Più si apprezza la vita e più si restituisce

25 set 2017

Sono rientrata oggi... ho con me il passato e ogni cosa al suo posto compreso i sogni che nati li dove sono stata in piena solitudine ancora sostengono l'inutilità della mia odierna esistenza
Ogni cosa al suo posto, sospesa, perfetta nel suo significato più intimo, senza alcuna necessità di collocazione temporale. Probabilmente era questa l’eternità, quella parte di metafisico che ognuno di noi possiede e che spesso chiamiamo anima; il desiderio struggente che divora la nostra vita come un’amante irraggiungibile.
Rubo queste parole ad un blogger, che sono quelle che avrei scritto se avessi avuto la sua capacità e bravura.

Tramonti a occidente

“Tramonti ad occidente” è la mia vita. I giorni infiniti, il gelsomino di sera e il profumo del mare sotto l’acropoli. E’ l’eternità di quando ero un ragazzino e il sogno che ancora non si è spento. Tramonti ad occidente è l’unica cosa che ho scritto senza inquietudine, è il mio rifugio dell’anima.

Tornare là dove tutto era iniziato significava rincorrere le voci, sorridere con gli occhi socchiusi all’incantamento che ci aveva estraniato dal mondo e guardare nel fitto del nostro iniziale respiro. Selinunte era un’ampia falce di sabbia dorata che terminava con un basso promontorio di terra e roccia. Selinunte erano le mie estati di bambino, una magia che non si sarebbe ripetuta mai più. Di questo luogo conoscevo ogni pietra, ogni goccia del mare, persino i ciuffi di rosmarino e cardo selvatico mi erano amici. I miei compagni di scuola in Lombardia, alla fine dell’anno, si sentivano dei privilegiati perché si trasferivano sulla riviera romagnola o sulla costa ligure. Li compativo, io ad ogni estate facevo il bagno con gli antichi Dei di questa terra; mi lasciavo accarezzare dall’acqua turchese mentre i piedi giocavano con la sabbia bionda e granulosa. In questo mare avevo imparato a nuotare e, quando m’immergevo, scoprivo poi le colonne rosee dell’acropoli attraverso il filtro acqueo sui miei occhi un attimo prima di riemergere. In questi posti io, fin da bambino, sono stato spesso scambiato per uno di quei turisti del nord, gli unici snob che per decenni sono discesi sino all’anticamera dell’Africa soltanto per visitare l’area archeologica. L’affetto per i luoghi della mia infanzia addolciva la mia naturale misantropia.
Sapevo con assoluta certezza che era l’ultima volta che avrei potuto incontrarli, l’ultima occasione per sentirli nell’intimo delle mie fibre così come essi erano sempre stati per me. A volte è una questione d’odori nell’aria e capisci, in un momento, che il tuo sentimento per un luogo sta per cambiare in modo ineluttabile. Puoi disperarti o far finta di niente, ma io, seduto ad un tavolo del bar Lido Azzurro, di lì ad una settimana sarei stato un altro in un altro luogo e in un tempo diverso. Questa certezza mi dava un disagio profondo, non avevo alcun potere, alcuna voglia d’impedire la metamorfosi. Perché avrei dovuto far sopravvivere un simulacro di Selinunte, dei miei quattordici anni, del mare sotto l’acropoli? Per inorridire tra uno o due decenni dinanzi alla maschera grottesca che sarebbero diventati? Esiste un accanimento terapeutico anche per le emozioni, i sentimenti, i ricordi: è questione di scelte, io avevo deciso che questo luogo sarebbe scomparso con me e sarebbe stato per sempre solo mio.
Molti anni prima, in un tardo pomeriggio uguale a questo, avresti visto quattro persone camminare lentamente lungo la stradetta che attraversava la zona archeologica. L’ordine del drappello era sempre lo stesso: mio padre in testa, davanti a tutti di almeno una decina di metri. Poi mia madre, guardinga e speranzosa di un ritmo di marcia meno baldanzoso. Infine io e mia sorella, occupati a sciamare ovunque in ordine sparso. “Passeggiate in famiglia” erano chiamate ed erano ogni volta un’avventura diversa attraverso le rovine dei templi dorici della collina orientale, le pietre ammucchiate come pugni di sale bianco sopra un poggio che guardava il mare. Cominciai ad affrettare il passo, il sole aveva iniziato la sua discesa…mi parve di sentire la voce di mia madre… Mi fermai, come facevo allora, per raccogliere una lumaca attaccata ad uno sterpo rinsecchito. Perdevo tempo dunque e restavo indietro, allora come adesso. Immobile davanti al tempio adesso il silenzio era assoluto, con la mano cercai la fotocamera dentro la tasca del giubbotto. Sulla pelle scorreva un brivido sottile, un’emozione vera: come da bambino questo silenzio era il segno premonitore del miracolo che mi attendeva fra le rocce. Le colonne si andavano colorando di un rosa più intenso rubato al sole che, sempre più grande, era ormai quasi sopra il Baglio Bonsignore. Dovevo muovermi più in fretta. D’ora in poi il tempo avrebbe mutato nell’intimo la sua essenza. I minuti, i secondi potevano dilatarsi o coagulare gli uni sugli altri senza uno schema logico prevedibile. Quarantanni prima, per mio padre, era molto più semplice: una sera dopo l’altra l’estate lunghissima gli regalava opportunità continue di vivere senza fretta.
Dopo la sosta al tempio E, ancora pochi passi e tutta la famiglia giungeva sullo spiazzo delle rovine del tempio G: un’enorme quantità di blocchi di pietra grigia, un groviglio inestricabile e confuso di rovi, terra e resti architettonici popolati da gechi e insetti. Dell’immensa struttura restava il perimetro d’alti gradini ed un’unica alta colonna interna, levata come un dito ammonitore e misterioso. Era chiamata da sempre “lu fusu di la vecchia”. Le voci mi raggiungevano nuovamente… e, mentre salivo per un sentiero fra le pietre, mi raccontavano per l’ennesima volta di com’erano le cose prima e non fossero più. Il silenzio era sempre più assordante. Percorrevo, da solo, la vecchia strada ed ero stupito di come niente fosse cambiato: le gambe sembravano muoversi in modo autonomo. Mi fermai. Attesi un momento ma le voci erano scomparse, lontano da molto tempo, questo pellegrinaggio iniziato da solo, in solitudine doveva finire. Avanti per qualche metro: ero proprio sotto lufusu e le ombre diventavano sempre più lunghe. Altri passi veloci… finalmente “la seggia” era davanti a me! Per uno strano e insondabile caso questo pezzo d’architrave, crollando dall’empireo della sua alta funzione, rotolando e spezzandosi assieme alle migliaia di altri blocchi di pietra, era rimasta in cima al mucchio. Superba e insensibile agli insulti del tempo, capovolgendosi, si era sistemata come un divano di foggia avveniristica sopra tutti i resti della gloria ellenica. Arrampicandomi poggiai infine le spalle sullo schienale di pietra: era ancora dolcemente tiepido per il calore accumulato durante il giorno.


Ma, ora, non c’era più tempo per riflettere: lo spettacolo stava per iniziare. Il cielo terso, immacolato, da azzurro era diventato blu intenso.Io, seduto nella mia poltrona, vidi comparire la prima stella: Venere mandò un lampo di luce e cominciò a brillare come un gioiello. Il sole, largo e arancione, s’era portato sulla verticale dell’acropoli, il suo disco, diventava nella parte inferiore, di un rosso carminio, come fosse venato di sangue.Non c’era più luce, piuttosto un riflesso interno e luminoso che aveva vita propria. L’astro scese tra le colonne del piccolo tempio dell’acropoli che erano diventate tanti minuscoli aghi neri, rilevati sullo sfondo del cielo e del mare. Adesso avevano entrambi un’impossibile tinta color indaco. Mi girava la testa. Non vedevo nulla, ma sentivo tutto con precisione assoluta. Poi, all’improvviso, questo stillicidio cromatico e temporale divenne un urlo viola. Il disco solare emise un respiro tagliente di luce rossa e il tempo si fermò. Tutto immobile il cielo, la terra su cui posavo i piedi, il sole pronto ad essere inghiottito dal mare, le pietre dei templi e l’aria con il suo sottile aroma di rosmarino. Io ero lì, come il bambino di vent’anni prima e l’uomo di adesso. I miei ricordi d’infanzia legati ai pensieri da vecchio che rigiravo nella testa.Ogni cosa al suo posto, sospesa, perfetta nel suo significato più intimo, senza alcuna necessità di collocazione temporale. Probabilmente era questa l’eternità, quella parte di metafisico che ognuno di noi possiede e che spesso chiamiamo anima; il desiderio struggente che divora la nostra vita come un’amante irraggiungibile. Mi invase un benessere calmo, profondo ed io lo assaporai fino in fondo, le braccia allargate e la testa reclinata all’indietro: poter riflettere e finalmente capire come si era chiuso il cerchio della mia vita, cosa avevo fatto e cosa ero diventato. Furono le cicale a segnare la fine dell’incantesimo, a farmi scendere dal divano di pietra. Attorno al tempio camminavano tranquillamente mio padre, mia madre, mia sorella; la famiglia di nuovo unita e fu molto bello tornare ragazzino, con loro.Quella notte, seduti sul grande capitello rovesciato, abbiamo ascoltato con attenzione le molte storie, le piccole grandi avventure narrate da mio padre. Il firmamento era un enorme puntaspilli di velluto nero pieno di stelle e galassie. Fu eccitante osservare una luce mobile che attraversava lo spazio sopra di noi: un aeroplano? Forse un satellite? Più probabilmente lo sguardo divertito degli antichi Dei che osservavano il nostro formicolare quaggiù sulla terra.
Papà, sono certo che anche tu ricordi le notti in cui stavamo tutti con il viso in aria a farci accarezzare dal vento tiepido che veniva dall’Africa. Esse non sono trascorse per sempre, sono soltanto andate altrove a raccontare di noi quattro e dei nostri stupori.

Selinunte = Luogo sulla costa sud della Sicilia, 
I templi   = un costone roccioso, con grotta, allora senza case e strade 
Papà = nonno che guidava portando noi nipoti ai sedili di roccia mentre raccontava antiche storie.
Aeroplano/ satellite = il volo della sera Malta Roma, che ci indicava puntualmente l'ora.
Di questo, delle notti con il viso per aria e la piccola torcia, restano solo le mie emozioni e la grande tristezza che non vi è di tutti loro più nessuno, li incontrerò altrove?

16 set 2017

Dieci anni


Questo è un post del  Natale del 2011, oggi lo ho modificato in occasione del compliblog, non me la sono sentita nello scrivere ex novo di eliminare commenti che appartengono a persone che hanno reso speciale questi dieci anni.

.... avevo cominciato per tempo, ma tante sono le case a cui portare personalmente il mio sorriso e col cuore in mano e tanta serena sincerità augurare  un avvenire colmo di amore ed unione.
E' doveroso dire a tutti voi che vi sento amici e sopratutto io mi sento molto vicina ... appartenete ad un mondo virtuale che ha completato con positività e magnifiche presenze la mia realtà.Mi mancano alcune persone sparite ed altre volate via fra il ricordo e l'amore di molti di noi.
Da tutti voi giornalmente ho ricevuto regali che hanno accresciuto la mia sete di conoscenza, di spiritualità, Vi sono delle magnifiche donne che, con discrezione ,  mi hanno sempre inviato una parola adatta alla circostanza...altre che hanno colto stati d'animo con una sensibilità difficile da esternarsi nei fuggevoli incontri della realtà, e poi che dire di profondi sentimenti che albergano negli animi maschili, tangibili attraverso meravigliose poesie, racconti ed immagini.? Tutti, proprio tutti, siete stati una magnifica terapia, per l'anima.....appagando la mia sete di bello, di compagnia, di conoscenza, di manualità ed infine ma non perchè meno importante, le vostre amicizie e presenze le sento pulite, frequentazioni virtuali senza interessi, conoscenze al di fuori di ogni bisogno.
In questo pomeriggio, davanti a questo monitor attraverso il quale vedo i vostri sorrisi, mentre il mio cuore è pieno di tenerezza il mio pensiero va a tutti voi
ed vi dico soltanto un grazie di cuore.
Non faccio nomi, ma vi porto nel cuore amici sinceri per questa meravigliosa avventura che spero di alimentare negli anni a venire.

15 set 2017

Casa, dolce casa, sempre incasinata con i miei mille lavori, i ricordi da sistemare e passare di mano a chi del passato ne ha fatto hobby e collezione.
Old Family Photo Carnia

Old Family Photo Nuovo 305

Old Family Photo Teleferica al fronte 1916
Dopo aver svuotato le casse dei Borboni, aver esportato braccia prima e cervelli poi, aver donato a multinazionali nordiche i guadagni del sole, che ancora non è emigrato, mi sono resa conto che anche gli isolani isolati hanno ricordi di frontiera e prima linea  e che è bene ritornino fra le innevate montagne ad ascoltare l'eco dei 305 che distrussero le vite loro ma quasi nulla di materiale, in quanto lì vi era meno di nulla.
Ma non posso sempre sistemare, scannerizzare, spedire... debbo pure pensare ai miei hobbies ed al mio piacere, e così fra una richiesta e l'altra, ho cominciato a ricamare una tovaglietta disegnata e acquistata da una blogger, un'altra disegnata e ricamata con delle volute di foglie e fiori su grandi tovaglioli uniti da un merletto, (lasciando da parte cosa debbo ancora completare !!!) ed ho pensato ad un mio homeweare che sia orientaleggiante, vicino a quella cultura che io non ricordo per miseri commerci odierni, ma per gli incanti e la grande civiltà che ci fece conoscere Ricci... ( FMR La cina )

Come al solito disturbo la borsa di Mary Poppins: un leggero pannetto, un bordo d'antan e un fantastico bottone omaggio di Debora di www.cuoreantico.blogspot.com , questa notte ho  completato con il tubolare gli alamari (fatto con una macchinetta velocissima acquistata in un negozio di Milano, però ho ancora il rocchetto centenario con 4 chiodi che mi è tanto servito fino a poco tempo fa) ed eccola....

mi preparo a sognare ai primi freddi, vestita da Mandarino davanti al camino ed in mano  uno di quei capolavori che  l'artigianato italiano ci ha saputo donare ...


13 set 2017

CON....SENSI

mi ero ripromessa di scrivere, ma ieri è andata così...
L'immancabile compagnia pomeridiana, il guardare qualche antico volume, scherzare su i nostri anni, curiosare su vecchie foto e compiacersi di quanto eravamo belli, giovani, immortali e padroni del mondo. 
Poi, fare commenti su stregabugiarda che ricorda come belli i tempi in cui veniva svegliata con il profumo di un buon caffè ed un sorriso, e sentire il solito commento... "tu sempre fortunella"
Una prima fastidiosa telefonata: perchè durano a vita gli strascichi di un contratto  d'amore?
Andiamo al pc,  musica ?  bella!  sorride e consiglia di inserire "il terzo uomo".... è una battuta? si ma  era precedente alle nostre estati.
E penso  che lui c'è sempre stato, prima, poi e durante, era lui che mi accompagnava per i  teneri incontri e per  scorazzare.
Era affidabile per i miei allora, ed è affidabile per me adesso,  quando si dice.... una certezza. 
E si partiva da qui in estate
FOTO Strega  Giancola S. Sant'Agata
E' una foto del libro, guardiamo la dedica del'autore e notiamo come sono state scelte foto che non danno l'immagine dei luoghi.
Adesso parto, ma ci sarà sempre lui che penserà a far  innaffiare le piante, a spedire le medicine qualora le voglie di evasione si protraggono per più tempo....
Avevo deciso di comprare un IPhone,  uno di quelli che fa di tutto, anche il caffè, ^_*,  per stare in contatto con questo mondo, ma mi sono resa conto che molta gente è ammalata di blogherite, ed dato che  mentre faccio altro, vengo a sbirciare, ho paura di essere contagiata,  per cui risparmio, e mi "apposterò " soltanto la sera, se e quando sarà possibile.
Nel post precedente mi ero ripromessa che avrei scritto su come tutto è soggettivo e quante facce ha la stessa verità.
Dopo una altra telefonata, di cui sono amaramente pentita,  ho pensato cui prodest? e allora che ognuno abbia i propri sofismi, le proprie masturbazioni mentali, gli attacchi compulsivi di bloggerite, con mille siti, mille nomi che si faccia film e si ponga  sul gradino più alto del podio, io con tutto ciò non ho nulla da spartire, ne mi interessa, avevo saputo glissare quando ero stata messa in guardia, ma sono generosa e profondamente innocentista,  il Malpensante lo ho sempre lasciato a Buffalino. frequenterò la mia blogsfera, quella di gente umile e sincera, generosa e disinteressata, fatta da persone stupendamente normali che non si pavoneggiano di essere irascibili, sgarbati duri, ostici, quasi fosse un vessillo da sbandierare e che no si dichiarano aristocratici snob e di classe.
Forse racconterò i fatterelli che volevo postare stasera, ma come ricordi di vita, non certo sostituendo il piacere della scrittura a analisi interiori e altalene emozionali.
Pranzo casa Fausto
Uno degli studi Casa Fausto
Intanto  sfogliavamo AGATHA', sull'onda delle emozioni
Foto strega Soffitto pranzo Gingi
ed è un piacere vedere le nostre dimore, le foto di famiglia, e colloquiare con chi ha classe da vendere che non si dichiara ma lascia che gli altri giudichino e che in una vita di frequentazioni  non ha mai avuto una seppur momentanea caduta di stile.

12 set 2017

Mezza Estate 1

Tardi, molto tardi, niente sonno, negli occhi il mare, i suoi frutti, la musica, gli artisti di strada , la costa azzurra una notte di luna che ha lasciato riflessi in acqua e dato visioni di filari...... e ogni cosa apre finestre chiuse da anni........ una collana, un pesce di madreperla... la memoria affoga in un mare d'estate graffiato dal riverbero della luna.
E' ora e subito che ho bisogno di quella presenza che rende liquidi e flottant i pensieri del giorno... con l'emozione di un sorriso e mai per me un tenero abbraccio e scavo nei ciotoli levigati dai ricordi.... ma anche in essi vi é il silenzio.
Ti prego, non infrangerlo almeno tu,finché il freddo non mi abbia abbandonato. Parlo di freddo ora che il sole sembra averlo relegato lontano. Eppure sono ancora qui. 


Foto Strega Le Calanques de Cassis

Foto Strega  les calanques de Cassis
Marsiglia 2012
Foto Strega rientro in porto a Marsiglia
Foto Strega arrico a Cassis dal mare

Avignon-Festival Off 2012

Foto Gingi  Marsiglia 2012
Mi sveglio e questo parco mi fa iniziare bene la giornata, trovo colazione pronta e croissant...la solita domanda dove vuoi andare? e sono sempre più in imbarazzo... mi sembra che mi stanno regalando la luna. Strano, da quando la persona che avevo scelto per accompagnarmi nel cammino della vita si è allontanata,  sono tornata ad essere la fortunella di prima.... ed ho scoperto da anni che esiste un qualcosa che non so come chiamare, se non "provvidenza".
Giorni fa sono stata ad Avignone, già conoscevo il Palazzo dei Papi per esserci stata nel 2010, la passeggiata lungo le mura con il Rodano che la accarezza ..... ma adesso era mia intenzione andare al mercatino dei libri antichi e curiosare per il festival internazionale del teatro e mi sono ritrovata in un mondo magico  senza tempo con artisti comici e della tragedia greca, cabarettisti, protagonisti d'avanguardia, sheakesperiani, ho pranzato sotto l'ombrello rosso di questa foto
Foto Strega Avignon 2012



Foto Strega Avignone 2012

con il canale e la casa del cancello in mezzo al verde. Passavano fra i tavoli, promuovevano gli spettacoli... e bancarelle con maschere e piume da palcoscenico....
Avignone luglio 2012 Festival Internazionale dello Spettacolo

Avignone 2012


Avignone Luglio 2012


E le locandine si accumulavano, ed ogni artista spiegava, invitava, e gli inviti sempre di più e più interessanti,  mi davano la percezione che non avrei potuto seguire se non due o tre spettacoli, loro iniziano al mattino e mentre pranzavo il bel ragazzo che stava accanto a me al tavolo mi invitava a vedere un'opera lirica che diceva fosse "sublime sans limites" lasciava il posto in tutta fretta, "inizio alle 14" ed io restavo immobile a godermi lo spettacolo di strada.
Le foto sono tante e al rientro mi farà piacere sistemare tutte le locandine e parlare degli spettacoli visti...purtroppo solo due.

11 set 2017

Foto Gingi Marsiglia casa Alphonse
La foto é presa dalla finestra della stanza dove dormo e rispecchia il risveglio: silenzio, verde, tranquillità.
Lentamente vado in cucina, la macchinetta dell'espresso é accesa e calda... non ho voglia di nulla, fra un po mi chiederà "oggi dove vuoi andare?"
I posti sono tanti ed ieri se ne sono aggiunti altri, le troppe curiosità che l'ufficio del turismo sa far nascere! ma in questo momento voglio vivere con lentezza e allora fino a pomeriggio inoltrato sono in stand~bay.
Foto Gingi Marsiglia 2010
Foto Gingi  Vallon des Auffes Marseille
Foto Gingi, Marsiglia.
Foto Gingi Marsiglia Vallon des Auffes
Il mio voler riempire ogni attimo mi ha condotto allo stress di ieri, nel cercare una merceria ed organizzare un lavoretto, ho rivisto l'isola pedonale della città bellissima ma poco elegante; ho camminato fino a tardi e poi di corsa a casa, con la mia atavica sindrome : se in casa bisogno impellente di uscire salvo poi una volta fuori desiderare la pace e la sicurezza di un libro, un ricamo. Al rientro verso la casa che è in una splendida posizione sulle colline di Marsiglia ho chiesto di fare ancora la via del vecchio porto...il lungomare e qualche foto  al Vallon des Auffes ....in attesa di uno spaghetto all'Eoliana (ne avevo una gran "voglia")
Cosi, mentre scrivo ho deciso, e allora stasera andremo a cenare nella "Taormina" provenzale, in  terrazza sulla battigia...  a Cassis 

Perchè si apre un blog?

Anni fa senza sapere nulla di blog e blogger, senza mai averne seguito alcuno, non so come, sono arrivata qui. Non sapevo su cosa indirizzare il blog, ma ho mille interessi, amo tutto, e ero spinta da entusiasmo e curiosità uniti a voglia di smanettare per imparare e mettermi alla prova.
Scrivo quando ne ho voglia ,( ma faccio tutto quando ne ho voglia), senza un programma. Andando in giro per il web, gli in-put sono moltissimi, ed ho in testa argomenti anche da un anno, poi improvvisamente un pensiero un ricordo  mi impongono con impellenza ed di getto di fissare quel concetto, quel ricordo.
Scrivo senza alcun fine, ne di riscontro, ne di ascese di vario tipo, non sapevo e ancora non so  e non capisco il perchè si chiude, si  apre,  si dissente, si dice di cercare condivisioni in un leale raffronto salvo poi cadere in crisi per un dissenso. 
Sono stata latitante per lunghi periodi, non mi sono mai scusata per assenze o per non aver risposto a commenti ricevuti, l'ho fatto ed ho a mia volta commentato solo se sentivo di farlo, senza impegno senza coercizioni, senza regole di un ipocrito bon-ton del web.
Ed ieri sera, dopo aver letto sofismi su sofismi su apparenti libertà e decisive discriminazioni, pensavo come tutto è soggettivo, come la visione di una cosa non è solo diversa nel "marginale" in ciascuno di noi , ma addirittura opposta anche nell'essenziale.
E' quasi mezzogiorno, sono ingolfata nella stanza delle vergogne, chi mi aiuta ha bisogno della mia presenza, ma rientro presto, per vedere con altri occhi quello che per molti sarebbe normalità.



10 set 2017

My Space






Foto di strega bugiarda
Foto Strega Agrigento 1976
 Sono andata a cercarmi in una casa che non abitavo da anni, il disco gira ancora e Okram non finisce di inebriarmi, mentre Oderigi con la sua Petra invita a miraggi ... e ritornano le notti in cui si decideva di interrompere i racconti quando noi vedevamo l'alba di sera, e la luce in un tempo diverso tra i luoghi, ma la piazza era una.
Siamo tanti, adesso siamo amici anche non più virtuali, e abbiamo perso la magia dell'immaginazione e il luogo si è mimetizzato ... tutti uguali come da FB, non tornerò più voglio ricordare come siamo stati pionieri ma antichi e non maledettamente tecnici e incasellati
Capire tu non puoi ... tu chiamale se vuoi

emozioni ... "
capirle sai non serve ...

... lui no ... non c'è ritorno !!!

       Sai di stelle brillare lontano mille miglia
sai di meteore passare lontano 
ma non conoscerai mai le mani 
che ci siamo negati
Sai di suoni e teoremi c'hanno radici antiche
ma non saprai mai il sapore dei baci
 che non hai dato

Vedrai e capirai tutto quello 
che t'accade intorno ..
ma saprai anche
che ai non non c'è ritorno.

Adesso tutto è diverso, tutto cambiato, amici, casa, abitudini di vita, mentre ascolto FOREVER riesco a capire che solo i miei pensieri sono uguali.
               

07 set 2017

Autunno...tramonto.... e rinascita

In un momento importante della nostra Repubblica, di cui è difficile coglierne la valenza, per quel quotidiano che rende normale quello che poi la storia ci racconterà come eccezzionale, io,  piccola donna chiusa nella mia scatoletta, con accanto sogni e progetti che mai realizzerò, mi sento frastornata.
Guardo intorno e non vedo la società per la quale sono stata educata, cerco nelle parole e nei comportamenti una figura... quella carismatica che da giovani volevamo emulare o seguire, ascolto, e la mediocrità imperante, mi destabilizza.
Noi, noi con storia ed esempi da vendere, noi con sensibilità ed arte da poter riempire ancora pagine e pagine di intere biblioteche, noi,  inneggiamo ad una rinascita... e non vediamo, non troviamo il vessillo da seguire. siamo arrivati piano piano a indebolire valori e concetti che sostenevano famiglia e società... fino a dover accettare che il denaro faccia politica.
Così siamo passati da una società rurale, a quella industriale e poi ancora verso un terziario abbastanza duraturo perchè in esso si è inserito il nuovissimo web... e mentre aspettavo la nuova era... una restaurazione di cervelli, competenze liberi dal bisogno, per tanto superiori, arriva il potere del denaro.
Direte: ma le banche hanno sempre venduto soldi... si , si, ma fra esigenze, ricatti, soprusi ed opportunismi..li vendevano per un progetto, per salvare un sogno, per una produttività.
Oggi siamo in una nuova era si vende denaro in cambio di denaro.
E io che sono una vecchietta con i miliardi in testa e tanto di rispetto per l'uomo, la res pubblica,  ma soprattutto per i miei anni, fatti di esperienze ed amore verso tutto, che vivo bene per angeli che mi sostengono come antiche cariatidi, e per il caso della mia nascita, che gestisco con la diligenza del buon padre di famiglia, come ci insegna il codice, la multi milionaria mia pensione che è lontana dai 500 €
 debbo denunciare un furto.
Pensavo che nulla mi potesse essere più tolto, poiché le mie ricchezze non sono nelle mie tasche, ed invece sono entrati nel mio cervello... ed a me, che non sogno di notte, ma da sempre e sempre di giorno, hanno sottratto "il sogno". 
Chi ci guida va a tentoni, unito ad altri solo nell'orgoglio del potere, "intanto si "prova" così" ! così come? che il medico cura se stesso e che il malato decide la cura ? 
Ed allora odiando gli struzzi per quel concetto di voler far apparire inesistente ciò che non si vede, metto la testa nella sabbia e con la mente vado in Italia.
Ma prima riporto cosa scritto in internet da dagospia, e vi invito a leggere i commenti di stampa inglesi...e quelli sull'incertezza degli ospiti presenti da Lerner... e comunque concordo nel notare la raffinatissima manovra, che sotto forma di un governo tecnico ci sta presentando il governo più politicizzato che abbiamo mai avuto...
1- INTORNO ALLA CULLA SORRIDONO IN MOLTI PERCHÉ IL GOVERNO MONTI È LA QUADRATURA DEL CERCHIO CHE METTE D’ACCORDO I CENTRI DI POTERE PIÙ MARCI D’ITALIA -
 2- NAPOLITANO PIAZZA ALLA DIFESA IL SUO DI PAOLA - IL PD SI ACCONTENTA DI BARCA E FORNERO - SPRIZZA GIOIA FINI PER TERZI DI SANT’AGATA - SORRIDE ANCHE RUTELLI PER FRANCESCO PROFUMO - TRE PEDINE PER IL VATICANO: RICCARDI, ORNAGHI E BALDUZZI (NEL CUORE DI ROSY BINDI) - GIUBILO DI PRODI E CASINI PER PIERO GNUDI (MA CHE C’ENTRA COL TURISMO E LO SPORT?) - BEN PIÙ IMPORTANTE È L’ENTREÈ ALLA GIUSTIZIA DI PAOLA SEVERINO CHE NEL CORSO DEGLI ANNI HA DIFESO GLI INTERESSI DI PRODI, CALTARICCONE, GERONZI, OLTRE AD AZIENDE COME FININVEST, TELECOM, ENI - ANCHE PER LA CANCELLIERI PIERFURBY GODE - SI SCRIVE CATRICALÀ MA LEGGE GIANNI LETTA -
3- MA IL VERO TRIONFATORE È CORRADINO PASSERA. DAL CONVEGNO DI TODI IN POI, IL SUO AFFIANCAMENTO AL POTERE VERO, QUELLO CHE HA L’EPICENTRO IN VATICANO E CONSENTIRÀ DI FAR DIMENTICARE IL SALVATAGGIO DELL’ALITALIA, IL FALLIMENTO DELL’OPERAZIONE PARMALAT E L’INTRECCIO DI INTERESSI CON I COMPAGNI DI MERENDA MONTEZEMOLO & DELLA VALLE (TITOLARI DI QUELLA NTV DOVE BANCA INTESA HA MESSO I SOLDI)


Questo era un post del 2011,  tutto è diverso ma non potevamo immaginare che avremmo fatto dell'assurdo una normalità. I bla bla bla continuano e adesso sono tanto spudorati che quasi non li sentiamo più. E in questa epoca dove i cittadini salvano le banche e non viceversa possiamo anche notare che uno dei modi di dire usati da un millennio "Morto un papa se ne fa un altro" non è più valido. Infatti ne abbiamo due.

06 set 2017

Amici e parenti Senatori, ma del Regno!

Quando si sta in stand-by scopri quanto è bello  vivere con lentezza, leggere, e dedicarsi ai propri hobbies. Percepisci che tutto è vacuo e ti accorgi che le cose veramente importanti sono pochissime e la principale, la più curativa è l'amore.
Sono stata assidua davanti alla Tv,mentre sferruzzavo quanto postato qui , ho visto e ascoltato mentre pensavo sia dignitoso non commentare, e prendere le distanze da tutti, ma continuo il post precedente a proposito di tipi che la nostra società non può più generare.
Oggi mi piace ricordare un vecchio amico di un mio zio, Salvatore Sanmartino,di Canicattì, avvocato ed uomo di cultura che di se stesso diceva, degradato a senatore del regno.
Era un signore di pura razza umorista che fondò una ridanciana e burlesca " SECOLARE ACCADEMIA DEL PARNASO"   egli ne era il presidente e gli diede una ironica e ridevole vita per circa un trentennio, definita allora "la più geniale satira della politica e del costume".
Dello spirito caustico di questo senatore il suo amico,  mio zio, anch'egli senatore, non meno simpatico colto e giramondo, del quale spero aver la voglia in futuro di riportare qualche spassoso aneddoto, ricordava le sue battute ben condite e una mi viene adesso in mente "guardati dal conoscere te stesso, non ci guadegneresti altro che vergogna".
Ma torniamo all'Accademia dove con solenne cerimonia venivano ammessi uomini di ogni levatura e condizione sociale,  distinti in arcadi Maggiori: quelli di umile nascita e modesti mestieri, (cocchieri, fattorini, muratori, barbieri falegnami, becchini etc etc ) mentre appartenevano agli arcadi Minori il fior fiore dei giornalisti, docenti universitari, intellettuali,  e fra questi vi era Pirandello, Romagnoli, Thilger, Gentile, Trilussa, Marinetti ed altri, tutti esilarati dal ricevere una così solenne investitura.
Un giorno Sanmartino penso di fare  l'eccezionale e stupefacente investitura di un'asina (forse scopiazzando l'imperatore Caligola che aveva proclamato senatore il suo cavallo) ed essendo in pieno ventennio fascista addobbò l'asina con un ampio mantello di orbace.
Quando gli organizzatori della cerimonia cercarono di spingere l'asina nel salone delle riunioni, pieno del pubblico e degli associati delle grandi occasioni, non ci fu verso di farla entrare, oppose tanta resistenza dimostrando un raro carattere adamantino, e non mollò, in un periodo molto accomodante, la sua determinazione neanche quando fu presa per la coda.
Così Sanmartino, ebbe modo di pronunciare un'altra sua storica frase che fece testo negli annali dell'accademia.
"Siamo felici di constatare cari signori, che questa è la prima volta che un asino si rifiuta di entrare in una accademia".
Questa famosa accademia non conferiva doni in denaro ma solo in natura recapitati personalmente dal suo presidente che si era autonominato anche "Viaggiatore-piazzista in carica perpetua".
E fu consegnando un biglietto da visita con questa dicitura che si presento a Roma in casa del Trilussa, con un cappone o tacchino, (non so di preciso) un cestone di colorita frutta di Sicilia ed un bottiglione di vino nero, dal fuoco segreto di 16 o 18 gradi, forse scuretto e raggiante di Vittoria, color d'ambra fusa e trasparente come grechetto di Noto,  dorato o dal gusto di fiore dell'Etna, o arrubinato Corvo di blasonata fama?
Vini che non dispiacevano al per nulla astemio Trilussa, di cui faceva brillare la bontà nelle riunioni di poeti ed amici... le etichette di allora spiegavano: profumato, intenso, fruttato,nobile, morbido, etereo, aristocratico, vellutato, armonico, abboccato.
Francesco Lanza diceva che essi "hanno tutti la stessa festosa cordialità della terra che li ha amorosamente filtrati attraverso i tralci".

05 set 2017

Approvazione

Oggi sono qui, preparo camera e altro, se dovessi per quella mia sindrome geografica sentire il bisogno della mia Sicilia, è tutto pronto per trascorrere il resto dell'estate nel profumo delle mie cose ed affetti.
Tempo fa, dissentivo da chi non tiene liberi i commenti, considerando la libertà di espressione un requisito essenziale in ogni tipo di comunicazione.
Dicevo, gli anonimi o gli insulti, possono sempre essere cancellati, e comunque chi legge, ha l'intelligenza di capire e giudicare.
Molte persone aperte sincere e corrette, ma sopratutto rispettose degli altri hanno liberalizzato i commenti...
Non avevo però preso in considerazione che c'è chi mantiene il filtro non tanto per gli anonimi o gli insulti, ma per pubblicare solo quanto conviene per apparire in maniera diversa da come ci si comporta....
E questo non è rivolto a "veri" blogger, ma a chi usa il blog per piccole vendite, riempie di complimenti e commenti mielosi e diabetici, per poi sparire e non pubblicare neanche un piccola frase di dispiacere per un allontanamento ingiustificato e per non ottemperare alle benchè minime regole di educazione, come un riscontro ad una telefonata....
Mi piaceva cominciare questa giornata augurando a tutti una buona domenica, e ribadendo che virtuale è il mezzo, noi siamo reali,e che neanche l'anonimato di un monitor riesce a coprire chi di eleganza comportamentale e di bon ton non ne conosce l'esistenza nella realtà come nel web.



Anna Maria Ortese

Ho interrotto la sistemazione di oggetti, la cui presenza opprime, ma, al contempo, da conforto, sicurezza e direi, anche, fa compagnia. Dopo tanto tempo, ho sentito il bisogno di aprire il blog e scrivere cosa stavo pensando.

Da ottobre scorso... in attesa del desiderio e della voglia di digitare, ho preso appunti, scritto commenti, ho, in tutti gli angoli della “casa del gelsomino”, sparsi con il solo ordine mentale, fogli e foglietti... ma oggi, avvicinandomi ad una delle finestre che si affacciano sul "profumo" e con in mano un libro che stavo riponendo ho pensato....

Sono qui oppressa da quanto amo, il peso oltre che materiale e anche quello che ti fa pensare di essere schiava delle cose, di accumulare e avvilirsi, e ho pensato a pagine di prosa superbe, magistrali , che tutti conosciamo, e ricordiamo a memoria. Le prime righe dei Promessi Sposi, l'inizio musicale e struggente del IL Piacere di D'Annunzio.... e ho riguardato la prima pagina del libro che avevo in mano, perchè accantonarlo? perchè fare spazio facendo scelte? E le semplici e pulite parole vicine a noi più di quanto ne abbiamo consapevolezza, importanti, riservate, discrete, forse speciali, perchè nel ricordo di pochi, non meritano la medesima memoria di quelle pagine che sono nella memoriria dei più?


I più bei giorni della mia vita cominciarono in questa città i primi di novembre.

Sono trascorsi da quella data vari anni, e con essi è trascorsa la mia breve giovinezza e la sua felicità.

Oggi, mentre scrivo, è ancora novembre, ancora io vivo in questa città, ed in essa nulla è così radicalmente mutato che non si potrebbe, volendo, riconoscerle l'aspetto di allora; ma sono mutati gli uomini e le cose, e le vicende, se pure a volte in tutto simili a quelle di un tempo, non ne hanno certo lo stesso carattere.

Fra alcuni anni, per non dire venti trenta oppure l'eternità, di queste vicende vi saranno tracce sempre più deboli, leggere, e poi più nulla.

Così, per un momento, come farebbe chiunque allontanandosi dalla sua casa per un viaggio definitivo, io mi volto ancora a guardarle, e vorrei capirne il perchè, strappare ad esse un semplice significato, ma esse continuano a splendere, a sorridere, con un che di strano, di buono.

Se ne vanno!

I monti, i mari del tempo, cioè gli anni, il progresso della vita, aumentano ad ogni attimo la distanza che cominciò un giorno fra noi....

Semplici parole, sentimenti e situazioni comuni, atmosfere di serena accettazione, in un inizio di un POVERI E SEMPLICI di Anna Maria Ortese,

Noi e la spazzatura.



La sindrome del non si butta via nulla è logica conseguenza della cultura trash dei nostri giorni

la società contemporanea si regge spesso su veri e propri cascami intellettuali, spirituali, umani.

Letteratura, musica, arte (che dovrebbero essere le massime espressioni dell'ingegno) ci testimoniano giornalmente povertà di contenuti ed idee, a vantaggio di una mediocrità culturale che tende all'omologazione anche del pensiero.

E' l'era degli scarti umani ( i cretini raccomandati, i senza meriti, i truffatori, i politici corrotti, i delinquenti che diventano testimonial di campagne pubblicitarie ed i carabinieri... e qui mi fermo altrimenti la lista è più lunga del post

E' il loro momento, la loro età dell'oro, hanno successo, hanno seguito.

Allora perché stupirsi se i rifiuti non vengono smaltiti?

Sempre monnezza è....

Il traghetto per domani

Il passato ha la capacità di arrivare alle spalle
 e con insidia ti trabocca addosso
una fotografia, una lettera, un suono,
 ti narra la fiaba di un tempo che non c'è più,
  che rinasce ai tuoi occhi,
 e novella al tuo orecchio quella parte di te oramai svanita

Si chiama estate

Foto Strega  dal Vallos des Auffes Marseille
Sto preparando i bagagli,la mia estate comincia in ritardo quest'anno  ma sono rientrata a casa appena 10 giorni fa.
Mentre decido cosa portare vado indietro alla scorsa estate:
Il mio tempo è fluido, pigro, la lentezza mi appaga, sono sveglia da attimi interminabili e mi sembra di non aver mai dormito, come se sonno, veglia e stato mediatico fossero un unicum.
Scorrono pini, oleandri e palme,della Cote dAzur, lui non ama il sole, non più, da ragazzo andava giù per metri e metri a prendere i ricci, dopo i pleniluni, e stava in acqua dall’alba al tramonto, ora si ferma al campo da bocce, qui giocano tutti senza età, e il campione mondiale è un sedicenne.Anche lui era un campione.
Mi avvio, la spiaggia chicchettosa  è già piena di prossimo, con lentezza mi accarezzo spalmando protezione, inforco occhiali, e mi abbandono; realizzo che due signore ingioiellate come ad un party a Miami stanno dicendomi qualcosa, ringrazio dei complimenti, avranno 200 anni ed una abbronzatura invidiabile, io, donna senza tempo non interessata mi dichiaro siciliana e che non parlo e non capisco.
Libera e defilata, mi tuffo nei sogni, ci pensa il sole a dare colore e fantasia ai miei occhi chiusi, mentre la mente vola; al mio mare è sempre stato cosi’, la risacca è una melodia, il vento caldo le carezze, e saltello fra scogli e sabbia, da allora ad ora, mentre una voce lontana mi dice di non toccare i pomodori di mare, e continuo a mangiare padelle, come sono brava a staccarle…. e poi ci sono loro, le estati lunghe, languide, nuove ed insieme nostalgiche.
Ogni estate è una rinascita, con nuovi amori, nuovi entusiasmi e progetti che non si ha più voglia di realizzare con il suo ultimo tramonto, difficile descrivere a parole il benessere e le emozioni, le presenze assolute, quasi tangibili e pur sbiadite nel sapore di sale. Realizzo che i fatti spesso col tempo non si ricordano, ma rimangono decise e presenti le sensazioni e le emorioni provate.

Il sole mi bacia, il faro mi fa pensare esperienze recenti ed i sogni si dilatano e si mescolano al tempo ed al mare.

03 set 2017

Roberto Vecchioni - Non lasciarmi andare via

l dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.



01 set 2017

Progetto delle cose perdute

Sono qui, sola con il mio io, sono stati giorni in cui la mente avrebbe voluto scrivere, rispondere,  vi ho visitato in molti e all'atto del commento una voce mi diceva "dopo"...troppo banale non è quello che senti, le parole non bastano,tutto in questi giorni non mi basta.
Sospesa fra un domani che progetto e non conosco, e la struggente malinconia di ricordi. troppe volte mi volgo ad indagare le vicende del passato, a guardare con occhi il più possibile limpidi entro quelle lontane penombre, quegli anni dimenticati e persi, e mi accorgo che la storia ha compiuto, con la crudele indifferenza degli organismi astratti e superiori, i suoi tradimenti,  passando su me, sulle cose, sugli uomini, come una corrente ininterrotta e regolare, ha lasciato dietro di se anfratti, insenature, risvolti e pieghe, ove sono rimasti immobili, in attesa, persone, opere, eventi, IDEE.
Ero convinta che l'unica cosa che possediamo è il nostro passato, rispetto ad un presente precario e proiettato verso un futuro ignoto, adesso ho l'urgenza di dire che il passato è misterioso, ingannevole ed affascinante; per questo custodisce tesori e offre rivelazioni.
Anche la mia storia ha i suoi tradimenti, ora occultando, ora illuminando in ecesso, ora negando alla vista, ora elargendo cose e sentimenti immeritati.
La mia storia non è obbiettiva, la storia di tutti non lo è,  è il prodotto della tendenziosa condotta umana, e della nostra complicata psicologia.
Il discorso è ampio ma non da non poter servire da preludio per un mutamento, una verifica... un dubbio che scalfisce non fatti o ricordi ma l'assurda certezza che ho del mio passato.
Così la notte scorsa, nonostante le mille cose in sospeso...questo meraviglioso mezzo mi ha permesso di comprare un sogno, la prima tappa è verso il cielo rosso dì Roma, arrivo all'imbrunire e lo vedrò da quella Trinità dei Monti che è stata la mia cuccia, poi andrò nel futuro di una città che non conosco, ma che da questa postazione mi ha inviato magnifiche atmosfere... Per finire nella calma di un recente passato, assaporare la buillabaisse mentre la mente chiede....

MENO...PAUSE

Ieri, leggendo dei commenti sull'età e la liberazione da pensieri che ti portano ad essere sempre in tiro..ho pensato a questo mio post del luglio dello scorso anno e lo riporto pari pari

Meno..... pause
Era il 2002, come Babette ero arrivata in una grande casa, spinta dalle molte telefonate di una fata:
" hai trascorso il Natale da sola, adesso anche la Pasqua? Le case grandi servono per star bene insieme agli amici..."
Non avevo portato molti abiti, avevo però organizzato tre grossi colli, da farmi spedire... non credevo molto alla civiltà della convivenza con indipendenza e libertà, ma ero più provinciale di adesso, e non conoscevo quei mondi fantastici.
Per cui la "Babette" era carica di origano, arance, funghi appena raccolti, cannoli, pignolata...e tanti libri.

Il mio arrivo e le emozioni di quei primi giorni, vanno rispettate per quel pudore che esigono le cose belle che ci appartengono... scriverò di ciò forse in seguito.
La casa era grande, direi un borgo, la villa aveva lo stesso nome del posto, della via,del borgo.
Fra i due corpi centrali una chiesetta ottagonale , che sembrava la cupola del "Bramante" di una Doll's House, era ed è uno di quei posti appartati, sereno, ottima terapia per il dolore su cui camminavo, ma allo stesso tempo ero nel mondo.

La mia ospite, una docente tedesca, studiosa di arte, con interessi culturali i più svariati (quello era il periodo cinese!) ed amicizie in tutto il mondo il cui hobby principale era la convivialità, mi consentì conoscenze ed esperienze da viaggiatrice ma a posto fisso..

Un giorno, mi disse torna a casa presto, non ti dilungare con troppi negroni (aperitivi), dobbiamo preparare cena, viene Luisa, con Suad...

Non sapevo chi fossero, l'euro parlamentare (di lei ho impresse le grandi risate, il suo cellulare che squillava in continuazione, e il "piacere della tavola") arrivò il giorno successivo e Suad arrivò puntuale con una sua amica, cose da poco !! anche quest'ultima una docente di antropologia all'università di Bagdad.

A tavola spesso si parlava in tre o quattro lingue... io parlavo solo siciliano e mi capivano perfettamente arabi, francesi, spagnoli , con gli altri era di aiuto la mimica mediterranea e la mia amica.. parlava tante lingue e, in quel periodo, cominciava a masticare anche il cinese.

Con Suad nacque un feeling fatto di risate, sorrisi, mi disse che per imparare l'italiano sarebbe bastato frequentarci una settimana, allora abitava temporaneamente a Massa Marittima, e mentre tutti parlavano dell'Olp, del muro, delle varie intifade, e durante e dopo cena erano immersi nel ruolo serio di gente intellettuale... io dissi:

Icecream in Castellina?

Non finii queste due parole che Suad e la sua amica, scattarono in piedi pronte già a fuggire verso una leggerezza che in quel momento, li, era assente.

In quei tre giorni con Suad parlammo di tutto, (io capisco l'inglese, non lo parlo, per questa sindrome della perfezione che mi vieta di buttarmi!.)
Lei mi chiamava "la filosofa".
Al salone del libro di Torino, questo anno, ho comperato Murad Murad e Niente sesso in città, di Suad Amiry.
La notte scorsa, ho finito di leggere queste due chicche, gradevolissime, scritte con l'arte di raccontare un atavico disagio e grosse tragedie con leggerezza...
In Niente sesso in città, la Palestina e i suoi drammi sono il vassoio su cui Suad appoggia con ironia lo "stato"... il sentire di un meraviglioso gruppo di "eroine" in quanto donne, iscritte ad un club esclusivo:

C.R.I.M.I.N.E. cioè Commitee of Ramallah Indipendent Menopausal Inner Network Enterprise.

"Splendide" in menopausa, ognuna con problemi e soluzioni diverse, tutte accomunate dall'età, dall'amore per la terra in cui affondano le radici da millenni, ma tutte "uniche".
Quanto vicino il mondo in cui sono cresciuta a quella autorevole norma della cultura araba : sottile accettazione del non detto o del non nominato.
Per tutte le donne di tutto il mondo..il periodo della menopausa coincide con quello in cui si tirano le somme, ed tempo dei bilanci.

Ognuno reagisce sia fisicamente che mentalmente in modo diverso, trovo bellissimo lo stato descritto da Suad, di una liberazione dal desiderio, che spesso e tanto fa soffrire quando gli ormoni vanno a mille, ma anche della libertà di non dover per forza essere in "tiro".

Poi non tutte hanno le caldane, l'osteoporosi, la tachicardia... e la depressione, e, più forti, e senza i mal di testa o i fastidi del ciclo, possono fare, vestirsi, dire cose..concesse solo in post menopausa.
E poi penso che tutto ha un tempo e un suo compimento... e il non poter proliferare non deve sminuire o far perdere di autostima.

Chi è la persona consapevole e diligente che vorrebbe un figlio quando in età matura le forze debbono essere rivolte ad altro? e le molte curiosità e gli interessi accresciuti hanno bisogno di un tempo che si sente sempre più breve; e per quanto riguarda il fisico, come diceva la Magnani alla truccatrice, "no, non nasconda le rughe, ci ho messo una vita a farle".

Calo di autostima? Noi donne abbiamo un inizio ed una fine, abbiamo regole e un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.

Il maschio che comincia a 14 anni con ansia da prestazione, con problemi di grandezza, e di potenza e che continua fino alla morte, beandosi di poter essere prolifico, dovrebbe perdere la stima quando per demenza senile fa quello che dovrebbe fare suo nipote.
Continuano con le loro patologie e le loro fisse del "caso" ad oltranza, non sfiorati lontanamente dal pensiero che anche nel mistero della vita, la natura ha affidato alle responsabili donne la procreazione, mentre ha lasciato all'uomo il compito della riproduzione.

Io dopo i bilanci della menopausa sono rifiorità certo il fisico cambia e purtroppo stenti a riconoscere il guscio, ma penso, quando gli ormoni c'erano .. andavo bene? ero desiderabile? ok.
Adesso che la cosa non mi interessa più, il mio piacere è quello che spero portare fino alla morte, "mangiare", e a questo piacere immolo la pancetta, che da buona "contenta di se" adesso mi piace pure e mi fa simpatia.
Poi quanto è bello cambiare stile, e scoprire la mise affascinate dell'abito "tenda".

31 ago 2017

Dancing with the wind

Erano gli anni '80, e vivevo in quella Milano da bere che ha fatto sognare tanti di noi, erano i tempi in cui meravigliose teenagers accompagnate dalle madri, aspiravano alle passerelle milanesi...era questo il  "sogno italiano" per tante ragazzine americane..
Io ero nei miei bellissimi trent'anni. il concetto di età è legato a pregiudizi e a stereotipi, ed ha valenze differenti per i due o più sessi conosciuti.Ma, se parliamo di età, ed estrapoliamo la sua "presenza", dai rapporti sociali, dalle frequentazioni più o meno interessate, dal lavoro, dall'esperienza... dobbiamo dire onestamente che vi è una età magnifica.Sono stupendi i TRENTANNI, ma anche i trentuno, trentadue, trentatre, trentaquattro, trentacinque....Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l'angoscia dell'attesa e non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente a trentanni.Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti.Se siamo atei siamo atei convinti.Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna, e non temiamo le beffe dei ragazzi, perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti, perchè anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che anche quello è un punto di vista, non temiamo la disobbedienza perchè abbiamo scoperto che la disobbedienza è nobile.Non temiamo la punizione perchè abbiamo scoperto che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo, e i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo....Li facciamo con noi stessi, col nostro dolore.....di e da grandi..
Adesso sono qui, ed i miei trent'anni possono continuare ad essere presenti, questo mezzo è senza tempo, e la mia età anagrafica non si scontra con comportamenti che la vita reale impone, qui sento solo la mia età biologica, e a seconda quale porta apro, o quale salotto mi ospita  essa oscilla fra i sedici e i trenta be diciamo pure trentacinque.
Credo che nessuno di noi ancora ha realmente capito la magia di questo mezzo, elisir di lunga vita e contemporaneamente l'annullamento del tempo e dello spazio, forse sarà fra molto tempo che si leggerà di una lontana era in cui il mondo cambiò, i rapporti cambiarono, i comportamenti ebbero altra valenza ed erano i primordi di contatti solo interiori .....  erano uomini del lontano ventunesimo secolo.