Se ne vanno pezzi di vita, legati fra loro da fragili anelli fatti di ricordi.
Era la fine degli anni '60, e quella che ai più sembrava il capriccio di una ragazza, viziata ed abituata ad avere tutto,si rivelò una scelta di vita e una passione che ancora dura.
Osteggiata in un primo momento dai miei che reputavano non consono al nostro ambiente l'essere commerciante, ma accontentata da una madre,
Old family photo |
Ci recammo a Catania, il meglio del design moderno, l'innovazione e la qualità allora si chiamavano Tito D'Emilio, lui in persona mi consigliò il tipo di mobili, mi fece uno schema di un controsoffitto a travi, nuovo e innovativo e insistette per una alta moquette nera.
Siamo a negli anni '60, la cosa ci parve troppo
azzardata e così il compromesso fu "negozio bianco e un caldo marrone".
Lui pensò a tutto, e mi ritrovai l'angolo conversazione, ai tempi una grande novità, con quattro poltrone di pelle bianca. Tutto era firmatissimo da quella scuola di architetti milanesi, che ancora oggi sono grande fonte di ispirazione.
Porta ombrelli, posaceneri, portacarte da scrittoio e nell'angolo la lampada spirale che ancora oggi è in vita in camera di mio figlio.
Di questo signore bello e distinto ricordo la gentilezza e la modestia nel dire, "tutto è così bello, per il gusto della ragazza, ma anche lavorare e creare senza budget è il massimo del piacere".
Adesso se ne è andato, lasciando un ricordo di professionalità, diligenza, signorilità. Da parte mia grande ammirazione, lui ha innescato un meccanismo di amore per il nuovo ed il bello che ancora dura.
Ogni tuo scritto è un piacere per l'anima. Grazie.
RispondiEliminaSei troppo buona, non è uno scritto particolarmente piacevole,ma è stata speciale la mia vita, anche se a tratti particolarmente dolorosa.
Eliminagrazie per questo spaccato di vita familiare!!!
RispondiEliminaUn sorriso
Grazie Luigi del passaggio, per adesso sono in "isolamento", quindi da buon capricorno, penso progetto e ricordo... e scrvo di me, la cosa che faccio con meno faticaUn sorriso anche a te.
EliminaAspetto la seconda puntata... ciao cara.
RispondiEliminaChe pacere leggerti qui, a seguire dopo la prima boutique c'è stato tanto e le puntate dovrebbero essere troppe
EliminaUn abbraccio
Un post stimolante.
RispondiEliminaE' poi durata tre stagioni la boutique?
Cristiana
No,da li è partita la prima pietra che negli anni ha visto altre boutique, in altri paesi, e poi rappresentanze, e produzione...
EliminaLe mie molteplici attività sono durate 30 anni... un giorno ne scriverò? Chi sa....
Quanti scrigni di vita ... Ho sognoto. Ti ho visa alle prese con i clienti, conversare, accogliere, consigliare. Ti ho vista, in qualche momento, dimentica del lavoro, non per negligenza, ma presa nella relazione conoscitiva che ha messo a proprio agio e che ha legato a te molte persone ... Ok, ho sognato abbastanza, anzi, mi hai fatto sognare abbastanza
RispondiEliminaGrazie e alla prossima.
Graziana cara, ho fatto il mio lavoro con amore e rispetto per tutti, e finita questo, non certo per crisi commerciale, ancora oggi esistono saldi legami dovuti a quei tempi.
EliminaGingi
Eccomi finalmente a ricambiare la tua graditissima visita, conoscerti è stato un vero piacere e conoscere il tuo blog sarà stimolante. Bellissima la storia che hai raccontato, raffinatezza, eleganza, un ambiente " da favola". Com'è finita? Ha funzionato? E che bella l'immagine della lampada che ha trovato nuova vita nella camera di tuo figlio!
RispondiEliminaTi auguro un sereno fine settimana.
Antonella
E come se ha fuzionato !!! E l'"impero" creato in trenta brevi e fattivi anni, sarebbe ancora vivo se non fosse entrata in gioco la componente affettiva ed il mio ancestrale ed unilaterale amore per fa famiglia.
EliminaOh se mi sarebbe piaciuto essere cliente di una simile boutique accogliente e all'avanguardia! E pur essendo tutt'altro genere, decisamente più retrò, non ho potuto non pensare con commozione al negozio Borsalino dei miei genitori in Ostia, mare di Roma. E cloche da donna, cappellini con veletta e guanti splendidi, bastoni da passeggio oltre ai mitici cappelli di feltro da uomo con la tesa larga...che non disdegnavo indossare, seppur maschili!
RispondiEliminaNe ho ancora, ma meno coraggio di osare.
Grazie Gingi per averci presentato una persona fine ed elegante che hai conosciuto.
Un abbraccio dalla Donna delle Nevi
Susanna
Susanna, simpatica, sempre presente, affettuosa ... ma per adesso sentire "donna delle nevi" mi turba. Sorrido e penso al mio mare mentre sono chiusa fra quattro calde mura di una città sempre innevata e ghiacciata.Hai dipinto in una frase l'atmosfera d'antan di negozi che purtroppo stanno sparendo... ricordo Firenze e Roma di anni fa, guanti, cappelli, pagliette o feltri...ora relegati nel reparto accessori di negozi freddi e tutti uguali. Tito D'Emilio è stato un personaggio d'avanguardia nel design italiano, premiato con il Compasso D'Oro, la più importante onorificenza del settore commercio e architettura.
EliminaUn abbraccio Gingi
Bello leggere questo spaccato di vita, memoria di altri tempi. credo sia stato eccitante e bello cominciare con queste premesse e poi com'è andata?
RispondiEliminaCiao un saluto Stefania
E' andata al di la di ogni aspettativa. Il lavoro si è ingrandito, diversificato, la passione continua, anche nei miei figli. Adesso sono avanti con gli anni ma sola.... ho sbagliato la scelta più importante della vita. ricambio il saluto
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