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21 dic 2017

PRESEPE.....Ed è sempre Natale

I giorni appena trascorsi sono stati all'insegna di progetti...serenità e dolce pigrizia nello stare in poltrona per tutti gli handmade da finire prima della prossima domenica, giorno di partenza, vado dai miei rami...
Il Natale ci avvicina, ed è occasione per trasmettere tradizioni, sensazioni, emozioni, e per tenere ben salda la memoria, il ricordo...di ciò che siamo..di ciò che eravamo.
La mia mamma
era una donna meravigliosa, bravissima in molte arti femminili e con un pizzico di vena artistica, e ciò faceva si che si cominciasse ai primi di novembre il lavoro di preparazione di quel presepe che era la mia gioia ed il mio orgoglio...
Intanto un mese addietro,  ho inviato a mia figlia
qualche vecchio pastorello e qualche casetta... lei ha la fortuna di avere un marito che ama la casa, le tradizioni
e ogni attimo libero lo passa con  Lulù, ed è con lei, vecchietta di due anni e mezzo, che  ha preparato il presepe.
Io, intanto, in ricordo di quei tempi meravigliosi, in cui forse mancava  l'apparenza del benessere, ma in tutti, vi era la ricchezza di enormi valori, e si misuravano le persone con "l'essere" e non con "l'avere", ho cercato nel web e nel ricordo di amici... l'intero testo della "Ninnaredda" la novena che tre uomini ogni sera dal 15 Dicembre, cantavano e suonavano per le strade e salivano nelle case dove vi era il presepe.
Erano in tre,  un signore con la chitarra, uno col mandolino e l'altro con  "u friscalettu", una specie di clarinetto ricavato a mano con una robusta "canna".
Nel presepe della mia infanzia le montagne erano fatte con le pietre della "ferrovia"... scure e porose, invecchiate da tutto quel carbone usato per mandare avanti le locomotive, mentre nelle sponde dei laghi o nel bordo dei letti del fiume... vi era la pietra pomice, che mia madre si faceva portare da Canneto di Lipari, e il muschio, doveva essere spesso e pieno, sempre verde per tutto il periodo, e quale se non il migliore? quello del bosco della Miraglia?
Stavo ore incantata a guardare gli artigiani, davanti le loro botteghe intenti al lavoro, le lavandaie sul greto a sciacquare i panni, i pianoli delle colline pieni di pecorelle accompagnate da cani e pastori... e mi ricordo ancora galline e piccoli animali domestici nell'aia di case che avevano davanti la porta il famoso gelso esistente in tutte le case coloniche di questa zona della Sicilia, e risuonano ancora le parole di mia madre che diceva... "vedi, quell'altra casa colonica invece è dei luoghi della tua nascita, da noi, non c'è il gelso, ma il carrubbo davanti alle case di campagna".
Da piccola dovevo sembrare abbastanza antipatica, non so se lo sono ancora, ma adesso, vicina al concetto della vacuità delle cose, credo di essere diversa. Allora ero come un pavone,  tutti dicevano che il presepe di mia madre era il più bello, non è che ce ne fossero molti in paese, ma quelli importanti erano circa sei, tutti appartenenti ad amici di famiglia o a parenti.
Il gruppetto abbastanza consistente di amiche e cugine insieme alla "ninnaredda" si spostava di casa in casa, e in queste case, all'arrivo del canto natalizio salivano tutti i vicini... per cantare insieme il ritornello
 E Natali si annunziò,
E Natali si annunziò,
Viniti pasturi ch'è natu u Bambinu
U verbu divinu chi a 'tutti sarvò,
E Natali si annunziò
E Natali si annunziò ....
Da noi c'era il vassoio con i dolcetti per tutti gli abitanti dei vicoli che salivano ad ammirare il presepe, facevano i complimenti a mamma ed assistevano alla novena.
Ero la più piccolina del gruppo, ma mi sentivo la più importante infatti da noi la nimmaredda si fermava due volte, su in casa, e all'ingresso del cancello del giardino della strada principale, dove vi era una edicola votiva al Sacro Cuore di Gesù, eretta dalla mia bisnonna, edicola ora trasferita e "moderna" nella stessa strada e dove allora vi era cancello ed l'antica statua ora vi è una strada.
Ieri, nel parlare con una cugina per chiederle se ricordava il testo della "ninnaredda a Gesù" abbiamo ricordato quelle visite reciproche, quelle sere di canti, ed aneddoti sulle nostre madri, ed io ho confessato l'enorme invidia e la rabbia che ebbi un anno, quando vidi che nel presepe di casa sua il fiume era di acqua che scorreva, e non di specchio come il nostro, vi era un orticello con il grano che aveva germogliato e stava crescendo, e tornai  a casa, chiedendo conto e ragione del perchè dai nostri cugini, l'acqua era vera, ma "sopratutto il grano... il grano... perchè noi non avevamo piantato nulla?" e giù pianti...
Sono passate "ere" da allora ma non credo di dover dire "alla mia epoca", in quanto questa in cui vivo è pur sempre la mia epoca, il mio tempo, e allora rispondo a Potolina,  nel IL NATALE SECONDO ME e dico che è l'abbandono di ogni competizione , perseguire unione, e coltivare le nostre radici, poichè senza di esse i rami non solo non germogliano ma seccano.
Il Natale secondo me è saper godere con gioia di quello che abbiamo, e desiderare sempre più sentimenti e amore.

Avrei tanto da scrivere, ho tante bozze su tanti argomenti, e creato molti oggetti da condividere... ma il Natale si avvicina e con esso si rafforza solitudine e tristezza. A voi auguro nel modo più classico buone feste insieme ai vostri cari...
Io sogno.. e vorrei ritornassero i Natali di quando ero piccola. Di quando c'erano tutti.

4 nov 2017

LAVARE UN ELEFANTE

Foto Gingi oggi al sorgere del sole la mia pomelia
Sono stata inquieta, il periodo appena trascorso non riconosceva il mio io, persa fra vacuità e giochi che nulla hanno a che vedere con la mia persona, carattere, esigenze e quel pizzico di snobismo che mi fa star bene.
Fino ad ieri pensavo di andare a Roma e li stazionare per lungo tempo, ma perché ?
I miei interessi , i miei amori sono qui, nella luce che mi regala la mia casa, nel colore del mare che è tutt'uno con il cielo, nelle luci del porto e del piccolo faro che segnala il molo. 
Nel profumo di gelsomino che accompagna l'arrivo di Morpheo, e poi mi inebria durante il giorno.
Ieri sono andata in giro per blog, vi ho letto e guardato, mi è venuto il desiderio di scrivere,  di riscrivere come facevo prima, quando al racconto mescolavo pensieri di vita, punti di vista sociali e politici, fantasticavo sui miei ricordi con leggerezza e sempre senza prendermi troppo sul serio. 
Vi sono dei luoghi eccelsi, dei blog completi, curati nella scrittura, nelle impostazioni, nelle immagini, nelle scelte delle loro letture e della musica.
Uno di questi per il piacere di rileggerlo e il timore di perderlo o non ritrovarlo l'ho trasportato in word.
Dicono che questo sia un mondo virtuale, ma io mi sento e sono reale, è parte di vita, di esperienze, assorbe tempo ma permette il nascere di conoscenze e durature amicizie anche agli antipodi del mio spazio reale.
Ho sistemato ed archiviato foto, magnifiche schede di ricamo, mail da blogger del Canada maghe del patchwork e dall'Irlanda campioni di lane naturali.... ma ho anche messo a posto e custodito epistolari che mi hanno emozionato.
Uno di questi appartiene ad una delicata corrispondenza del 2004, con sentimenti ed avvenimenti quasi dimenticati.
Ho corrisposto con persone che non avrei mai incrociato nella vita reale. 
So, da quelli diventati cari amici, che custodiscono queste memorie con la gelosia riservata alle cose belle, e mi rammarico per chi non ha più la possibilità di godere di tali letture, me ne faccio una ragione pensando che chi le ha cestinate o perdute, non aveva l'educazione sentimentale, la levatura morale per  capirle e che le proprie parole erano solo una esercizio di "bella scrittura".
E che dire della corrispondenza con questa cara amica ...la ho riletta ed è una vera chicca
 il suo primo libro e la sua dedica


anche a lei fu chiesto a 20 anni tu cosa ami e lei come me rispose " amo tutto". Voleva fare qualcosa di grande e pulito, ed il caustico ed ironico suo Fulvio, le disse "lava un elefante"
 lei riuscì a mettere in atto il piacere dell'accoglienza ed il valore del servizio, lasciando intravedere (in questo suo libro che così mi dedica)
attraverso una porta aperta una storia infinita.

3 nov 2017

UNA STORIA DIVERSA

Mi piace ripostare questo scritto del 2008, erano tempi in cui messaggini e carlo Conti non avevano inflazionato il Noi che..., sono passati un po' di anni, ed io mi emoziono sempre più.
Noi che la penitenza era:
'dire fare baciare lettera testamento '
Noi che saltavamo con la corda scandendo : pera mela arancia e mandarino.....
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini '. ....
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. ....
Noi che a campana gareggiavamo con un gesso e una pietra....
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. ....
Noi che il Ciao si accendeva pedalando. ....
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. ....
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. ....
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D Era sempre Domodossola). ....
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini. ....
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto ' con il passaggio segreto ' . ....
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda colori ' . ....
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic. ....
Noi che al cine usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (di Walt Disney). ....
Noi che sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos 'è ....
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,un tedesco e un italiano. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. ....
Noi che si andava in cabina a telefonare. ....
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. ....
Noi che andavamo a letto dopo il carosello ....
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. ....
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il ....
mercuro cromo, e più era rosso più eri figo. ....
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti. ....
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. ....
Noi che a scuola ci andavamo da soli , e tornavamo da soli . ....
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone , la mamma de ne dava 2,....
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. ....
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google . ....
Noi che il 'Disastro di Cernobyl ' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. ....
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. ....
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. ....
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days. ....
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi ', e non Halloween. ....
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. ....
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo. ....
Noi che l'unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa ....
Noi che all 'oratorio le caramelle costavano 50 lire.. ....
Noi che si suonava la pianola Bontempi.. ....
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton ....Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!! ....
Noi che guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 ....
Base Lunare Alpha. ....
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars. ....
Noi che nei mercatini dell 'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola ....
Noi che le mamme mica ci hanno visti con l'ecografia ....
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO. ....
NOI........ QUESTA E' LA NOSTRA STORIA.....

Ed adesso 2017, il nodo alla gola lo sento anche per i primi contatti ed amicizie avute nel web, quelle sparite nel tempo o quelle che ci hanno lasciato per sempre.

15 set 2017

Casa, dolce casa, sempre incasinata con i miei mille lavori, i ricordi da sistemare e passare di mano a chi del passato ne ha fatto hobby e collezione.
Old Family Photo Carnia

Old Family Photo Nuovo 305

Old Family Photo Teleferica al fronte 1916
Dopo aver svuotato le casse dei Borboni, aver esportato braccia prima e cervelli poi, aver donato a multinazionali nordiche i guadagni del sole, che ancora non è emigrato, mi sono resa conto che anche gli isolani isolati hanno ricordi di frontiera e prima linea  e che è bene ritornino fra le innevate montagne ad ascoltare l'eco dei 305 che distrussero le vite loro ma quasi nulla di materiale, in quanto lì vi era meno di nulla.
Ma non posso sempre sistemare, scannerizzare, spedire... debbo pure pensare ai miei hobbies ed al mio piacere, e così fra una richiesta e l'altra, ho cominciato a ricamare una tovaglietta disegnata e acquistata da una blogger, un'altra disegnata e ricamata con delle volute di foglie e fiori su grandi tovaglioli uniti da un merletto, (lasciando da parte cosa debbo ancora completare !!!) ed ho pensato ad un mio homeweare che sia orientaleggiante, vicino a quella cultura che io non ricordo per miseri commerci odierni, ma per gli incanti e la grande civiltà che ci fece conoscere Ricci... ( FMR La cina )

Come al solito disturbo la borsa di Mary Poppins: un leggero pannetto, un bordo d'antan e un fantastico bottone omaggio di Debora di www.cuoreantico.blogspot.com , questa notte ho  completato con il tubolare gli alamari (fatto con una macchinetta velocissima acquistata in un negozio di Milano, però ho ancora il rocchetto centenario con 4 chiodi che mi è tanto servito fino a poco tempo fa) ed eccola....

mi preparo a sognare ai primi freddi, vestita da Mandarino davanti al camino ed in mano  uno di quei capolavori che  l'artigianato italiano ci ha saputo donare ...


13 set 2017

CON....SENSI

mi ero ripromessa di scrivere, ma ieri è andata così...
L'immancabile compagnia pomeridiana, il guardare qualche antico volume, scherzare su i nostri anni, curiosare su vecchie foto e compiacersi di quanto eravamo belli, giovani, immortali e padroni del mondo. 
Poi, fare commenti su stregabugiarda che ricorda come belli i tempi in cui veniva svegliata con il profumo di un buon caffè ed un sorriso, e sentire il solito commento... "tu sempre fortunella"
Una prima fastidiosa telefonata: perchè durano a vita gli strascichi di un contratto  d'amore?
Andiamo al pc,  musica ?  bella!  sorride e consiglia di inserire "il terzo uomo".... è una battuta? si ma  era precedente alle nostre estati.
E penso  che lui c'è sempre stato, prima, poi e durante, era lui che mi accompagnava per i  teneri incontri e per  scorazzare.
Era affidabile per i miei allora, ed è affidabile per me adesso,  quando si dice.... una certezza. 
E si partiva da qui in estate
FOTO Strega  Giancola S. Sant'Agata
E' una foto del libro, guardiamo la dedica del'autore e notiamo come sono state scelte foto che non danno l'immagine dei luoghi.
Adesso parto, ma ci sarà sempre lui che penserà a far  innaffiare le piante, a spedire le medicine qualora le voglie di evasione si protraggono per più tempo....
Avevo deciso di comprare un IPhone,  uno di quelli che fa di tutto, anche il caffè, ^_*,  per stare in contatto con questo mondo, ma mi sono resa conto che molta gente è ammalata di blogherite, ed dato che  mentre faccio altro, vengo a sbirciare, ho paura di essere contagiata,  per cui risparmio, e mi "apposterò " soltanto la sera, se e quando sarà possibile.
Nel post precedente mi ero ripromessa che avrei scritto su come tutto è soggettivo e quante facce ha la stessa verità.
Dopo una altra telefonata, di cui sono amaramente pentita,  ho pensato cui prodest? e allora che ognuno abbia i propri sofismi, le proprie masturbazioni mentali, gli attacchi compulsivi di bloggerite, con mille siti, mille nomi che si faccia film e si ponga  sul gradino più alto del podio, io con tutto ciò non ho nulla da spartire, ne mi interessa, avevo saputo glissare quando ero stata messa in guardia, ma sono generosa e profondamente innocentista,  il Malpensante lo ho sempre lasciato a Buffalino. frequenterò la mia blogsfera, quella di gente umile e sincera, generosa e disinteressata, fatta da persone stupendamente normali che non si pavoneggiano di essere irascibili, sgarbati duri, ostici, quasi fosse un vessillo da sbandierare e che no si dichiarano aristocratici snob e di classe.
Forse racconterò i fatterelli che volevo postare stasera, ma come ricordi di vita, non certo sostituendo il piacere della scrittura a analisi interiori e altalene emozionali.
Pranzo casa Fausto
Uno degli studi Casa Fausto
Intanto  sfogliavamo AGATHA', sull'onda delle emozioni
Foto strega Soffitto pranzo Gingi
ed è un piacere vedere le nostre dimore, le foto di famiglia, e colloquiare con chi ha classe da vendere che non si dichiara ma lascia che gli altri giudichino e che in una vita di frequentazioni  non ha mai avuto una seppur momentanea caduta di stile.

12 set 2017

Mezza Estate 1

Tardi, molto tardi, niente sonno, negli occhi il mare, i suoi frutti, la musica, gli artisti di strada , la costa azzurra una notte di luna che ha lasciato riflessi in acqua e dato visioni di filari...... e ogni cosa apre finestre chiuse da anni........ una collana, un pesce di madreperla... la memoria affoga in un mare d'estate graffiato dal riverbero della luna.
E' ora e subito che ho bisogno di quella presenza che rende liquidi e flottant i pensieri del giorno... con l'emozione di un sorriso e mai per me un tenero abbraccio e scavo nei ciotoli levigati dai ricordi.... ma anche in essi vi é il silenzio.
Ti prego, non infrangerlo almeno tu,finché il freddo non mi abbia abbandonato. Parlo di freddo ora che il sole sembra averlo relegato lontano. Eppure sono ancora qui. 


Foto Strega Le Calanques de Cassis

Foto Strega  les calanques de Cassis
Marsiglia 2012
Foto Strega rientro in porto a Marsiglia
Foto Strega arrico a Cassis dal mare

5 set 2017

Anna Maria Ortese

Ho interrotto la sistemazione di oggetti, la cui presenza opprime, ma, al contempo, da conforto, sicurezza e direi, anche, fa compagnia. Dopo tanto tempo, ho sentito il bisogno di aprire il blog e scrivere cosa stavo pensando.

Da ottobre scorso... in attesa del desiderio e della voglia di digitare, ho preso appunti, scritto commenti, ho, in tutti gli angoli della “casa del gelsomino”, sparsi con il solo ordine mentale, fogli e foglietti... ma oggi, avvicinandomi ad una delle finestre che si affacciano sul "profumo" e con in mano un libro che stavo riponendo ho pensato....

Sono qui oppressa da quanto amo, il peso oltre che materiale e anche quello che ti fa pensare di essere schiava delle cose, di accumulare e avvilirsi, e ho pensato a pagine di prosa superbe, magistrali , che tutti conosciamo, e ricordiamo a memoria. Le prime righe dei Promessi Sposi, l'inizio musicale e struggente del IL Piacere di D'Annunzio.... e ho riguardato la prima pagina del libro che avevo in mano, perchè accantonarlo? perchè fare spazio facendo scelte? E le semplici e pulite parole vicine a noi più di quanto ne abbiamo consapevolezza, importanti, riservate, discrete, forse speciali, perchè nel ricordo di pochi, non meritano la medesima memoria di quelle pagine che sono nella memoriria dei più?


I più bei giorni della mia vita cominciarono in questa città i primi di novembre.

Sono trascorsi da quella data vari anni, e con essi è trascorsa la mia breve giovinezza e la sua felicità.

Oggi, mentre scrivo, è ancora novembre, ancora io vivo in questa città, ed in essa nulla è così radicalmente mutato che non si potrebbe, volendo, riconoscerle l'aspetto di allora; ma sono mutati gli uomini e le cose, e le vicende, se pure a volte in tutto simili a quelle di un tempo, non ne hanno certo lo stesso carattere.

Fra alcuni anni, per non dire venti trenta oppure l'eternità, di queste vicende vi saranno tracce sempre più deboli, leggere, e poi più nulla.

Così, per un momento, come farebbe chiunque allontanandosi dalla sua casa per un viaggio definitivo, io mi volto ancora a guardarle, e vorrei capirne il perchè, strappare ad esse un semplice significato, ma esse continuano a splendere, a sorridere, con un che di strano, di buono.

Se ne vanno!

I monti, i mari del tempo, cioè gli anni, il progresso della vita, aumentano ad ogni attimo la distanza che cominciò un giorno fra noi....

Semplici parole, sentimenti e situazioni comuni, atmosfere di serena accettazione, in un inizio di un POVERI E SEMPLICI di Anna Maria Ortese,

Si chiama estate

Foto Strega  dal Vallos des Auffes Marseille
Sto preparando i bagagli,la mia estate comincia in ritardo quest'anno  ma sono rientrata a casa appena 10 giorni fa.
Mentre decido cosa portare vado indietro alla scorsa estate:
Il mio tempo è fluido, pigro, la lentezza mi appaga, sono sveglia da attimi interminabili e mi sembra di non aver mai dormito, come se sonno, veglia e stato mediatico fossero un unicum.
Scorrono pini, oleandri e palme,della Cote dAzur, lui non ama il sole, non più, da ragazzo andava giù per metri e metri a prendere i ricci, dopo i pleniluni, e stava in acqua dall’alba al tramonto, ora si ferma al campo da bocce, qui giocano tutti senza età, e il campione mondiale è un sedicenne.Anche lui era un campione.
Mi avvio, la spiaggia chicchettosa  è già piena di prossimo, con lentezza mi accarezzo spalmando protezione, inforco occhiali, e mi abbandono; realizzo che due signore ingioiellate come ad un party a Miami stanno dicendomi qualcosa, ringrazio dei complimenti, avranno 200 anni ed una abbronzatura invidiabile, io, donna senza tempo non interessata mi dichiaro siciliana e che non parlo e non capisco.
Libera e defilata, mi tuffo nei sogni, ci pensa il sole a dare colore e fantasia ai miei occhi chiusi, mentre la mente vola; al mio mare è sempre stato cosi’, la risacca è una melodia, il vento caldo le carezze, e saltello fra scogli e sabbia, da allora ad ora, mentre una voce lontana mi dice di non toccare i pomodori di mare, e continuo a mangiare padelle, come sono brava a staccarle…. e poi ci sono loro, le estati lunghe, languide, nuove ed insieme nostalgiche.
Ogni estate è una rinascita, con nuovi amori, nuovi entusiasmi e progetti che non si ha più voglia di realizzare con il suo ultimo tramonto, difficile descrivere a parole il benessere e le emozioni, le presenze assolute, quasi tangibili e pur sbiadite nel sapore di sale. Realizzo che i fatti spesso col tempo non si ricordano, ma rimangono decise e presenti le sensazioni e le emorioni provate.

Il sole mi bacia, il faro mi fa pensare esperienze recenti ed i sogni si dilatano e si mescolano al tempo ed al mare.

30 giu 2017

Continuo a veleggiare...

Foto Gingi  Carry , dal ristorante.
Questa è l'ora più bella per stare al pc, da qui "vedo"  il mare,  ho  cenato a Carry-le- Ruet e si sono spenti i rossi infuocati di un tramonto che ha lasciato un pallido rosa.
Il mio più grande amore, un pesce, che mi ha insegnato a nuotare, che a colpi di cuscini mi ha fatto saltare un dente di latte, adesso lo ricordo sulla strada del mare con il vento che gli sferza il viso e gli incolla i pantaloni dvolazzanti alle gambe , in giacca,  che cerca di tenere chiusa, mentre i cavalloni si fanno sempre più potenti e paurosi....
Era uscito dal lavoro e qualcuno gli aveva detto che io con i ragazzi di Palermo, in gommone avevamo preso il largo verso il Capo D'Orlando.
Improvvisamente il tempo era cambiato, il mare si era ingrossato e noi eravamo arrivati a stento davanti a quella che allora era una piccola casetta di pescatori, in quel luogo che l'estate  successiva mi avrebbe donato bellissime serate e la creazione di Sapore di Sale.
Erano gli anni in cui Franz e Gaetano  ospitavano Raffaele, e dalla città arrivavano bellissime amiche, modaiole, con quel saper fare unico, proprio di chi è nato bene e cresciuto in quella Palermo che fu capitale europea in molti campi.
Mentre lui preoccupato guardava il mare, noi arrivammo alle sue spalle, stipati in una Maserati.Il mio ragazzo di allora ci aveva visto arrivare, approdati bagnati ma tranquilli, sconvolto dalla bellezza e direi dai seni della ragazza di Raffaele, non se lo fece dire due volte, anzi nemmeno una, sistemo il gommone vicino al suo fantastico Riva e rientrammo,
Il mio angelo si girò, mi vide scendere dalla macchina ridente  incosciente del suo stato d'animo, mi accarezzo il viso e poi abbracciandomi scoppio a piangere.
Quanto ero stronza, invece di cogliere con dolcezza quella meravigliosa dimostrazione di affetto, e compiacermi di quella tutela, interesse, amore che aveva sempre avuto verso di me, mi infastidiva questo suo essere preoccupato, quasi quasi pensavo, ma che stupido!!
Sono passati tanti anni, lui non c'è più, ma in ogni cosa é sempre più presente... il pensiero  di lui arriva, immediato, sempre.
Vedo i pescherecci e lui unico speciale e pazzerello; ne aveva fatto costruire uno in rovere; in modo da issarlo con l' argano e parati insieme a quelli dei pescatori... vedo le vele il suo grande amore, e, quando rientrato nella sua Sicilia,  la sera finito il lavoro, correre al Circolo della vela, per sistemare, guardare, fumare una sigaretta mentre sognava e progettava il suo vagare per mari...la sua traversata dell'atlantico e le foto da favola, e poi i preparativi per il giro del mondo...era arrivata da poco l'elica disse: me la porto di riserva, mentre la moglie che lo adorava, disse sorridendo: moriremo insieme in mare.
Foto Gingi  cena a Carry
Ed adesso ho davanti agli occhi altre vele mentre divoro quello che fu il suo unico alimento dell'ultimo mese, Penso a mia madre con quel:  Basta ragazzi, est modus in rebus! Mentre Ou pied de cochion a Parigi, ordinavamo la terza dozzina di ostriche.... 
Faro, fratello, amico non ci sei dal '97 ma non per me che guardo questi luoghi come mi hai insegnato tu... 
Domani andrò ad Arles... avevo appena 20 anni, quando sgattaiolammo dal Julius Cesar,lasciando altri ad aspettarci,  per arrivare fino a Port Grimeau, dove avevano inaugurato il primo porto turistico progettato ex novo.

26 giu 2017

A cibarsi di mare e letture

A cibarsi di mare e letture non si può sempre, anche se si è liberi e si vola più degli uccelli, ci sono cose che devi fare... e così appena alzata ho indossato un pantalone, una leggerissima camicia, ricordo della Provenza 2010, e esco per commissioni
Constatando di non averla stirata sorridevo al ricordo di un episodio in cui mia madre, (sempre più presente dentro di me), blaterò diversi giorni per una tovaglia stirata male e messa a tavola dall'ospite che la aveva invitata.
Foto Strega dalla spiaggia verso casa Matteo

Foto Gingi dalla spiaggia 
Sono in un piccola frazione sul mare, una chiesa, un ufficio postale, un bar e se alzo gli occhi vedo Tindari.
Foto Strega la spiaggia da Matteo 

La parte vecchia fatta tutta di case di ex pescatori che, da un lato, hanno la meraviglia della spiaggia e dall'altro, una stradina stretta e lunga; molte sono abitate solo ad agosto... poi, più lontano, dei piccoli complessi residenziali, dove noi siciliani, con tanto orgoglio, doniamo quanto ci è rimasto a quelli che vengono dal "continente".
Camminavo, il sole cocente, l'asfalto caldo, nessun rumore, nessuna macchina, non arrivavano voci neanche dalla spiaggia, e invece di aver fastidio dell'afa, del fatto di non aver più un mezzo di trasporto, dei telefonini che qui mancano di campo, mi sono ritrovata ad esser contenta di riprovare antiche sensazioni.
Ricordi mai sopiti, di un mondo diverso e per alcuni versi più bello e vero.
Avevo pochi anni, pochissimi, ma vedo nettamente la macchina che si ferma nella parte alta dopo aver attraversato Scicli, lì finiva la strada e cominciavano le "trazzere" delimitate da muri a secco o, scendendo verso il mare, da alte canne, che ci costringevano a scostarle.
Mio nonno, impartiva ordini, faceva trasbordare tutto su carretti, la macchina che non poteva andare sulla sabbia, rientrava e noi andavamo alla casa a mare.
Mare? si, sulla collina di Cava D'aliga, aria di mare ma in piena campagna, con tanti mandorli, ma anche il pesco, il fico, il susino la pergola con enormi grappoli di uva nera e nella grande terrazza il pozzo, il pozzo di pietra.  Raccoglieva l'acqua piovana, filtrata attraverso canalette che ricordo e che, solo adesso, so a cosa servivano e come funzionavano.
Che paura il giorno che guardando dentro vidi qualcosa che si muoveva, scappai dal nonno, preoccupata che c'erano degli "animali", che non avremmo più potuto bere, e quell'omone sereno, consapevole di se, contento del suo durare, mi disse: " Ginuzza, sono le rane, servono per pulire l'acqua dagli insetti, allontanano gli animaletti sporchi, e guarda quanto è limpida.."
Immerse un secchio, lo fece risalire e mise l'acqua in una bacinella di smalto bianco, era acqua azzurra, limpida, trasparente, adesso non ha più colore o sono io che non lo vedo più?
La strada di Cava D'Aliga era lunga un po più di quella fatta stamani, ma a terra vi era sabbia e ai bordi c'erano le canne, che se ti avvicinavi, potevano tagliarti.
Al mare andavo con una donna, lei portava l'ombrellone e stava attenta a me, lungo la strada vi era un piccolo emporio dove si vendeva pane, petrolio, ahhh e le sigarette, io restavo incantata da tutti quei vecchi scaffali pieni di corde, martelli, ma anche zucchero ed olio, e cartoline... ma non del luogo, di Scicli,Pozzallo, Marina di Ragusa... e li compravo le palline, colorate, le gomme americane, sempre sotto la raccomandazione della nonna di non ingoiare quelle "diavolerie".
Finita la strada c'era una piazza con qualche casa e poi finalmente niente più sabbia, che infilandosi nelle scarpe , procurava all'istante piaghe e bruciava i piedi, ma la roccia a grossi gradoni che scendeva fino alla spiaggia.
Questa era bianchissima, di sabbia fine e profonda, la mamma mi aveva detto: vedi ? è sempre pulita, se lasci una pietra durante la notte la sabbia la ingoia, come nel deserto!
La spiaggia finiva con un piccolo promontorio di roccia, sul quale dominava il faro e la casa del guardiano.
Non vi era strada, quando c'era la bassa marea qualcuno si avventurava poichè dall'altro lato del faro vi è Donnalucata, adesso conosciuta anche perchè ha la casa una delle sorelle Fendi.
Dopo il bagno e i giochi in spiaggia risalivo a fatica il costone brullo di roccia,  ora è tagliato da una strada e da ville, case, e pali di luce... tutte cose e case orribili, che non hanno rovinato se non in parte il luogo, per la troppa bellezza della natura.
Ero sempre con le croste al naso, perennemente bruciato.
Quando arrivavano tutti i cugini e i miei fratelli, vi era la corsa al pozzo, era vietato entrare in casa con la sabbia, e con i costumi, (allora non esisteva la lycra) per tanto bisognava cambiarsi, sciacquarli ed andare a stenderli dietro la casa, dopo di che la nonna ci faceva entrare.
Parlo di quella nonna fantastica che impartiva mille regole di diligenza e disciplina,  ma che quando avevo un piccolo desiderio o un capriccio diceva alla mia mamma:
"Lasciala contenta, ne ha tempo per soffrire nella vita".
Quante cose sono affiorate oggi... smetto qui, allego una foto del posto in cui sono, e per quelle di Cava D'aliga, non avendone trovate di vecchie vi rimando a quelle dei luoghi del commissario Montalbano.

Oggi non sono né qui né li, ma ho tanta voglia di mare

23 giu 2017

I NORMANNI del SUD

Apro gli occhi e sento che sul davanzale sono venuti gli ospiti per quella pappetta che avevo preparato ieri sera, sorrido e penso a S. Francesco.... la natura, quindi Dio,  sfama anche il più piccolo degli uccellini... e per analogia la mia autostima prende punti qualità ;-)) !!!.
Apro la finestra della camera da letto, e mi accarezza il profumo dei pini... risorrido e passo nella zona a nord, dove trovo le Eolie, anzi non le trovo proprio,  in un tutt'uno con un celeste che è cielo ed il cielo mare, solo due virgole bianche immobili per assenza di Eolo...magari dorme ancora !
Chiudo l'autoclave, voglio dare l'acqua alle piante per "caduta"... con dolcezza, lentamente per soffermarmi sulla gemma appena nata, sulle nuove foglie in una stagione che dovrebbe invece lasciare i rami spogli, e , dopo averci donato l'ombra spendersi per il fuoco.
Respiro a pieni polmoni, inserisco un cd e sorriso ancora al pensiero di un mio amico... : ma che ci fai al pc, in un mondo di casalinghe frustrate ? credo che in comune non abbiate neanche la musica..
Non sono casalinga, non sono frustrata,la musica è un linguaggio universale e non ho la presunzione di essere la sola...  e fra miliardi di gente... quanti come me..o, al vero, meglio di me!
Mentre ascolto, comincio a scrivere.. e il mio nahir di questi giorni è intrigante ed affascinante per quello che scrive, che trovo in piena dislessia con la sua mente ...e questo nahir si dichiara normanno...
E già...normanna sono anche io! e vado....
Era una calda domenica di fine estate, noi, Le tre stregole di Tregole, i vicini delle case ai piedi della collina, alcuni stranieri ospiti del borgo...stavamo seduti conversando mentre i pochi bimbi al centro esploravano i regalini. Non ricordo più il nome del piccolo che compiva due anni.
Non voglio immaginare quante belle conoscenze ho perso quando nelle riunioni ero attratta dal bello, dal giovanile, dall'elegante e a fine serata,mi ritrovavo con la conoscenza di  nuove palestre, di prestazioni innovative di motori e carrozzerie... anche "umane".
Intrattengo conversazione con un anziano signore, non ricordo i tratti o i particolari dell'abbigliamento, ma ero presa da una gradevolezza totale.. e dal suo parlare lento, complice di dentali e palatali che solo un londinese della city sa ... modulare.
Parlammo della mia Sicilia, ed io ero affascinata dalla conoscenza che questo signore aveva dei luoghi e del periodo normanno. Sapeva dell'assedio ad Enna,  della strana causalità del loro arrivo, e poi il ritorno in armi...
Il mio amore  sviscerato per la storia ( ma io amo tutto con passione) e la saggistica mi avevano portato a curiosità exstrascolastiche, avevo bevuto Smith, Correnti molti storici e critici sui normanni, ma i miei ricordi più vivi .. erano dovuti a due libri che mi avevano realmente travolto...e appassionato : I normanni del Sud e Il Regno del sole, di John Julius Norwich.
Abbiamo parlato a lungo, isolandoci da tutti in un raro momento di condivisione, lui meravigliato che una donna della moda ed antiquaria sapesse queste cose, ed io ancor di più, stupita che un inglese conoscesse così bene i luoghi ed il periodo felice.
Quasi accavallando le nostre parole, da flik e flok, insieme dicevamo  di cattedrali, chiese, palazzi che sembrano riunire senza sforzo e tensione, quanto di più bello vi è nell'arte e nell'architettura delle tre grandi civiltà di quell'epoca- la nord-europea, la bizantina e la saracena.
Qui al centro del mediterraneo si trova il ponte che riuniva Nord e Sud, Est ed Ovest, latini, teutoni, cristiani e musulmani.
Loro, i Normanni, noi i normanni..siamo la magnifica inconfutabile testimonianza di un era di illuminata tolleranza, ignota ovunque nell'europa medievale, e raramente uguagliata nei secoli che seguirono.
Gli parlai di questi due libri importanti, poichè nella mia curiosità storica avevo trovato ben poco su una delle vicende epiche più straordinarie ed affascinanti che si siano verificate fra l'epoca di Giulio Cesare e quella di Napoleone e questo magnifico signore mi rispose, che dopo essere stato in Sicilia, l'interrogativo era stato uguale e per questo si era messo a studiare ed era ritornato per lunghi periodi.
Come un piccolo pavone, fiera delle mie conoscenze, parlammo degli anni della lotta e della conquista fino all'incoronazione di Ruggero II, anni dominati da figure di figli e nipoti di Tancredi D'Altavilla,  del torreggiante Roberto il Guiscardo, uno dei pochi avventurieri militari geniali, che sorti dal nulla, morirono senza conoscere sconfitte.
Dopo l'inconorazione di Ruggero il clima muta, la durezza si addolcisce e sono i tempi di Cefalù, Monreale, la Cappella Palatina..fino ad un dolce declino il cui spirito prosegue per oltre cinquant'anni nell'animo di Federico II, Stupor Mundi, il più grande principe rinascimentale, che precorse di due secoli i suoi tempi e in Manfredi, suo figlio il fascino della bellezza e figura romantica... anch'egli troppo avanti per i tempi. 
Potrei continuare non so quanto ci siamo detti e quante cose lui mi ha chiesto, con l'umiltà dei grandi, anche sulle tradizioni popolari del Pitrè (altro mio amore)... finita la serata con in cuore l'entusiamo di una bella conoscenza di cui non conoscevo il nome, con la soddisfazione di una serata ben trascorsa... per la strada bianca le stregole risalgono la collina fino alla loro dimora.
Parente serpente mi dice... figurati se come al solito non devi essere al centro, sei sempre la calamita,...
Rispondo: Se tu non fossi diventata solamente toscana avresti potuto partecipare ed essere coinvolta come me... sai parlavamo anche dei nostri capelli rossi e dei nostri occhi verdi...siamo eredi normanne...
E la stregola alemanna, vikinga, bella, colta e potente e : "certo come si fa a non essere affascinati da Norwich,non ha solo una bella presenza, ma è un importante storico inglese....

E a me pensando a tanta umile eleganza, non restava che dire : touchè!

21 giu 2017

LICENZE POETICHE

apro gli occhi e insieme ad essi apro il computer... si, perchè io non ho nessun altro a cui augurare buon giorno, se non al mondo.. al mondo che attraverso questa scatoletta, mi fa compagnia, ma sopratutto mi tiene informata, e mi da quegli infiniti stimoli senza i quali dovrei ammettere, anche a me stessa, di essere una vecchia signora sola ed indigente.
Così questo elettrodomestico, mi fa progettare lavori, letture, viaggi... ma stimola anche i ricordi... collegando a cio che veramente posseggo, cioè il mio passato, quanto vedo e leggo...
La grande casa che ho lasciato lo scorso anno, quella di alcune foto postate, era quella che abitavo nella mia infanzia, era la casa del nonno di mia nonna, e i miei ricordi sono vivi di un salotto che ogni pomeriggio si riempiva di parenti, era il punto di incontro della grande famiglia in estate, ma anche in inverno attorno al braciere e mia zia Maria era un portento nelle poesie di Martoglio o Gozzano, e mia madre, sempre deliziosamente tragica, conosceva a memoria Eschilo o Sofocle ed interi canti della divina commedia, e donna Carolina era di grande simpatia raccontando aneddoti di famiglia ed amici...
Poi, l'avvento della televisione, accorciò le lunghe serate, ognuno in casa propria a guardare i programmi... e io, abituata a tanta compagnia, la sera anzicchè in silenzio davanti alla tv con nonna, mamma e le zie, andavo al piano di sotto, sempre desiderosa di stare fuori casa, innamorata di quella cugina di mio padre con la quale studiavo, donna di grande cultura, semplicità, bravissima al piano, maestra in pittura, elegantissima nei modi e nei sentimenti, creatrice di un premio "poesia" diventato ambìto e sempre più importante negli anni, e mentre guardavo la tv, con lei ogni cosa era spunto di commenti, conoscenza, curiosità.
Ricordo una sera , c'era il festival di SanRemo, ero accucciata sul divano accanto a questa bella signora bionda, quando intonate le prime note cominciò a cantare Umberto Bindi un testo scritto da Salerno..
Ho salito e disceso le scale di cento palazzi....
e fu un tutt'uno con lei, che punta da mille spilli, balzò in piedi dicendo... " ma come si può permettere che tanta gente possa ascoltare parole che contengono l'errore basilare dell'uso dei verbi ? salire è un verbo intransitivo e vuole l'ausiliare essere... !! dove andremo a finire, dobbiamo lottare per far uscire molti dall'analfabetismo, e insegnamo loro frasi che sarebbero da insufficienza in un tema!!".
Sono passati tanti anni, lei è venuta a mancare nel 1999, ha avuto tempo di vedere e ascoltare in TV frasi e modi di dire che erano bisticciati con grammatica, sintassi, consecutio temporum... e quando le chiesi ma la "licenza poetica"? Lei rispose candidamente che essa non fa mai parte della grammatica, ma della singola parola, di una elisione o una sospensione, è può a volte essere legata alla modifica di una parola storpiata a favore di una rima, o per dare musicalità ad un verso...
non vi è mai una licenza poetica che possa giustificare un ha nevitato, un ho passato, etc etc  disse : "questi sono pugni nello stomaco, ed io sono scesa dalle scale o per le scale come sono salita per le scale e sono passata attraverso la porta ed ieri è nevicato, e non ho passato niente a nessuno, ma caso mai ho porto qualcosa a qualcuno, e poi ricordati sempre, che una licenza poetica, proprio perchè tale è, non da mai fastidio, e nella maggior parte dei casi, non viene neanche notata".
Oggi, in un blog, commentando positivamente i concetti espressi e le visioni che evoca una bellissima poesia di un grande, timidamente ho dissentito per l'errore che non è in armonia, nè poetico... e non sono stata compresa ma carinamente mi è stato detto che tutti abbiamo diritto a esternare le nostre opinioni.
Su questo non ci piove, ( che brava ad usare frasi concettuali hahaha!) ma io parlavo di regole!!

inizio...

Foto Gingi, dalla veranda del mio fazzoletto a mare
alba ...

sono sensazioni deliziose in cui la vaghezza non esclude l'intensità, e non c'è punta più acuminata dell'Infinito.

3 giu 2017

Pensieri Sparsi

A scrivere ho imparato dagli amici,
ma senza di loro. Tu m'hai insegnato
ad amare, ma senza di te. La vita 
con il suo dolore mi insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,
ma sempre senza lavoro.
Allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, a sognare, ma
non vedo in sogno, che figure inumane,
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche ad odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla vita intera.
                                                    Beppe Salvia

Oggi sitemando vecchie carte ho trovato un suo breve appunto.

“Io amo la mia casa perché è bella / e silenziosa e forte: sembra d’aver / qui / nella casa un’altra casa, d’ombra, / e nella vita un’altra vita, eterna”.

La sua bellezza biondo e riccio come un cherubino, grandi occhi azzurri,  era pari alla meraviglia del suo dire.
E mentre un gatto prendeva posto alle spalle di quella nonna che sedeva in modo da fargli posto, lui ad appena tre anni raccontava in poesia le biricchinate dell'asilo, mangiando elegantemente e da solo.
Ci sarebbero nella biografia di Beppe tanti elementi per farne una leggenda. A Lui piacevano gli slanci e i salti, i salti lessicali e logici,
e anche quelli fisici, da equilibrista.

Gli piaceva saltare sui davanzali.
Lo faceva ogni tanto, tra il terrore di chi guardava.
Non si prendeva mai sul serio, aveva uno spirito sornione, e se pure aveva un sentimento altissimo della poesia, non ci pensava troppo a bruciare le sue pagine o a buttarle nel Tevere. 
Scriveva usando eteronomi, alla maniera di Pessoa,
che gli consentivano di praticare «l'immodesta arte di troppe vite vere».
Dal vento dei suoi boschi lucani "al limitar di neve e foresta" fra volpi e segugi gli arrivò il  soffio dei versi di Orazio e dalla materna Sicilia l'eco della scuola siciliana.
E mi affacciavo su quel giardino che mi vedeva per lunghe ore calde sull'altalena mentre fra un disegno, una poesia, lui all'ombra della pergola con la chitarra omaggiava i Beatles dell'estate di Girl.
S. Agata
Gingi e Beppe a 18 mesi nel giardino di casa