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3 set 2017

Roberto Vecchioni - Non lasciarmi andare via

l dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.



28 giu 2017

Fascinoso luogo comune del "morir Giovane"

Non so se alcuno ha la curiosità di leggermi.... io , "mi sono mancata moltissimo".e mi sono mancate tantissimo alcune presenze che sento vicine attraverso questo monitor. Debbo svuotare il sacco di tutte le cose che avrei voluto scrivere ed esternare quello che, gli avvenimenti accaduti, subiti e provocati, mi hanno fatto pensare.
Ricordando James Hillman e il suo "LA FORZA DEL CARATTERE" non sempre è giusto cedere al fascinoso luogo comune secondo il quale chi muore giovane è "caro agli Dei", perchè, così come "il carattere guida l'invecchiamento, l'invecchiamento guida il carattere".
La senilità non è un caso, nè una dannazione, nè l'abominio di una medicina moderna devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinchè si verifichino l'intensificazione e la messa a punto del nostro carattere, del nostro sentire....ovvero della forma del nostro durare.
Ma anche se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare è una forma d'arte che ogni essere umano deve affrontare, perchè la vecchiaia si configura come una "struttura estetica" che permette di svolgere il ruolo primario di avo, cui ogni anziano è chiamato.
Questi, oltre ad essere concetti etici, sono ruoli naturali, (si diceva: beata quella casa che ha un vecchio in casa) che si stanno perdendo e come paradosso in una società, dove il giovane non ancora caratterialmente formato, vive l'assurdità di essere "esteticamente essenziale", subisce la contraddizione della sua inutilità.... e al tempo stesso non riesce più a rispettare, quella forma d'arte (maturità, invecchiamento) che anche egli dovrà affrontare come condizione necessaria per mettere a punto il suo carattere.

21 giu 2017

IO ed IL PESCATORE

Foto Strega dal suo fazzoletto a mare.

Ognuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti Queste armoniose parole non sono mie, le ho prese in prestito, perché quando si è coinvolti in una scelta, e bisogna parlare del personale, spesso non si è né felici né obbiettivi e le altrui parole hanno maggiore efficacia.
La pazienza è la virtù specifica del pescatore ,l’impazienza quella degli altri. Si getta la lenza da uno scoglio, in un punto dove solo il pescatore conosce bene il fondo. E si aspetta e l’attesa può durare anche molto tempo. Mentre passano le ore e le stagioni diventa naturale riflettere e ricordare; l’analisi può essere illuminante e definitiva in questi casi, comunque un punto di riferimento. Le decisioni sono sempre secondarie anche se prevedibili: spesso ho atteso fin oltre l’ultimo minuto accettabile, per affetto o paura del nuovo ignoto che mi attendeva. 
Questo è il superbo l'incipit di un post che mi è stato donato... come sempre i miei commenti attendono alla natura del post, e qui non si può far altro che parlare della pulizia e leggerezza della scrittura...
Ed in buona fede ho fatto sempre questo, stimare, ammirare e seguire, agire con semplicità e correttezza, mai denigrare o sostituirmi ad altre identità, ho sempre rispettato con umiltà chi ha culture diverse, diversi interessi e non mi sono mai permessa di fare del qualunquismo, considerando la blogsfera un posto negativo.
Ora ho ricevuto un messaggio che mi fa pensare a quanto siano secondarie decisioni che l'attesa ha reso perfette e giuste. Così faccio un click a questa bozza che era da mesi in attesa di un invito, o forse di un rientro e la paragono alla magica Roma, lei ti accoglie, ti ammalia, ti travolge ma allo stesso tempo ti assorbe, divora, e ti perdi nella sua bellezza, e quei vicoli se non sai leggerli, diventano pericolosi ed infidi, quando non sono altro che custodi di storia e storie, sentimenti emozioni in una veste senza tempo e che col tempo è diventata il bello.