo in cui sono cresciuta a quella autorevole norma della cultura araba : sottile accettazione del non detto o del non nominato.
Per tutte le donne di tutto il mondo..il periodo della menopausa coincide con quello in cui si tirano le somme, ed tempo dei bilanci.

Ognuno reagisce sia fisicamente che mentalmente in modo diverso, trovo bellissimo lo stato descritto da Suad, di una liberazione dal desiderio, che spesso e tanto fa soffrire quando gli ormoni vanno a mille, ma anche della libertà di non dover per forza essere in "tiro".

Poi non tutte hanno le caldane, l'osteoporosi, la tachicardia... e la depressione, e, più forti, e senza i mal di testa o i fastidi del ciclo, possono fare, vestirsi, dire cose..concesse solo in post menopausa.
E poi penso che tutto ha un tempo e un suo compimento... e il non poter proliferare non deve sminuire o far perdere di autostima.

Chi è la persona consapevole e diligente che vorrebbe un figlio quando in età matura le forze debbono essere rivolte ad altro? e le molte curiosità e gli interessi accresciuti hanno bisogno di un tempo che si sente sempre più breve; e per quanto riguarda il fisico, come diceva la Magnani alla truccatrice, "no, non nasconda le rughe, ci ho messo una vita a farle".

Calo di autostima? Noi donne abbiamo un inizio ed una fine, abbiamo regole e un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.

Il maschio che comincia a 14 anni con ansia da prestazione, con problemi di grandezza, e di potenza e che continua fino alla morte, beandosi di poter essere prolifico, dovrebbe perdere la stima quando per demenza senile fa quello che dovrebbe fare suo nipote.
Continuano con le loro patologie e le loro fisse del "caso" ad oltranza, non sfiorati lontanamente dal pensiero che anche nel mistero della vita, la natura ha affidato alle responsabili donne la procreazione, mentre ha lasciato all'uomo il compito della riproduzione.

Io dopo i bilanci della menopausa sono rifiorità certo il fisico cambia e purtroppo stenti a riconoscere il guscio, ma penso, quando gli ormoni c'erano .. andavo bene? ero desiderabile? ok.
Adesso che la cosa non mi interessa più, il mio piacere è quello che spero portare fino alla morte, "mangiare", e a questo piacere immolo la pancetta, che da buona "contenta di se" adesso mi piace pure e mi fa simpatia.
Poi quanto è bello cambiare stile, e scoprire la mise affascinate dell'abito "tenda".

31 ago 2017

Dancing with the wind

Erano gli anni '80, e vivevo in quella Milano da bere che ha fatto sognare tanti di noi, erano i tempi in cui meravigliose teenagers accompagnate dalle madri, aspiravano alle passerelle milanesi...era questo il  "sogno italiano" per tante ragazzine americane..
Io ero nei miei bellissimi trent'anni. il concetto di età è legato a pregiudizi e a stereotipi, ed ha valenze differenti per i due o più sessi conosciuti.Ma, se parliamo di età, ed estrapoliamo la sua "presenza", dai rapporti sociali, dalle frequentazioni più o meno interessate, dal lavoro, dall'esperienza... dobbiamo dire onestamente che vi è una età magnifica.Sono stupendi i TRENTANNI, ma anche i trentuno, trentadue, trentatre, trentaquattro, trentacinque....Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l'angoscia dell'attesa e non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente a trentanni.Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti.Se siamo atei siamo atei convinti.Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna, e non temiamo le beffe dei ragazzi, perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti, perchè anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che anche quello è un punto di vista, non temiamo la disobbedienza perchè abbiamo scoperto che la disobbedienza è nobile.Non temiamo la punizione perchè abbiamo scoperto che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo, e i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo....Li facciamo con noi stessi, col nostro dolore.....di e da grandi..
Adesso sono qui, ed i miei trent'anni possono continuare ad essere presenti, questo mezzo è senza tempo, e la mia età anagrafica non si scontra con comportamenti che la vita reale impone, qui sento solo la mia età biologica, e a seconda quale porta apro, o quale salotto mi ospita  essa oscilla fra i sedici e i trenta be diciamo pure trentacinque.
Credo che nessuno di noi ancora ha realmente capito la magia di questo mezzo, elisir di lunga vita e contemporaneamente l'annullamento del tempo e dello spazio, forse sarà fra molto tempo che si leggerà di una lontana era in cui il mondo cambiò, i rapporti cambiarono, i comportamenti ebbero altra valenza ed erano i primordi di contatti solo interiori .....  erano uomini del lontano ventunesimo secolo.

30 ago 2017

un giochino? grazie anche io

Da un blog all'altro, seguendo i commenti, che sono la cosa più bella da leggere, mi sono imbattuta in una blogger che era stata invitata a fare un giochino e che a sua volta invitava altri "giovani" a giocare.
 Ha scritto : un modo per scoprire una persona.
Domande a cui rispondere fatte da e per giovani, che scrivono struggendosi per mancanza di amore, per assenze per aspettative,  il tutto in un "intellettualismo" quasi ermetico, di quello usato nel teatro degli anni settanta. 
Alla fine della rappresentazione, uscivi ed avevano provato a farti sentire una stupida nullità senza l'intelletto, cultura e capacità di capire. Ricordo serate al teatro di Rifredi a Fi, direttore artistico un mio caro, carissimo amico, Giancarlo, Tutti in silenzio! 
Leggendo di questi problemi, penso a quanto ero vecchia e pesante quando possedevo pochi anni, e come ho scoperto di essere giovane e leggera solo quando oramai è tardi.
Comunque sono in perenne conflitto fra età anagrafica ed età biologica, ma gioco anche io anche se sono nel mio terzo tempo.

 Lista di misteri della vita.

DA PICCOLA NON VUOI MANGIARE E TI IMPONGONO IL CIBO. POI CRESCI E TE LO VIETANO.Un mistero sulla cosa più naturale.

Lista di cose tamarre ma che mi piacciono negli uomini.

SE UN UOMO MI PIACE E' SOLO PERCHE' NON HA NULLA DI TAMARRO.

Lista di persone che ucciderei e poi andrei a letto senza l'ombra di un rimorso.

Pedofili, Recidivi, Ingiusti.

Lista di automobili che ho posseduto.
1) Giulia Alfa Romeo (periodo universitario)
2) Fiat 500 SS Abarth 
3)Jaguar MK2
4) Varie Volvo
5) Cabrio Crysler Stratos ( vista una sera a Mi, all'uscita del Principe e Savoia, con un exstrafigo da svenarsi alla guida , nera con copote bianca e interni in pelle bianca, arrivata a Catania, ordinata, ancora non avevano neanche i depliant).
6) Mini Cooper balmoral e molte altre macchine, quando ho cambiato vita ne possedevo 5.

Lista dei nomi più bizzarri dei miei ex  (in ordine alfabetico).
E chi se li ricorda tutti, ma bizzarri forse solo due .

Lista di oggetti che mi porterei su un'isola deserta
Un libro,
lacca per unghie
una sottoveste di merletto

Lista di cose che non potrei avere su un'isola deserta e che mi mancherebbero di più.
Musica, pc, un amico amico

Lista di artisti che sono andata a sentire dal vivo..
Tina Turner (arena di Verona)
Renato Zero ( Roma)
Biagio Antonacci (Palermo)
Venditti (Reggio Calabria capodanno 2000)
Peppino di capri (teatro greco di Tindari)
Gino Paoli ( teatro greco di Tindari. e con il quartetto Jazz di Rava a  Gaiole in Chianti).
Lucio Dalla (
Gaber (Capo d'Orlando)
Arbore....( Taormina)

Lista delle cose che ho cambiato nell'ultimo anno.
casa, compagno, avvocato, colf.

Lista di oggetti smarriti.
troppi

Posti in cui mi sono addormentata che non erano un letto.
Spiaggia, divano..divanoo...divanooo.

Lista di quello che c'è in questo momento nel mio cassetto.
e in quale? ho decine di cassetti.

Lista di cose che so cucinare
cucino bene tantissime cose ma da quando il Tv e nel Web tutti sono chef, preferisco verdurine lesse e frutta, non cucino più.

Lista dei fumetti che leggevo da bambina.
mai letto un fumetto

Lista dei vestiti che indosso in questo momento
Pigiama ad uomo in seta nero a righe lucide opache, ballerine mouve senza suola da barca.

Lista dei lavori bizzarri che ho fatto prima di fare imprenditrice,
La figlia di una madre due zie  due nonne quindi : la buyer.

Lista di persone famose con cui farei sesso anche solo una volta.
Johnny Depp
Banderas
Delon di anni fa
Richard Geere di adesso e
un mio ex, corridore di formula uno.(ometto nome, e capite perchè)

Lista di nomi che darei ad una mia ipotetica figlia/o.
già fatto per due.

Lista a piacere
( questa lista puoi gestirla come vuoi, parlare di te. Puoi elencare i libri che più ti hanno influenzata. O le cose che fai appena alzata. O le cose che vuoi fare assolutamente prima di morire. Insomma… fai tu.)
Mi piace girare scalza per casa, mi piace un lento risveglio e fare colazione a letto. Prima di morire mi piacerebbe un lungo viaggio con zaino in spalla senza un programma  iniziando col chiudere la porta di  casa dietro le spalle.



Notte fonda, ore 2,45, non so cosa ho scritto.
Ore 13,54, va bene così... pubblico e vado a pranzare.  

28 ago 2017

L'energia di quella generazione

L'energia di quella generazione....quella madre, quelle zie e le loro coetanee.
A volte ci si accorge di un disagio nelle frequentazoni, di un distacco che non è razionale ma mentale, e anche se le esperienze dei tuoi sono casualmente diverse da quelle di quasi tutte le altre donne vi è sempre una energia ed una sostanza in loro che adesso non ritrovo più.
Così come sempre la mia inquietitudine mi porta lontano da casa, con molta selettività scelgo amicizie e frequentazioni, e la mia insoddisfazione aumenta...non sento la sostana delle cose, non sento la libertà mentale dal bisogno, anche chi intellettualmente ha autostima di se, è bloccato da uno snobbismo sociale a senso alternato, c'è chi snobba il lusso della bella qualità della vita e delle cose, pur non riuscendo a contare la quantità degli zeri del proprio conto in banca, o chi dichiara, pur nelle sostanziali ristrettezze,che non può fare a meno dell'estetista, parrucchiere, della borsa firmata o di un caffè all'Harris Bar (un caffè ed un te dopo cena € 40).
Donne deliziose che per gioco si riempiono la casa di pezze cinesi e di chincaglierie di gozziniana memoria "le cose belle di pessimo gusto", donne che misurano frequentazioni o l'altro sesso solo per quello che ha e non per quello che è, donne sostanzialmente fragili ed ladre di quei difetti che lamentavano agli uomini.Cosa si festeggia oggi? serve per ricordare chi siamo? o chi eravamo?
Mi ero sempre domandata che cos’avessero di speciale mia mamma, mia zia, le loro coetanee. Perché potessero avere inesauribili riserve di energie, da chi avessero imparato a fare un po’di tutto, da dove traessero il loro spirito indomito, la loro ingegnosità, la capacità di prendere in mano le redini di ogni situazione senza incertezze.Ora lo so.
 Avevo appena finito di leggere l’ultima, bella intervista alla giornalista e scrittrice Miriam Mafai su un vecchio Elle e mi ero accorta di non avere nessuno dei suoi libri. Comprai allora “Pane nero” , la storia delle Italiane tra il 1940 e il 1945. E lì imparai quello che sui libri di scuola non c’è. Perché fu proprio durante la guerra, con gli uomini al fronte, che le donne, educate dalla propaganda e dalla tradizione a essere “semplici, sobrie, affettuose, modeste”, si trovarono, loro malgrado, capofamiglia. A gestire da sole la vita e la sopravvivenza di anziani, malati, bambini e clandestini. A godere di una libertà mai conosciuta. Molte di loro riempirono le fabbriche. Per tutte si aprì l’era della ricerca affannosa di cibo e delle scelte più difficili: restare o fuggire, come fuggire, di chi fidarsi, che cosa portare con sè, come mettere al riparo i cari, i beni.Concrete e determinate, per cinque lunghi anni di fame, caos e distruzione, avrebbero inventato ricette con poco più che niente, rivoltato cappotti e ingrassato scarpe. E lavorato, scioperato, barattato, organizzato, cucinato, curato, combattuto, sparato. C’è la storia di Zita, con il fratello partigiano e il fidanzato repubblichino, e quella di Gisella, l’altoborghese che fa la spola tra i rifugiati in Svizzera per raccogliere fondi per la Resistenza, viene arrestata due volte e per quaranta giorni, nell’Italia dove le donne non hanno ancora diritto al voto, si ritrova ministro della Libera Repubblica della Val d’Ossola. C’è Lucia, che guida i tram nella Milano bombardata e ci sono le mamme che insieme organizzano, a mani nude, con coraggio e intelligenza, gli assalti ai depositi di sale, pasta, zucchero, carbone.Come racconta, senza retorica, Miriam Mafai, furono loro le uniche vincitrici di una guerra disperata. Perché, in quella parentesi di trasgressione rappresentata dalla ennesima guerra disperata. Perché, in quella parentesi di trasgressione rappresentata dalla emergenza, presero in mano, per la prima volta, in modo drammatico, il loro destino. E capirono che potevano decidere da sole: senza la tutela di padri, mariti, fidanzati.Con il ritorno alla normalità, l’orizzonte si richiude. Alla sfilata del 1° maggio del 1945, quella in cui in tutta Italia si celebrarono insieme Lavoro e Liberazione, molti partigiani non vollero le donne in corteo. Quelle stesse ragazze che, uniche ad avere il permesso di circolare in bicicletta, con il ruolo cruciale di staffette avevano permesso alla Resistenza di tessere i contatti e condividere strategie, furono allontanate. Questione di decoro: non stava bene che le donne sfilassero tra gli uomini.L’Italia della ricostruzione si riscopre subito tradizionalista e bacchettona. I reduci sono tornati, il lavoro, nelle fabbriche e negli uffici, va restituito a loro, e i giornali riprendono a consigliare: “siate miti, siate dolci, siate sottomesse”. Ma qualcosa si era mosso. Il 2 giugno del 1946 le donne italiane avrebbero votato per la prima volta. (Santini)
 Era l’altro ieri, era solo l’inizio, erano le mamme di noi che siamo mamme oggi, le nonne di chi è più giovane. E io ora finalmente so da dove vengono l’energia, l’inventiva, l’ottimismo, di mia mamma, di mia zia e delle loro coetanee.

26 ago 2017

voglia di finire e fare

Fra una passeggiata nel Web, un vecchio film, e i programmi di attualità politica ho ripreso un lavoro di Jardin Privée., di cui avevo fatto poche crocette, ed adesso manca qualche lettera per finirlo Non so se ne farò una scatola o  un quadretto..
Poi, pigra più di prima, apparecchio la tavola sempre meno..
Il mangiare è un piacere che dura nel tempo  più di altri, ed oltre al gusto per me il piacere si estende anche alla vista.
Le mie tavole sono state sempre "superbe" ma da quando sono rientrata, la sera molto lentamente mi coccolo con delle cremine, mi preparo per la notte rimettendo biancheria antica e dopo aver sistemato la cena in un vassoio  mi infilo sotto le pezze.
Il vassoio che uso è ovale, e come sempre quando serve una cosa fra le centinaia, di centri, sottopiatti, e sparecchia tavola antichi, non ne ho uno della grandezza del servant.
Voilà, disegnato ricamato, ieri sera tolto il tessuto dell'intaglio.
Ora prima di andare a bagnarlo e stirarlo, ve lo mostro
Ho inserito le foto di alcune camicie da notte, erano del corredo di mia nonna, e sono state fatte in "broderie blanche" con i disegno di giornali francesi di quell'epoca, fine '800, che ho ancora.
Quando li inserirono nel mio corredo erano 6, tre di un percalle oramai introvabile, per l'inverno, e tre di lino finissimo d'irlanda per l'estate.
A periodi le ho usate, qualcuna si è consumata , ma i ricami sono bellissimi, con palmette fiori e uccellini, non so se si vedono, spero di si per voi, fino a quando durano sono un piacere per chi ama il ricamo.





Intanto adesso le ho rimesse in uso, voglio godermele e vorrei che il tempo le consumasse come consuma noi.
Mia madre mi ha insegnato ad usare tutto, diceva che noi dovevamo tener ben presente che le cose sono al nostro servizio, e non noi al servizio delle cose.
A proposito del coprivassoio non avevo mai ricamato ad intaglio, certo le magagne ci sono e si vedono, ma per una vecchietta principiante possiamo chiudere un occhio?

23 ago 2017

Desiderio








..... Si parlava di sogni, di come l'essere spinti da un desiderio non sia sufficiente, di come serva un obbiettivo, un traguardo, e di come questo traguardo vada scelto con cura....


A volte mi dico che i miei desideri sono così semplici, che mi sembra impossibile non riuscire a realizzarli.


Ma io so davvero quello che desidero?


Ho due bauli e tre scatole a fiori pieni di desideri. Gli altri tremilionisettecentotrentamilacentoquarantatre li ho regalati a chi sembrava ne avesse bisogno, necessità


DESIDERIO è una parola bellissima.


Deiderio di raggi di sole, di torte di albicocche, di baci sul collo mentre sono quì che scrivo, che qualcuno passi a baciarmi....


Desiderio di essere avvolta, accolta, assolta.


Di passi leggeri a non dar fastidio.Di passi pesanti ove necessario. Che poi uno lo capisce da sè, quando arriva il momento necessario.


Di particelle di pelle che si mischiano per un abbraccio. Desiderio di esserci, di essere, desiderio di cose da desiderare.

REINVENTARE LE VITE

Poca distanza, altra aria, un anno che non si apriva, l'imponenza, i tasti d'avorio e l'interno ancora splendente nei suoi bassorilievi liberty, nasconde i suoi tesori che è vacua agli altri la vista, ma dona ancora possenza e
tonalità oggi irripetibili.
Questo è l'anno in cui compie il secolo, cento anni, portati benissimo, cento anni dall'adozione in casa nostra. Rifletto sull'anima delle cose, sui loro cammini.

Mi illudevo di essere forte, non tornerò mai più in questo luogo, lascerò tutto quanto così come è, non ho bisogno d'altro io.

Ho capito, finalmente ho capito che il luogo, le cose, le piante gli oggetti amati hanno tale confidenza e comunione fra di loro che è compiuto il tempo e l'intrusa sono io.

 La mia cultura è poca e la mente fioca
non ho conosciuto regole e leggi e nessuno
dell'ordine dell'universo m'ha insegnato
ad amare la sua natura grande
e umile. Ho offeso con la mia stupidità
la legge della vita,
l'infinita innoccenza della sua crudeltà.
Adesso ho un cuore nobile
ma la mia carne è pietra.

E imparo da sola con stenti l'errore
d'esser sola.
E padre e madre vorrei
esser di questa solitudine.
Non l'abitudine filiare ma il segreto esempio
la natura dolce delle parole vere.
Conosco adesso il tempo certo
degli abbissi e la parola povera
della vita, e l'esclusione e l'essere
e il pentimento e la colpa e tutto
dura nel mio corpo eterno, ed io
non posso amare senza amore
non posso soffrire senza dolore.
Ceneri del mio tempo gli evidenti abbissi
del dubbio e l'assoluto.

La mia paura è grande ma ho il coraggio
di esistere. Soltanto in me l'errore
del giorno e della notte.
Il tramonto è leggero come una carezza
e il giorno nella notte si trasforma.
Di questo genere del mondo
che è l'inconsapevolezza
fa nascer qualcosa che
soltanto l'amore della ragione
conduce ad esser vero.
anche di questo eterno errore son prodighi gli attimi
le origini e la fine.
B.S.

21 ago 2017

Cosa resta delle Idi

Nella lettura ho viaggiato, non solo fino ad altri mondi ma anche nella mia stessa anima.
Alle idi di marzo, così come Cesare si avviò consapevole del pericolo, incredulo ma fiero in cerca della sua personale verifica, anch'io ho ricevuto sillabe la cui lettura, come lama, penetra l'animo per morirci dentro.Si, alle idi di Marzo 2015.
Sono sillabe delicate che ricordano quel libro, quello che insegna a leggere, e, conoscerne le lettere non vuol dire capire, come conoscere le note di un pentagramma non vuol dire saper leggere la musica.
"Dovrei tenere per me la vita mia
che ho posato 
chiusa nel segreto dei miei ricordi, non condivisa con nessuno.
Solo per me o per un altro da me.
Sinceramente?
Non so che fare, che io pur desiderando in modo spasmodico la condivisione con te riesca solo a farti male e allontanarti mi uccide.
Vorrei lasciare un segno, qualcosa che mi ricordi in modo pulito solo questo;
ho tante cose dentro, tante immagini, tanti sogni...pensavo che giocarci, colorarli,vestirli in modo diverso non mi avrebbe alienato la tua stima , al massimo mi avrebbe regalato una sublime indifferenza."

Alle idi di Marzo, una coincidenza? sono pervenute queste parole, e ho capito da quel giorno il vero significato di "aggrappato al cielo", parole semplici accompagnavano il file e si chiudeva con "solo a te posso inviarlo".

Una stanza segreta, vi si passa davanti guardando sempre altrove:
è una storia iniziata molto tempo prima, "prima di tutto".
Dentro c'è il simulacro dell’illusione
di poter condividere
ma anche la definitiva sconfitta
di un sogno leggero e invidiabile.
Così scrivere, lasciare segni sul vuoto o illudersi di farlo diventa un legame profondo,
irrinunciabile, uno scrivere e pensare da lontano con una vicinanza intellettuale rara. Di me è rimasta soltanto
una sospensione che pare senza fine.
Il desiderio di postare queste parole arriva improvviso, perchè se ne sente il bisogno? 
Qui a notte fonda, dopo un susseguirsi di giorni pieni e felici, sono tornata ai tempi della sindrome geografica, adesso ho di nuovo due case, e sto lavorando per il terzo sogno... esso è arduo, era nel cassetto da quando ragazza è stato abbandonato ad un bivio.
Le idi di marzo sono passate e le prossime mi vedranno in pieno boho stil con il mio cuore di ragazza fra i marciapiedi della vie en rose.
A te mia casa virtuale ogni confidenza ed ogni augurio.
Aggrapparsi al cielo, non è come attaccarsi al sogno.

20 ago 2017

Dimanche

  • Foto strega agosto 2013
    Chez nous il fait tellement chaud, que l'on s'en protège ! ! !
    Fin octobre .... ???
    Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
    Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
    Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
    Beau dimanche
    Foto Strega 27.Ottobre 2013
    I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie

13 ago 2017

SFIOCCARE PENSIERI

FotoStrega stamani  poco dopo il sorgere del sole.
Loro vanno ancora al mare e fanno i bagni, 
A lidi chiusi, si danno appuntamento sulla spiaggia in dirittura di casa mia, dove anch'io ero solita andare.
Il pranzo? un grappolo d'una, due crekers, e poca acqua. 
Dopo il raggio verde e quando la luce abbandonava l'oggetto del desiderio momentaneo, impedendomene la lettura, tornavo a casa. 
Fra loro c'è chi fa il bagno da sempre fino ai giorni della Fiera che, dal 1850 il 14 e 15 Novembre, chiude il ciclo fieristico annuale.
Dell'evento storico della cittadina che mi ospita, parlerò in quella data.
Sono passati appena 2 anni da quando il pesce che ero si è trasformato in gatto, e fa le fusa fra i suoi libri, le ceste ricolme di gomitoli colorati, mirabili scatole della collezione di antichi merletti impalpabili, fragili e di fidati odori, profumo di oggetti inutili di un tempo, illusioni di un  filo d'oro col passato, di origini e "propria" matrice culturale. 
Lo so che da maggio non ho frequentato, ma sono andata nei due luoghi del cuore , in essi il mio sguardo si posa su ciò che amo, mi sono recata molte volte dall'oculista e in ospedale, ho letto tanto e completato una miriade di lavori, e ho esercitato positività sulle mie piante.
Anche oggi ho detto no ad un invito, ma da tempo al rientro a casa, pesa la sensazione di aver rubato qualcosa ai miei desideri.
Non si può parlare di politica religione e soldi, resta il conosciuto da decenni, le stesse barzellette, gli stessi commenti, tutto respirato, e diventa visto udito sentito ed anche predetto. 
Non mi dicono nulla, ed dentro me sorrido, al pensiero che mi vedano depressa, forse mi manca ferro? allora regalano fegato e vino...;-)
Parlo di tralci di lavanda da mettere in bagno per un secchio comprato a Roma in primavera, e la lavanda arriva ed anche in grande abbondanza.
 
La mia sponsor ufficiale, stamani mi ha chiamata e mi ha detto, "se ti sembra banale venire a Catania da me o da tuo figlio, ma perchè non parti? è la prima volta che sei ferma per più di cinque mesi? qualcosa non va?"
E' male non fare pesare a nessuno che sono trascorsi soltanto 20 gg dal secondo intervento ? che debbo attendere un mese, altra visita, e poi di nuovo libertà.
Libertà di andare a trovare amiche ed amici nuovi, che possano arricchirmi con la meraviglia del non conosciuto? Ma anche l'opposta libertà di intrattenere contatti virtuali, decisamente da non conoscere nel reale e lasciare che la mente voli a mo' di medicina dell'anima.
E poi si vive di miracoli dove vi è il ragazzo incantato dal vento e la donna della solitudine e ricamo e le congiunture esterne che ti fanno credere come immortale ed in uno stato superiore.
Inevitabile che in questo star bene, troppo bene,  cominci a serpeggiare  e lampeggiare la velleità di esprimermi diversamente dagli altri.
Indifferenza? superiorità? distacco? no niente di tutto ciò, la stagione, e non solo quella climatica, clemente mi consente di pensare che 
C'è un solo tipo di successo: quello di far della propria vita ciò che si desidera. 

Meringhe per la Bimba

E' un'ora qualsiasi di un martedì qualsiasi , vedo il mare confondersi col cielo e non è certo questo ad immalinconirmi ma lo sfuggire di tanta bellezza, è strano ed al contempo per me usuale sentire insieme gioia e malinconia.
Capo con Villa Vina  foto Strega dipinto Strega
So di poter essere ancora utile ma la strada è lunga e come in un campo da golf non sono le 18 buche a spaventarmi ma il tempo infinitamente breve che ho per affrontarle.
Loro, fra una mia assenza ed un rientro sono venuti più volte, affogano la mia ingombrante presenza riempiendomi il cuore di gratificazioni, e rido al messaggino della compagna di mio figlio che nel darmi la buona notte ha messo tante emoticon, scusandosi che il programma non comprende tutti i miei amori.
Infatti io vivo di nahir ed in questi giorni ne ho non uno ma due.la scrittura, (sto preparando qualcosa da dare alle stampe), e la pittura, mai preso un pennello in mano in vita mia e mia figlia dicendomi se era così la prima volta con un po di tecnica e studio lei non avrebbe potuto far altro che invidiarmi e commissionarmi i quadri per la sua casa.e a ruota la compagna del figlio.
Ma fra runner che sto facendo per le loro tavole, ricami per scatole che dovranno contenere, roba di cucito, bigiotteria, bustine di tisane, i disegni per una collezione mare che andrà in consegna per la prossima estate (gli schizzi dei modelli quelli si, li ho sempre fatti) ho pure incominciato un quadro, ancora tutto da finire che è "tu, strega gentile"

Ho posizionato cavalletto e attrezzi vicino ad uno dei camini, in previsione di voglie di pitture invernali al caldo.
Vi prego non ridete di me, ma ridete con me, io gioco e come tutti i bimbi piango ma basta una distrazione ed un altro interesse ed insieme rido e dimentico.
Intanto chi ha letto l'incipit del libro ha espresso che prende in maniera totale, ma non sono stati i miei ragazzi, il cui commento era scontato, ma una persona autorevole di Palermo.
Vedremo intanto è un martedì qualsiasi ed io sclero se debbo ancora allontanarmi solo di pochi metri vediamo dopo il controllo di giovedì se un venerdì qualunque mi vedrà volare.