Più si apprezza la vita e più si restituisce

27 giu 2017

Mi sono "riletta"

Mi sono "riletta" e trovo che sono diventata "seriosa", poi la mia indole inquieta ha bisogno di cambiare diversificare e sopratutto volevo allontanarmi dalla percezione di non essere capita (magari percezione errata) e allora che fare?:
Disintossicazione da internet.
Così arrivo solo per qualche attimo.. dal momento che
  • mi piace leggere delle capacità di un blogger di percepire  il concetto al di la dello scherzo a cui si presta la parola,
  •  mi piace leggere di alcune insegnanti, della loro cultura ed esperienza, notare il loro piacere nello scrivere e mi rammarico che la scuola di oggi non permetta loro di essere dei fari di un futuro cammino di vita,.
  • mi piace vedere cosa fanno le ricamine, le creative, guardare la dolcezza e perfezione dei loro lavori...
  • mi piace viaggiare, e camminare con google in strade lontane
  • mi piace la compagnia, le immagini, le parole, i sentimenti di persone che conosco, forse, meglio di vecchi compagni di scuola
e man mano mi sento in colpa per il tempo che rubo ai miei sogni... a quello che avevo progettato di fare, e mi giustifico col pensiero che da questo mondo attingo tanta ricchezza.
Quando non riesco ad essere felice nel trasmettere il mio pensiero... non mi arrabbio con chi mi fraintende, o con chi usa aggettivi, ma  mi sento e capisco di essere inadeguata, e sempre più spesso fuori posto e allora mi allontano.
In questi giorni ho letto, ho fatto attività manuali, ho curato di più le piante e non finisco di stupirmi come in un mese hanno saputo cancellare il senso di colpa per averle abbandonate.... , ho ripreso lavoretti  da finire   ed eseguito gli "ordini".... dei miei cari mentre la mente volava..


Questa la ho ricamata su lino antico, ho applicato vecchi bottoni di madreperla... 




Per la seconda ho stampato un disegno regalatomi da Carla, sulla tasca sempre di lino antico...ed è reversibile con l'indian summer di Jean Churchil,  che è un cotone che riporta ad antiche culture colionali...
Il ricamo della bianca e rossa, era nato per una borsa da lavoro... ma il mio gioiello la vuole da tenere in macchina per la spesa... Ed infine questa fatta con uno strofinaccio di lino...due tasche per scontrino ...Tutte pronte per stare in macchina ed accompagnare allegramente i miei rami al supermercato

Quando la notte


Foto Strega Rientro in Porto Marsiglia
Quando a notte vado sola al mio convegno d'amore,gli uccelli non cantano, il vento non soffia,le case ai lati della strada sono silenziose.Sono i miei bracciali che risuonano a ogni passo,e io sono piena di vergogna.
Quando siedo al balcone e ascolto per sentire i suoi passi, le foglie non stormiscono sui rami,e l'acqua del fiume è immobile come la spada sulle ginocchia d'una sentinella addormentata.È il mio cuore che batte selvaggiamente -e non so come acquietarlo.
Quando il mio amore viene e si siede al mio fianco,quando il mio corpo trema e le palpebre s'abbassano,la notte s'oscura, il vento spegne la lampada,e le nuvole stendono veli sopra le stelle.
È il gioiello al mio petto che brilla e risplende.E non so come nasconderlo.
(Tagore)

Ad Alphone piaceva molto andare a cenare a les Frioules,  per poi tornare a casa, dopo una passeggiata lungo il molo, con l'ultima nave. e l'ingresso a Marsiglia di notte è magico.

CERAMICA CHE.... PASSIONE


Il pensiero che potesse piovere e dei cuscini da ritirare dal terrazzo ha fatto si che io mi alzassi presto, e godessi di quella luce speciale propria dei cambiamenti... albe, tramonti, schiarite e improvvisi mutamenti.
La dolce lentezza del rientro delle barche dei pescatori  verso il porto, l'entusiasmo di chi in fretta lo lascia verso una assolata e affollata giornata di mare alle Eolie... ed fra le mie piante che già ringraziano per il mio rientro e il bolo, tenuto con entrambe le mani, per assaporare meglio il caffelatte, comincio la giornata ringraziando del mio durare, di quelle due splendide creature che dormono serene di la, della pace interiore che sento, e del miracolo di essere felice nel desiderare meno di quanto posso avere.
Ma quante cose ancora da fare dal mio rientro... compreso mettere a posto libri che hanno ballato...
Toh i volumi dell' Eletta sul Museo di San Martino..., lo abbiamo noi in Italia, a Napoli, il più importante e bello museo delle ceramiche, e ogni lavoro diventa lunghissimo  perchè riguardo, leggo...e spontanei nascono collegamenti ricordi, detti, racconti... fiabe.
E pensavo a quell'antica leggenda orientale in cui si racconta del primo ceramista del mondo : Dio in persona, che raccolse qualche pugno di terra , lo impastò, gli diede forma umana, lo fece cuocere, poi gli soffiò e gli diede vita.
Ma non aveva esperienza, il suo era un gioco nuovo, e un pò maldestro dovette ripetere l'operazione tre volte, infatti la prima volta il fuoco era troppo forte ed ottenne il nero, allora provò di nuovo  attizzando poco il fuoco, ed ottenne il bianco, alla terza volta riuscì ad indovinare il punto giusto di cottura e creò l'uomo giusto, perfetto, cioè l'uomo ambrato dell'oriente. 

E questo esemplare, simile a lui ha assimilato l'arte del creatore: infatti inventò la ceramica, dimostrando una fattura ed una perfezione divina, in tutto, dal vasellame alle piastrelle. 

L'amitié

Amicizia è un sentimento che appartiene al mistero ... una volta nato, è eterno e ci sopravvive.
  1.  Ha doti fantastiche di complicità anche se non non è sempre necessaria la condivisione,
  2. non conosce ripicche ed offese proprie dell'egoismo e della esclusività dell'amore,
  3. è un sentimento che non ha bisogno della presenza costante dell'amico.
  4. all'amico puoi perdonare tutto, lo puoi bacchettare in privato e lodare in pubblico,
  5. l'amico sai che c'è, anche se non lo vedi....
  6. l'amicizia può scacciare la solitudine, l'amore fa sentire profondamente solo e abbandonato, se non ti senti condiviso...
  7.  l'amore può nascere in 2 minuti, e può finire sotto forma di passione anche dopo i primi scambi affettivi.
  8. L'amore inganna col suo innamoramento che quando non si trasforma, dopo la passione iniziale,  ti trascina per anni nel ricordo di una emozione o nel piacere visivo provato in tempi lontani.
E ci sarebbe tanto altro da dire... anche se poi il vero motore del mondo è l'amore, amore per le cose, gli uomini, la scienza, l'arte....l'amicizia, consolida, appaga, rasserena...ma non crea.

Pensiero di oggi 27.6.2017








Categoria: Scrittura e poesia


Stamani, al mio risveglio, avevo l'urgente bisogno di farmi un regalo, e a chi chiedere se non a quella penna che sa donare entusiasmi, emozioni, pensieri.

Scrivere non è sempre naturale, spesso vi è la fatica di scalpellare la durezza della lingua per trovare la leggerezza e la fluidità della poesia del linguaggio, quel indecifrabile ed ingannevole universo che si spalanca dietro le parole... ....................................

la parola "Amore" .

Adesso voglio scrivere senza fermare il pensiero…che corre…e raccolgo qua e la nella mente come fossero i punti, le virgole, le pause… si perché lo scrivere è manualità è lentezza, è ricerca, mentre il pensiero è.......

VOLO, e non esiste nulla più potente, più duraturo, più veloce, e contemporaneamente presente e senza tempo... del pensiero.

Il pensiero si esprime con la parola, come la musica con le note, e non so se ci avete mai pensato, ma la parola cantata acquista forza, si completa ancor più nel suo significato.

Un antico matematico o fisico, non avrebbe nulla da dire ad uno scienziato contemporaneo, mentre un filosofo, un pensatore un poeta un musicista dell'antica grecia o anche precedente, può confrontarsi, continuare un dialogo millenario, a volte tremendamente attuale, con un nostro contemporaneo.

Quando dico amore faccio riferimento ad un valore. Amore è mettere in atto quel valore sfidando il male.

Il percorso da soli non si può fare, e non piace, noi siamo il risultato di tanti incontri .... e io sono interiormente felice di aver incontrato l'amore per la parola scritta...

Ricami e ....

Gingi, borsa per Donatella

Gingi restauro ricamo

Gingi Centrino fa finire

Gingi scatola per i bottoni


Gingi bambola per Lulù

Gingi bambola per ludovica

Foto Gingi Contenitore per Lulù

Gingi, vecchi tessuti e ricami
Continuo con altro: il restauro di un ricamo fine 800, con cui farò una testata di letto, la scatola dei bottoni, il porta tutto per la mia nipotina Ludovica, la mia prima bambola finita ieri da portarle per Natale. Qualche cuscino provenzale fatto con vecchie passamanerie e merletti, qualche borsa da shopping  fatta per amiche, nella speranza di eliminare quelle di plastica (come già succede in molti posti della mia adorata Francia... vediamo cosa trovo... fra le foto del computer... ops mi sono persa... aggiungerò altri lavori  non appena troverò nel caos delle 10000 immagini quelle che volevo postare...
buona giornata a tutti sono già in euforia per la partenza

Pensieri... Per Opelia


Sono dal mio amico "pellegrinopersempre" Il piemonte mi ha accolto con l'atmosfera gioiosa degli alpini.
Ecco un pensiero portato a chi è  sua compagna di vita.... da tenere in macchina per eliminare definitivamente anche le biodegradabili.

E in queste sere, data la passione del rosa... dopo giornate piene e serene, in cui ho potuto ammirare cose che prima avevo visto solo nei libri di scuola, come dice una bellissima canzone, "Stanchi, ma contenti" prima di appoggiare la testa sul cuscino, facendo training mentale per cancellare quanto di brutto ricevuto "gratis", ho preparato un altro pensiero, per lei, il cui unico merito è l'avermi conosciuta! Hhahaha non sono io a parlare ma la strega bugiarda.
Debbo ancora riempire un pò, lo farò nel pomeriggio di domani.
E' una borsa che trovo carina, ho fatto la fodera con un tessuto provenzale, ho comperato al brico l'antiscivolo, la catena... e ho tagliato delle magliette comprate al mercato...
Stasera viaggione, mi sposto...ma ho già in borsa altro lavoro...

Gesto importante

Comincio sempre da lontano, non perchè io mi reputi logorroica, ma perchè credo che gli antefatti, o la spiegazione di scena, come nei copioni,  pongano lo stato d'animo ed portano alla giusta comprensione della situazione.
Paragone calzante in questa commedia della vita, in cui per lunghi 60 anni, io non ho mai ricevuto un regalo, neanche una rosa, o meglio, non ho trovato neanche le fedi il giorno del matrimonio.
Non è una barzelletta, e la semplice verità.
Da quando sono libera e sola, anche io mi sono accorta che esiste un mondo stupendo, reale che ha modo di farsi conoscere attraverso questo magico elettrodomestico.
Non posseggo una autovettura, ogni volta che debbo spostarmi la prendo a noleggio, e quando sono a casa non esco neanche per fare la spesa.
Così rientrata ieri sera ho avvisato che potevano venire a ritirare macchina e chiavi. Contrariamente alle abitudini, sono scesa personalmente per restituarle..
Toh che ti trovo ? una busta gialla, con una volitiva ed ordinata grafia, che arrivava da Vicenza.
http://ariannadisegnadipingecrea.blogspot.com/ non ho parole, sono salita, come un bimbo a Natale, anziosa di spacchettare ed vedere la sorpresa.
Non dico altro, se non che è deliziosa, già posizionata in cucina in attesa del pane di domattina, fatta apposta come stile e colore per me.
Arianna, ma come hai fatto ad indovinare esattamente?

Passano i giorni ed io non arriverò, inoltre ci sono tutte le bozze nuove che volevo inserire per il compliblog... oggi ne ripubblico almeno 5...

26 giu 2017

Luna influenze malinconiche Sole Energia

Foto Strega da Panicastro 
 Vado in spiaggia, prendo libro, occhiali, telo, mi appoggio ai grossi massi.... alzo gli occhi, esterefatta vedo quella enorme  palla rossa fra gli azzurri i mouve e rosa... grandiosa e grande!
Pur se un lembo è coperto dal promontorio che chiude il golfo ad ovest tuttavia occupa parte dell'orizzonte, fino a lambire "la pietra".
Mai visto il sole così grande e vicino.
Ho sempre pensato che la vera bellezza è quella che emoziona, e nulla come la natura riesce a darti sensazioni sempre nuove e diverse pur guardando lo stesso fenomeno.
Non finisco di stupirmi mi giro e dal monte di Tindari sorge una palla grigio/brina/azzurra anch'essa eccezionalmente grande: il rosso in mezzo ai blu ed i viola; il brina/azzurro:fra i verdi di alberi secolari.
Certamente sono una "inquieta" alla mia tenera età cerco ancora una via, ed ho mille desideri, curiosa di ciò che ho lasciato al bivio di ogni scelta. Consapevole del poco tempo che mi rimane e che ci vorrebbero dieci vite per recuperare quello che mi è stato rubato o che ho regalato, i miei pensieri vanno a mille, desideri, ricordi di letture e di emozioni,  come se la pace della spiaggia deserta, i profumi, i colori, il tramonto di una energia e il sorgere di un'altra, avessero aperto il coperchio di una scatola e come quelle cinesi... tante tante altre....
Marlò Morgan... e i suoi aborigeni, le notti in barca, quando l'orizzonte è un cerchio intorno a te e l'immenso  sopra di te conduce verso i grandi perché.
Cerco di ricordare i comandamenti del fare tanto lontani dagli insegnamenti avuti, cresciuta con quelli del "non" fare e del conseguente castigo.
Così, forse influenzata dalla luna, che muove gli oceani, e che non riesco a capire perchè non dovrebbe muovere piccole cose,  come noi, mi sono messa a pregare.
Ma io non credo di saper pregare, neanche la preghiera antica del chiedere, e sorridendo al pensiero di che chiedeva ed otteneva e dei loro ex voto, mi sono messa a desiderare.
Desiderare come una preghiera di uomini primitivi al dio Sole, di esso non sapevano nulla, ma dava loro insieme al mistero la certezza di un sorgere e di un tramonto... 
O come la preghiera alla Luna che scandiva il tempo, e al suo compimento maturavano i frutti, si aprivano le gemme, nasceva la vita.
E rivolta verso questa natura di immensa bellezza, cosciente che le grandi tragedie della mia vita sono state l'inizio di una meravigliosa rinascita, felice ,appagata e serena mi sono rivolta a questa grande energia rossa, e alla serena accettazione della malinconica luna, per chiedere se questa logica superiore, questa "provvidenza" non mi abbandonerà e finirò i giorni della mia ricca indigenza condividendo un desco, la convivenza nella civile libertà, e con una o più persone l'unione di intenti, legati dall'amore verso la più antica delle nobiltà... quella della madre terra,  l'amore per le cose e la loro anima.
Qualcuno mi ha detto che il mio sogno è una utopia, poiché si cade nelle solite dinamiche di gruppo....
ho spiegato che non "sogna" la mente, ma la ragione, la quale sa perfettamente che molte delle cose che fino a poco tempo fa erano utopia oggi sono normalità.
Figuriamoci quando la realizzazione di esse dipende solo dalla nostra mente, e dalla nostra esclusiva possibilità di realizzare un sogno.
Per questo sogno, che è di condivisione e libertà sto lasciando una strada conosciuta e di "sicurezza" ma sono ferma al bivio... arriverà la provvidenza a darmi un passaggio. 

A cibarsi di mare e letture

A cibarsi di mare e letture non si può sempre, anche se si è liberi e si vola più degli uccelli, ci sono cose che devi fare... e così appena alzata ho indossato un pantalone, una leggerissima camicia, ricordo della Provenza 2010, e esco per commissioni
Constatando di non averla stirata sorridevo al ricordo di un episodio in cui mia madre, (sempre più presente dentro di me), blaterò diversi giorni per una tovaglia stirata male e messa a tavola dall'ospite che la aveva invitata.
Foto Strega dalla spiaggia verso casa Matteo

Foto Gingi dalla spiaggia 
Sono in un piccola frazione sul mare, una chiesa, un ufficio postale, un bar e se alzo gli occhi vedo Tindari.
Foto Strega la spiaggia da Matteo 

La parte vecchia fatta tutta di case di ex pescatori che, da un lato, hanno la meraviglia della spiaggia e dall'altro, una stradina stretta e lunga; molte sono abitate solo ad agosto... poi, più lontano, dei piccoli complessi residenziali, dove noi siciliani, con tanto orgoglio, doniamo quanto ci è rimasto a quelli che vengono dal "continente".
Camminavo, il sole cocente, l'asfalto caldo, nessun rumore, nessuna macchina, non arrivavano voci neanche dalla spiaggia, e invece di aver fastidio dell'afa, del fatto di non aver più un mezzo di trasporto, dei telefonini che qui mancano di campo, mi sono ritrovata ad esser contenta di riprovare antiche sensazioni.
Ricordi mai sopiti, di un mondo diverso e per alcuni versi più bello e vero.
Avevo pochi anni, pochissimi, ma vedo nettamente la macchina che si ferma nella parte alta dopo aver attraversato Scicli, lì finiva la strada e cominciavano le "trazzere" delimitate da muri a secco o, scendendo verso il mare, da alte canne, che ci costringevano a scostarle.
Mio nonno, impartiva ordini, faceva trasbordare tutto su carretti, la macchina che non poteva andare sulla sabbia, rientrava e noi andavamo alla casa a mare.
Mare? si, sulla collina di Cava D'aliga, aria di mare ma in piena campagna, con tanti mandorli, ma anche il pesco, il fico, il susino la pergola con enormi grappoli di uva nera e nella grande terrazza il pozzo, il pozzo di pietra.  Raccoglieva l'acqua piovana, filtrata attraverso canalette che ricordo e che, solo adesso, so a cosa servivano e come funzionavano.
Che paura il giorno che guardando dentro vidi qualcosa che si muoveva, scappai dal nonno, preoccupata che c'erano degli "animali", che non avremmo più potuto bere, e quell'omone sereno, consapevole di se, contento del suo durare, mi disse: " Ginuzza, sono le rane, servono per pulire l'acqua dagli insetti, allontanano gli animaletti sporchi, e guarda quanto è limpida.."
Immerse un secchio, lo fece risalire e mise l'acqua in una bacinella di smalto bianco, era acqua azzurra, limpida, trasparente, adesso non ha più colore o sono io che non lo vedo più?
La strada di Cava D'Aliga era lunga un po più di quella fatta stamani, ma a terra vi era sabbia e ai bordi c'erano le canne, che se ti avvicinavi, potevano tagliarti.
Al mare andavo con una donna, lei portava l'ombrellone e stava attenta a me, lungo la strada vi era un piccolo emporio dove si vendeva pane, petrolio, ahhh e le sigarette, io restavo incantata da tutti quei vecchi scaffali pieni di corde, martelli, ma anche zucchero ed olio, e cartoline... ma non del luogo, di Scicli,Pozzallo, Marina di Ragusa... e li compravo le palline, colorate, le gomme americane, sempre sotto la raccomandazione della nonna di non ingoiare quelle "diavolerie".
Finita la strada c'era una piazza con qualche casa e poi finalmente niente più sabbia, che infilandosi nelle scarpe , procurava all'istante piaghe e bruciava i piedi, ma la roccia a grossi gradoni che scendeva fino alla spiaggia.
Questa era bianchissima, di sabbia fine e profonda, la mamma mi aveva detto: vedi ? è sempre pulita, se lasci una pietra durante la notte la sabbia la ingoia, come nel deserto!
La spiaggia finiva con un piccolo promontorio di roccia, sul quale dominava il faro e la casa del guardiano.
Non vi era strada, quando c'era la bassa marea qualcuno si avventurava poichè dall'altro lato del faro vi è Donnalucata, adesso conosciuta anche perchè ha la casa una delle sorelle Fendi.
Dopo il bagno e i giochi in spiaggia risalivo a fatica il costone brullo di roccia,  ora è tagliato da una strada e da ville, case, e pali di luce... tutte cose e case orribili, che non hanno rovinato se non in parte il luogo, per la troppa bellezza della natura.
Ero sempre con le croste al naso, perennemente bruciato.
Quando arrivavano tutti i cugini e i miei fratelli, vi era la corsa al pozzo, era vietato entrare in casa con la sabbia, e con i costumi, (allora non esisteva la lycra) per tanto bisognava cambiarsi, sciacquarli ed andare a stenderli dietro la casa, dopo di che la nonna ci faceva entrare.
Parlo di quella nonna fantastica che impartiva mille regole di diligenza e disciplina,  ma che quando avevo un piccolo desiderio o un capriccio diceva alla mia mamma:
"Lasciala contenta, ne ha tempo per soffrire nella vita".
Quante cose sono affiorate oggi... smetto qui, allego una foto del posto in cui sono, e per quelle di Cava D'aliga, non avendone trovate di vecchie vi rimando a quelle dei luoghi di Montalbano.

Sicilia

Una lettura di poco fa , mi ha ricordato questo post, che ripubblico con piacere,

Foto Strega 24.06.2015

La stessa qualità e quantità di contrasti e opposti che sono gran parte del fascino dell’isola e anche la sua “insopportabilità”; lo stesso misterioso incantamento che fin da bambina mi riempiva gli occhi di stupore quando vedevo apparire il distretto militare dalla villa che era sul crinale e dava nella campagna severa dell’interno o il panorama immenso e aperto sul mare d'Africa. Anche adesso mentre ne scrivo capisco di non poter essere obiettivo: il mito, l’apparizione e non l’essenza sono contesti che non possono produrre altro che ambiguità.

La Sicilia è un continente sia in senso stretto che in quello lato, potrei dire che possiede in massimo grado una bellezza paradossale, eccessiva e discontinua: quella propria di ogni frontiera, scomoda e sfuggente al dettato razionale dell’Europa che volendosene liberare cade ogni volta in un turbine di sensi ipnotico appena si lascia da essa sedurre.

Della Sicilia non ci si libera facilmente, anche se si tratta di un fascino pericoloso e incoerente: vorrei chiedervi però se avete mai amato facilmente l’assoluto, se vi siete mai confrontati con la serietà millenaria di uno sguardo di pietra o di una curva marina che si perde all’orizzonte. 

cammini

Stranamente mi sono svegliata presto, sarà stato il richiamo naturale di una luce magica, o delle piante, perchè preferiscono bere al mattino?
Ho chiuso l'interruttore del motore dell'acqua e le ho accontentate, lentamente  accarezzandole , e cullandomi in questo agire pigro.Ti ringraziano con il profumo e la menta ed il basilico e il prezzemolo e la cetronella mentre l'acqua, morbida, scivola.
Il mio cervello non riesce ad entrare in vipassana e rivivevo le emozioni di un passato recentissimo.
Hachiko:  il cuore stretto nel dolore della perdita dei sentimenti di fedeltà e riconoscenza nella realtà quotidiana.
Frida : la rabbia e l'impotenza verso i mali della società, dove se pur nella grande sensibilità artistica, non vi è etica e giustizia,.
Il cammino di Santiago, un documentario su sky,  quanta tristezza vedere luoghi impermeati di storia e spiritualità presentati come  un " viaggiare verso la morte" dove a mille aneddoti, leggende, miracoli, a luoghi e panorami che ti entrano nelle vene,  si preferiva far risaltare solo storie di furti e briganti. Tutto questo unito agli errori "scolastici" dei tecnici a cui assistiamo incapaci di reagire assuefatti alla mediocrità ed al peggio.
Abbiamo distrutto i ragazzi, quelli degli ideali, quelli del pretendere e del sostituirsi anche senza esperienza, quelli che come me occupavano e insieme a "discorsi ed programmi" non avevano perso il "mangiadischi" e l'entusiasmo di vita.
Noi viviamo nel mito della velocità: se tu sei rapido, sei OK. Lavorare velocemente, viaggiare velocemente, acquistare velocemente. Più il tuo computer è veloce, più sei alla moda. Veloce e miniaturizzato. Gli umani come le formiche, miniaturizzati. Non voglio oppormi ai vantaggi delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo, pero’ dimentichiamo qualcosa di basico.
I computer di oggi sono molto più potenti di quelli che parteciparono all’impresa del primo uomo sulla luna, ma la stupidità umana non è certo diminuita nella stessa proporzione.
Si legge molto poco, si scrive male, molte poche idee e troppe opinioni. Niente sfumature nei discorsi, niente ascolto, troppi dogmi e verità non dimostrate, « visto alla televisione » diventa l’accettazione supina di ogni bufala.
Che cosa ci facciamo allora con i nostri computer super veloci se la nostra capacità creativa si è ridotta? Tu prendi un aereo ed in un’ora sei in un altro continente, con un altro clima, altra gente ed altri usi e costumi. Ma il tuo spirito è più lento del tuo cervello, come assimila questi cambiamenti? Il nomade d’altre epoche, il camminante dei tempi andati viaggiava a piedi od in carretto, in barca a vela o cavalcando. Attraversava le contrade con la lentezza dei pianeti, aveva il tempo per mangiare, dormire, discutere in ogni villaggio, in ogni feudo. Questo aereo o questo treno super veloce ci portano ad una grande   ignoranza..

25 giu 2017

L'utilità dell'inutile

Sono arrivata  qui con l'intenzione di scrivere un post su L'UTILITA' dell'INUTILE, argomento del quale si sono occupati tutti dai presocratici ai giorni nostri, ma sono una farfalla e la musica che mi ha accolto, Una lunga storia d'amore di Paoli, mi ha allontanato dall'intento iniziale.
La musica mi emoziona, ed ho pensato che nella mia lunga vita non vi è stato un solo momento in cui io non sia stata innamorata, ora le immagini sono sfumate, e hanno perso importanza i soggetti, ma le sensazioni rimangono e le gusto nella solitudine, che dona libertà e bellezza.

Ho solo bisogno di silenzio, tanto ho parlato troppo è arrivato il tempo di tacere, di raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari, ce ne sono tanti dentro ognuno di noi. Gli amici veri, pochi, uno? sanno ascoltare anche il silenzio, sanno aspettare, capire. Chi di parole da me ne ha avute tante e non ne vuole più, ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini

Saltando a pié pari diversi anni nella solitudine di una città pietrosa, patrimonio dell'Unesco, vuota e silenziosa, guardo le cose che mi sono vicine, sento che anch'esse hanno un anima ed una storia, le persiane aperte mi permettono di guardare un pezzo di cielo, azzurro come il mare, come i tuoi occhi.. come gli occhi dei miei rami...

Bisogno

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini

E molto difficile che io inserisca scritti altrui, a meno che non siano inseriti in un contesto di mio pensiero.
Oggi , senza mie sillabe, inserisco questa poesia e la dedico ad un blogger che mi accompagna dal 2011, e che in questo momento ha bisogno di poesia, di sogno e di cari pensieri.

24 giu 2017

Il gioco del Passatempo

 Poco fa passando dal corridoio verso il pranzo, ho pensato al post scritto sul quadro che ho guardato. e anche la piccola bacheca dove ho ancora dei mini tarocchi... e allora subito qui a cercare....

 Erano anni lontani, ma che sono il bagaglio di adesso; a Milano, dove andavo spesso e anche per lunghi periodi, scendevo in un albergo da dove il taxi per portarmi in ogni direzione doveva percorrere via G. Fara.
Per diverse stagioni, anzi per anni, passavo velocemente, davanti ad una piccola vetrina, mi attirava poiché non riuscivo a capire che genere di negozio fosse, si intravedevano degli oggetti strani, delle palle di cristallo, scatoline, tutto velato dal tempo...  e sempre in fretta, .. io, che ho fatto la buyer di me stessa per trent'anni, non riuscivo mai a fermarmi e curiosare.
Un giorno di proposito mi incamminai a piedi entrai in un piccolo mondo magico dove un signore, uscito da un acquerello d'antan, con camicia scura e foulard, capelli bianchi raccolti a coda, mi venne incontro disponibile ad ogni mia curiosità
Seppi poi, che si trattava di

 Il Maestro Osvaldo Menegazzi è uno tra i più grandi illustratori al mondo di carte dei Tarocchi. Tra coloro che hanno contribuito al rinnovamento dell’antica iconografia, con giochi fantastici, curiosi e magici, Menegazzi è certamente una figura di spicco, pittore, editore e collezionista che dal 1975 ha ripreso la tradizione delle carte e dei tarocchi con entusiasmo e originalità. Sono numerosi mazzi di carte e di tarocchi che il Maestro Menegazzi ha concepito e realizzato in edizioni limitate e numerate (alcuni da anni esauriti, altri difficilmente reperibili) di cui molti hanno già lasciato il segno nella storia. Menegazzi continua a ideare e creare le sue Opere nella Bottega d’Arte e Magia “il Meneghello”, storico e rinomato spazio meta di collezionisti e amanti del genere provenienti da tutto il mondo, a Milano
Mi disse che era un pittore che aveva la passione per le carte da gioco,  le carte antiche e che quel negozio era nato per collezionarle  doveva essere un "antiquariato di tarocchi"... ma si rese conto che il fatto possedere qualche vecchio mazzo era una fortuna che difficilmente poteva ripetersi, infatti  disse "tutti buttano i mazzi vecchi, e, se li conservano, sono inutilizzabili e incompleti".
Così aveva deciso di mettere su una casa editrice in cui, in copie limitate e numerate,  avrebbe  riprodotto questi capolavori. 
Non so quanto tempo ho trascorso con lui,  ancora non sapevo chi fosse, mi aprì un mondo sconosciuto, il mistero dei tarocchi e degli arcani, i tarocchi del Mantegna, quelli dei Medici... 
Gli confesai che mi sentivo profondamente ignorante, che non avrei comprato nulla... volevo prima conoscere e sapere e poi scegliere consapevolmente ... 
Uscii dal negozio, con una nuova passione con tanta curiosità e con un foglio in cui questo "mago maestro" aveva appuntato una sfilza di titoli da acquistare, dandomi un futuro appuntamento con data "quando si sente pronta"!!
Mi fiondai in Via Verdi, traversa di Piazza della Scala, luogo in cui vi è una storica libreria d'arte, (c'è ancora? Milano è così cambiata!) e con meraviglia del signore che era solito mettere da parte pubblicazioni di moda, tessuti, disegni e arti manuali, comprai libri su incisioni, architettura dell'inganno (trompe d'oeil ), pubblicazioni su tarocchi... e altro... tanto altro.
Cominciai a curiosare e feci anche un altro danno,  pur essendo una abbonata e compratrice di FMR, non avevo prestato attenzione all'opera I tarocchi di Italo Calvino, libro esaurito che riuscii ad avere da un bibliofilo di Torino ( tramite amici di Parma, vicini a Ricci) per una cifra allora spudorata, (commento dell'anima nera che mi avrebbe dovuto accompagnare nel cammino della vita , "non era meglio spenderli come caparra per un mini appartamento?" risposta della strega "il mini appartamento non lo porto con me, forse il pensiero e l'anima si!! Chissà?).
Così dopo pochi mesi tornai dal maestro, comprai tanti "oggetti del desiderio" che, nonostante abbia perso tutto, e molti ne ho regalati e venduti, alcuni fanno ancora bella mostra in libreria ....invece del Gioco del passatempo del Mitelli, fantastico illustratore bolognese del '600, non ho più le carte ma un grande quadro, fatto da uno dei poster acquistati.
Tutto questo, ab originis, è venuto fuori da un commento di una blogger, su Bologna, e per un blogger che pensa non ci siano streghe "oneste", non  giudico, ma prendo atto che crede nell'esistenza delle streghe! °-_-*
La mia vipassana per adesso la faccio in spiaggia sdraiata al sole e i miei pensieri per questi imput sono volati a Bologna e al gioco del Passatempo.
Il Mitelli, figlio d'arte, il padre era affrescatore di fama, disegnò le carte del gioco, intorno al 1650, ( non posso essere precisa, lontana da casa mi mancano gli attrezzi della memoria) , le sue incisioni ironiche e fantasiose, precorrono di secoli i moderni vignettisti, ma oltre al gioco, scoprii, che lungo tutti i portici, e dentro ai tanti portoni chiusi Bologna ha anche il primato dei trompe d'oeil in Italia, e forse in Europa.
Ogni portone porta in grandi androni, chiusi o aperti con scale esterne e non, ma tutti proprio tutti sono affrescati, molti sono visibili in parte, altri ben mantenuti, altri restaurati con rispetto del tempo.
Dopo quella conoscenza, passeggiare a Bologna sotto i portici, mi ha regalato nuove emozioni, guardavo dentro i portoni aperti e scoprivo paesaggi rinascimentali, finte scale con donzelle guardanti verso la strada, magnifici, prigioni che sorreggevano pergolati...
Bologna la dotta, nota per i suoi portici, e a me  per le serate trascorse nel palazzo dei Notai, per la mansarda in  Strada Maggiore, che amici mi davano in uso nei periodi di riunioni per lavoro, per eleganza delle signore, per il centro storico di impianto medievale fra i più grandi d'Europa, per la bella fioraia che tutte le sere in abito in costume e con il suo cestino ricreava l'atmosfera dei fine teatro e fine cena dei secoli scorsi... è ancora nel sogno di un mio ritorno, per quell'architettura dell'inganno, così come si chiamava allora,  che desidererei continuare a scoprire.
E, ieri, mentre il mio pensiero mi curava, ricordavo il dialogo con il maestro, che spiegandomi gli arcani maggiori del gioco bolognese del Mitelli, mi disse quelli positivi erano contrassegnati da una stellina, i negativi da un pallino nero.
Io, ingenua ed inesperiente, non mi spiegavo come la fortuna avesse il pallino nero, e Mitelli la raffigurasse come negativa, allora quell'artista, geniale e semplice mi disse con un bonario sorriso di meraviglia:" La fortuna non bacia mai il gentiluomo, la fortuna è negativa perchè si accompagna spesso alla spregiudicatezza, alla scorrettezza, all'inganno, e nulla ha a che vedere con l'onestà di un gentiluomo".
Qui una parte di un antico foglio del gioco, con alcuni arcani.
e sempre qui tanti bei pensieri e ricordi, che appartengono al miracolo del mio durare che auguro a tutti pieno di "memoria". 
Ps. consiglierei di aggiungere a quei blog che dopo la loro lettura ci trasmettono rabbia politica e sociale, sono pieni di frustrazioni per infanzie non felici, pieni di livori misti ad invidiae e tanto altro inutile da dire, di aggiungere un pallino nero, non per non visitarli più, poichè si è istruiti nella misura in cui si è curiosi, ma per ricordare di non farsi coinvolgere e turbare.
Mentre metterei una stellina  * a tutti quei blog che ci fanno star bene, con la loro bellezza di parole ed immagini, che, lasciano un sapore di cose naturale e semplici... come il buon odore del pane appena sfornato.


BAGDAD CAFE - I'm Calling You

 impossibile andare al mare, il sabato e la domenica grazie a Montalbano, oramai sia d'estate che d'inverno è meglio chiudersi in casa.
E allora rivedo vecchi film pervasi di magia

Tutti gli accessori in malva...



Nell'uscire l'infermiere mi chiese cosa volessi portare con me,  risposi, "prendete uno o due libri dal mio comodino e le chiavi di casa".
Di entrambi avevo cominciato la lettura, e mentre uno mi riportava a ricordi di infanzia, a periodi in cui si apriva la casa in campagna o al mare,  con i preparativi e l'organizzazione che precedevano di settimane il nostro andare, l'altro, mi aveva incuriosito per delle frasi riportate da una blogger che leggo volentieri.
Uno,  aveva risvegliato profumi di vecchie ricette, e tempi felici, spensierati, di giochi fra fratelli e cugini, epoche in cui noi bimbi venivamo viziati ma sapevamo che vi erano regole alle quali non si doveva o poteva trasgredire.  Libro in cui ho ritrovato anche molte ricette della mia nonna ragusana.
Nel secondo libro il titolo faceva intravedere una libertà interiore che prescinde dall'eremitaggio, e nel post della blogger avevo commentato lungamente.
Questo secondo libro è "Un eremo non è un guscio di lumaca", di Adriana Zarri, e debbo dire che la bravura della mia amica blogger, e l'amore che ha per gli animali e la natura  mi hanno portato a leggerlo.
Poi i casi della vita, mi sono sentita con un amico che chiedeva della mia salute, e il parlargli di questa strana autrice, che invita a leggere in silenzio, (come se si potesse fare altrimenti), che in eremitaggio teneva rubriche su giornali e riviste, che pubblicava libri, ed usava le sue case, per congressi e convegni...e dibattiti politici che si allontana per parecchi giorni lasciando il suo amato gatto, affidando la sua sopravvivenza alla provvidenza, ha portato ad una immediata risposta, "Ah si , la conoscevo bene, sono andato spesso a trovarla quando stava ad Ivrea, (lui è laureato in teologia) è una teologa del dissenzo, ma non è una eremita, è una solitaria, che si interessa di politica. Leggi invece qualcosa di Ricci, se ti interessa l'argomento, anche lui è un teologo del dissenso, che non crea regole sue a convenienza, ma trasgredisce e analizza quelle esistenti spiegandone la ragione" .
Quindi insieme ad un centrino ricamato a punto intaglio,  lasciato da mia sorella i due libri... ho fatto un po di danno comperando questi tessuti francesi in puro lino, che andranno a completare, presine, grembiuli e strofinacci per la cucina della mia cara piccola, ed è tempo di fare anche un grembiulino per la piccolissima..nel caso volesse aiutare la sua mamma!

Vivere fra le mie cose

Ho fatto i conti, da settembre del 2010 ad oggi, sono stata a casa saltuariamente per cinque mesi.
Adesso basta, voglio stare con me, con le mie cose.
Rientrata a pochi giorni dalla Pasqua ho dovuto barcamenarmi, cercando scuse per quanti non si persuadono del perchè desideri stare da sola.
Non è facile spiegare che tutti siamo soli, nel nostro sentire, Le nostre emozioni i desideri appartengono al proprio background, unico, che ha formato grandi pieghe e piaghe,  ed ha eroso col tempo la nostra corteccia, modellando forme diverse, così come il vento modella nubi e macigni regalando oniriche visioni.
La compagnia è cosa diversa, e di essa ne abbiamo tutti, tanta e troppa.
La solitudine e il silenzio sono la mia medicina, una supposta di energia naturale di cui ho bisogno sempre più spesso, insieme alla pillola del bello, che, più inutile è, più  appare bello, stanca di scambiarlo con l'utilità.
Solitudine e silenzio evitano lo stordimento, aiutano a ritrovare se stessi.
Il mio silenzio è un silenzio musicale e fin dall'alba è la chill-out di Vargo, Andrew Berstein, Nova Nova, Full Flava e tanti altri a fare da sottofondo al mio vivere con lentezza.
Dovevo urgentemente riprovare l'eros del polveroso odore di carta e cuoio dei miei libri...il profumo di cassa  e lavanda di merletti, pezze e ricami che mai vorrò completare progettando esasperatamente e con ansia un  futuro senza un fine, una fine.
Ho riguardato riviste di 100 anni fa...per il gusto di sistemare ciò che già era a posto, ed ammirarne le copertine. Erano tempi in cui si cercava il meglio, si faceva il meglio, Giannino Grossi, Ventimiglia, Mauri sono alcuni fra i disegnatori delle copertine, ho riguardato con rispetto e amore una vecchia scatola con centinaia di cartoline da fine '800 agli anni 50 indirizzate a giganti di poesia, di mistero, di botanica, o letto con sacralità scritti e appunti inediti di Lucio Piccolo, fogli, un vecchio blocco note, carta protocollo con quella grafia propria dell'artista, nervosa, impaziente ma leggibbile e scorrevole, a volte, infantile.
Io lo ricordo mentre parlavamo, scattava dalla sedia e si estraniava con l'urgente bisogno di fissare un pensiero una immagine, e ho letto e riletto dei blog, altrettanto ben scritti ed ho pianto, di un pianto strano, come quando ascolto Tenco e "lontano lontano" nelle "periferie" del tempo, provo nostalgia, struggimento, rimpianto, amore, ma non vedo lo sguardo, le mani, non so dare un volto, non una situazione, non un ricordo preciso e trovo un dolore intimo di ciò che è stato ma non  vissuto.
Sono lenta, volutamente mi attardo in tutto , e girando fra i blog, percepisco la fretta, l'esigenza di esprimere come schegge i propri pensieri, e non trovo eros letterario nel non godere della parola, che si presta a mille inganni, e come tale può invitare a magnifici e piacevolissimi sofismi. 
Seguo e compro, seguendo un cammino editoriale del "ci sono anche io", quanto è segnalato e trovo all'apice delle vendite libri che nulla hanno di letterario.
Fanno bene gli inglesi ad evitare acquisti mediocri, e a ritornare ai classici della letteratura, quelli che letti da giovani hanno lasciato un segno, formato un carattere, stimolato curiosità, acceso un faro per iniziare un cammino?
Guardo quanto ho da leggere e non solo di classici, critici e storici ma anche tante riviste ... e il tempo incredibilmente breve che mi rimane mi angoscia.
E sono un bluff, dichirandomi possidente, capitale : IL TEMPO.