Il Natale ci avvicina, ed è occasione per trasmettere tradizioni, sensazioni, emozioni, e per tenere ben salda la memoria, il ricordo...di ciò che siamo..di ciò che eravamo.
La mia mamma

Intanto un mese addietro, ho inviato a mia figlia
qualche vecchio pastorello e qualche casetta... lei ha la fortuna di avere un marito che ama la casa, le tradizioni e ogni attimo libero lo passa con Lulù, ed è con lei, vecchietta di due anni e mezzo, che ha preparato il presepe.
Io, intanto, in ricordo di quei tempi meravigliosi, in cui forse mancava l'apparenza del benessere, ma in tutti, vi era la ricchezza di enormi valori, e si misuravano le persone con "l'essere" e non con "l'avere", ho cercato nel web e nel ricordo di amici... l'intero testo della "Ninnaredda" la novena che tre uomini ogni sera dal 15 Dicembre, cantavano e suonavano per le strade e salivano nelle case dove vi era il presepe.
Erano in tre, un signore con la chitarra, uno col mandolino e l'altro con "u friscalettu", una specie di clarinetto ricavato a mano con una robusta "canna".
Nel presepe della mia infanzia le montagne erano fatte con le pietre della "ferrovia"... scure e porose, invecchiate da tutto quel carbone usato per mandare avanti le locomotive, mentre nelle sponde dei laghi o nel bordo dei letti del fiume... vi era la pietra pomice, che mia madre si faceva portare da Canneto di Lipari, e il muschio, doveva essere spesso e pieno, sempre verde per tutto il periodo, e quale se non il migliore? quello del bosco della Miraglia?
Stavo ore incantata a guardare gli artigiani, davanti le loro botteghe intenti al lavoro, le lavandaie sul greto a sciacquare i panni, i pianoli delle colline pieni di pecorelle accompagnate da cani e pastori... e mi ricordo ancora galline e piccoli animali domestici nell'aia di case che avevano davanti la porta il famoso gelso esistente in tutte le case coloniche di questa zona della Sicilia, e risuonano ancora le parole di mia madre che diceva... "vedi, quell'altra casa colonica invece è dei luoghi della tua nascita, da noi, non c'è il gelso, ma il carrubbo davanti alle case di campagna".
Da piccola dovevo sembrare abbastanza antipatica, non so se lo sono ancora, ma adesso, vicina al concetto della vacuità delle cose, credo di essere diversa. Allora ero come un pavone, tutti dicevano che il presepe di mia madre era il più bello, non è che ce ne fossero molti in paese, ma quelli importanti erano circa sei, tutti appartenenti ad amici di famiglia o a parenti.
Il gruppetto abbastanza consistente di amiche e cugine insieme alla "ninnaredda" si spostava di casa in casa, e in queste case, all'arrivo del canto natalizio salivano tutti i vicini... per cantare insieme il ritornello
E Natali si annunziò,
E Natali si annunziò,
Viniti pasturi ch'è natu u Bambinu
U verbu divinu chi a 'tutti sarvò,
E Natali si annunziò
E Natali si annunziò ....
Da noi c'era il vassoio con i dolcetti per tutti gli abitanti dei vicoli che salivano ad ammirare il presepe, facevano i complimenti a mamma ed assistevano alla novena.
Ero la più piccolina del gruppo, ma mi sentivo la più importante infatti da noi la nimmaredda si fermava due volte, su in casa, e all'ingresso del cancello del giardino della strada principale, dove vi era una edicola votiva al Sacro Cuore di Gesù, eretta dalla mia bisnonna, edicola ora trasferita e "moderna" nella stessa strada e dove allora vi era cancello ed l'antica statua ora vi è una strada.
Ieri, nel parlare con una cugina per chiederle se ricordava il testo della "ninnaredda a Gesù" abbiamo ricordato quelle visite reciproche, quelle sere di canti, ed aneddoti sulle nostre madri, ed io ho confessato l'enorme invidia e la rabbia che ebbi un anno, quando vidi che nel presepe di casa sua il fiume era di acqua che scorreva, e non di specchio come il nostro, vi era un orticello con il grano che aveva germogliato e stava crescendo, e tornai a casa, chiedendo conto e ragione del perchè dai nostri cugini, l'acqua era vera, ma "sopratutto il grano... il grano... perchè noi non avevamo piantato nulla?" e giù pianti...
Sono passate "ere" da allora ma non credo di dover dire "alla mia epoca", in quanto questa in cui vivo è pur sempre la mia epoca, il mio tempo, e allora rispondo a Potolina, nel IL NATALE SECONDO ME e dico che è l'abbandono di ogni competizione , perseguire unione, e coltivare le nostre radici, poichè senza di esse i rami non solo non germogliano ma seccano.
Il Natale secondo me è saper godere con gioia di quello che abbiamo, e desiderare sempre più sentimenti e amore.
Avrei tanto da scrivere, ho tante bozze su tanti argomenti, e creato molti oggetti da condividere... ma il Natale si avvicina e con esso si rafforza solitudine e tristezza. A voi auguro nel modo più classico buone feste insieme ai vostri cari...
Io sogno.. e vorrei ritornassero i Natali di quando ero piccola. Di quando c'erano tutti.
Bellissimo post,un tuffo nel passato e ci si rende conto che fondamentalmente nulla è cambiato.In fin dei conti,se si pensa allo spirito vero del Natale,tradizioni, valori e sentimenti,oggi come allora restano immutati, se lo guardiamo dal lato consumistico... beh... non è il Natale.
RispondiEliminaUn grosso augurio di serene e liete feste.
Francesca
Che bello questo post...
RispondiEliminaHo immaginato i momenti che hai descritto come sempre trasferendo le tue emozioni.
La foto della tua mamma trasmette eleganza e finezza...molto molto bella.
Anche io desidero sentimenti ed amore più di cose materiali, ma mi sono resa conto ch enon è poi così facile arrivino...molto piu semplice regalare un profumo costoso.
Un abbraccio.
Debora
Il Natale delle Emozioni...il ritrovarsi nei ricordi delle esperienze vere...un Presepe è anche cammino...se lo si crea assieme...
RispondiEliminagrazie dolce Gingi...
sereno Avvento..
un abbraccio..
dandelìon
ALT ALT ALT ALT, ho letto questo post DOPO averti lasciato un commento sul post precedente. Gingi sono felice di capire che..non avevo capito un beneamato tubo! eheheheheheh
RispondiEliminaBellissimo anche questo altro salto in un epoca che io non conosco, sono nata nel momento del boom economico e certe tradizioni si tendeva a lasciarle, quasi ci si vergognasse di esse....la modernità imponeva altri ritmi...tanto per dirne una, a casa mia furono murati tutti i camini, erano segno di pochezza economica...!
un bacione e buon viaggio!
Incantata! questo post ha risvegliato tanti ricordi non simili ai tuoi.
RispondiEliminaI miei natali erano più poveri di cose ma pieni di amore e di piccolissime cose...che conservo nel cuore.
Quello che ricordo di più e l'emozione che in questo periodo sentivo una gioia indescrivibile...iniziava per noi collegiali il conto alla rovescia, il 24 tutte a casa per le vacanze natalizie stretta a noi la letterina da leggere il giorno di natale e la poesia imparata..
Bella famiglia.
Ciao
Incantevole e ricco di poesia questo post.. Un abbraccio Gingi. A presto!
RispondiEliminaSpero di raggiungerti prima della partenza. Il tuo post mi ha reso il Natale ancora più bello. Hai avuto una bellissima mamma, hai una bellissima figlia che ha una bellissima famiglia. Cosa si vuole di più dalla vita? Una volta si rispondeva "Voglio, la caramella che mi piace tanto.....".
RispondiEliminaAl rientro passa lo stesso da me e ti svelo il segreto : il 24 è il mio compleanno ed il 19 faccio un post che spero sia spiritoso. Lo vedrai al rientro. Tantissimi auguri di buone feste a te ed ai tuoi.
Ciao cara Gingi,quello che ho letto mi ha toccato dentro,il tuo modo di presentare le emozioni mi piace molto,ti abbraccio forte forte.
RispondiEliminaInvidio i tuoi ricordi e ti sono grata per aver condiviso con noi questi tuoi pensieri.
RispondiEliminaRicambio di cuore gli auguri e aspetto il tuo ritorno.
Un abbraccio
Lucia
Leggerti è ricevere emozioni!Che belle queste tradizioni antiche!Bella la foto del passato(la tua mamma) e bella quella del presente (tua figlia)Ti augur per queste feste giorni sereni che si estendano anche ai mesi successivi!Baci,streghetta!Rosetta
RispondiEliminaCiao,
RispondiEliminanon puoi immaginare che piacere leggere di antiche tradizioni coltivate con così tanto amore dall'altra parte della nostra penisola! Molto interessante!
A presto,
Barbara
Buongiorno a te!
RispondiEliminaIn questi tempi così duri e oscuri, è bello leggere qualcuno che sa davvero scrivere...ti ringrazio per le tue sempre care parole!
Buone vacanze con i tuoi cari, *Maristella*.
Sono i gesti piccoli che, sommati, compongono le nostre giornate :)
RispondiEliminaGrazie di avermi fatto conoscere il tuo blog...tu non sai l'emozione che ho provato nel leggere il tuo scritto..ho anch'io ricordi simili della mia infanzia li tengo dentro perchè non so esprimerli....come è cambiato tutto!!tutti corrono a destra e a sinistra a comperare regali e cenoni sempre più costosi...C è " l'urgenza" di riscoprire il vero Natale!!! Buon pomeriggio..Claudia
RispondiEliminaAffinchè i rami possano svettare verso il cielo, rigogliosi e carichi di foglie e soprattutto di frutti, perchè possano resistere alle intemperie della vita, occorrono salde radici.
RispondiEliminaLe tradizioni raccontano la nostra storia, da dove veniamo. Penso che il Natale accentui questo bisogno di "casa" e famiglia, è lo stesso pensiero di un Bimbo che nasce che ci porta a questo. Se poi il Bimbo è l'Amore, la Vita, la Speranza come non pensare e desiderare sempre più che nella nostra vita ci sia spazio per i sentimenti e l'amore?
ti ringrazio per il pensiero che hai avuto venendomi a slautare prima della tua partenza. Ti auguro di trascorrere le feste nella serenità, nella gioia e nella benedizione e di trasmettere anche alla tua piccola nipotina tutto il bene, che nella storia e nell'esperienza hai conosciuto e maturato.
un forte abbraccio
da estendere anche ai tuoi splendidi rami
P.S. -
Una famiglia di belle donne la tua, eh? Complimenti!!
Ciao stregabugiarda, posso inserire questa tua sroria nel cantastoria?
RispondiEliminaciao
Ciao Gingi, grazie per i tuoi bellissimi auguri che contraccambio di cuore e grazie per questo tuo post che mi ha fatto ricordare natali lontanissimi e presepi indimenticabili! Come Debora condivido il tuo pensiero finale ma penso che si apprezzi maggiormente con l'andar degli anni, un grande grandissimo abbraccio Carla
RispondiEliminatua figlia e la tua mamma sono bellissime. il presepio anche.
RispondiEliminatu sei bellissima, che hai sempre una parola garbata e gentile.
buona festa della vita, cara Strega :)
C'é poco da fare. Di questo ennesimo tuo bel racconto, mi rimangono particolaremte impresse le immagini di tua figlia, che mi sembra il perfetto ritratto di una gioventù sana e solare, e di tua madre, capace da sola di evocare svariate storie di raffinata eleganza.
RispondiEliminaQuesto tuo racconto è emozionante. Adriano ha anticipat il mio pensiero. Mi hanno colpito le immagini di tua figlia e di tua mamma per le ragioni che diceva Adriano.
RispondiEliminaC'è un filo conduttore fatto di grande serenità e dolcezza.
Bella questa ricostruzione del tuo Natale,seguendo i ricordi attraverso immagini e racconti,e tu a fare da ponte fra le generazioni e rendere piacevole il rinnovarsi delle tradizioni.
RispondiEliminaI tuoi rami,braccia accoglienti e vigorose,ricche di promesse:un sereno Natale fra loro e grazie per questo tuo regalo.
ma che bel post!!!! grazie per averci regalato le tue emozioni! e grazie per la partecipazione!!!! bellissimo! complimenti!
RispondiEliminaRegalare le proprie emozioni e i propri ricordi e' un grande gesto d'affetto! Grazie!
RispondiEliminaAuguri a te e alla tua famiglia...
Silvia
i tuoi post sono sempre pieni di emozioni. Lo spunto è un ricordo, ma che si arricchisce nel corso della lettura di sfumature e sentimenti che arrivano dritti al cuore di chi legge. Ti vediamo bambina, che ti pavoneggi per il presepe della tua bellissima mamma. E ti ritroviamo donna, che dà peso all'amore, ai valori importanti. Siamo cresciuti e maturati con te, nello spazio di un post. Ed è stato bellissimo. Ti abbraccio e ti auguro di trascorrere uno splendido Natale e un anno nuovo capace di stupirti.
RispondiEliminaCiao e buona giornata
RispondiEliminaPer gli auguri del Santo Natale passerò di nuovo.
Un abbraccio di simpatia.
Buon Natale streghetta!
RispondiEliminaCiao Gingi, il tuo mondo interiore è ricchissimo e per me che lo incontro attraverso le tue parole è estremamente emozionante!
RispondiEliminaAuguro a te e alla tua bellissima famiglia un Natale avvolgente come i tuoi ricordi e un anno nuovo che sia un trionfo di serenità gioia e amore!
Una gran musica, profumi e sapori che conosco e riconosco. Auguri sinceri e meditati.
RispondiEliminaEnzo
Scusa se ho postato prima nel post successivo e, per la fretta, mi stavo per perdere questa chicca che hai pubblicato.
RispondiEliminaHai espresso a meraviglia i sentimenti che ci animavano da bambini. Anche a Venezia si tramandavano queste tradizioni. Su un grande mobile, nella cucina, mio padre preparava il presepio con il laghetto ed il torrente fatti con la carta stagnola. A lato del mobile c'era l'abete completamente addobbato.
Grazie Gingi per avermi risvegliato questi ricordi. Un amichevole abbraccio accompagnato da tanti auguri.
Mi piace leggerti e perciò di tanto in tanto entro nei tuoi post precedenti. I ricordi, il passato ci fa essere quello che siamo nel presente. Anche io amo raccontarmi, ricordando ciò che porto nel mio cuore. Sono d'accordo con te. e' importante nutrirsi di amore e di buoni sentimenti che riempiono la vita. Buona giornata.
RispondiEliminaLa madame
Cara Gingi, finalmente sono qui, nel tuo salotto: mi sono goduta questo tuo post, bello e emozionante, e belle le foto: che bella signora tua madre .... e mi hai fatto venire in mente certi Natali lontani e mi è venuto in mente un post che pubblicai nel 2008
RispondiEliminahttps://mondodipaola.blogspot.it/2008/12/vorrei-altri-natali.html?m=0
pieno di nostalgia come il tuo
oggi le atmosfere che respiravamo noi in quei giorni, durante i preparativi del presepe, sono cosa rara ed è un vero peccato.
Grazie per le sensazioni che mi hai offerto con questo tuo ricordo. Un abbraccio grande
Paolaaaaa che piacere averti qui, un tuffo al cuore! Ricordi di quando i blog erano i nostri incontri, di quando sentivamo una unione speciale.
EliminaSono venuta tempo fa , ti ho lasciato un saluto ed un augurio per il tuo complibog. Ricordo il tuo post sul natale, ma adesso andrò a riguardarlo e leggerlo con piacere.
Gli anni passano, ma i progetti non li accantono, un abbraccio a te e Saverio e un grazie di cuore per esserci e per la meravigliosa persona che sei.
Gingi
Giusto stamani ti ho risposto sul mio blog e ti ho detto che oggi sarei venuta da te. Sono contenta di esserci riuscita. Bacio
EliminaEmozione,oggi come la prima volta che ho letto.Il Natale è attesa,sempre,di qualcosa che cambia con il tempo:era la festa,l'occasione di incontri e riunioni di famiglia,l'attesa del regalo,della sorpresa.Oggi per molti è l'attesa di una telefonata da affetti lontani,del ritorno di
RispondiEliminaqualcuno,lontano da troppo tempo,e sempre i ricordi a farci compagnia.E comunque è Natale.Sia un giorno sereno anche per te.
Chicchina cara, ci siamo già augurate salute e serenità, so che oggi sei già in compagnia degli affetti più cari. Un abbraccio e sempre un grazie per la tua presenza.
Elimina"il Natale di quando c'erano tutti"... ecco il succo della malinconia di queste feste.. le persone amate disperse o disseminate in altre famiglie, altri sorrisi, altri regali... e ogni anno si accumula passato, ed il futuro è lì che minaccia... Buon Natale Gingi... un abbraccio forte da me e da Lulù.. ;)
RispondiEliminaQuesto è il primo anno in cui sarò completamente sola, e mentre auguro ai miei rami serenità salute e tutto il bene del mondo, mi terrà compagnia con ricordi, esperienze, affettuosità e regali, una madre ed un fratello volati via entrambi troppo presto. Buon Natale a te e Lulù e sterminati auguri per tutto.
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