15 lug 2019

Il mare negli occhi

Foto Strega Acicastello
Oggi, mi si affida questo inedito, come una voce che arriva dal limbo sento dire, fanne ciò che vuoi, titolalo, completalo come vuoi tu... puoi anche non dire di chi è...

“Ero magro come un grissino, il viso pieno di lentiggini come zia Marianna, rossiccio di pelo e gli occhi cerulei sempre un po’ persi altrove.

Cominciavo a tenere la penna in mano e non sapevo dove mi avrebbe portato. Anche oggi immagino, sogno ad occhi aperti, poi scrivo, cerco di trasportare la metafisica sul fisico della pagina bianca. Immagino infine la tua lettura e, in mancanza di commenti, questa operazione torna ad essere metafisica. Questa è la scrittura: un volo immaginario. Questo sono io, l’immagine di un racconto non terminato”. Enzo Rasi

Io aggiungo solo il celeste del mare che non termina mai.... e mi ricordo di un Enzo che chiamavo occhi di mare.

13 lug 2019

Il pirata e lo straniero



Quando uscii di casa avevo pochi anni, allora - non so oggi - non era l'età migliore per sbrogliarsela da soli.sopratutto allora, con il vecchio diritto di famiglia e con il divorzio non ancora approvato.

Nessuno mi minacciava, per la verità, ma io andavo in giro immaginando infilata in una tasca laterale, lunga e stretta dei miei jeans una "molletta", come la chiamano nell'Italia centrale. Il suo porto è proibito dalla Legge perché, una volta aperta la lama resta bloccata e quindi diventa uno stiletto, un pugnale.

Di questo periodo non vado minimamente fiero ma non posso negare la mia fervida immaginazione di allora e l'abitudine di uscire la sera,con appostato nel sedile posteriore il mio diavolo nero, istruito dalle guardie di finanza operanti al confine d'italia

Penso che tutti noi presentiamo aspetti e lati anche contradittori, credo sia nella natura umana, però è così. Sono pacifista, ho restituito alla Questura le armi che avevo un fucile da caccia l'ho regalato insieme ad una bomba a mano trovata in un camerino risalente alla grande guerra. Le armi mi piacciano, hanno sempre accompagnato la Storia dell'uomo ed io non faccio eccezione. Così come non potrei essere vegano, o seguace di qualsiasi setta, religiosa o laica che sia. Magari in me è rimasto qualcosa da quando i miei avi cercavano di sopravvivere andando a caccia di animali spesso più forti ma meno cattivi di loro, chissà !

E' vero, ho sempre vissuto alcune vite fuse assieme, come le sezioni longitudinali che formano una corda. Non credo che sia il caso di buttarla ...sul tragico : schizofrenia, ecc. Ho fatto una vita "normale" , un lavoro "normale", frequento gente "normale". Poi, si sa, esiste per la fortuna di chi la possiede, la Fantasia : il mondo dove invece non ci sono limiti, che può essere anche "non normale" : fantastico, appunto.

Dove si è soli, dove gli incontri si succedono, belli o terribili, e tu li affronti con le armi di cui sei catafratto, lucide e splendenti o ammaccate e arrugginite che siano. Nessun mistero dunque, solo un vecchio Pirata e una piccola Strega che si raccontano storie in una qualche Taverna di una delle mille Isole dei Mari della Sonda.

Passano i mesi e i giorni vanno verso il tramonto, le Piccole Streghe, Signore del Plenilunio, Regine dei Trolls, Madri delle Donne del Buio , non si fermano mai, vanno sempre in giro.... ci somigliamo.......

Ci sarà tempo per fermarsi, nel Regno delle Ombre : perché farlo ancora prima di raggiungerlo ?
Ritratto di uno strampalato Signore, altri strampalati personaggi in una antica magione celebrava sé stesso ed altri autorevoli Gran Feudatari del Serenissimo Duca con qualche secolo di ritardo temporale, ma dicono che ciò che conta sia l'intenzione. ( i ritratti li ho eliminati)

Si é proprio vero sono sempre in movimento e il tuo messaggio é arrivato propri quando stavo mettendo due pezze e qualche medicina in un trolley

Grazie del pensiero e il tuo bacio lo accetto in fronte affinche i buoni sentimenti che ci sopravvivono arrivino facilmente alla mente.

 Questa sera ho pescato ad occhi bendati, ma tutto quello che ho in questo mare magnum... più lo leggo e più mi piace.

7 lug 2019

Ciao....

La notizia di stamani, credo coinvolga tutti, perché tutti lungo il percorso della vita, siamo stati accompagnati dalla musica, musica diversa a seconda dei periodi ed io stamani, commossa per la notizia  sono andata indietro nelle calde estati in cui in riva al mare si ballava la bossa nova, musica e movimenti dolcissimi e struggenti.
Sarebbe troppo lungo in un post spiegare e riportare le mie esperienze e letture sulla musica , arte che deriva da Muse e manifestazione della libertà.
Riassumo dicendo che la musica è linguaggio, il linguaggio è una forma di comunicazione e la comunicazione è relazione. Relazione o con gli altri o con se stessi.
E' l'arte più comunicativa, creativa e libera,
Non è costretta dallo spazio di una tela, di una parete, né limitata da un pezzo di marmo o di pietra, non  deve fare i calcoli di pesi o contrappesi, infatti la musica non subisce regole di forza di gravità, insomma è libera nella creazione e spontanea nell’ascolto.
Lessi tanto tempo fa, un saggio sulle vibrazioni e la nascita dell’energia, dalla quale scaturisce tutto per arrivare all’armonia.
In un mio post negli anni passati, parlai della musica affermando che è l'unica arte creata dall'uomo la natura ha suoni bellissimi e bisogna imparare ad ascoltarli, ma non sono musica.
I suoni dell’acqua: il mare calmo, il mare in tempesta, il ruscello, il torrente la cascata, il fiume, le diverse forme di pioggia, da quella lieve all’acquazzone, il rovescio, il temporale e la tempesta per non parlare dei suoni del vento quando scuote gli alberi del bosco producendo quel rumore che chiamiamo stormire e mi viene in mente L’infinito..
E COME IL VENTO
ODO STORMIR FRA QUESTE PIANTE…
Sono suoni bellissimi come il canto degli uccelli ma non possiamo chiamarli musica.
La musica è una creazione tipicamente umana, crea suoni di vita, mentre con precisione matematica scandisce i palpiti del cuore mediante la raffinatezza della scrittura musicale.
SENZA L’ESSERE UMANO NON C’E’ MUSICA:
Fin dall’antichità la musica era considerata armonia e come tale voce dello spirito.
Racconta Cicerone, che i greci non consideravano colto un uomo che non sapeva suonare, convinzione che durò fino al medio evo. Oggi la musica è poco considerata nell'insegnamento, anche se ne siamo perseguitati nei ristoranti, nei negozi, nei bar, nei centri commerciali e soprattutto nelle attese al telefono obbligati ad ascoltare suoni stucchevoli.
Nulla a che vedere con la figlia delle Muse, e non nascondo che mi prende a volte un senso di sconforto, ma non mi sento sola, pensando alla canzone di Franco Battiato che ad un certo punto dice “e sommersi soprattutto da immondizie musicali”. (Bandiera bianca).
Fare musica riguarda tutti noi, io che scrivo e voi che leggete e non siamo altro che suoni aspirando a diventare musica.
Il senso di essere qui è accordare i nostri suoni, in una melodia di condivisione che diventa una musica interiore. cercando di  armonizzarla  con quella del mondo e degli altri viventi,  questi accordi, sereni, stridenti, allegri o di pace sono la spiritualità che è la colonna sonora della nostra vita.
Mi sono messa a scrivere, dopo il tg delle 9, mi sono persa sulla Musica, oggi una parte materiale di essa se ne va, lasciando le sue vibrazioni nell'infinito.
Percorrere il nostro cammino ospitando colonne sonore trasforma il nostro rapporto con la vita.

1 lug 2019

uno dei miei amori

Foto strega 30/6/2019
Entrare in porto è sempre una grande emozione, ieri sera la luce, le luci e Iddu erano una magia

29 giu 2019

Pesare le parole


Collezione Strega
Da giorni chiusa in casa con i condizionatori a palla, ho completato una tenda di lino antico fatta al 500 tipico sfilato delle zone di Ragusa, ho iniziato a leggere I Borboni di Napoli di Harold Acton, in due grossi volumi, opera introvabile che cercavo da tempo, e che un amico, venuto da S.Agata, me ne ha fatto graditissimo omaggio.
Le giornate sono lunghe, iniziano quasi all’alba col dare da bere alle piante, continuano con l’interminabile trasloco, qualche programma TV su Rai5 , RaiStoria e La7, senza farmi mancare Augias, e spalmata nella giornata qualche visita in rete e social.
Ore calde e lente ma piene. E ieri, nella blogsfera ho letto un post in cui si nomina la cultura, “ in senso stretto ed in senso lato “.
Oramai ogni cosa la riporto alle mie esperienze e ricordi, agli studi fatti sulle filologie romanza e germanica, sui miti le parole ed i simboli, letture dei miei venti anni. Non ricordo a chi apparteneva il concetto < La cultura non significa possedere un magazzino strapieno di notizie, ma è capacità della nostra mente di comprendere la vita, la storia, il posto che abbiamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di se, e del tutto, chi entra in relazione con il mondo>.
Per questo la lettura di un libro, l’ascolto di un brano, la visione di un opera d’arte o di un film possono contribuire sensibilmente a cambiare la vita di una persona; ma solo quando queste azioni assumono il senso di un “incontro”, ho hanno la forza di un “contagio”… fanno cultura.
Quando nei miei studi di allora, arrivai alla parola cultura ricordo perfettamente che essa era caratterizzata da una certa ambiguità.
Infatti proviene dal latino colere che significa coltivare, in senso figurato, quindi avere cura, trattare con attenzione, onorare: caratteristiche dell’uomo colto.
Cultura ha uno stretto legame con Cultus, participio perfetto di colere, ciò che è stato coltivato., quindi in questa parola vi è uno sguardo all’uomo, riguardo alla terra coltivata, e al frutto che essa ha dato e un significato di conoscenza di valori ed esperienze…..
E mentre scrivevo mi sono chiesta il perché di questo post, Condividere il mio pensiero? fare la maestrina su quello che so o ricordo?, sottolineare che il vero colto si sente ignorante perché sa del non ancora conosciuto ? e mi sono resa conto della sostanziale inutilità di tutto ciò, ho chiuso il pc, doccia, e capatina in farmacia, acquisto dei gelsi all’angolo, dopo avergli chiesto del perché questo anno, non ci sono ancora i fichi, detti di San Giovanni, che portava il padre e la spiegazione è stata la troppa pioggia di Maggio.
Sono andata da lei, l’unico stretto legame rimasto con il passato, connubio perfetto, lei pragmatica io sognatrice,  cena, rientro a casa molto tardi dopo aver sperimentato che anche l’aria condizionata rinfresca di più se si è in compagnia.

20 giu 2019

Sicilia


Foto Strega

La stessa qualità e quantità di contrasti e opposti che sono gran parte del fascino dell’isola e anche la sua “insopportabilità”; lo stesso misterioso incantamento che fin da bambina mi riempiva gli occhi di stupore quando vedevo apparire il distretto militare dalla villa che era sul crinale e dava nella campagna severa dell’interno o il panorama immenso e aperto sul mare d'Africa.

17 giu 2019

Il vento ama

Fra gli ospedali di catania, il Santa Marta è quello che più è in armonia con l’anima della città.
Un po’ decadente e d’antan entrando ha la frescura di alberi antichi e il grigio a continuare i colori della città nera.
Il controllo era di routine e subito dopo salire verso San Nicola l’Arena è stato quasi un obbligo, lottare con il grigio di pietre, marciapiedi e strada, verso la chiesa sconsacrata non ha pesato, salendo i pochi gradini la mente riportava a memoria i tempi in cui, aspettavo i giorni ventosi e caldi, per godere di luoghi, allora, quasi deserti. La chiesa possente, di dubbio stile affascina, le pale d’altare enormi dipinte da mani straniere e a sentinella e guardia marmi di terre lontane. La potenza che allora doveva esaltare l’ordine ecclesiastico che l’aveva concepita è ancora palese pur fra lucerne e lumiere di ferro corroso e a tratti spezzato da antica ruggine. Due passi al monastero, sempre con qualche cantiere aperto, e la voce lontana e confusa di una lezione a giovani… Un ragazzo si avvicina e offre dei dolcini…
E dall’obbligo sono passata al piacere di calpestare le pietre di casa, li adesso niente più macchine né marciapiedi, che pena, i miei ex balconi sempre chiusi, e sotto il bar oramai per turisti.
Franca e Mario adesso sono a Piazza Duomo, con le loro bontà ed eccellenze, vecchi clienti, professori dell’università mescolati a turisti e abitanti dei palazzi vicini.
Vieni a brindare con noi  fine settimana apriamo a Palazzo dei Clerici, poi mi scuso per l’assenza di questi ultimi quaranta giorni, e spiego il perché.
Intanto la piazza è assolata, il vento di scirocco insistente mi annulla il fiato ed io tornado a casa ho riesumato questo commento:

Non esistono confini netti quando c'è di mezzo il mare, ed il tempo sfugge.
Le isole, il tempo, il mare, lo scirocco.
Lo Scirocco è un vento pericoloso. Ci porta i miraggi del Deserto di Sabbia, la calura delle pietraie del Sahara, toglie i freni agli Ulissi e alle Streghe, annulla tutto tranne i corpi e i desideri.
Passa sopra di noi, ci ingloba, ci copre come un sudario caldo in cui si può solo vivere, vivere un momento caldo al riparo di ogni logica di ogni commento, di ogni occhio curioso, tutto questo è lo Scirocco.
Fino a quanto durerà ? vieni qui, se vuoi, fatti abbracciare, stringere avvolgere.
Il vento non potrà farti male, o trasportarti chissà dove. Così : lasciati andare...lo Scirocco ha gli occhi, non si cura degli uomini, dei loro commenti, li lascia soli.
Le sue dita sfiorano ed è  Scirocco, si lo Scirocco quello che ha suoni, veli caldi, e pettina così bene, pochi lo sentono vedono e lo fondono con il mare.
S.

PS: non ho pubblicato oggi alle 13,30, cercavo una foto che non ho trovato, poi sono andata a pranzare e al TG3 Sicilia, un servizio parlava del locale di piazza Duomo, documenti in regola, ma ha dato fastidio che palazzo dei Clerici fosse disturbato da una struttura esterna.
Domani viene Gaetano, deve scegliere alcune  foto dalle mie "OLD FAMILY"  per il suo nuovo libro, e lo porterò a pranzo dal vecchio  Prestipino

16 giu 2019

Ed è di nuovo domenica

E di progetti ne posso fare pochi oramai.... e sono a casa, la mia nuova, che non sopporto già più...

15 giu 2019

Il piacere di scavare

Quasi le tre di notte, fogli appunti… libri tanti, tanti, ed in ognuno un segno, una foto, un ricordo.
Desiderio di scrivere, le parole accompagnate dalle note rafforzano ogni concetto ogni ricordo, e quanto tempo ancora.

13 giu 2019

il dopo ed il prima


Oggi mi hanno riportato il pc, inutile comprarne uno nuovo, è vecchiotto ma ho rispetto per le cose che mi sono state accanto per anni, e poi, credo che anche gli oggetti hanno storia e carattere, figuriamoci un pc, che fa tante cose anche quando noi ne chiediamo  soltanto una.
Il tecnico mi ha inserito un nuovo hard disk e ha conservato, in un icona del desktop in vecchio;  un clic, cambio utente e mi si apre un mondo dimenticato, e documenti che credevo perduti e cestinati.
Mi sono persa...nella lettura... questo pensiero che segue, era un commento di un sito che credevo cancellato da tempo, semplice e sereno anche se scritto qualche tempo dopo l'ultima tempesta. 

 C’è un prima che si allontana in modo esponenziale, non attiene a questi ultimi 30 anni, non attiene nemmeno alla scrittura in questo luogo. Riguarda il modo di percepire l’armonia della vita e di come essa si sia travasata nella mia testa di fanciullo. Quel prima profuma di amore e della sua attesa: ogni gesto di quel tempo riconduceva alla certezza percepita dell’amore, attraversava le note della mia generazione, ballava sulla mia anima, riuniva abbracciava e guardava silenziosa la mia solitudine in disparte.
C’è un dopo, qui e adesso… per quanto mi riguarda è un valzer di Chopin e un pianoforte: la ragazza che lo suonava fa rimbalzare la nostra assenza in una dimensione senza tempo. È un invito a guardare tutto da una prospettiva diversa: in essa la chitarra di Jimi Hendrix sta di fianco alle canzoni di De Andrè e tutto il resto vi gira intorno. Ma Chopin suona sempre l’ultima nota… me lo disse un tempo mia madre- sei nato col cuore su una tastiera ed io so che aveva ragione. Il mio abito è questo e non so dirti meglio.