Guardo questo schermo e nella mia mente ho mille lettere da digitare, talmente tante che ho innescato una guerra, tutte vogliono primeggiare! tutte pretendono di essere più importanti delle altre, tutte in effetti lo sono!
A chi dare spazio per prime ? e arriva lui, inesorabile, Il TEMPO, il tempo del prima e del dopo, mentre scorre la precarietà del presente.
Si, la precarietà è solo del presente, perchè tutto quello che si fa è sempre proiettato nel futuro.
Invece il passato è fermo, immobile, reale, presente nei ricordi.... è lui che ci regala emozioni, che ci riporta a suoni, odori, voci, colori.... che ci emozionano nel nostro presente.
14 mag 2017
19 mar 2017
I Fiumi sono due
Plemmirio
Ho bisogno di lasciarmi andare al sogno, di crederci e vivere delle sue immagini sensuali e vere: con esse si può volare, leggeri e bellissimi e si può planare come uccelli marini nella terra dei papiri che avvampano al sole del tramonto.
I due fiumi sono come i bracci di un diapason, lontani per miglia e miglia, vicinissimi alla fine: L’Anapo e il Ciane sfociano a pochi metri l’uno dall’altro, corrono incontro alla loro fine nel mare di Siracusa come due amanti uniti dallo stesso destino.
Le acque verdi della sorgente del Ciane sono appena increspate da una leggera brezza che culla le canne recando trilli malinconici e sottili. E’ facile rievocare la storia antica e terribile di Proserpina strappata da un’orda di demoni alle sue compagne di giochi. Il mito alza il tenore di un fatto geografico, stravolge e lancia nello spazio dell’immaginazione la mediocre normalità del quotidiano. Il mito racconta della ninfa Ciane che pianse per giorni e giorni l’amica perduta finchè gli dei compassionevoli non la mutarono in una splendida fonte, verdeazzurra come il suo nome…
Mi accendo una sigaretta, tiro una boccata ed espiro lentamente: il fumo è come il mio pensiero, mi esce dalla testa chiaro e limpido che pare che neanche mi appartenga e vola via lento come un uccello. Mio nonno mille anni fa mi raccontava che nella vita, se uno vuole essere uomo, si deve fare uccello: mangiare poco, non stare fermo mai, passare il mare, vedere posti ma senza farsi incastrare mai e senza farsi accecare mai, da una femmina, da un padrone, da una casa.
Nonno non ti ho dato ascolto, non pienamente ma una parte di me è rimasta uccello e stasera si è posata qui alle fonti del Ciane, un passo prima del mare. Devo confessarlo, non sono diventato un caminante, uno di quei fortunati che sono veri cittadini del mondo, non portano pesi e possono volare liberi ovunque; ma questo luogo col suo leggero ronzio di acqua che scorre è senza dubbio il posto del canto e del volo, dove l’acqua entra nella terra e si fa casa per gli uccelli, dove il mare e il cielo sono una cosa sola. Sognare qui costa pochissimo, lo Jonio a due passi mi raccoglierà …e poi annegare o volare non importerà molto, i palazzi della marina di Siracusa dall’altra parte del Plemmirio cominciano a diventare d’oro e d’argento mentre il sole scende nel mare.
Ho bisogno di lasciarmi andare al sogno, di crederci e vivere delle sue immagini sensuali e vere: con esse si può volare, leggeri e bellissimi e si può planare come uccelli marini nella terra dei papiri che avvampano al sole del tramonto.
I due fiumi sono come i bracci di un diapason, lontani per miglia e miglia, vicinissimi alla fine: L’Anapo e il Ciane sfociano a pochi metri l’uno dall’altro, corrono incontro alla loro fine nel mare di Siracusa come due amanti uniti dallo stesso destino.
Le acque verdi della sorgente del Ciane sono appena increspate da una leggera brezza che culla le canne recando trilli malinconici e sottili. E’ facile rievocare la storia antica e terribile di Proserpina strappata da un’orda di demoni alle sue compagne di giochi. Il mito alza il tenore di un fatto geografico, stravolge e lancia nello spazio dell’immaginazione la mediocre normalità del quotidiano. Il mito racconta della ninfa Ciane che pianse per giorni e giorni l’amica perduta finchè gli dei compassionevoli non la mutarono in una splendida fonte, verdeazzurra come il suo nome…
Mi accendo una sigaretta, tiro una boccata ed espiro lentamente: il fumo è come il mio pensiero, mi esce dalla testa chiaro e limpido che pare che neanche mi appartenga e vola via lento come un uccello. Mio nonno mille anni fa mi raccontava che nella vita, se uno vuole essere uomo, si deve fare uccello: mangiare poco, non stare fermo mai, passare il mare, vedere posti ma senza farsi incastrare mai e senza farsi accecare mai, da una femmina, da un padrone, da una casa.
Nonno non ti ho dato ascolto, non pienamente ma una parte di me è rimasta uccello e stasera si è posata qui alle fonti del Ciane, un passo prima del mare. Devo confessarlo, non sono diventato un caminante, uno di quei fortunati che sono veri cittadini del mondo, non portano pesi e possono volare liberi ovunque; ma questo luogo col suo leggero ronzio di acqua che scorre è senza dubbio il posto del canto e del volo, dove l’acqua entra nella terra e si fa casa per gli uccelli, dove il mare e il cielo sono una cosa sola. Sognare qui costa pochissimo, lo Jonio a due passi mi raccoglierà …e poi annegare o volare non importerà molto, i palazzi della marina di Siracusa dall’altra parte del Plemmirio cominciano a diventare d’oro e d’argento mentre il sole scende nel mare.
18 mar 2017
Uomooooo in mare
Anche stamani sono stata a passeggiare in casa , ad attaccare ex libris e sfogliarli. Ma non mi sono fatta mancare un giretto nella blogsfera, e ho inciampato in uno di quei siti, da brave/belle/struggenti/distanti dove in occasione della festa della donna (?) si è postato un video che inneggia alle donne "difficili" e ai poveri uomini disgraziati che o le capiscono o le capiscono e condividono, altrimenti, Altrimenti? non sono uomini.
Ha ragione Enzo Rasi, quando dice che campeggiano nel web degli zero assoluti, ed io quando mi allontano per lunghi periodi stanca di imbattermi in assurdi post, improbabili poesie, foto ridicole e talmente artefatte da intristire ogni realtà, mi sento pulita, cioè disintossicata dal brutto.
La donna difficile è difficile. Punto.
Poi ci sono quelle scomode, ma questo è un altro discorso ed ad esse non inneggiano le donne, donne, che tali preferirebbero non essere, ma essere comodamente tristi,distanti ed un po' gatte morte.
Ps- naturalmente contatti ed amiche escluse.
Ha ragione Enzo Rasi, quando dice che campeggiano nel web degli zero assoluti, ed io quando mi allontano per lunghi periodi stanca di imbattermi in assurdi post, improbabili poesie, foto ridicole e talmente artefatte da intristire ogni realtà, mi sento pulita, cioè disintossicata dal brutto.
La donna difficile è difficile. Punto.
Poi ci sono quelle scomode, ma questo è un altro discorso ed ad esse non inneggiano le donne, donne, che tali preferirebbero non essere, ma essere comodamente tristi,distanti ed un po' gatte morte.
Ps- naturalmente contatti ed amiche escluse.
17 mar 2017
Ho trascorso alcuni Natale al buio ma ho letto a lungo che la Luce esiste essa è, siamo noi a colorarla e a chiamarla coi nomi più svariati: per chi ha fede essa è il soprannaturale che incrocia il cammino dell’uomo, per chi guarda solo alla realtà concreta è un obiettivo di riflessione ed umana solidarietà
Mentre ti allontanavi pensai che era un atto , un momento della nostra vita, che avremmo avuto altre occasioni. Eri assolutamente bella, assolutamente lontana, assolutamente sola; totalmente tua. Il demone era ancora vivo. Allontanandoti lui cresceva a dismisura, si dispiegava in tutta la sua infernale grazia e il tempo trascorso è, banalmente, il mio esercizio di riparazione, una lucida considerazione affinché io capisca di essere stato sempre una strada parallela alla tua, vicina a sufficienza da poterci guardare dentro ma non da camminarci assieme. Oggi il sole è chiaro, un’armonia perfetta che monda il paesaggio da ogni imperfezione e io sono un uomo fortunato, non allegro né soddisfatto, ma cosciente della sua vita questo sì. Non è poco.
Mentre ti allontanavi pensai che era un atto , un momento della nostra vita, che avremmo avuto altre occasioni. Eri assolutamente bella, assolutamente lontana, assolutamente sola; totalmente tua. Il demone era ancora vivo. Allontanandoti lui cresceva a dismisura, si dispiegava in tutta la sua infernale grazia e il tempo trascorso è, banalmente, il mio esercizio di riparazione, una lucida considerazione affinché io capisca di essere stato sempre una strada parallela alla tua, vicina a sufficienza da poterci guardare dentro ma non da camminarci assieme. Oggi il sole è chiaro, un’armonia perfetta che monda il paesaggio da ogni imperfezione e io sono un uomo fortunato, non allegro né soddisfatto, ma cosciente della sua vita questo sì. Non è poco.
25 feb 2017
La mia vita è stata un romanzo gradevole ma complicato, tutto sommato, tanti i nuovi capitoli, scanditi da anni, luoghi diversi, conoscenze e il web.
Si, il web ha modificato qualcosa, ha inciso profondamente sul tipo di rapporti con le persone, quelle dietro il monitor, che poi stranamente una volta conosciuti nel reale, capivi di conoscerli da sempre con una partecipazione difficile da raggiungere, con persone amiche da sempre nel reale.
Il web ci cambia, come non so, ma io sono diversa, lo sarei ugualmente per gli anni che passano e con essi esperienze,
Si, il web ha modificato qualcosa, ha inciso profondamente sul tipo di rapporti con le persone, quelle dietro il monitor, che poi stranamente una volta conosciuti nel reale, capivi di conoscerli da sempre con una partecipazione difficile da raggiungere, con persone amiche da sempre nel reale.
Il web ci cambia, come non so, ma io sono diversa, lo sarei ugualmente per gli anni che passano e con essi esperienze,
22 gen 2017
19 gen 2017
La mia Prima Boutique
Se ne vanno pezzi di vita, legati fra loro da fragili anelli fatti di ricordi.
Era la fine degli anni '60, e quella che ai più sembrava il capriccio di una ragazza, viziata ed abituata ad avere tutto,si rivelò una scelta di vita e una passione che ancora dura.
Osteggiata in un primo momento dai miei che reputavano non consono al nostro ambiente l'essere commerciante, ma accontentata da una madre,
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| Old family photo |
Ci recammo a Catania, il meglio del design moderno, l'innovazione e la qualità allora si chiamavano Tito D'Emilio, lui in persona mi consigliò il tipo di mobili, mi fece uno schema di un controsoffitto a travi, nuovo e innovativo e insistette per una alta moquette nera.
Siamo a negli anni '60, la cosa ci parve troppo
azzardata e così il compromesso fu "negozio bianco e un caldo marrone".
Lui pensò a tutto, e mi ritrovai l'angolo conversazione, ai tempi una grande novità, con quattro poltrone di pelle bianca. Tutto era firmatissimo da quella scuola di architetti milanesi, che ancora oggi sono grande fonte di ispirazione.
Porta ombrelli, posaceneri, portacarte da scrittoio e nell'angolo la lampada spirale che ancora oggi è in vita in camera di mio figlio.
Di questo signore bello e distinto ricordo la gentilezza e la modestia nel dire, "tutto è così bello, per il gusto della ragazza, ma anche lavorare e creare senza budget è il massimo del piacere".
Adesso se ne è andato, lasciando un ricordo di professionalità, diligenza, signorilità. Da parte mia grande ammirazione, lui ha innescato un meccanismo di amore per il nuovo ed il bello che ancora dura.
15 set 2016
Cimitero e teatro.
| Old family photo |
Sono la pià piccola di tutti i cugini, ero tornata ad abitare la casa di famiglia, rientrata a Sant'Agata dopo un infarto. convinta che da li a poco mi sarei trasferita in quella eterna.
Il palazzo Liotta era come lo avevo lasciato trenta e più anni prima, Maria , oramai cinquantacinquenne, pensava a tenere tutto in ordine e pulito da quando, coadiuvata da altri, aveva solo 15 anni.
Ero sola e la casa di famiglia, non considerata in gioventù, mi apparve come un sogno,
Possibile che salendo la scala dalle grandi finestre del pianerottolo non avessi mai sentito da ragazza il meraviglioso profumo del gelsomino centenario, e mai l'inebriante odore della zagara che inondava tutto il quartiere?
Dall'ingresso la scala scendeva al giardino, ultimo nel centro del paese con l'impianto di metà ottocento, e con la grande palma al centro di una aiuola, piantata da mio bisnonno, al passaggio di Garibaldi.
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| Old Family Photo Studio |
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| Old Family Photo Pranzo |
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| Old family photo |
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| Old Family Photo La mia camera |
Matteo Collura disse che era sua intenzione scrivere un racconto, da inserire insieme ad altri, o un librosul terremoto di Messina.
Mi chiese notizie sulla tomba Liotta, e mi riferì che essa e lo scultore Messina erano stati oggetto di tesi di laurea, cosa di cui io non ero a conoscenza.
Gli mostrai le foto inedite del terremoto scattate da mio prozio, appassionato di fotografie, hobby che a fine '800, primi '900 solo pochi potevano permettersi.
Parlammo del libro che aveva presentato e che mi ero affrettata a leggere, non appena saputo della sua futura visita, fummo concordi nel pensare che "Qualcuno ha ucciso il generale", denunci uno dei tanti misteri della storia dei Mille, e delle battaglie garibaldine.
Gli raccontai quello che sapevo della tomba, e dei racconti di famiglia, a cui ,in vero, fino dopo i vent'anni non prestavo molta attenzione, parlammo della enorme tragedia, delle innumerevoli testimonianze di foto e scritti che documentano Messina ed i paesi limitrofi dello stretto, ma dal punto di vista della spettacolarità dell'evento è la tomba dei piccoli Liotta ad esprimere la rappresentazione più efficace.
La zia Giovannina, così si chiamava una cugina di mia nonna, lasciò Messina per recarsi a Sant'Agata per il battesimo del nipotino, figlio della sua primogenita.
Non portò con se i figli, e neanche il piccolino, che attaccato alla sua gonna voleva andare con la sua mamma.
Alla stazione lei stacco la sua manina lasciandolo piangente, e convincendolo di restare con i fratellini ed il papà.
Immane tragedia non risparmiò i sei figli, il marito ed il cognato, e lei, fu ospitata nella casa di sua figlia, perse la parola e castigava colpendo con la mano, quell'altra che aveva staccato dal piccolo.
Nel 2008, Matteo Collura inserì in una nuova edizione di Sicilia Sconosciuta la storia di questa tomba negli itinerari messinesi, ma diede subito alla stampa nel 2007 , L'isola Senza Ponte, dove un intero capitolo LA MESSA IN SCENA DELLA MORTE è dedicato al sepolcro e allo scultore che magistralmente ha rappresentato un dolore corale con soltanto il corpo di un bambino e un angelo, la madre, che scava.
| Old family Photo |
Si prova una sensazione difficile da rendere nel leggere al centro di ognuna delle otto corone i nomi : Aida, Angelina, Marana, Gaetano, Clelia, Peppino, Ciccino, Attilio. Sei sono fratellini Liotta, tutti finiti quella mattina sotto le macerie Gaetano è il padre Ciccino un fratello di questi.....
Questo racconto doloroso e patetico mi è venuto spontaneo, mentre scrivevo avevo davanti alcune photo che ritraggono la tomba della famiglia Liotta. Di fronte a quelle immagini ci si sente spettatori di un mistero crudele quanto insondabile. Quel mistero che mobilita e commuove le folle siciliane nella rievocazione e morte di Gesù........
..... ma erano essi ( i conventi) a conferire alla citta la cupezza sua e il suo carattere, il suo decoro, ed insieme il senso di morte che neppure la frenetica luce siciliana riusciva mai a disperdere.....
Vitaliano Brancati fa dire ad un suo personaggio che lo sforzo costante della sua vita è stato di vedere la luce nel mondo ( e per lui la luce è quella della Sicilia)......
.... La contemplazione della morte, se da un lato è una filosofia di vita, dall'altro può essere la vita stessa che si specchia nel suo contrario, per riceverne forza, senso e conforto.
Abbiamo detto contemplazione, ma avremmo potuto dire "rappresentazione" dando così un significato che va oltre il più che comprensibile dolore di una donna il cui terremoto ha portato via sei figli il marito ed il cognato.
Un significato che ha dato sfogo alla terribile "spettacolarità" della tomba Liotta di Sant'Agata Militello.-Matteo Collura
.
PS. Giro per casa, guardo accarezzo e .... fa male sistemare i libri ed inserire gli ex libris dove mancano... si entra nei meandri dei ricordi, unico capitale che ho.
20 ago 2016
Erano gli anni della Milano da bere, e trascorrevo più tempo in quella elegante città, che in Sicilia. Credo che chi ha nelle vene lo scorrere fluido delle stagioni con creatività innamorati dell'arte applicata all'industria non riusciranno mai ad uscire dalla "moda".
Adesso che sono avanti con gli anni, e dopo giorni di immersione fra i vari Pitti, l'attenta lettura di Fashion che settimanalmente arriva nella mia mail da almeno dieci anni, la visione di video che presentano collezioni, o interviste a personaggi che una volta conoscevo personalmente, sono arrivata alla conclusione che l'unica cosa di moda nella moda è la Moda.
Adesso che sono avanti con gli anni, e dopo giorni di immersione fra i vari Pitti, l'attenta lettura di Fashion che settimanalmente arriva nella mia mail da almeno dieci anni, la visione di video che presentano collezioni, o interviste a personaggi che una volta conoscevo personalmente, sono arrivata alla conclusione che l'unica cosa di moda nella moda è la Moda.
11 ago 2016
Già da maggio con l'arrivo delle belle giornate, la domenica si andava a Tindari, l'occasione era la Santa Messa ma anche per godere del panorama girare fra le bancarelle e rifornirmi delle collane di nocciole, buone , abbrustolite al punto giusto.
Se andavo con lui, era un saluto ed un invito continuo, perchè negli anni di cui parlo era assessore al commercio sport e spettacolo, e gestire l'estate dell'antico teatro Greco di Tindari.
Se andavo con lui, era un saluto ed un invito continuo, perchè negli anni di cui parlo era assessore al commercio sport e spettacolo, e gestire l'estate dell'antico teatro Greco di Tindari.
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