26 giu 2017

Luna influenze malinconiche Sole Energia

Foto Strega da Panicastro 
 Vado in spiaggia, prendo libro, occhiali, telo, mi appoggio ai grossi massi.... alzo gli occhi, esterefatta vedo quella enorme  palla rossa fra gli azzurri i mouve e rosa... grandiosa e grande!
Pur se un lembo è coperto dal promontorio che chiude il golfo ad ovest tuttavia occupa parte dell'orizzonte, fino a lambire "la pietra".
Mai visto il sole così grande e vicino.
Ho sempre pensato che la vera bellezza è quella che emoziona, e nulla come la natura riesce a darti sensazioni sempre nuove e diverse pur guardando lo stesso fenomeno.
Non finisco di stupirmi mi giro e dal monte di Tindari sorge una palla grigio/brina/azzurra anch'essa eccezionalmente grande: il rosso in mezzo ai blu ed i viola; il brina/azzurro:fra i verdi di alberi secolari.
Certamente sono una "inquieta" alla mia tenera età cerco ancora una via, ed ho mille desideri, curiosa di ciò che ho lasciato al bivio di ogni scelta. Consapevole del poco tempo che mi rimane e che ci vorrebbero dieci vite per recuperare quello che mi è stato rubato o che ho regalato, i miei pensieri vanno a mille, desideri, ricordi di letture e di emozioni,  come se la pace della spiaggia deserta, i profumi, i colori, il tramonto di una energia e il sorgere di un'altra, avessero aperto il coperchio di una scatola e come quelle cinesi... tante tante altre....
Marlò Morgan... e i suoi aborigeni, le notti in barca, quando l'orizzonte è un cerchio intorno a te e l'immenso  sopra di te conduce verso i grandi perché.
Cerco di ricordare i comandamenti del fare tanto lontani dagli insegnamenti avuti, cresciuta con quelli del "non" fare e del conseguente castigo.
Così, forse influenzata dalla luna, che muove gli oceani, e che non riesco a capire perchè non dovrebbe muovere piccole cose,  come noi, mi sono messa a pregare.
Ma io non credo di saper pregare, neanche la preghiera antica del chiedere, e sorridendo al pensiero di che chiedeva ed otteneva e dei loro ex voto, mi sono messa a desiderare.
Desiderare come una preghiera di uomini primitivi al dio Sole, di esso non sapevano nulla, ma dava loro insieme al mistero la certezza di un sorgere e di un tramonto... 
O come la preghiera alla Luna che scandiva il tempo, e al suo compimento maturavano i frutti, si aprivano le gemme, nasceva la vita.
E rivolta verso questa natura di immensa bellezza, cosciente che le grandi tragedie della mia vita sono state l'inizio di una meravigliosa rinascita, felice ,appagata e serena mi sono rivolta a questa grande energia rossa, e alla serena accettazione della malinconica luna, per chiedere se questa logica superiore, questa "provvidenza" non mi abbandonerà e finirò i giorni della mia ricca indigenza condividendo un desco, la convivenza nella civile libertà, e con una o più persone l'unione di intenti, legati dall'amore verso la più antica delle nobiltà... quella della madre terra,  l'amore per le cose e la loro anima.
Qualcuno mi ha detto che il mio sogno è una utopia, poiché si cade nelle solite dinamiche di gruppo....
ho spiegato che non "sogna" la mente, ma la ragione, la quale sa perfettamente che molte delle cose che fino a poco tempo fa erano utopia oggi sono normalità.
Figuriamoci quando la realizzazione di esse dipende solo dalla nostra mente, e dalla nostra esclusiva possibilità di realizzare un sogno.
Per questo sogno, che è di condivisione e libertà sto lasciando una strada conosciuta e di "sicurezza" ma sono ferma al bivio... arriverà la provvidenza a darmi un passaggio. 

A cibarsi di mare e letture

A cibarsi di mare e letture non si può sempre, anche se si è liberi e si vola più degli uccelli, ci sono cose che devi fare... e così appena alzata ho indossato un pantalone, una leggerissima camicia, ricordo della Provenza 2010, e esco per commissioni
Constatando di non averla stirata sorridevo al ricordo di un episodio in cui mia madre, (sempre più presente dentro di me), blaterò diversi giorni per una tovaglia stirata male e messa a tavola dall'ospite che la aveva invitata.
Foto Strega dalla spiaggia verso casa Matteo

Foto Gingi dalla spiaggia 
Sono in un piccola frazione sul mare, una chiesa, un ufficio postale, un bar e se alzo gli occhi vedo Tindari.
Foto Strega la spiaggia da Matteo 

La parte vecchia fatta tutta di case di ex pescatori che, da un lato, hanno la meraviglia della spiaggia e dall'altro, una stradina stretta e lunga; molte sono abitate solo ad agosto... poi, più lontano, dei piccoli complessi residenziali, dove noi siciliani, con tanto orgoglio, doniamo quanto ci è rimasto a quelli che vengono dal "continente".
Camminavo, il sole cocente, l'asfalto caldo, nessun rumore, nessuna macchina, non arrivavano voci neanche dalla spiaggia, e invece di aver fastidio dell'afa, del fatto di non aver più un mezzo di trasporto, dei telefonini che qui mancano di campo, mi sono ritrovata ad esser contenta di riprovare antiche sensazioni.
Ricordi mai sopiti, di un mondo diverso e per alcuni versi più bello e vero.
Avevo pochi anni, pochissimi, ma vedo nettamente la macchina che si ferma nella parte alta dopo aver attraversato Scicli, lì finiva la strada e cominciavano le "trazzere" delimitate da muri a secco o, scendendo verso il mare, da alte canne, che ci costringevano a scostarle.
Mio nonno, impartiva ordini, faceva trasbordare tutto su carretti, la macchina che non poteva andare sulla sabbia, rientrava e noi andavamo alla casa a mare.
Mare? si, sulla collina di Cava D'aliga, aria di mare ma in piena campagna, con tanti mandorli, ma anche il pesco, il fico, il susino la pergola con enormi grappoli di uva nera e nella grande terrazza il pozzo, il pozzo di pietra.  Raccoglieva l'acqua piovana, filtrata attraverso canalette che ricordo e che, solo adesso, so a cosa servivano e come funzionavano.
Che paura il giorno che guardando dentro vidi qualcosa che si muoveva, scappai dal nonno, preoccupata che c'erano degli "animali", che non avremmo più potuto bere, e quell'omone sereno, consapevole di se, contento del suo durare, mi disse: " Ginuzza, sono le rane, servono per pulire l'acqua dagli insetti, allontanano gli animaletti sporchi, e guarda quanto è limpida.."
Immerse un secchio, lo fece risalire e mise l'acqua in una bacinella di smalto bianco, era acqua azzurra, limpida, trasparente, adesso non ha più colore o sono io che non lo vedo più?
La strada di Cava D'Aliga era lunga un po più di quella fatta stamani, ma a terra vi era sabbia e ai bordi c'erano le canne, che se ti avvicinavi, potevano tagliarti.
Al mare andavo con una donna, lei portava l'ombrellone e stava attenta a me, lungo la strada vi era un piccolo emporio dove si vendeva pane, petrolio, ahhh e le sigarette, io restavo incantata da tutti quei vecchi scaffali pieni di corde, martelli, ma anche zucchero ed olio, e cartoline... ma non del luogo, di Scicli,Pozzallo, Marina di Ragusa... e li compravo le palline, colorate, le gomme americane, sempre sotto la raccomandazione della nonna di non ingoiare quelle "diavolerie".
Finita la strada c'era una piazza con qualche casa e poi finalmente niente più sabbia, che infilandosi nelle scarpe , procurava all'istante piaghe e bruciava i piedi, ma la roccia a grossi gradoni che scendeva fino alla spiaggia.
Questa era bianchissima, di sabbia fine e profonda, la mamma mi aveva detto: vedi ? è sempre pulita, se lasci una pietra durante la notte la sabbia la ingoia, come nel deserto!
La spiaggia finiva con un piccolo promontorio di roccia, sul quale dominava il faro e la casa del guardiano.
Non vi era strada, quando c'era la bassa marea qualcuno si avventurava poichè dall'altro lato del faro vi è Donnalucata, adesso conosciuta anche perchè ha la casa una delle sorelle Fendi.
Dopo il bagno e i giochi in spiaggia risalivo a fatica il costone brullo di roccia,  ora è tagliato da una strada e da ville, case, e pali di luce... tutte cose e case orribili, che non hanno rovinato se non in parte il luogo, per la troppa bellezza della natura.
Ero sempre con le croste al naso, perennemente bruciato.
Quando arrivavano tutti i cugini e i miei fratelli, vi era la corsa al pozzo, era vietato entrare in casa con la sabbia, e con i costumi, (allora non esisteva la lycra) per tanto bisognava cambiarsi, sciacquarli ed andare a stenderli dietro la casa, dopo di che la nonna ci faceva entrare.
Parlo di quella nonna fantastica che impartiva mille regole di diligenza e disciplina,  ma che quando avevo un piccolo desiderio o un capriccio diceva alla mia mamma:
"Lasciala contenta, ne ha tempo per soffrire nella vita".
Quante cose sono affiorate oggi... smetto qui, allego una foto del posto in cui sono, e per quelle di Cava D'aliga, non avendone trovate di vecchie vi rimando a quelle dei luoghi del commissario Montalbano.

Oggi non sono né qui né li, ma ho tanta voglia di mare

Sicilia

Una lettura di poco fa , mi ha ricordato questo post, che ripubblico con piacere,

Foto Strega 24.06.2015

La stessa qualità e quantità di contrasti e opposti che sono gran parte del fascino dell’isola e anche la sua “insopportabilità”; lo stesso misterioso incantamento che fin da bambina mi riempiva gli occhi di stupore quando vedevo apparire il distretto militare dalla villa che era sul crinale e dava nella campagna severa dell’interno o il panorama immenso e aperto sul mare d'Africa. Anche adesso mentre ne scrivo capisco di non poter essere obiettivo: il mito, l’apparizione e non l’essenza sono contesti che non possono produrre altro che ambiguità.

La Sicilia è un continente sia in senso stretto che in quello lato, potrei dire che possiede in massimo grado una bellezza paradossale, eccessiva e discontinua: quella propria di ogni frontiera, scomoda e sfuggente al dettato razionale dell’Europa che volendosene liberare cade ogni volta in un turbine di sensi ipnotico appena si lascia da essa sedurre.

Della Sicilia non ci si libera facilmente, anche se si tratta di un fascino pericoloso e incoerente: vorrei chiedervi però se avete mai amato facilmente l’assoluto, se vi siete mai confrontati con la serietà millenaria di uno sguardo di pietra o di una curva marina che si perde all’orizzonte. 

cammini

Stranamente mi sono svegliata presto, sarà stato il richiamo naturale di una luce magica, o delle piante, perchè preferiscono bere al mattino?
Ho chiuso l'interruttore del motore dell'acqua e le ho accontentate, lentamente  accarezzandole , e cullandomi in questo agire pigro.Ti ringraziano con il profumo e la menta ed il basilico e il prezzemolo e la cetronella mentre l'acqua, morbida, scivola.
Il mio cervello non riesce ad entrare in vipassana e rivivevo le emozioni di un passato recentissimo.
Hachiko:  il cuore stretto nel dolore della perdita dei sentimenti di fedeltà e riconoscenza nella realtà quotidiana.
Frida : la rabbia e l'impotenza verso i mali della società, dove se pur nella grande sensibilità artistica, non vi è etica e giustizia,.
Il cammino di Santiago, un documentario su sky,  quanta tristezza vedere luoghi impermeati di storia e spiritualità presentati come  un " viaggiare verso la morte" dove a mille aneddoti, leggende, miracoli, a luoghi e panorami che ti entrano nelle vene,  si preferiva far risaltare solo storie di furti e briganti. Tutto questo unito agli errori "scolastici" dei tecnici a cui assistiamo incapaci di reagire assuefatti alla mediocrità ed al peggio.
Abbiamo distrutto i ragazzi, quelli degli ideali, quelli del pretendere e del sostituirsi anche senza esperienza, quelli che come me occupavano e insieme a "discorsi ed programmi" non avevano perso il "mangiadischi" e l'entusiasmo di vita.
Noi viviamo nel mito della velocità: se tu sei rapido, sei OK. Lavorare velocemente, viaggiare velocemente, acquistare velocemente. Più il tuo computer è veloce, più sei alla moda. Veloce e miniaturizzato. Gli umani come le formiche, miniaturizzati. Non voglio oppormi ai vantaggi delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo, pero’ dimentichiamo qualcosa di basico.
I computer di oggi sono molto più potenti di quelli che parteciparono all’impresa del primo uomo sulla luna, ma la stupidità umana non è certo diminuita nella stessa proporzione.
Si legge molto poco, si scrive male, molte poche idee e troppe opinioni. Niente sfumature nei discorsi, niente ascolto, troppi dogmi e verità non dimostrate, « visto alla televisione » diventa l’accettazione supina di ogni bufala.
Che cosa ci facciamo allora con i nostri computer super veloci se la nostra capacità creativa si è ridotta? Tu prendi un aereo ed in un’ora sei in un altro continente, con un altro clima, altra gente ed altri usi e costumi. Ma il tuo spirito è più lento del tuo cervello, come assimila questi cambiamenti? Il nomade d’altre epoche, il camminante dei tempi andati viaggiava a piedi od in carretto, in barca a vela o cavalcando. Attraversava le contrade con la lentezza dei pianeti, aveva il tempo per mangiare, dormire, discutere in ogni villaggio, in ogni feudo. Questo aereo o questo treno super veloce ci portano ad una grande   ignoranza..

25 giu 2017

L'utilità dell'inutile

Sono arrivata  qui con l'intenzione di scrivere un post su L'UTILITA' dell'INUTILE, argomento del quale si sono occupati tutti dai presocratici ai giorni nostri, ma sono una farfalla e la musica che mi ha accolto, Una lunga storia d'amore di Paoli, mi ha allontanato dall'intento iniziale.
La musica mi emoziona, ed ho pensato che nella mia lunga vita non vi è stato un solo momento in cui io non sia stata innamorata, ora le immagini sono sfumate, e hanno perso importanza i soggetti, ma le sensazioni rimangono e le gusto nella solitudine, che dona libertà e bellezza.

Ho solo bisogno di silenzio, tanto ho parlato troppo è arrivato il tempo di tacere, di raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari, ce ne sono tanti dentro ognuno di noi. Gli amici veri, pochi, uno? sanno ascoltare anche il silenzio, sanno aspettare, capire. Chi di parole da me ne ha avute tante e non ne vuole più, ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini

Saltando a pié pari diversi anni nella solitudine di una città pietrosa, patrimonio dell'Unesco, vuota e silenziosa, guardo le cose che mi sono vicine, sento che anch'esse hanno un anima ed una storia, le persiane aperte mi permettono di guardare un pezzo di cielo, azzurro come il mare, come i tuoi occhi.. come gli occhi dei miei rami...
TOUR OPERATOR
A chi mi domanda quando rispondo nella tarda primavera o all'inizio dell'autunno: l'inverno pur mite da queste parti potrebbe riservare agli italiani del nord "freddi domestici" impensabili. Le abitazioni in Sicilia sono poco riscaldate da sempre e comunque il benessere dei termosifoni nordici qui è quasi sconosciuto.
A chi mi domanda dove ....non so cosa rispondere,nel senso che questo è un vero e proprio continente pieno di sfaccettature molto diverse fra loro; nessun viaggio di una settimana o due può completare l'idea vera della Sicilia. Si deve scegliere per forza e ipotizzare semmai altri viaggi in altre zone dell'isola in momenti successivi.
Posso in un momento di follia riassuntiva indicare un certo numero di luoghi anche molto distanti fra loro ma che io ritengo IRRINUNCIABILI:
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie5w8MtjeD4eaLEH17BJewojU5tyvW4IyJ1FiR_RSEpXswzskhdLhzN-cLFUWy_Hee3Jxfahahosonu0PnYZtm5TdY8ePvTnXGcTIaxnXGJKLM54fe3-wobVl8q_GO1z-CuSw2eELKBZk/s640/A-AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA-STRETTODIMESSINA-.jpg

- Lo stretto di Messina visto dall'alto della cresta dei Peloritani e la spiaggia di Mortelle sulla costa tirrenica a pochi chilometri dall'imboccatura dello stretto. La lunga ferita azzurra che ci rende isola si snoda davanti agli occhi: poco meno di tre chilometri bastano a fare di un luogo un continente a parte. La Sicilia scivola di fianco lungo i fianchi tondi e burrosi di una Calabria che è Sud pieno e dimenticato: una sala d’attesa infinita come il tempo necessario talvolta ad attraversare lo stretto. Mi sono sempre domandato se cè soluzione di continuità fra le due sorelle: c’è e lo senti nell’aria. Quella d’Aspromonte è antica e lontana, l’altra diluisce i pensieri nell’eventualità di un incontro finale. Messina è sparsa e bassa, porta i segni architettonici del grande scuotimento del 1908, le strade tranne quella che costeggia il mare, sono arrotalate nel poco spazio che i Peloritani concedono alla città. Il mare è ovunque, grida ovunque ti dice di lui e del suo mezzo per essere arrivato lì; non puoi fare a meno di pensare al fato che adesso sei custodito dal suo abbraccio perché sei sbarcato su un isola. Quando Sali in alto sopra la città, magari verso sera mentre tutte le luci delle due coste si accendono, comprendi in un attimo dove si è annidata la storia e la seduzione di questa terra: davanti oltre l’abisso blu delle acque sta la rocca di Scilla come un custode severo della bellezza crudele dei luoghi. Se giri lo sguardo di lato la mole immensa dell’Etna riempie tutto lo spazio, sovrana del cielo e dell’immaginazione. La Sicilia è terra radicale e la febbre inizia quasi subito…il tempo di dirigersi verso Taormina.
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgG5EcWEDhLz4fb_YWcPzWeDu54E3ejIJ29-Xh37xISdUL14qjj2vpB5fYyAvWB_vYK-SJ-U7V86gqKq3v-Ed2NRqUz-3oqcpTZfdWTPGIGRudTsTg060dHuooePKNdG9un1V46W4ycOFY/s640/taormina1.jpg
Uscendo da Messina la costa sembra un lungo rettilineo che si allontana a ventaglio dalla costa calabra: la meta turistica più famosa della Sicilia appare quasi subito in lontananza distesa mollememte su una serie di dossi collinari.
Taormina nei periodi estivi andrebbe senz'altro evitata! La cittadina fa parte di quel tipo di mete particolari che devono il loro fascino all'atmosfera con cui sono nate alla notorietà: la fine dell'ottocento e il primo novecento denso di stimoli culturali mitteleuropei.
Taormina è stata creata dal turismo di elite tedesco e inglese di quel periodo, da visitatori consci e stupiti dell'immenso patrimonio paesaggistico che si presentava ai loro occhi e che vi si persero dentro.
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiOcmKJc77JC6qKPrLOdaE6YZiRY8ahbDOPRHtcvb-CR4H_aRRHWShTUIktodS5eI82-jnUKvbzNQ2h8ZGDyu2MA5wLqV4nmUg0K7WsBtKm4Y5gs8k0h3D-m76BZv_tuyo288siEqXw-Ys/s320/taormina_hotel.jpg Molti di essi vennero a consumare i loro ultimi anni su questo poggio che guarda lo Ionio da un lato e il grande vulcano dall'altro. Quel luogo adesso è così solo in inverno o all'inizio della primavera quando le mandrie di turisti usa e getta non attraversano le strette vie della città col gelato in mano e la fotocamera a scatto cronico continuato. In tali condizioni i silenzi ancient time e i profumi sottili ( in alcuni casi perversi e trasgressivi) svaniscono e Taormina diventa un luogo come una altro magari con un panorama più interessante di un altro.
I bar e i locali famosi che fino agli inizi degli anni 60 fecero la storia e l'educazione sentimentale di gran parte dei catanesi e delle signore capitate per caso in corso Umberto non hanno alcun senso senza l'abbraccio malizioso dello spazio attorno a te che solo può regalarti uno sguardo, un accavallarsi di gambe o un seno intravisto nell'atto di sorbire un gelato.  Solo in certe mattine rigide e luminose di inverno lasciando scorrere gli occhi e la mente dal mare azzurrissimo al candore della cima innevata dell'Etna, puoi rientrare in quella dimensione di stupore e magia che questo luogo ha conservato. Solo così puoi pensare: resto per capire e morire.

Mi rendo conto che la presenza incombente dello Ionio diventa magnetica appena si scendono i tornanti che lasciano Taormina alle spalle; io però vorrei consigliarvi di non lanciarvi subito all’assalto del litorale che scende verso Catania ma di usare un tinerario diverso che, percorrendo la valle del fiume Alcantara, attraversata la cittadina di Francavilla di Sicilia, dopo il bivio per Moio Alcantara, si arrampica ai 1195 metri di Portella Mandrazzi. Prima di arrivare al valico lungo la strada si incontrano le gole dell’Alcantara:una specie di scherzo della natura che l’acqua del fiume ha prodotto scavando nel tempo il suo percorso attraverso il basalto lavico del territorio.
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjbCiFd6jdEnlA90bNfjtOsgqbtP-2t1UaTJL_3aj27vbm2_WkxLj0FnJHb6t6-YHalSr3mf_nmm08cGdGrRvks2YKPXYtqxXJzNZQABptYUYT3KLk6_NXByQWcRsz333gqhUQjv3M_DxA/s640/gole-alcantara2.jpg

E’ uno spettacolo unico il cui fascino è impossibile da descrivere, io qui posso mettere solo alcune foto ma la sensazione è quella di camminare dentro un palcoscenico preistorico.
Dalle gole in poi la strada comincia a salire prima e scendere poi fra i boschi sino a Novara di Sicilia dominata dalla rocca granitica dei Salvatesta.
Il panorama sia verso la mole dell’Etna che verso la costa tirrenica con le Eolie sullo sfondo è mozzafiato.
Il paese è ormai quasi disabitato ma è lindo con un aria profumata e molto verde attorno. Vi si mangia bene e in grandi dosi con spese che non superano i 30 euro a persona ( ammesso che riusciate a calarvi TUTTO quello che vi portano in tavola) I monti che si vedono oltre il vallone della fiumara del torrente S. Andrea sono i primi contrafforti dei Nebrodi e il mare davanti a circa 20 Km in line a d’aria è il Tirreno punteggiato dalle cime delle Eolie che si vedono praticamente tutte da Alicudi a Stromboli.
D’estate in agosto durante la festa del patrono si gareggia per le strette strade del paese facendo ruzzolare le forme tonde e dure del formaggio tipico del posto, il maiorchino: una cosa da ragazzi mai cresciuti…ogni tanticchia qualche forma si perde o si rumpi o si la futti qualcuno. Ritornando poi nel tardo pomeriggio verso Francavilla la visione dell’Etna fin dal basso è spettacolare: quel vulcano va assaporato prima di scalarlo, bisogna conoscerne e sentirne l’enorme potenza con cui domina più di mezza Sicilia come una sentinella divina a controllare il nostro umano formicolare quaggiù.
Con temperature medie oscillanti ta i 29 e i 35 gradi evitare di parlare del mare in Sicilia sembra un affronto: vorrei nonostante tutto provarci e ancora una volta vi invito a lascirvi alle spalle lo scintillio azzurro dell Ionio e affrontare un altro itinerario, una strada che sale in alto verso un’isola segreta e poco oleografica.
Costeggiata L’Etna sul fianco sud dopo il valico di passo Zingaro (circa 700mt)si arriva a Bronte, il paese del pistacchio migliore d’Europa e il luogo della prima ferita risorgimentale, i famosi Fatti di Bronte
con Nino Bixio deciso a chiarire cosa e come la nuova Italia aveva deciso di investire sul meridione. Vi invito a informarvi e poi a venire da queste parti per guardare in faccia realtà meno comode…
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyViVTUwxaONb1vaPmUmkd07Y4HtNJ42sgXHtQ8QlZ3KRAZWn3RDOkl0wHGwFG6_O0gB6O3udAgqFwtQfu1_48Ux2xu654nH7YtPbkIW8waUsdkqBQI0Vo9gU7M8WBhtVgycMEDBqFuVI/s320/maulazzo.jpg
Da Bronte si scende lungo la valle sottostante, quella percorsa dal Simeto che cerca il mare lontano nella piana. Siete a circa 750 metri di altezza ma la strada salirà ancora e a lungo: i Nebrodi scorrono sulla vostra destra e per visitarli dovete raggiungere Cesarò (1150mt); la statale 189 da lì in poi si snoda fra boschi e panorami incantevoli fino al valico di Portella Femmina morta (1589mt) e continua poi verso la costa del Tirreno e S. Fratello.
La zona circostante la portella per decine di chilometri quadrati è il territorio ideale per trekking in quota e sci alpinismo ( avete letto bene), osservazione di fauna (sono tornati i grifoni) e flora.
E’ la Sicilia della montagna



https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1EYgxvMhDxI2r2p3gE3PNTkz8rJqQBaVqzfXoVo8BCvFXDTGFIu3l-wh9pJwBK1WMSi9n-6_oSGzWOxmOtTHQoTyxBzdwkNT6ZgwTgQvnr8v1I6TSRKFlKOMj2Yx9LvTxw9coCuXlB5Q/s640/biviere2.jpg
delle grandi faggete e dei silenzi rotti solo dal grido della poiana o dell’aquila che nidifica sulle rocche del Crasto sopra il paese di Alcara li Fusi; è la Sicilia della fatica, dei grandi freddi. Dei porcini e della sasizza, della ricotta e di un tempo diverso che occhieggia il mare lontano come un amante offesa…basta ridiscendere in 40 minuti verso S. Agata di Militello e il Tirreno vi farà dimenticare in fretta il piccolo occhio cinestrino del Biviere di Cesarò a 1350 mt slm perduto in mezzo ai boschi di Scavioli e Mangalaviti.


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvQUstc5H3bA63jywQdnOAhTIEMc_AJN7bD2otpgthWZ0Oul0RFWLQ4stWdh_gGvmbmguGpJbxJKM0EyP6wYoD68XeWD6ZPZmt7yq5qzhd9uK1fPX2rrsz1IlvkBBi4cLVeaDgjeUoEbI/s640/nebrodi+vrde.jpg
Ma il biviere esiste e vi attende dopo cica 2 ore di trekking medio partendo da Femmina morta, se ne avete la curiosità e le gambe, potete ammirare l’unico lago montano naturale della Sicilia. Se poi per caso siete dotati di muscoli carta e bussola altre tre ore e sarete a Floresta , 1250 mt, il comune più alto dell’isola. Il problema semmai è tornare alla Portella ( a meno che un amico con la macchina non venga a prendervi alla fine della traversata.
Il fuoristrada? Si può fare ma ci vuole il mezzo giusto e il pilota giusto, dentro il bosco di Mangalaviti un guasto o qualsiasi minchiata che non vi permetta di proseguire significa lasciare il fuoristrada come un totem in mezzo alla natura e tornare dopo (forse) con un trattore e un meccanico. Comunque scordatevi il tardo autunno o l’inverno, in quel caso serve la slitta da neve con i cani-
 Nel paesaggio siciliano c'è una presenza ineludibile, uno di quei luoghi che hanno quasi una pregnanza fisica "individuale", un luogo che ti obbliga a confrontarti con esso quasi fosse un interlocutore umano: l'Etna. 
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgvfCssrvRcj4xXiCtrSwv8TSdYo1Yj16REdnF33ayJ-eNrHB0OGroVHzjpkuqj9YYDgYPwkI6QyK07fH0s5qv8y0oswJ0E48bz2i7r6Izfh-wfwzCchMhugOXafaVRdh_E_X1l8RSN4sE/s640/Etna.jpg

Bisogno

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini

E molto difficile che io inserisca scritti altrui, a meno che non siano inseriti in un contesto di mio pensiero.
Oggi , senza mie sillabe, inserisco questa poesia e la dedico ad un blogger che mi accompagna dal 2011, e che in questo momento ha bisogno di poesia, di sogno e di cari pensieri.

24 giu 2017

Il gioco del Passatempo

 Poco fa passando dal corridoio verso il pranzo, ho pensato al post scritto sul quadro che ho guardato. e anche la piccola bacheca dove ho ancora dei mini tarocchi... e allora subito qui a cercare....

 Erano anni lontani, ma che sono il bagaglio di adesso; a Milano, dove andavo spesso e anche per lunghi periodi, scendevo in un albergo da dove il taxi per portarmi in ogni direzione doveva percorrere via G. Fara.
Per diverse stagioni, anzi per anni, passavo velocemente, davanti ad una piccola vetrina, mi attirava poiché non riuscivo a capire che genere di negozio fosse, si intravedevano degli oggetti strani, delle palle di cristallo, scatoline, tutto velato dal tempo...  e sempre in fretta, .. io, che ho fatto la buyer di me stessa per trent'anni, non riuscivo mai a fermarmi e curiosare.
Un giorno di proposito mi incamminai a piedi entrai in un piccolo mondo magico dove un signore, uscito da un acquerello d'antan, con camicia scura e foulard, capelli bianchi raccolti a coda, mi venne incontro disponibile ad ogni mia curiosità
Seppi poi, che si trattava di

 Il Maestro Osvaldo Menegazzi è uno tra i più grandi illustratori al mondo di carte dei Tarocchi. Tra coloro che hanno contribuito al rinnovamento dell’antica iconografia, con giochi fantastici, curiosi e magici, Menegazzi è certamente una figura di spicco, pittore, editore e collezionista che dal 1975 ha ripreso la tradizione delle carte e dei tarocchi con entusiasmo e originalità. Sono numerosi mazzi di carte e di tarocchi che il Maestro Menegazzi ha concepito e realizzato in edizioni limitate e numerate (alcuni da anni esauriti, altri difficilmente reperibili) di cui molti hanno già lasciato il segno nella storia. Menegazzi continua a ideare e creare le sue Opere nella Bottega d’Arte e Magia “il Meneghello”, storico e rinomato spazio meta di collezionisti e amanti del genere provenienti da tutto il mondo, a Milano
Mi disse che era un pittore che aveva la passione per le carte da gioco,  le carte antiche e che quel negozio era nato per collezionarle  doveva essere un "antiquariato di tarocchi"... ma si rese conto che il fatto possedere qualche vecchio mazzo era una fortuna che difficilmente poteva ripetersi, infatti  disse "tutti buttano i mazzi vecchi, e, se li conservano, sono inutilizzabili e incompleti".
Così aveva deciso di mettere su una casa editrice in cui, in copie limitate e numerate,  avrebbe  riprodotto questi capolavori. 
Non so quanto tempo ho trascorso con lui,  ancora non sapevo chi fosse, mi aprì un mondo sconosciuto, il mistero dei tarocchi e degli arcani, i tarocchi del Mantegna, quelli dei Medici... 
Gli confesai che mi sentivo profondamente ignorante, che non avrei comprato nulla... volevo prima conoscere e sapere e poi scegliere consapevolmente ... 
Uscii dal negozio, con una nuova passione con tanta curiosità e con un foglio in cui questo "mago maestro" aveva appuntato una sfilza di titoli da acquistare, dandomi un futuro appuntamento con data "quando si sente pronta"!!
Mi fiondai in Via Verdi, traversa di Piazza della Scala, luogo in cui vi è una storica libreria d'arte, (c'è ancora? Milano è così cambiata!) e con meraviglia del signore che era solito mettere da parte pubblicazioni di moda, tessuti, disegni e arti manuali, comprai libri su incisioni, architettura dell'inganno (trompe d'oeil ), pubblicazioni su tarocchi... e altro... tanto altro.
Cominciai a curiosare e feci anche un altro danno,  pur essendo una abbonata e compratrice di FMR, non avevo prestato attenzione all'opera I tarocchi di Italo Calvino, libro esaurito che riuscii ad avere da un bibliofilo di Torino ( tramite amici di Parma, vicini a Ricci) per una cifra allora spudorata, (commento dell'anima nera che mi avrebbe dovuto accompagnare nel cammino della vita , "non era meglio spenderli come caparra per un mini appartamento?" risposta della strega "il mini appartamento non lo porto con me, forse il pensiero e l'anima si!! Chissà?).
Così dopo pochi mesi tornai dal maestro, comprai tanti "oggetti del desiderio" che, nonostante abbia perso tutto, e molti ne ho regalati e venduti, alcuni fanno ancora bella mostra in libreria ....invece del Gioco del passatempo del Mitelli, fantastico illustratore bolognese del '600, non ho più le carte ma un grande quadro, fatto da uno dei poster acquistati.
Tutto questo, ab originis, è venuto fuori da un commento di una blogger, su Bologna, e per un blogger che pensa non ci siano streghe "oneste", non  giudico, ma prendo atto che crede nell'esistenza delle streghe! °-_-*
La mia vipassana per adesso la faccio in spiaggia sdraiata al sole e i miei pensieri per questi in-put sono volati a Bologna e al gioco del Passatempo.
Il Mitelli, figlio d'arte, il padre era affrescatore di fama, disegnò le carte del gioco, intorno al 1650, ( non posso essere precisa, lontana da casa mi mancano gli attrezzi della memoria) , le sue incisioni ironiche e fantasiose, precorrono di secoli i moderni vignettisti, ma oltre al gioco, scoprii, che lungo tutti i portici, e dentro ai tanti portoni chiusi Bologna ha anche il primato dei trompe d'oeil in Italia, e forse in Europa.
Ogni portone porta in grandi androni, chiusi o aperti con scale esterne e non, ma tutti proprio tutti sono affrescati, molti sono visibili in parte, altri ben mantenuti, altri restaurati con rispetto del tempo.
Dopo quella conoscenza, passeggiare a Bologna sotto i portici, mi ha regalato nuove emozioni, guardavo dentro i portoni aperti e scoprivo paesaggi rinascimentali, finte scale con donzelle guardanti verso la strada, magnifici, prigioni che sorreggevano pergolati...
Bologna la dotta, nota per i suoi portici, e a me  per le serate trascorse nel palazzo dei Notai, per la mansarda in  Strada Maggiore, che amici mi davano in uso nei periodi di riunioni per lavoro, per eleganza delle signore, per il centro storico di impianto medievale fra i più grandi d'Europa, per la bella fioraia che tutte le sere in abito in costume e con il suo cestino ricreava l'atmosfera dei fine teatro e fine cena dei secoli scorsi... è ancora nel sogno di un mio ritorno, per quell'architettura dell'inganno, così come si chiamava allora,  che desidererei continuare a scoprire.
E, ieri, mentre il mio pensiero mi curava, ricordavo il dialogo con il maestro, che spiegandomi gli arcani maggiori del gioco bolognese del Mitelli, mi disse quelli positivi erano contrassegnati da una stellina, i negativi da un pallino nero.
Io, ingenua ed inesperiente, non mi spiegavo come la fortuna avesse il pallino nero, e Mitelli la raffigurasse come negativa, allora quell'artista, geniale e semplice mi disse con un bonario sorriso di meraviglia:" La fortuna non bacia mai il gentiluomo, la fortuna è negativa perchè si accompagna spesso alla spregiudicatezza, alla scorrettezza, all'inganno, e nulla ha a che vedere con l'onestà di un gentiluomo".
Qui una parte di un antico foglio del gioco, con alcuni arcani.
e sempre qui tanti bei pensieri e ricordi, che appartengono al miracolo del mio durare che auguro a tutti pieno di "memoria". 
Ps. consiglierei di aggiungere a quei blog che dopo la loro lettura ci trasmettono rabbia politica e sociale, sono pieni di frustrazioni per infanzie non felici, pieni di livori misti ad invidiae e tanto altro inutile da dire, di aggiungere un pallino nero, non per non visitarli più, poichè si è istruiti nella misura in cui si è curiosi, ma per ricordare di non farsi coinvolgere e turbare.
Mentre metterei una stellina  * a tutti quei blog che ci fanno star bene, con la loro bellezza di parole ed immagini, che, lasciano un sapore di cose naturale e semplici... come il buon odore del pane appena sfornato.


BAGDAD CAFE - I'm Calling You

 impossibile andare al mare, il sabato e la domenica grazie a Montalbano, oramai sia d'estate che d'inverno è meglio chiudersi in casa.
E allora rivedo vecchi film pervasi di magia

Tutti gli accessori in malva...



Nell'uscire l'infermiere mi chiese cosa volessi portare con me,  risposi, "prendete uno o due libri dal mio comodino e le chiavi di casa".
Di entrambi avevo cominciato la lettura, e mentre uno mi riportava a ricordi di infanzia, a periodi in cui si apriva la casa in campagna o al mare,  con i preparativi e l'organizzazione che precedevano di settimane il nostro andare, l'altro, mi aveva incuriosito per delle frasi riportate da una blogger che leggo volentieri.
Uno,  aveva risvegliato profumi di vecchie ricette, e tempi felici, spensierati, di giochi fra fratelli e cugini, epoche in cui noi bimbi venivamo viziati ma sapevamo che vi erano regole alle quali non si doveva o poteva trasgredire.  Libro in cui ho ritrovato anche molte ricette della mia nonna ragusana.
Nel secondo libro il titolo faceva intravedere una libertà interiore che prescinde dall'eremitaggio, e nel post della blogger avevo commentato lungamente.
Questo secondo libro è "Un eremo non è un guscio di lumaca", di Adriana Zarri, e debbo dire che la bravura della mia amica blogger, e l'amore che ha per gli animali e la natura  mi hanno portato a leggerlo.
Poi i casi della vita, mi sono sentita con un amico che chiedeva della mia salute, e il parlargli di questa strana autrice, che invita a leggere in silenzio, (come se si potesse fare altrimenti), che in eremitaggio teneva rubriche su giornali e riviste, che pubblicava libri, ed usava le sue case, per congressi e convegni...e dibattiti politici che si allontana per parecchi giorni lasciando il suo amato gatto, affidando la sua sopravvivenza alla provvidenza, ha portato ad una immediata risposta, "Ah si , la conoscevo bene, sono andato spesso a trovarla quando stava ad Ivrea, (lui è laureato in teologia) è una teologa del dissenzo, ma non è una eremita, è una solitaria, che si interessa di politica. Leggi invece qualcosa di Ricci, se ti interessa l'argomento, anche lui è un teologo del dissenso, che non crea regole sue a convenienza, ma trasgredisce e analizza quelle esistenti spiegandone la ragione" .
Quindi insieme ad un centrino ricamato a punto intaglio,  lasciato da mia sorella i due libri... ho fatto un po di danno comperando questi tessuti francesi in puro lino, che andranno a completare, presine, grembiuli e strofinacci per la cucina della mia cara piccola, ed è tempo di fare anche un grembiulino per la piccolissima..nel caso volesse aiutare la sua mamma!