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21 dic 2017

PRESEPE.....Ed è sempre Natale

I giorni appena trascorsi sono stati all'insegna di progetti...serenità e dolce pigrizia nello stare in poltrona per tutti gli handmade da finire prima della prossima domenica, giorno di partenza, vado dai miei rami...
Il Natale ci avvicina, ed è occasione per trasmettere tradizioni, sensazioni, emozioni, e per tenere ben salda la memoria, il ricordo...di ciò che siamo..di ciò che eravamo.
La mia mamma
era una donna meravigliosa, bravissima in molte arti femminili e con un pizzico di vena artistica, e ciò faceva si che si cominciasse ai primi di novembre il lavoro di preparazione di quel presepe che era la mia gioia ed il mio orgoglio...
Intanto un mese addietro,  ho inviato a mia figlia
qualche vecchio pastorello e qualche casetta... lei ha la fortuna di avere un marito che ama la casa, le tradizioni
e ogni attimo libero lo passa con  Lulù, ed è con lei, vecchietta di due anni e mezzo, che  ha preparato il presepe.
Io, intanto, in ricordo di quei tempi meravigliosi, in cui forse mancava  l'apparenza del benessere, ma in tutti, vi era la ricchezza di enormi valori, e si misuravano le persone con "l'essere" e non con "l'avere", ho cercato nel web e nel ricordo di amici... l'intero testo della "Ninnaredda" la novena che tre uomini ogni sera dal 15 Dicembre, cantavano e suonavano per le strade e salivano nelle case dove vi era il presepe.
Erano in tre,  un signore con la chitarra, uno col mandolino e l'altro con  "u friscalettu", una specie di clarinetto ricavato a mano con una robusta "canna".
Nel presepe della mia infanzia le montagne erano fatte con le pietre della "ferrovia"... scure e porose, invecchiate da tutto quel carbone usato per mandare avanti le locomotive, mentre nelle sponde dei laghi o nel bordo dei letti del fiume... vi era la pietra pomice, che mia madre si faceva portare da Canneto di Lipari, e il muschio, doveva essere spesso e pieno, sempre verde per tutto il periodo, e quale se non il migliore? quello del bosco della Miraglia?
Stavo ore incantata a guardare gli artigiani, davanti le loro botteghe intenti al lavoro, le lavandaie sul greto a sciacquare i panni, i pianoli delle colline pieni di pecorelle accompagnate da cani e pastori... e mi ricordo ancora galline e piccoli animali domestici nell'aia di case che avevano davanti la porta il famoso gelso esistente in tutte le case coloniche di questa zona della Sicilia, e risuonano ancora le parole di mia madre che diceva... "vedi, quell'altra casa colonica invece è dei luoghi della tua nascita, da noi, non c'è il gelso, ma il carrubbo davanti alle case di campagna".
Da piccola dovevo sembrare abbastanza antipatica, non so se lo sono ancora, ma adesso, vicina al concetto della vacuità delle cose, credo di essere diversa. Allora ero come un pavone,  tutti dicevano che il presepe di mia madre era il più bello, non è che ce ne fossero molti in paese, ma quelli importanti erano circa sei, tutti appartenenti ad amici di famiglia o a parenti.
Il gruppetto abbastanza consistente di amiche e cugine insieme alla "ninnaredda" si spostava di casa in casa, e in queste case, all'arrivo del canto natalizio salivano tutti i vicini... per cantare insieme il ritornello
 E Natali si annunziò,
E Natali si annunziò,
Viniti pasturi ch'è natu u Bambinu
U verbu divinu chi a 'tutti sarvò,
E Natali si annunziò
E Natali si annunziò ....
Da noi c'era il vassoio con i dolcetti per tutti gli abitanti dei vicoli che salivano ad ammirare il presepe, facevano i complimenti a mamma ed assistevano alla novena.
Ero la più piccolina del gruppo, ma mi sentivo la più importante infatti da noi la nimmaredda si fermava due volte, su in casa, e all'ingresso del cancello del giardino della strada principale, dove vi era una edicola votiva al Sacro Cuore di Gesù, eretta dalla mia bisnonna, edicola ora trasferita e "moderna" nella stessa strada e dove allora vi era cancello ed l'antica statua ora vi è una strada.
Ieri, nel parlare con una cugina per chiederle se ricordava il testo della "ninnaredda a Gesù" abbiamo ricordato quelle visite reciproche, quelle sere di canti, ed aneddoti sulle nostre madri, ed io ho confessato l'enorme invidia e la rabbia che ebbi un anno, quando vidi che nel presepe di casa sua il fiume era di acqua che scorreva, e non di specchio come il nostro, vi era un orticello con il grano che aveva germogliato e stava crescendo, e tornai  a casa, chiedendo conto e ragione del perchè dai nostri cugini, l'acqua era vera, ma "sopratutto il grano... il grano... perchè noi non avevamo piantato nulla?" e giù pianti...
Sono passate "ere" da allora ma non credo di dover dire "alla mia epoca", in quanto questa in cui vivo è pur sempre la mia epoca, il mio tempo, e allora rispondo a Potolina,  nel IL NATALE SECONDO ME e dico che è l'abbandono di ogni competizione , perseguire unione, e coltivare le nostre radici, poichè senza di esse i rami non solo non germogliano ma seccano.
Il Natale secondo me è saper godere con gioia di quello che abbiamo, e desiderare sempre più sentimenti e amore.

Avrei tanto da scrivere, ho tante bozze su tanti argomenti, e creato molti oggetti da condividere... ma il Natale si avvicina e con esso si rafforza solitudine e tristezza. A voi auguro nel modo più classico buone feste insieme ai vostri cari...
Io sogno.. e vorrei ritornassero i Natali di quando ero piccola. Di quando c'erano tutti.

28 nov 2017

IL SILENZIO

Il silenzio

Il silenzio è l'espressione della pace, dell'armonia, della perfezione e apporta le migliori condizioni per l'attività psichica e spirituale.Chi ama il silenzio e lo comprende, riesce a poco a poco a realizzarlo in tutto quello che fa; quando sposta gli oggetti, quando parla,quando cammina, quando lavora, invece di fare chiasso diventa più attento,più delicato, più morbido.Tutte le sue azioni, i suoi gesti, i suoi atteggiamenti sono impregnati di qualcosa che sembra venire da un altro mondo,da un mondo che è poesia, musica, danza, ispirazione.

(Omraam)
Dal bovindo della camera senti la pace e vedi la bellezza della natura... non c'è nulla al mondo che possa regalare tanti sentimenti positivi tutti insieme.
Foto Strega . Sant'Agata 

23 giu 2017

I NORMANNI del SUD

Apro gli occhi e sento che sul davanzale sono venuti gli ospiti per quella pappetta che avevo preparato ieri sera, sorrido e penso a S. Francesco.... la natura, quindi Dio,  sfama anche il più piccolo degli uccellini... e per analogia la mia autostima prende punti qualità ;-)) !!!.
Apro la finestra della camera da letto, e mi accarezza il profumo dei pini... risorrido e passo nella zona a nord, dove trovo le Eolie, anzi non le trovo proprio,  in un tutt'uno con un celeste che è cielo ed il cielo mare, solo due virgole bianche immobili per assenza di Eolo...magari dorme ancora !
Chiudo l'autoclave, voglio dare l'acqua alle piante per "caduta"... con dolcezza, lentamente per soffermarmi sulla gemma appena nata, sulle nuove foglie in una stagione che dovrebbe invece lasciare i rami spogli, e , dopo averci donato l'ombra spendersi per il fuoco.
Respiro a pieni polmoni, inserisco un cd e sorriso ancora al pensiero di un mio amico... : ma che ci fai al pc, in un mondo di casalinghe frustrate ? credo che in comune non abbiate neanche la musica..
Non sono casalinga, non sono frustrata,la musica è un linguaggio universale e non ho la presunzione di essere la sola...  e fra miliardi di gente... quanti come me..o, al vero, meglio di me!
Mentre ascolto, comincio a scrivere.. e il mio nahir di questi giorni è intrigante ed affascinante per quello che scrive, che trovo in piena dislessia con la sua mente ...e questo nahir si dichiara normanno...
E già...normanna sono anche io! e vado....
Era una calda domenica di fine estate, noi, Le tre stregole di Tregole, i vicini delle case ai piedi della collina, alcuni stranieri ospiti del borgo...stavamo seduti conversando mentre i pochi bimbi al centro esploravano i regalini. Non ricordo più il nome del piccolo che compiva due anni.
Non voglio immaginare quante belle conoscenze ho perso quando nelle riunioni ero attratta dal bello, dal giovanile, dall'elegante e a fine serata,mi ritrovavo con la conoscenza di  nuove palestre, di prestazioni innovative di motori e carrozzerie... anche "umane".
Intrattengo conversazione con un anziano signore, non ricordo i tratti o i particolari dell'abbigliamento, ma ero presa da una gradevolezza totale.. e dal suo parlare lento, complice di dentali e palatali che solo un londinese della city sa ... modulare.
Parlammo della mia Sicilia, ed io ero affascinata dalla conoscenza che questo signore aveva dei luoghi e del periodo normanno. Sapeva dell'assedio ad Enna,  della strana causalità del loro arrivo, e poi il ritorno in armi...
Il mio amore  sviscerato per la storia ( ma io amo tutto con passione) e la saggistica mi avevano portato a curiosità exstrascolastiche, avevo bevuto Smith, Correnti molti storici e critici sui normanni, ma i miei ricordi più vivi .. erano dovuti a due libri che mi avevano realmente travolto...e appassionato : I normanni del Sud e Il Regno del sole, di John Julius Norwich.
Abbiamo parlato a lungo, isolandoci da tutti in un raro momento di condivisione, lui meravigliato che una donna della moda ed antiquaria sapesse queste cose, ed io ancor di più, stupita che un inglese conoscesse così bene i luoghi ed il periodo felice.
Quasi accavallando le nostre parole, da flik e flok, insieme dicevamo  di cattedrali, chiese, palazzi che sembrano riunire senza sforzo e tensione, quanto di più bello vi è nell'arte e nell'architettura delle tre grandi civiltà di quell'epoca- la nord-europea, la bizantina e la saracena.
Qui al centro del mediterraneo si trova il ponte che riuniva Nord e Sud, Est ed Ovest, latini, teutoni, cristiani e musulmani.
Loro, i Normanni, noi i normanni..siamo la magnifica inconfutabile testimonianza di un era di illuminata tolleranza, ignota ovunque nell'europa medievale, e raramente uguagliata nei secoli che seguirono.
Gli parlai di questi due libri importanti, poichè nella mia curiosità storica avevo trovato ben poco su una delle vicende epiche più straordinarie ed affascinanti che si siano verificate fra l'epoca di Giulio Cesare e quella di Napoleone e questo magnifico signore mi rispose, che dopo essere stato in Sicilia, l'interrogativo era stato uguale e per questo si era messo a studiare ed era ritornato per lunghi periodi.
Come un piccolo pavone, fiera delle mie conoscenze, parlammo degli anni della lotta e della conquista fino all'incoronazione di Ruggero II, anni dominati da figure di figli e nipoti di Tancredi D'Altavilla,  del torreggiante Roberto il Guiscardo, uno dei pochi avventurieri militari geniali, che sorti dal nulla, morirono senza conoscere sconfitte.
Dopo l'inconorazione di Ruggero il clima muta, la durezza si addolcisce e sono i tempi di Cefalù, Monreale, la Cappella Palatina..fino ad un dolce declino il cui spirito prosegue per oltre cinquant'anni nell'animo di Federico II, Stupor Mundi, il più grande principe rinascimentale, che precorse di due secoli i suoi tempi e in Manfredi, suo figlio il fascino della bellezza e figura romantica... anch'egli troppo avanti per i tempi. 
Potrei continuare non so quanto ci siamo detti e quante cose lui mi ha chiesto, con l'umiltà dei grandi, anche sulle tradizioni popolari del Pitrè (altro mio amore)... finita la serata con in cuore l'entusiamo di una bella conoscenza di cui non conoscevo il nome, con la soddisfazione di una serata ben trascorsa... per la strada bianca le stregole risalgono la collina fino alla loro dimora.
Parente serpente mi dice... figurati se come al solito non devi essere al centro, sei sempre la calamita,...
Rispondo: Se tu non fossi diventata solamente toscana avresti potuto partecipare ed essere coinvolta come me... sai parlavamo anche dei nostri capelli rossi e dei nostri occhi verdi...siamo eredi normanne...
E la stregola alemanna, vikinga, bella, colta e potente e : "certo come si fa a non essere affascinati da Norwich,non ha solo una bella presenza, ma è un importante storico inglese....

E a me pensando a tanta umile eleganza, non restava che dire : touchè!

10 giu 2017

Mi indigno..e vado altrove...

FOTO StregaBugiarda
Era un " venerdì Santo, in macchia l'origano, dei funghi appena raccolti, tanti libri e pochi oggetti personali ...uscita dall'ultima galleria un mare incredibilmente azzurro, i monti calabri grigio verde..evanescenti verso il cielo; quanto è bello lo stretto in quelle rare volte in cui ci è dato vederlo libero da navi, barchette e traghetti...
Non so se fosse pesante andare...di certo era verso lo sconosciuto, e per questo con me non avevo zavorra, andavo incontro ad una nuova vita, avevo chiuso la porta dietro di me, ( e preparato degli scatoloni, con abiti scarpe, borse,lasciati in attesa di una telefonata che dicesse "puoi spedire" ) con serenità ma anche con la rassegnazione e la consapevolezza acquisita del "così è". 
Le telefonate lungo le ore dell'andare, mentre la mente vola, si interroga, salta, ricorda e scava... ti parlano di "rallentamenti" verso l'uscita della Certosa.
"lascio la chiave nella loggia" e spiega dove andare... e lì trovo un benvenuto, i fiori, un biglietto con un delizioso disegno e un letto caldo.
Sono giorni di festa, tanti gli ospiti.. mi sento finalmente a casa.. eppure è un posto sconosciuto...
Il lunedì dell'angelo a Greve c'è una grande fiera di antiquariato, vado in compagnia del solo sorriso... di una bellissima ragazza tedesca, lontana per cultura tradizioni, linguaggio, esploro un posto nuovo con la minuta e deliziosa ospite delle Stregole.
Le indicazioni sono perfette, posteggio ed attraverso il ponticello, ammiro le paperelle, mi accompagna lo scorrere dell'acqua, mi incammino verso la piazza, banchetti stracolmi, bar, turisti, atmosfera internazionale... tutto è gradevole.
Cosa posso comprare, se non l'inutile ? ciò che mi attira perchè risponde alle mie esigenze estetiche?
Un oggetto che non serve a nulla e che per finirlo bisogna avere tempo e pazienza.
Fino agli inizi del novecento, parecchie aziende vendevano "broderie"  con una parte del lavoro iniziato che era esplicativo per il ricamo da fare, e completare
Foto Stregabugiarda

Foto StregaBugiarda
E' una lunga striscia, su canovaccio e l'etichetta è di una di quelle ditte francesi che hanno chiuso i battenti da quasi un secolo....
Quanti anni sono passati, quanti altri trasferimenti..quanta roba ho perduto... ma ci sono  oggetti che ti seguono e inseguono.
Così oggi, ho tagliato la parte quasi completa e con una vecchia seta ho confezionato un cuscino ancora da riempire bene e finire, poi ho provato in parte a finire un altro pezzo, per altri cuscini... sono destinati alla dormeuse che era in lampasso di seta; non andava più bene per la mia vita di adesso, per la casa in cui abito... così ho tapezzato con una juta grezza recuperando solo la frangia, oramai introvabile.
Avrò tempo ancora per dare una collocazione a tutto quanto ho desiderato e comprato col pensiero "mi piace, intanto lo prendo poi si vedrà"...?

Scritto anni fa, ed adesso ribloggato, allora non avevo risposto alla invadenza di alcuni commenti, ma ora a distanza di tempo ed ulteriori esperienze, mi sento di farlo.