25 feb 2017

La mia vita è stata un romanzo gradevole ma complicato, tutto sommato, tanti i nuovi capitoli, scanditi da anni, luoghi diversi, conoscenze e il web.
Si, il web ha modificato qualcosa, ha inciso profondamente sul tipo di rapporti con le persone, quelle dietro il monitor, che poi stranamente una volta conosciuti nel reale, capivi di conoscerli da sempre con una partecipazione difficile da raggiungere, con persone amiche da sempre nel reale.
Il web ci cambia, come non so, ma io sono diversa, lo sarei ugualmente per gli anni che passano e con essi esperienze,

19 gen 2017

La mia Prima Boutique


Se ne vanno pezzi di vita, legati fra loro da fragili anelli fatti di ricordi.
Era la fine degli anni '60, e quella che ai più sembrava il capriccio di una ragazza, viziata ed abituata ad avere tutto,si rivelò una scelta di vita e una passione che ancora dura.
Osteggiata in un primo momento dai miei che reputavano non consono al nostro ambiente l'essere commerciante, ma accontentata da una madre,
Old family photo
che, pur essendo parsimoniosa era abituata al meglio; disse: "Bene, vuoi aprire una boutique?, allora fallo nel miglior dei modi e con una sicurezza alle spalle che ti consenta di ottemperare agli impegni per tre stagioni, dopo di che se non va chiudi e usi la tua laurea."

Ci recammo a Catania, il meglio del design moderno, l'innovazione e la qualità  allora si chiamavano Tito D'Emilio, lui in persona mi consigliò il tipo di mobili, mi fece uno schema di un controsoffitto a travi,  nuovo e innovativo e insistette per una alta moquette nera.
Siamo a negli anni '60, la cosa ci parve troppo
azzardata e così il compromesso fu "negozio bianco e un caldo marrone".
Lui pensò a tutto, e mi ritrovai l'angolo conversazione, ai tempi una grande novità, con quattro poltrone di pelle bianca. Tutto era firmatissimo da quella scuola di architetti milanesi, che ancora oggi sono grande fonte di ispirazione.
Porta ombrelli, posaceneri, portacarte da scrittoio e nell'angolo la lampada spirale che ancora oggi è in vita in camera di mio figlio.
Di questo signore bello e distinto ricordo la gentilezza e la modestia nel dire, "tutto è così bello, per il gusto della ragazza, ma anche lavorare e creare senza budget è il massimo del piacere".
Adesso se ne è andato, lasciando un ricordo di professionalità, diligenza, signorilità. Da parte mia grande ammirazione, lui ha innescato un meccanismo di amore per il nuovo ed il bello che ancora dura.

15 set 2016

Cimitero e teatro.

Old family photo
Aveva telefonato un mio cugino da Palermo, mi disse che sarebbe venuto a giorni un giornalista, doveva presentare un suo libro in una scuola di S.Agata, e con l'occasione avrebbe voluto sapere... sapere di quella tomba, capolavoro e testimonianza dello scultore  palermitano Leopoldo Messina.  IL libro del 2006 era : Qualcuno ha ucciso il generale.dopo il dibattito con gli studenti sarebbe venuto a trovarmi.
Sono la pià piccola di tutti i cugini, ero tornata ad abitare la casa di famiglia, rientrata a Sant'Agata dopo un infarto. convinta che da li a poco mi sarei trasferita in quella eterna.
Il palazzo Liotta era come lo avevo lasciato trenta e più anni prima, Maria , oramai cinquantacinquenne, pensava a tenere tutto in ordine e pulito da quando, coadiuvata da altri, aveva solo 15 anni.
Ero sola e la casa di famiglia, non considerata in gioventù, mi apparve come un sogno,
Possibile che salendo la scala dalle grandi finestre del pianerottolo non avessi mai sentito da ragazza il meraviglioso profumo del gelsomino centenario, e mai l'inebriante odore della zagara che inondava tutto il quartiere?
Dall'ingresso la scala scendeva al giardino, ultimo nel centro del paese con l'impianto di metà ottocento, e con la grande palma al centro di una aiuola, piantata da mio bisnonno, al passaggio di Garibaldi.
Old Family Photo Studio




Old Family Photo Pranzo


Old family photo


Old Family Photo La mia camera


Al suono del campanello mi affacciai sul pianerottolo, lo vidi salire, aveva una bella immagine il capello lunghetto e selvaggio alla Maldini, imbarazzato, forse impacciato, mi salutò farfugliando credo un "il presidente ha avvisato della mia venuta ?" gli sorrisi e lui fece i complimenti chiedendomi se abitavo da sola la grande casa, e aggiunse carinamente, che, abituato a Milano, questo poteva considerarsi un grande spreco.
Matteo Collura disse che era sua intenzione scrivere  un racconto, da inserire insieme ad altri, o un librosul terremoto di Messina.
Mi chiese notizie sulla tomba Liotta, e mi riferì che essa e lo scultore Messina erano stati oggetto di tesi di laurea, cosa di cui io non ero a conoscenza.
Gli mostrai le foto inedite del terremoto  scattate  da mio prozio, appassionato di fotografie, hobby che a fine '800, primi '900 solo pochi potevano permettersi.
Parlammo del libro che aveva presentato e che mi ero affrettata a leggere, non appena saputo della sua futura visita, fummo concordi nel pensare che "Qualcuno ha ucciso il generale", denunci uno dei tanti misteri della storia dei Mille, e delle battaglie garibaldine.
Gli raccontai quello che sapevo della tomba, e dei racconti di famiglia, a cui ,in vero, fino dopo i vent'anni non prestavo molta attenzione, parlammo della enorme tragedia, delle innumerevoli testimonianze di foto e scritti che documentano Messina ed i paesi limitrofi dello stretto, ma dal punto di vista della spettacolarità dell'evento è la tomba dei piccoli Liotta ad esprimere la rappresentazione più efficace.
La zia Giovannina, così si chiamava una cugina di mia nonna, lasciò Messina per recarsi a Sant'Agata per il battesimo del nipotino, figlio della sua primogenita.
Non portò con se i figli,  e neanche il piccolino, che attaccato alla sua gonna voleva andare con la sua mamma.
Alla stazione lei stacco la sua manina lasciandolo piangente, e convincendolo di restare con i fratellini ed il papà.
Immane tragedia non risparmiò i sei figli, il marito ed il cognato, e lei, fu ospitata nella casa di sua figlia, perse la parola e castigava colpendo con la mano, quell'altra che aveva staccato dal piccolo.
Nel 2008, Matteo Collura inserì in una nuova edizione di Sicilia Sconosciuta la storia di questa tomba negli itinerari messinesi, ma diede subito alla stampa nel 2007 , L'isola Senza Ponte, dove un intero capitolo LA MESSA IN SCENA DELLA MORTE è dedicato al sepolcro e allo scultore che magistralmente ha rappresentato un dolore corale con soltanto il corpo di un bambino e un angelo, la madre, che scava.
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" E' uno spettacolare esempio di esibizione del dolore ( ma sarebbe meglio dire di elaborazione del lutto, e cioè della particolare ritualità dei siciliani nel celebrare il mistero della morte), la tomba con scolpito il corpo di quel bambino ucciso dal terremoto.
Si prova una sensazione difficile da rendere nel leggere al centro di ognuna delle otto corone i nomi : Aida, Angelina, Marana, Gaetano, Clelia, Peppino, Ciccino, Attilio. Sei sono fratellini Liotta, tutti finiti quella mattina sotto le macerie Gaetano è il padre Ciccino un fratello di questi.....
Questo racconto doloroso e patetico mi è venuto spontaneo, mentre scrivevo avevo davanti alcune photo che ritraggono la tomba della famiglia Liotta. Di fronte a quelle immagini ci si sente spettatori di un mistero crudele quanto insondabile. Quel mistero che mobilita e commuove le folle siciliane nella rievocazione e morte di Gesù........
..... ma erano essi ( i conventi) a conferire alla citta la cupezza sua e il suo carattere, il suo decoro, ed insieme il senso di morte che neppure la frenetica luce siciliana riusciva mai a disperdere.....
Vitaliano Brancati fa dire ad un suo personaggio che lo sforzo costante della sua vita è stato di vedere la luce nel mondo ( e per lui la luce è quella della Sicilia)......
.... La contemplazione della morte, se da un lato è una filosofia di vita, dall'altro può essere la vita stessa che si specchia nel suo contrario, per riceverne forza, senso e conforto.
Abbiamo detto contemplazione, ma avremmo potuto dire "rappresentazione" dando così un significato che va oltre il più che comprensibile dolore di una donna il cui terremoto ha portato via sei figli il marito ed il cognato.
Un significato che ha dato sfogo alla terribile "spettacolarità" della tomba Liotta di Sant'Agata Militello.-Matteo Collura 
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PS. Giro per casa, guardo accarezzo e .... fa male sistemare i libri ed inserire gli ex libris dove mancano... si entra nei meandri dei ricordi, unico capitale che ho.

20 ago 2016

Erano gli anni della Milano da bere, e trascorrevo più tempo in quella elegante città, che in Sicilia. Credo che chi ha nelle vene lo scorrere fluido delle stagioni con creatività innamorati dell'arte applicata all'industria non riusciranno mai ad uscire dalla "moda".
Adesso che sono avanti con gli anni, e dopo giorni di immersione fra i vari Pitti, l'attenta lettura di Fashion che settimanalmente arriva nella mia mail da almeno dieci anni,  la visione di video che presentano collezioni, o interviste a personaggi che una volta conoscevo personalmente, sono arrivata alla conclusione che l'unica cosa di moda nella moda è la Moda. 

11 ago 2016

Già da maggio con l'arrivo delle belle giornate, la domenica si andava a Tindari, l'occasione era la Santa Messa ma anche per godere del panorama girare fra le bancarelle e rifornirmi delle collane di nocciole, buone , abbrustolite al punto giusto.
Se andavo con lui, era un saluto ed un invito continuo, perchè negli anni di cui parlo era assessore al commercio sport e spettacolo, e gestire l'estate dell'antico teatro Greco di Tindari.

30 giu 2016

Due giorni di relax prima della partenza e quando mi rilasso torno ai miei amori. Le pezze, il filo. Quell'arte applicata all'industria , che portiamo addosso inconsapevoli delle idee, della creatività, del lavoro, ma anche dello studio che ha portato alla sua realizzazione.
Da sedici anni, non faccio parte attiva di quel mondo fantastico in cui avevo realizzato i miei sogni, e da lontano spio, controllo, mi informo, seguo.
E queste settimane sono state intense, prima il Pitti Uomo, poi, il Bimbo, ed adesso è in corso il Pitti Filati.
Potrebbe sembrare un salone di secondaria importanza ma, insieme ad Unica (ex Moda In ), è il punto di partenza di tutti i produttori nazionali e internazionali. Si presentano le novità ed in questi tre giorni, girando come curiose scimmiette, sono tutti alla ricerca del nuovo,  presentato dopo una spasmodica ricerca di innovazione.
Si stanno presentando le basi per le collezioni dell'inverno 2017.
Da una parte lo spazio ricerca, dove materia e sperimentazione aprono nuovi scenari. La trasformazione viene considerata innovazione.
Sono sfide  interessanti e stimolanti che porterà a sperimentare, realizzare e produrre con la plastica degli oceani, gli scarti di lavorazione o ancora, alghe, carciofi, fiori o, ancora, lavorazioni ad opera di insetti, cellule staminali, batteri e funghi, cocci di porcellane. Materiali "della rivoluzione" adoperati realmente, o semplicemente come ispirazione, per produrre nuove e sorprendenti maglie.
Basta guardare la foto e ci si rende conto dei nomi dei nuovi materiali.
E poi ....

Per la prima volta in assoluto in scena alla Fortezza da Basso di Firenze, Vintage Selection è la mostra-mercato di abbigliamento, accessori e oggetti di design vintage, in concomitanza di luogo e di tempo con Pitti Filati 79 (dal 29 giugno al 1 luglio). Un cambiamento di location che riguarderà esclusivamente le edizioni estive, studiato per potenziare ancor più la sinergia con Pitti Filati e offrire un servizio ulteriore agli addetti ai lavori.

Laboratorio di ricerca che guarda alla moda del passato e archivio da cui i designer di oggi traggono suggestioni creative, a questa 28esima edizione Vintage Selection coinvolgerà espositori e pubblico con una ricca serie di novità. All’interno del Padiglione Medici, un vero e proprio festival della cultura vintage che offrirà occasioni di shopping, sorpresa e intrattenimento.
Le forme si semplificano all'osso o allo stereotipo, diventano una cornice, lasciando tutto lo spazio al materiale.

23 giu 2016

Il sognatore

Tutto a posto, tutti i tasselli in ordine, il pranzo, il soggiorno, la cucina, i miei libri, i vinili, i cd, la stanza delle vergone dove adesso insieme al caos di lavoretti vari, di giornali, di ricami, di appunti e scarabocchi, pitture ,c'è un altro scrittoio con un pc fisso.
Il portatile è posizionato in cucina che in questa casa è più grande del salone... salone? qui lo chiamano " u cammaruni", e lo chiama così anche Giovanni, che di cammaruni ne ha otto ad andare e otto a tornare, uno degli ultimi gattopardi che vivono in una vera dimora, quella da novanta stanze che è degna di tale nome, come diceva Tomasi solo perchè non la si conosce tutta.
Da questo posto da favola sono stata strappata una mattina di tanti anni fa, messa in una macchina con l'autista e spedita dalla nonna paterna. Niente scuola, "si prosegue l'anno da privatista"! niente contatti con compagni e amici, allontanata dal barocco, dall'arte delle immagini in movimento e adesso... ? di nuovo a pestare le pietre ed il naso all'insu, ritornata dopo 50 anni.
Come il gatto di casa ho marcato il territorio, ho raccolto emozioni a piene mani come 
quella di aver sentito il tuffo al cuore della mia compagna di banco... asilo, elementari, pianoforte, un anno e mezzo delle medie insieme, ed abbiamo ripreso quel filo e quel comprenderci anche negli anziani pensieri biricchini di adesso.
Come al solito le mie passioni mi inseguono, è successo in Toscana a Roma, ed
 anche qui adesso....ma non raccolgo più. 
Adesso ? ma questa è una bozza di un anno fa, e in questo tempo ho sistemato altra casa e sono fra altre pietre, in altre stanze, con la bellezza di luoghi diversi, ma non ho abbandonato le antiche pietre e i miei oggetti dell'anima.Così adesso dopo essere stata tante cose sono diventata pure pendolare. Purtroppo una pendolare che per andare da un luogo all'altro impiega 12 ore... ma non sono andata in un altro continente sono sempre al sud.