26 dic 2014
24 dic 2014
A Natale si Può
La luce di cui parlarono i profeti galleggia nel cielo solo per chi sa e vuole vederla, per tantissimi altri è una fiction ben orchestrata.Ho
trascorso alcuni Natale al buio ma ho letto a lungo che la Luce esiste
essa è, siamo noi a colorarla e a chiamarla coi nomi più svariati:
per chi ha fede essa è il soprannaturale che incrocia il cammino dell’uomo, per chi guarda solo alla realtà concreta è un obiettivo di riflessione ed umana solidarietà. (EnzoRasi)
15 dic 2014
Non lascio l'Italiano
Certo con tutto quello che mi è successo in questi ultimi tempi, pensavate che avevo dimenticato l'altro mio magnifico amore bistrattato, ferito, dilaniato, o poco considerato?
Anche comprando un asciuga capelli troviamo le avvertenze in svedese ... slavo, o che so io, ma non più in italiano.
Ed io che in questo periodo sono certa di parlare in aramaico antico, a tal punto non mi si capisce, cerco di stringermi un buon italiano al petto, ma esso è distratto, infido, permaloso e, se si cambia solo una virgola, è capace di mandare una persona a morte o graziarla.
Ci sarebbe da scrivere sul punto esclamativo, quasi scomparso e che ricorda drammatiche passioni di romanticismo.
Ci sarebbe da scrivere sul punto fermo, che si usa sempre meno,tanto che Berto nel suo libro IL male oscuro, del 1964, ci fece leggere in apnea le prime 58 righe che contenevano solo due punti.
Le virgolette tendono a sparire ed il discorso diretto spesso viene incorporato nel contesto.
Anche comprando un asciuga capelli troviamo le avvertenze in svedese ... slavo, o che so io, ma non più in italiano.
Ed io che in questo periodo sono certa di parlare in aramaico antico, a tal punto non mi si capisce, cerco di stringermi un buon italiano al petto, ma esso è distratto, infido, permaloso e, se si cambia solo una virgola, è capace di mandare una persona a morte o graziarla.
Ci sarebbe da scrivere sul punto esclamativo, quasi scomparso e che ricorda drammatiche passioni di romanticismo.
Ci sarebbe da scrivere sul punto fermo, che si usa sempre meno,tanto che Berto nel suo libro IL male oscuro, del 1964, ci fece leggere in apnea le prime 58 righe che contenevano solo due punti.
Le virgolette tendono a sparire ed il discorso diretto spesso viene incorporato nel contesto.
7 dic 2014
Io non mi abbatto perché non sono un albero - Cassandra Raffaele feat. T...
17 set 2014
Verso il mare della dimenticanza - Brodskij
Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo,
com’è bizzarro rivivere un addio…)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio
Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.
Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire…
Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.
Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali – tutto resterà sempre con me.
Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull’amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.
Arrivederci, o magari addio.
Lìbrati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell’oblio, il vasto mare della dimenticanza.
(Josif Aleksandrovič Brodskij )
5 set 2014
L'Italiano che simpaticone!
Stavamo parlando della lingua italiana... e prima di cominciare con la grammatica, per capire che è una simpaticona e che bisogna conoscere le regole, ma applicarle in maniera leggera , perché con l'ortodossia si cade spesso in grandi errori, se non di scrittura spesso di concetto.
Premesso che la trasformazione dal latino al volgare attraverso la lingua parlata ha la sua prima testimonianza scritta in un documento notarile del sud Italia, Premesso che la prima scuola poetica in volgare è nata e proliferata nella mia amatissima isola: la Sicilia, alla corte di Federico II di Svevia.
Come figlia non degna di rappresentare il colto Sud, mi arrabatterò fra aneddoti e regole, io mi diverto spero sia così anche per voi.
Per dipingere bisogna conoscere i colori, per suonare le note, per scrivere le parole.
Un aneddoto racconta della risposta di Théophile Gautier alla domanda di Baudelaire che gli chiedeva "come fate a scrivere così bene?" e lui "ho studiato molto il vocabolario".
Anatole France diceva che la sua lettura è una delle avventure più eccitanti per la nostra fantasia.
Il vocabolario contiene l'universo, ogni parola costituisce un mondo a sé stante, riflette una storia una conquista del pensiero.
Più che alle storie bisognerebbe indirizzare i ragazzi al dizionario : uno scrigno discreto che contiene dalla A alla Z la nostra sterminata ignoranza.
Siamo orgogliosi di avere libertà di parola, ma come è possibile esercitarla se ne conosciamo così poche?
Gabriele D'annunzio passava giorni a studiare il vocabolario, in particolare l'etimologia, e per chi scrive è utile come al medico la composizione di una medicina.
Tutte le parole hanno una sorgente ed un percorso, cioè etimologia e semantica.
mi meraviglio come a distanza di tanti anni gli insegnamenti di Maria Luisa Spaziani, per la filologia romanza e letteratura francese possano essere così nitidi nella mia memoria, ma in quegli anni accademici ho avuto la fortuna di avere come docenti colossi della cultura internazionale e certe emozioni ed amori non si scordano.
Chi usa senza conoscerne l'origine, la parola può fare brutti scherzi.
Per esempio repubblica popolare democratica e come dire regno monarchico, acqua idraulica, ghiaccio gelato e chiunque scrivesse con questa tautologia sarebbe considerato un pazzo, chi invece scrive repubblica democratica popolare no.
Chi non legge il vocabolario può pensare che equino ed equinozio derivino dalla medesima parola latina. E poi le regole sugli accrescitivi...
se salone è una sala grande, ciò non vuol dire che mattone derivi da matto, bottone da botte, burrone da burro.
Rubinetto non è in piccolo rubino e brigantino non è un brigante giovane e la focaccia non va scambiata per una foca di facili costumi....
La nostra lingua è piena di trabocchetti, per gli stranieri che la studiano, figuriamoci per gli italiani che non la studiano mai.
Fine del primo capitolino,
grande errore, perchè in italiano il diminutivo di capitolo non esiste, (si dice un breve capitolo) e capitolino è l'italiano cittadino della capitale o un oggetto appartenente alla tradizione e cultura romana.
20 ago 2014
Latino in itinere ultima parte
Ho voglia di scrivere un altro post, ma prima, non posso non mantenere ... e concludere la terna del latino.
Per iniziare sono passata al volo
Per iniziare sono passata al volo

davanti la libreria. Ho preso, ad occhi chiusi, dallo scaffale dove ho sistemato i classici latini , come una pesca, un libro ed il caso ha estratto Seneca.
De providentia e il De brevitate vitae.
Spero di riuscire ad esporre brevemente il De brevitate.
Frasi famose,come "la vita è breve, l'arte è lunga".
"La vita è il sogno di un ombra."
"Vassene il tempo e l'uom non se ne avvede",
"dalla cuna alla tomba è un breve passo" riempiono tutti i generi di libri..
La letteratura è piena di aforismi e riflessioni sulla brevità della vita, ma Seneca nega che la vita sia breve, essa appare tale a chi non ne fa buon uso, ma che in effetti è satis longa abbastanza lunga, anzi large data per coloro che sanno spenderla bene.
Rimproveriamo alla natura di essere stata avara per averci dato una vita così breve, e così veloce, che salvo poche eccezioni, essa ci abbandona proprio mentre ci accingiamo a sperimentarla.
E leggo in latino, ma riporto per brevità la traduzione:
"La nostra vita non è breve, siamo noi che la rendiamo tale.
Come immense e regali ricchezze, se capitano in mano di un cattivo padrone, spariscono in un battibaleno, mentre capitali anche modesti, se affidati ad un buon amministratore, aumentano per gli utili che se ne sanno trarre, così la nostra vita riesce molto lunga a chi sa farla fruttare."
Le frasi in latino, belle come motti da ricordare sono tantissime, alcune musicali e concise...
ubi ad malum dominum pervenerunt, momento dissipantur....
Nel De providentia... Seneca a seguito di una domanda posta da Lucilio:
Quare multa bonis adversa eveniunt, cioè per quale ragione ai buoni capitino tante disgrazie, sembra una delle tante coincidenze, anzi sincronie, che scandiscono le mie giornate.
Pescare a caso il De providentia e il De brevitate vitae, sarà un segno? la cosa certa è che io in questi giorni, ho spesso pensato che la mia vita è stata troppo lunga anche se ho sprecato trenta e più anni, negli altri che ho bene usato ho fatto tantissime cose... ed ho lavorato su me stessa per considerare disgrazie che mi hanno sempre inseguito, come "provvida sventura", concetto esposto in maniera magistrale da Seneca.
Scrivere del latino che usiamo tutti i giorni, mi ha fatto riprendere in mano letture di vecchi libri, e da un po di sere mi sono regalata il piacere trasgressivo delle poesie di Catullo, l'appagamento per la magnificenza delle letture giuridiche,( ho riletto soltanto la presentazione ed introduzione alla Storia del diritto romano ) e considerato quanta differenza vi è fra i saggi di adesso e quelli di Cicerone sull'Amicizia e L'arte di invecchiare .
Est enim amicitia nihil aliud nisi omnium divinarum
humanarumque rerum cum benevolentia et caritate consentio....
Sarò una patita dei classici latini, ma trovo in queste frasi una musicalià di linguaggio e concetti trovati di ugual portata solo fra i filosofi greci.
A distanza di 2000 anni i testi di Cicerone sono sorprendentemente attuali, appartenenti alla filosofia morale, imbevuta di Greca sapienza, come il pensare che l'amicizia è il bene più prezioso fra i beni dell'uomo, dopo la sapienza, e che essa può nascere solo fra animi "per bene".
Ricordo qui il latino come un avo ancora i vita:
- Lapis
- lapsus
- lavabo
- lectura
- legenda
- locanda
- libido
- lupus (affezione della pelle)
- lupus on fabula
- magnificat
- magnitudo
- magnum
- mare magnum
- mare nostrum
- mass media
- maximum
- mea culpa
- medium
- memento
- memorandum
- mens sana in corpore sano
- minimum
- mirabilia
- modus vivendi
- more uxorio
- motu proprio
- mutatis mutandis
- mutanda
- nemo phrofeta in patria
- noli me tangere
- nomen omen
- non possumus
- nova
- novissimi
- nubendi
- odi et amo
- omissis
- opera omnia
- optimum
- opus dei
- ora et labora
- osanna
- o tempora o mores
- pater familias
- pater noster
- placet
- plenum
- pollice verso
- post mortem
- probi viri
- pro die
- pro memoria
- prorogato
- pro tempore
- quid
- qui pro quo
- quorum
- radium
- raptus
- rebus
- referendum
- regina coeli
- reprimenda
- repulisti
- sacra rota
- salve
- senior
- sic
- sine cura
- sine die
- sine qua non
- solarium
- statu quo
- status
- sua sponte
- sui generis
- super
- super partes
- sursum corda
- symposium
- tabula rasa
- tot
- transeat
- trasfert
- turbo
- ubi maior minor cessat
- ultima ratio
- ultimatm
- ultra
- urbi et orbi
- unicum
- vacatio legis
- vademecum
- vale
- verba volant
- via crucis
- viceversa
- virago
- virus
- vulgo. In questa ultima parte ho volutamente inserito più parole anzicché intere frasi. e alla fine di questo lungo elenco è obbligo commentare il sorriso scaturito oggi mentre ascoltavo il tg3.
Latino, caro latino, ancora con la tua lingua salvi un mediocre italiano.
7 ago 2014
tutti latinisti ?
Apro il video del computer metto l'audio, e comincio a digitare.
In questa piccola frase ho già usato due parole latine.
Il latino, presunta lingua morta dà segni giornalieri di sopravvivenza, buttato fuori dalla scuola e dalla chiesa, lui rivive e si vendica penetrando nel linguaggio della burocrazia, nei posti cardini della politica, della economia, dei tribunali, dello spettacolo e dello sport. Mia cugina,insegnante di latino e greco al liceo, che mi dedicava tutti i pomeriggi e con la quale svolgevamo un nostro programma al di fuori dell'insegnamento impersonale della scuola, mi inizio al latino dicendo: Non esiste lingua più sintetica,con la capacità di condensare il massimo di pensiero nel minimo di parole.
In effetti, viviamo in una società malata di stitichezza concettuale e affetta da diarrea verbale.
L'approccio alle materie letterarie era sempre diverso da quello ascoltato la mattina in aula; a scuola ci misero in guardia per la complicata grammatica, per il dover apprendere tutti i casi delle 5 declinazioni, per lo studio più approfondito dei complementi e "questo adesso, poi verrà il tempo della sintassi e saranno dolori"
Maria invece mi disse :" è una lingua affascinante, che nel tempo ti farà capire molte cose, ti permetterà di aprire le porte dei significati delle parole quando leggi, ma sopratutto è divertente, basta capirne l'ingranaggio e sarà come una sfida a misurarsi, come fare le parole crociate".
Adesso, più passano gli anni e più mi accorgo quanto sia usato il latino, eppure le scuole lo hanno abolito definitivamente.
Avevano provato a lasciarlo facoltativo, ma scegliendolo solo il 17% degli studenti lo hanno abolito.
Questi intelligentoni si sono mai chiesti se avessero messa facoltativa la matematica quanti sarebbero stati i ragazzi a sceglierla? da sondaggi fatti non più del 13%.
Qui di seguito scelgo alcuni modi di dire e parole che io uso correntemente in aggiunta a quelli che usiamo tutti senza pensare che siano termini latini.
In questa piccola frase ho già usato due parole latine.
Il latino, presunta lingua morta dà segni giornalieri di sopravvivenza, buttato fuori dalla scuola e dalla chiesa, lui rivive e si vendica penetrando nel linguaggio della burocrazia, nei posti cardini della politica, della economia, dei tribunali, dello spettacolo e dello sport. Mia cugina,insegnante di latino e greco al liceo, che mi dedicava tutti i pomeriggi e con la quale svolgevamo un nostro programma al di fuori dell'insegnamento impersonale della scuola, mi inizio al latino dicendo: Non esiste lingua più sintetica,con la capacità di condensare il massimo di pensiero nel minimo di parole.
In effetti, viviamo in una società malata di stitichezza concettuale e affetta da diarrea verbale.
L'approccio alle materie letterarie era sempre diverso da quello ascoltato la mattina in aula; a scuola ci misero in guardia per la complicata grammatica, per il dover apprendere tutti i casi delle 5 declinazioni, per lo studio più approfondito dei complementi e "questo adesso, poi verrà il tempo della sintassi e saranno dolori"
Maria invece mi disse :" è una lingua affascinante, che nel tempo ti farà capire molte cose, ti permetterà di aprire le porte dei significati delle parole quando leggi, ma sopratutto è divertente, basta capirne l'ingranaggio e sarà come una sfida a misurarsi, come fare le parole crociate".
Adesso, più passano gli anni e più mi accorgo quanto sia usato il latino, eppure le scuole lo hanno abolito definitivamente.
Avevano provato a lasciarlo facoltativo, ma scegliendolo solo il 17% degli studenti lo hanno abolito.
Questi intelligentoni si sono mai chiesti se avessero messa facoltativa la matematica quanti sarebbero stati i ragazzi a sceglierla? da sondaggi fatti non più del 13%.
Qui di seguito scelgo alcuni modi di dire e parole che io uso correntemente in aggiunta a quelli che usiamo tutti senza pensare che siano termini latini.
- Absit iniuria verbo (l'offesa sia lontana dalla parola).
- Ad abundantiam.
- Addendum (in genere nelle lettere commerciali: facendo seguito ai nostri accordi verbali!)
- Ad hoc
- A divinis
- Ad kalendas Graecas in genere dico alle calende greche (che non esistono nel calendario greco per cui mai !)
- Ad libitum (a piacere, a volontà, secondo il proprio capriccioso piacere)
- ad maiora
- ad personam
- Agenda
- A latere ( il giudice a latere sta a fianco del giudice titolare del fascicolo di causa)
- Album
- Alias
- Alibi
- Alleluia
- alter ego
- ambo
- ante litteram
- a posteriori
- a priori
- arbiter elegantiae
- audio- video
- auditorium
- aula magna
- aurea mediocritas
- auscultare
- aut aut
- Aut caesar aut nihil (Questa era una frase che usavo spesso nei tempi in cui ero viziatella, o cesare o niente, cioè o tutto o niente, quindi senza nessun compromesso).
- Ave Maria
- Bis
- Bonus malus (ci hanno pensato le assicurazoni a farlo entrare nel linguaggio di tutti)
- Brevi manu
- busillis
- Campus (ci hanno pensato gli inglesi a farla entrare in italia con passaporto estero!)
- Caput mundi
- Caritas
- Carpe diem
- Casus belli
- cave canem
- clientes
- consecutio temporum
- corpus (raccolta di opere letterarie)
- corpus domini
- cui prodest (purtroppo lo dico e lo scrivo spesso, a chi giova?)
- cum grano salis
- cum quibus
- curriculum
- de cuius
- de facto Adesso mi fermo,l'idea del post, la ho avuta perché sono riuscita ad avere un libro di Marchi, che mi mancava da 30 anni, ma domani... o meglio appena posso continuo, miei cari latinisti.
4 ago 2014
Mutanda et Smemoranda
Se mi guardo attorno il mio nulla prende quota, e la mia autostima cresce. Non importa se a torto, ma indubbiamente per il mio io risulta positivo. e va bene così.
Avevo un blog ricevuto in regalo,dove scrivevo farina di altro sacco ed ho cancellato, ma che dico cancellato...non cancellato,si è pretesa la restituzione di un dono che avevo ricevuto per rottura di una anomala società...
Ho sempre sopravvalutato le persone con le quali intrattengo rapporti, e con la cenere in testa debbo confessare che questa mia abitudine fa male a me, la cui umiltà non viene compresa ed alimento l'ego degli altri, e fa male a chi perde la consapevolezza del proprio limite.
Mi fregio di non essere dattilografa insieme al fatto che sono pigra e non perdo tempo a limare, rileggere sopratutto gli strafalcioni di ortografia derivanti dalla digitazione, che per me è sempre indigesta.
E da questa mia carenza, forse dovuta più al mio carattere, frettoloso e superficiale considero questo post un prologo ad una serie di post dal titolo Impariamo l'italiano, Come si legge un libro, e Siamo tutti latinisti.
Ad maiora!
1 ago 2014
Indipendenti dall'invidia
Interrompo la mia deambulazione casereccia e di sistemazione, per un pensiero che voglio fissare
"L'invidia è un sentimento meschino, penoso, che avvelena i rapporti sociali, ma anche amicali ed di parentela, fa soffrire in silenzio e a volte sfocia in comportamenti assurdi, anche di competitività fra consanguinei, ma ancor peggiore non è la superbia di chi reputa che nessuno sia degno della propria invidia?
Ditemi voi.
Io Intanto prima ancora di aver tutto a posto sto organizzando per l'arrivo di un ospite ... conosciuto nove anni fa nel web, e amico nel reale da sette.
Ma lui, milanese, che sta facendo il giro della Sicilia in bici ... intanto si adatterà a sopportare una superbona? ;.)
OPS .... avevo dimenticato la musica e per lui,proprietario del Sound70, unico locale in Italia dove si ascolta solo anni'70 ed esclusivamente su vinile.
"L'invidia è un sentimento meschino, penoso, che avvelena i rapporti sociali, ma anche amicali ed di parentela, fa soffrire in silenzio e a volte sfocia in comportamenti assurdi, anche di competitività fra consanguinei, ma ancor peggiore non è la superbia di chi reputa che nessuno sia degno della propria invidia?
Ditemi voi.
Io Intanto prima ancora di aver tutto a posto sto organizzando per l'arrivo di un ospite ... conosciuto nove anni fa nel web, e amico nel reale da sette.
Ma lui, milanese, che sta facendo il giro della Sicilia in bici ... intanto si adatterà a sopportare una superbona? ;.)
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