Più si apprezza la vita e più si restituisce

07 ago 2017

Halloween ? e che cos'é ?

Foto Strega
Il mio vassoio dei morti.
 Ieri sera, mentre parlavo al telefono con mia figlia, venivamo interrotte da ragazzini a cui lei porgeva il dolcetto, vassoio già preparato all'ingresso del negozio, e questo rito si sarebbe prolungato fino alle ore 22, come da accordi fra i commercianti del centro storico.
Fastidi per la famiglia e la mia piccolina, da imputare a feste, culture e tradizioni che non ci appartengono.
Ben venga la globalizzazione intesa come conoscenza e rispetto del diverso, o anche come aiuto fra diverse società.. ma io la mia identità me la tengo ben stretta, e ho un latente fastidio nel dover subire le manifestazioni di tradizioni che non appartengono alla mia millenaria cultura e che non si identificano con la nostra storia.
I celti? gli elmetti con le corna? i fantasmi, i riti e i sacrifici pagani ? si, certo, mi incuriosiscono, ho sete di conoscenza, il waldere, la simbologia delle rune...sono avida di sapere,  il mistero mi intriga.... ma né i miei trisavoli, né io stessa da bambina e  neanche i miei figli, avevamo sentito parlare della notte di Halloween.
Era una festa celtica già 2000 anni fa, che durava dal 31 ottobre al 2 novembre e celebrava il capodanno. Le forze del male si liberavano con gli spiriti dei morti. Accendevano fuochi e offrivano sacrifici.
E già il fatto che bisogna assistere a festeggiamenti sulle forze del male, in una società bacata dalla violenza, dall'oblio delle nostre radici, e dalla ricerca ossessiva di un divertimento che più macabro è, e più piace, io, non ci sto! e dal momento che sono la "scomodina " di sempre, invito tutti ad usare allegoricamente le zucche per farle ragionare...o materialmente per farne gustosissimi tortelli.
Papa Gregorio III, nel IX secolo d.C., provò a controbilanciare questa saga e proclamò il 1° novembre festa di Tutti i Santi, ovvero All Hallow' s Day. La vigilia divenne All Hallow' s Eve, da cui deriva anche la parola attuale.
Quindi noi , noi non irlandesi o scozzesi, noi di lingua romanza e non germanica, noi abituati ad avere i nostri Dei al sole sull'Olimpo e non negli abbissi di un lago grigio e melmoso, sottostante ad un cielo plumbeo e nebbioso, abbiamo deciso in contrapposizione di festeggiare tutti i santi lo stesso giorno e commemorare i nostri cari il giorno dopo.
E anche per chi non è religioso, nel senso cattolico apostolico romano, come me, è facile, semplice e bello nel giorno della commemorazione dei defunti scambiare il ricordo con l'amore che si materializzava nel giocattolo... e nei dolci presenti in ogni tradizione.
Sono passati tanti anni, ma allora come ora nel paese in cui abito i negozi sono aperti oggi e saranno chiusi domani... ed ieri al bar un signore
commentava che il nostro è uno dei pochi paesi della provincia che onora la vechia tradizione "dei morti".
Noi allora non conoscevamo babbo natale, ma il presepe, la befana ci portava i doni e camminando pianin pianino arrivava a Betlemme il 6 gennaio, ed aspettavamo con ansia il giorno dei morti.

Ricordo, posati sui divani del salotto, tre grandi vassoi, con la frutta marturana e le ossa dei morti... era uno spettacolo bellissimo a vedersi, sembravano giochini... ed ammirati ci impossessavamo, ciascuno di noi, del proprio vassoio portato dai nostri antenati... mi sembravano grandissimi e nel mio immaginario pensavo che fossero così grandi perchè venivano dal Paradiso..  sinceramente anche adesso, guardando questi 80cm di vassoio, mi sento piccolina e, così come allora, anche ora non mi verrebbe facile portarlo. 
Attraverso i racconti delle zie e di mia madre, conoscevamo i nostri morti che nel giorno del ricordo ci portavano i giochi... solo giochi; i babbi natali di adesso non pensano al nostro divertimento, non ci vogliono bene, ci portano quello che ci serve, magliette, tristi babucce, pigiami... 
Messi da parte i vassoi, cominciava la caccia al tesoro... perchè 
"LORO" venivano dal cielo, e non avevano più le nostre abitudini... posavano i doni dove non si potevano vedere, perchè loro stessi non si potevano vedere e potevano volare ed andare ovunque.



Si intravedono le foto di familiri..e non tutte...hahaha quanti regali!!!

E allora la voce di una zia... "vediamo cosa ha portato il nonno"... e cominciavamo a cercare sotto i letti, dietro i mobili, sugli armadi... dietro le poltrone ... e zio Umberto, e zio Benedetto, Giuseppe, e zia Angelina, ed erano proprio tanti, fra fratelli dei nonni, dei bisnonni, e ... la casa era grande, e si procedeva cercando per ciascun morto i tre regali portati a ciscuno di noi tre fratelli.
Mi ricordo di un 2 Novembre, che arrivati ad un prozio, personaggio delizioso di cui qualche volta scriverò, mio fratello non riusciva a scovare il regalo...  si girava per le stanze, e si scendeva in giardino, e si guardava fra la biancheria degli armadi e negli otto camerini che vi erano in casa... ma niente! fino a quando alzando gli occhi al cielo oramai rassegnato...vide un aereoplanino di latta  ... in bilico sul lampadario. 
Alla fine, di questa dolce tradizione che avvicina i piccoli ai loro cari con amore e gioco, e che fa capire quella corrispondenza di amorosi sensi sentita dal Foscolo,si cercava il regalo più bello ed importante, quello che ci aveva portato Papà.
Io non lo avevo conosciuto, avevo appena 6 mesi, quando lui uscito dal bagno felice di essere in ferie nel suo paese, e pieno di gioia per altro che forse un giorno racconterò, diceva "bene finalmente colazione granita di limone e briosche, a Ragusa non la sanno fare come da noi..." poi il nome di mia madre... e si accasciò.
Donna Carolina (sua madre), le zie, mia madre, sono state persone che ce lo hanno fatto amare e conoscere, io, non ho mai sentito il dolore della sua assenza ma ho goduto di mille attenzioni da parte di tutti... vista sempre con occhio affettuoso, poichè orfana.
Oggi, la mia nipotina è lontana, ma se l'avessi vicina penso mi sarebbe molto difficile trasmetterle quanto amore e corrispondenza, avevano le nostre tradizioni.
E trovo terribilmente sgradevole e macabro appropriarsi di maschere inquitenti e lontane dalla bellezza del mondo.
Il mio ricordo vola verso chi non c'è più..  ma che vive ancora nell'amore, nell'arte, nei pensieri che sono immortali.

30 commenti:

  1. Cara Gingi, ho voluto leggere attentamente il tuo lungo post, è proprio interessante conoscere tutte questi tuoi racconti, io non mi allungherò molto, penso che oggi specialmente per un cristiano questa macabra esibizione in Italia non vada bene personalmente la detesto che proprio nei giorni che stiamo onorando i nostri cari defunti avvenga queste macabre maschere in giro per le strade prima di tutto non sai che persona ci sia dietro quella maschera orrenda e poi non rispettano la morale del ricordo dei nostri cari defunti.
    Buona serata cara amica.
    Tomaso

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  2. Cara Gingi,mio padre,mi ha sempre raccontato di questa tradizione siciliana!Dei regali e dei dolcetti!Io ne rimanevo affascinata!Mi dispiace che tu non hai conosciuto tuo padre!Un bacione,Rosetta

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  3. ...non riesco a considerarmi cittadina "solo" italiana ma mi piace pensare di essere una cittadina del Pianeta Terra, e accolgo con favore qualsiasi miscellanea che conviva pacificamente e allegramente con il territorio che incontra di volta in volta. La festa cristiana di Ognissanti che appartiene tipicamente alla tradizione italiana è, come diverse altre feste cristiane, una sovrapposizione di feste già esistenti ben prima del Cristianesimo, religione che per non perdere accoliti ha molto intelligentemente pensato (ai tempi che furono) di far coincidere il cristianissimo Ognissanti con il 1° novembre ovvero con l'antichissima celebrazione del Samhain celtico.
    Ecco perchè non mi sento defraudata di qualcosa quando vedo che una festa cui non sono abituata per tradizione si sovrappone ad una che conosco fin da piccola....anzi mi piace vedere che le culture diverse si possono fondere.
    Ma sai ....non credo che avresti la minima difficoltà a trasmettere il tuo bellissimo pensiero alla tua nipotina. Un abbraccio, per il tuo papà mi spiace molto.
    Barbara

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  4. Ciao Gingi,
    ho letto come sempre il tuo post e non ti nascondo che mi sono un pò commossa, di solito però condivido cio che dici, mentre questa volta non la penso proprio totalmente come te.
    Sono consapevole che non sia una festa nostra, che non venga rappresentata con vestiti da principessa e favole a lieto fine...però a me vedere il sorriso negli occhi dei bimbi che vengono a chiedere "dolcetto o scherzetto" rende felice...
    Ci sono così tanti problemi in questo mondo e per essere bimbi c'è così poco tempo che anche se per una festa pagana vederli sorridere è sempre bello.
    Un abbraccio ed una dolce notte.
    Debora

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  5. @ Tomaso, io non entro in merito, e come ho scritto che accetto e "studio" culture diverse che concepisco, dico solo che non ci appartengono, non entro in merito neanche a fatti religiosi, sono stata educata sapendo che in un salotto non si deve parlare di politica e di religione, se si vuole mantenere l'armonia della convivialità, sono solo amareggiata, che a differenza di altri popoli, noi Italiani perdiamo le nostre tradizioni barattandole con altre, che poi sono pure macabre e di cattivo gusto.
    Oggi, cittadini del mondo, dobbiamo aprire le porte al diverso... senza uccidere il nostro.
    Una buona giornata.
    Gingi la Streghetta (non di Halloween) ;-))

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  6. @ Bibi, sono daccordo con te, cittadina del pianeta terra, accogliere e conoscere, ma la storia ci insegna che le miscellanee attraverso i secoli avvengono naturalmente, senza bisogno di perdere memorie storiche.
    Ognissanti, non è tipicamente italiana, ma come avevo scritto appartiene al mondo religioso cattolico apostolico romano, di cui non faccio parte e per mio abitus, non entro in merito alle motivazioni storiche e politiche che hanno portato a scegliere 1 novembre festa di Ognissanti.
    Il mio discorso è più globale, e non mi sogno neanche lontanamente di sminuire simboli e culture di una sapienza millenaria, come quella Celtica, come è lungi da me avere pregiudizi sul mito islamico... popolo di grande cultura, di filosofi, matematici e poeti, a cui la mia Sicilia deve molto per il grado di civiltà in cui è vissuta per secoli, ma ciò non significa che debba festeggiare il Burca o andare in giro con l'abito tenda!!hahahah
    Come condivido ed amo, i libri della Morgan... che ci fanno immergere in socità primitive dove gli aborigeni, pur con riti cruenti e lontanissimi da noi , sono presentati come semi dei. E potrei continuare all'infinito.
    Allora puntualizzo : come discorso soggettivo, trovo di cattivo gusto Halloween, esteticamente e concettualmente, ed sono una persona che persegue fino al parossismo l'eleganza del sentire ed l'arminia estetica.
    Come discorso globale, pur sentendomi cittadina del mondo, mi sento defraudata di molte cose appartenenti alla nostra cultura, è inutile farti notare, che nessun popolo cinesi, isdraeliani, americani, francesi inglesi, irlandesi, etc etc hanno cancellato una loro tradizione facendo propria quella di altre culture.
    e potrei continuare, ma ho paura di essere fraintesa, e non sono certo una sciovinista.
    Ama la tua identità, ed il tuo DNA, unico, anche nella tua famiglia, e accompagnati al mondo nel cammino che stiamo facendo.
    Si a mia nipote potrò raccontare, ma le sue esperienze sono la zucca celtica hahahaha

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  7. X Debora, se la festa di Halloween, deve essere accettata solo per lo scherzetto o dolcetto, e per far felici i bimbi...be allora tanto valeva tenerci le nostre feste, dove il giorno dei morti ai bimbi veniva "addolcito" il ricordo dei cari. (vedi dolci della commemorazione dei defunti a Napoli, Torino, in Francia etc etc...)
    E non vedo giustificazione nei tanti problemi di questo mondo per giustificare travestimenti, che consentono anche omicidi.
    Come se fossi il capo della polizia, metterei subito agli arresti, chiunque partecipando ad una manisfestazione si rende irriconoscibile, con caschi o altro travestimento. ( e le leggi ci sono).
    Cmq discorsi nrgativi ed io perseguo leggerezza e positività...
    Buona giornata e un sorriso

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  8. Ineffabile documentazione storica. Sul piano sociale il discorso porterebbe lontano. Io mi accontento di vedere la gioia di tanti bambini ai quali sembra di avere, in tutta innocenza, un altro Carnevale. Ma il giorno dei Defunti é un altro ...

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  9. scusami cara ma da anni gestisco un sito e un'associazione culturale che si occupa proprio di cultura celtica (www.ynis-afallach-tuath.com) e non posso non farti notare che i celti non praticavano sacrifici umani e non celebravano nè il male nè gli spiriti malvagi. E semmai è proprio la nostra festa dei defunti che deriva dalle loro celebrazioni del samhain che significa letteralmente la fine dell'estate ed era il momento in cui il loro anno si concludeva e ne iniziava un altro, una sorta di capodanno ma dal significato profondo e religioso. Loro celebravano la continuità dell'esistenza in un ciclo infinito, la sapienza degli antichi e degli antenati. La festa cristiana dei defunti si è sovrapposta a questa tradizione. Halloween è una tradizione molto più moderna che deriva dalla misinterpretazione dei vincitori sui vinti, sul tentativo di far credere che essi celebrassero il male ed il demonio quando nulla vi è di più falso e non lo dico io ma studi di eccellenti storici, archeologi, letterati. Te lo dico senza il minimo intento polemico ma per amor del vero e per sfatare questi miti basati su falsità ormai sconfessate, halloween è una cosa ma il samhain celtico era tutt'altro ed è parte delle tradizione archetipiche di tutti i popoli che hanno avuto influenze celtiche come per esempio gran parte del nord e centro italia.
    in amicizia
    pumpkin-pie-girl.blogspot.com

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  10. Gingi quanto ho amato questo tuo post! condivido in pieno e mi sento di replicare che la felicità per i nostri bimbi potrebbe anche arrivare dal far conoscere apprezzare e portare avanti le nostre di tradizioni, la felicità nei loro occhi la si vedrebbe come si vedeva nei tuoi allora, nei miei allora..insomma temo che con la scusa della felicità dei bimbi si cerchi ogni occasione per incrementare il fattore commerciale ....festeggiare come facevamo noi non implica maschere, travestimenti, vendita di dolcetti e altre emanità del genere....Halloween lo si conosce solo per questo aspetto, se chiedi il significato a qualcuno , difficilmente credo che ti verrebbero date spiegazioni.
    fermo restando che per me ognuno è libero di fare e pensare a modo suo! io voglio sentirmi libera di affermare che detesto halloween
    un bacio!

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  11. X anonimo.
    Ti vengo a trovare sempre con piacere ed anche HAlloween...da te.mi mette allegrca e fuga tutti i concetti di anime malefiche e sacrifici celtici...
    Questo è il commento che avevo lasciato da te... inutile polemizzare, poichè avevo già scritto da dove derivava la scelta cattolica della festa di tutti i Santi.
    inutile ribadire la sapienza di culture millenarie celtiche, etc etc...
    e così come tu naturalmente in quanto più vicina a cimbri e celti, ti senti di portare avanti tradizioni della tua cultura...
    allo stesso modo io constato, senza usare aggettivi, nè appoggiandomi a scienziati, storici o archeologhi, che quello che è adesso halloween, non è certo la gioia e la rimascita di un ciclo, ma è il trionfo del brutto, di maschere volgari, di gente che si permette anche omicidi, travestendosi...in nome della festa.
    E, scusami, senza nulla togliere alle tue tradizioni, o ad tuoi interessi,in nome di quella libertà che tanto si sbandiera, posso avere il rammarico di sentirmi "defraudata" di una nostra tradizione?
    Senza polemica è giusto dirti che non ho usato aggettivi, no mi interessano i motivi reconditi e pretestuosi di cui parli, so solo che se non voliamo un po più in alto, e non ci riappropriamo di cultura e memoria storica... perderemo l'unica cosa che ognuno di noi possiede veramente: il nostro passato.
    tu il tuo, io il mio, ma senza giudizi e pregiudizi gli uni verso gli altri.
    gingi

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  12. concordo con il tuo personale rammarcio cui ci mancherebbe altro hai più che diritto.....le sensazioni ed i sentimenti sono troppo personali per poterli mettere in discussione. Mi sono espressa in modo poco chiaro, non mi sognerei mai di muovere obiezioni al personale sentire, ho inteso portare un diverso sentire rispetto al tuo,m che pure comprendo benissimo, era così anche per me fino a qualche anno fa....
    Grazie per avermi risposto :))
    Barbara

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  13. Gingi grazie per avermi fatto sognare..grazie sempre per i dettagli e le emozioni che riaprono ricordi vecchi e nuovi, sogni d'un tempo che trovavamo giocondo con le pistole.. con i giocattoli alla moda..grazie di cuore
    Maurizio

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  14. Gingi cara,

    la penso come il sig. Maini..il giorno dei defunti è davvero un'altro! ;o(

    VERO! Baci... NI

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  15. hahaha Rosy si vede che ho scritto senza occhiali? i concetti spero però che siano chiari
    un abbraccio forte forte

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  16. Ciao cara... passo per lasciarti un salutino... e bacione!

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  17. Che bel post tesoro, che bei ricordi...io non ne sapevo nulla di queste tradizioni della nostra cultura, trovo che sarebbero da rivalutare e da conservare.
    Anche su Halloween non sono molto ferrata, ad essere sincera, penso che ai giorni nostri sia diventata una festa prettamente commerciale, poi tutti gli altri aspetti sono in secondo piano, per la maggior parte della gente.
    Qui da me sono venuti i bambini, per il primo anno, mi hanno colta impreparata, anche se caramelle ne avevo e gliele ho comunque date.
    Beh, mi ha fatto una certa tenerezza un bimbo, sui sette anni, rosso di capelli, pieno di lentiggini, con la falce sulla spalla! Era da strapazzare di coccole!
    Un bacio carra streghetta, grazie per i bei commenti che lasci sempre sul mio blog!

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  18. faccio mia questa tradizione che tu hai vissuto con tanto entusiasmo da riuscire a trasmetterci le emozioni che provavate, piccini, a cercare quei doni. E mi piacerebbe che fosse questo il tipo di tradizione da tramandare ai nostri figli (parlo in generale, perché ancora non ne ho) e non mascheramenti vari che non hanno il bene e il bello, dietro, ma il male e la paura (come se non ne avessimo già abbastanza). Non sapevo del tuo papà e trovo adorabile che la tua famiglia sia riuscita a mantenere viva la sua figura in questo modo così tenero e intenso. E' un post scritto davvero col cuore. Spero che un giorno vorrai raccontarci il perché tuo padre fosse felice, oltre al fatto di trovarsi in ferie...Ti abbraccio.

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  19. Ciao Gingi, perdonata in partenza. Anche la festa delle donne e quella degli uomini (il 2 agosto), mia moglie ed io le passiamo allo stesso modo "en amoureux".

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  20. La Tradizione dei morti e' l'unica festa che mi ricorda mio padre,volato in cielo lo scorso Ottobre,quella che mi ricorda il suo rispetto degli antenati e, specialmente, dei suoi genitori.Per i miei figli, se ne avro', sara' sempre una festa sacra,in cui gli faro' amare tutti i nostri cari scomparsi.Non dimentichero' mai l'amore che ho provato per loro,quando la mattina trovavao la tavola grande,zeppa di dolci e doni..e, soprattutto,ricordero' sempre l'amore che riempiva il cuore del mio papa'.

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  21. E' una festa che non solo non mi appartiene, ma non ho mai compreso fino in fondo. Per ricordarsi dei morti non servono feste mascherate, secondo me.
    [Molto carino il tuo blog, me lo salvo fra i preferiti!]

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  22. "ma io la mia identità me la tengo ben stretta"
    Concordo pienamente con questa tua affermazione Gingi. Lasciamo Halloween a chi l'ha "inventata" e continuiamo a seguire le nostre tradizioni che sono parte della nostra cultura.
    Felice serata,
    Ele
    P.S. riesci sempre ad insegnarmi qualcosa di nuovo con i tuoi post!

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  23. Nelle tue parole ho rivissuto parte della mia infanzia, quando aspettavo con ansia il giorno dei morti per assaggiare i dolcetti durissimi e buonissimi da noi chiamati "paste forti" e la frutta martorana. C'erano anche i regali che i morticini ci portavano sotto il letto. Spero di riuscire a tramandare ai miei figli questa antica tradizione, questo modo tutto nostro di ricordare i nostri cari.
    Buona serata
    nunzia

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  24. Mi spiace, e sono mortificata, per un errore ho eliminato parecchi commenti da questo post ma nache da altri, mi è impossibile raggingere i blogger che hanno lasciato i commenti eliminati, poichè non riesco a recuperarli...
    Sarò perdonata?

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  25. bello leggere in questo post di tradizioni e usanze che se amate nn dovrebbero essere perse....ognuno ricorda a suo modo i suoi cari persi....e questo nn è sicuramente uno di quei modi traumatici...anzi un piacevole momento per i bimbi

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  26. Bello trovarti qui dopo anni, sono passata da te, e ti auguro una buona giornata
    un sorriso

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  27. La tradizione è la memoria della nostra vita e delle generazioni che ci hanno preceduto.
    Tradizione significa non poter mai vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato.
    L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società.
    E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione.
    Basta disporre di una efficiente organizzazione per legittimare qualunque cosa.
    Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori.
    Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento
    dei giovani e il cinismo degli adulti.
    E nell'astenia generale l'alternativa qual è?
    Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte
    per il flusso umano.
    Ricorda Luigi Giussani che può sembrare un paradosso, ma occorre per costruire davvero la società nuova, innanzitutto prendere sul serio la vecchia, cioè la propria tradizione, ma prendere sul serio la tradizione significa impegnarsi nella ricerca dei valori e abbandonare quello che valore non è, per poterne scoprire la corrispondenza con ciò che si è e potersi liberare da ciò che poteva corrispondere alla situazione solo di altri tempi, e non quella dei nostri.
    Fedeltà e libertà sono le due condizioni senza le quali non c'è il senso della storia, perché la storia è una permanenza che si mobilita in versioni sempre nuove.

    Ciao Gingi.



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    1. Tu parli di una efficiente organizzazione per legittimare ogni cosa, senza considerare che le idee, gli uomini, i valori, non esistono più.
      Parli di Giussani, io in questi giorni sto rileggendo anche Seneca e non era il primo che incitava i giovani, a prendere esempio dalla storia e dal passato per una società che possa diventare nuova e migliore.
      I concetti ed i valori sono sempre uguali, che siano laici, panteisti o religiosi, e hanno retto fino a quando , l'umanesimo era considerato,alla base di tutto manca la conoscenza e la cultura, basta guardare ad alcuni commenti al mio post, che di storie e tradizioni millenarie, riguardanti popoli diversi, hanno solo colto il "dolcetto scherzetto"
      Anche la tua valida e capace disanima, è oramai incomprensibile ai più, caro Gustavo, noi parliamo ad una società che non esiste più.

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    2. Gingi, il mio nome Augusto è brutto, ma Gustavo è tremendo.
      Ciao.

      E tu dirai? E Gus?

      auGUSto.

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