Erano gli anni della Milano da bere, e trascorrevo più tempo in quella elegante città, che in Sicilia. Credo che chi ha nelle vene lo scorrere fluido delle stagioni con creatività innamorati dell'arte applicata all'industria non riusciranno mai ad uscire dalla "moda".
Adesso che sono avanti con gli anni, e dopo giorni di immersione fra i vari Pitti, l'attenta lettura di Fashion che settimanalmente arriva nella mia mail da almeno dieci anni, la visione di video che presentano collezioni, o interviste a personaggi che una volta conoscevo personalmente, sono arrivata alla conclusione che l'unica cosa di moda nella moda è la Moda.
20 ago 2016
11 ago 2016
Già da maggio con l'arrivo delle belle giornate, la domenica si andava a Tindari, l'occasione era la Santa Messa ma anche per godere del panorama girare fra le bancarelle e rifornirmi delle collane di nocciole, buone , abbrustolite al punto giusto.
Se andavo con lui, era un saluto ed un invito continuo, perchè negli anni di cui parlo era assessore al commercio sport e spettacolo, e gestire l'estate dell'antico teatro Greco di Tindari.
Se andavo con lui, era un saluto ed un invito continuo, perchè negli anni di cui parlo era assessore al commercio sport e spettacolo, e gestire l'estate dell'antico teatro Greco di Tindari.
17 lug 2016
30 giu 2016
Due giorni di relax prima della partenza e quando mi rilasso torno ai miei amori. Le pezze, il filo. Quell'arte applicata all'industria , che portiamo addosso inconsapevoli delle idee, della creatività, del lavoro, ma anche dello studio che ha portato alla sua realizzazione.
Da sedici anni, non faccio parte attiva di quel mondo fantastico in cui avevo realizzato i miei sogni, e da lontano spio, controllo, mi informo, seguo.
E queste settimane sono state intense, prima il Pitti Uomo, poi, il Bimbo, ed adesso è in corso il Pitti Filati.
Potrebbe sembrare un salone di secondaria importanza ma, insieme ad Unica (ex Moda In ), è il punto di partenza di tutti i produttori nazionali e internazionali. Si presentano le novità ed in questi tre giorni, girando come curiose scimmiette, sono tutti alla ricerca del nuovo, presentato dopo una spasmodica ricerca di innovazione.
Si stanno presentando le basi per le collezioni dell'inverno 2017.
Da una parte lo spazio ricerca, dove materia e sperimentazione aprono nuovi scenari. La trasformazione viene considerata innovazione.
Sono sfide interessanti e stimolanti che porterà a sperimentare, realizzare e produrre con la plastica degli oceani, gli scarti di lavorazione o ancora, alghe, carciofi, fiori o, ancora, lavorazioni ad opera di insetti, cellule staminali, batteri e funghi, cocci di porcellane. Materiali "della rivoluzione" adoperati realmente, o semplicemente come ispirazione, per produrre nuove e sorprendenti maglie.
Basta guardare la foto e ci si rende conto dei nomi dei nuovi materiali.
E poi ....
Per la prima volta in assoluto in scena alla Fortezza da Basso di Firenze, Vintage Selection è la mostra-mercato di abbigliamento, accessori e oggetti di design vintage, in concomitanza di luogo e di tempo con Pitti Filati 79 (dal 29 giugno al 1 luglio). Un cambiamento di location che riguarderà esclusivamente le edizioni estive, studiato per potenziare ancor più la sinergia con Pitti Filati e offrire un servizio ulteriore agli addetti ai lavori.
Laboratorio di ricerca che guarda alla moda del passato e archivio da cui i designer di oggi traggono suggestioni creative, a questa 28esima edizione Vintage Selection coinvolgerà espositori e pubblico con una ricca serie di novità. All’interno del Padiglione Medici, un vero e proprio festival della cultura vintage che offrirà occasioni di shopping, sorpresa e intrattenimento.
Le forme si semplificano all'osso o allo stereotipo, diventano una cornice, lasciando tutto lo spazio al materiale.
Da sedici anni, non faccio parte attiva di quel mondo fantastico in cui avevo realizzato i miei sogni, e da lontano spio, controllo, mi informo, seguo.
E queste settimane sono state intense, prima il Pitti Uomo, poi, il Bimbo, ed adesso è in corso il Pitti Filati.
Potrebbe sembrare un salone di secondaria importanza ma, insieme ad Unica (ex Moda In ), è il punto di partenza di tutti i produttori nazionali e internazionali. Si presentano le novità ed in questi tre giorni, girando come curiose scimmiette, sono tutti alla ricerca del nuovo, presentato dopo una spasmodica ricerca di innovazione.
Si stanno presentando le basi per le collezioni dell'inverno 2017.
Da una parte lo spazio ricerca, dove materia e sperimentazione aprono nuovi scenari. La trasformazione viene considerata innovazione.
Sono sfide interessanti e stimolanti che porterà a sperimentare, realizzare e produrre con la plastica degli oceani, gli scarti di lavorazione o ancora, alghe, carciofi, fiori o, ancora, lavorazioni ad opera di insetti, cellule staminali, batteri e funghi, cocci di porcellane. Materiali "della rivoluzione" adoperati realmente, o semplicemente come ispirazione, per produrre nuove e sorprendenti maglie.
Basta guardare la foto e ci si rende conto dei nomi dei nuovi materiali.
E poi ....
Per la prima volta in assoluto in scena alla Fortezza da Basso di Firenze, Vintage Selection è la mostra-mercato di abbigliamento, accessori e oggetti di design vintage, in concomitanza di luogo e di tempo con Pitti Filati 79 (dal 29 giugno al 1 luglio). Un cambiamento di location che riguarderà esclusivamente le edizioni estive, studiato per potenziare ancor più la sinergia con Pitti Filati e offrire un servizio ulteriore agli addetti ai lavori.
Laboratorio di ricerca che guarda alla moda del passato e archivio da cui i designer di oggi traggono suggestioni creative, a questa 28esima edizione Vintage Selection coinvolgerà espositori e pubblico con una ricca serie di novità. All’interno del Padiglione Medici, un vero e proprio festival della cultura vintage che offrirà occasioni di shopping, sorpresa e intrattenimento.
Le forme si semplificano all'osso o allo stereotipo, diventano una cornice, lasciando tutto lo spazio al materiale.
29 giu 2016
23 giu 2016
Il sognatore
Tutto a posto, tutti i tasselli in ordine, il pranzo, il soggiorno, la cucina, i miei libri, i vinili, i cd, la stanza delle vergone dove adesso insieme al caos di lavoretti vari, di giornali, di ricami, di appunti e scarabocchi, pitture ,c'è un altro scrittoio con un pc fisso.
Il portatile è posizionato in cucina che in questa casa è più grande del salone... salone? qui lo chiamano " u cammaruni", e lo chiama così anche Giovanni, che di cammaruni ne ha otto ad andare e otto a tornare, uno degli ultimi gattopardi che vivono in una vera dimora, quella da novanta stanze che è degna di tale nome, come diceva Tomasi solo perchè non la si conosce tutta.
Da questo posto da favola sono stata strappata una mattina di tanti anni fa, messa in una macchina con l'autista e spedita dalla nonna paterna. Niente scuola, "si prosegue l'anno da privatista"! niente contatti con compagni e amici, allontanata dal barocco, dall'arte delle immagini in movimento e adesso... ? di nuovo a pestare le pietre ed il naso all'insu, ritornata dopo 50 anni.
Come il gatto di casa ho marcato il territorio, ho raccolto emozioni a piene mani come
quella di aver sentito il tuffo al cuore della mia compagna di banco... asilo, elementari, pianoforte, un anno e mezzo delle medie insieme, ed abbiamo ripreso quel filo e quel comprenderci anche negli anziani pensieri biricchini di adesso.
Come al solito le mie passioni mi inseguono, è successo in Toscana a Roma, ed
anche qui adesso....ma non raccolgo più.
Adesso ? ma questa è una bozza di un anno fa, e in questo tempo ho sistemato altra casa e sono fra altre pietre, in altre stanze, con la bellezza di luoghi diversi, ma non ho abbandonato le antiche pietre e i miei oggetti dell'anima.Così adesso dopo essere stata tante cose sono diventata pure pendolare. Purtroppo una pendolare che per andare da un luogo all'altro impiega 12 ore... ma non sono andata in un altro continente sono sempre al sud.
Il portatile è posizionato in cucina che in questa casa è più grande del salone... salone? qui lo chiamano " u cammaruni", e lo chiama così anche Giovanni, che di cammaruni ne ha otto ad andare e otto a tornare, uno degli ultimi gattopardi che vivono in una vera dimora, quella da novanta stanze che è degna di tale nome, come diceva Tomasi solo perchè non la si conosce tutta.
Da questo posto da favola sono stata strappata una mattina di tanti anni fa, messa in una macchina con l'autista e spedita dalla nonna paterna. Niente scuola, "si prosegue l'anno da privatista"! niente contatti con compagni e amici, allontanata dal barocco, dall'arte delle immagini in movimento e adesso... ? di nuovo a pestare le pietre ed il naso all'insu, ritornata dopo 50 anni.
Come il gatto di casa ho marcato il territorio, ho raccolto emozioni a piene mani come
quella di aver sentito il tuffo al cuore della mia compagna di banco... asilo, elementari, pianoforte, un anno e mezzo delle medie insieme, ed abbiamo ripreso quel filo e quel comprenderci anche negli anziani pensieri biricchini di adesso.
Come al solito le mie passioni mi inseguono, è successo in Toscana a Roma, ed
anche qui adesso....ma non raccolgo più.
18 apr 2016
Rincorsa nei giardini di un’adolescenza solare, posseduta a scatti nella giovinezza inquieta, e amata con tutto me stesso, sì con tutta la forza del mio intelletto, in questo scorcio di inutile maturità. Dirlo è liberarmi di un peso e dell’angoscia di vivere a metà, di respirare a piccoli sorsi: dalla Sicilia non posso sfuggire, non ci riuscirei. E’ un’impossibilità totale cui fa da contrappunto perfetto la volontà di provarci. Vivo così, è questa l’essenza magica di quest’isola, la sua essenza esoterica primordiale. Probabilmente non vi avrei voluto nascere e mi comporto come se non volessi vivere tout court: ho distrutto decine di esistenze anteriori a questa e mi sono riproposto in altri modi; tutte forme diverse per dire la stessa cosa, non mi sopporto. Tuttavia ho amato, vi ho amato, siete tutti stati, più o meno consapevolmente, interlocutori di un disegno più vasto. Coltivavo l’idea di una comunità scelta, elitaria per necessità, aperta per educazione, solidale per esigenza umana. E non potevo farlo se non da qui, dal mio profondo e meraviglioso sud; la storia, tutte le nostre storie, mi sono passate accanto ed io le ho studiate ogni giorno, anche a vostra insaputa, le ho accudite e sorbite con il fuoco sacro della mia esperienza. Ma non è servito a nulla, non a lenire il dolore né a colmare le distanze, tutte le voci sono diventate via via dissonanti e stridenti. Questa sinfonia si suona altrove e su un altro spartito. La nazione che io conoscevo, anc
29 mar 2016
Leale col tempo
Passano mesi interi e non ho desiderio di scrivere nel blog poi in un giorno entro due, tre, quattro volte.
La verità che una persona arrivata alla mia età ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla
propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c'è la luna, e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questo è il mio pensiero da mesi e mi piace moltissimo.
La verità che una persona arrivata alla mia età ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla
propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c'è la luna, e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questo è il mio pensiero da mesi e mi piace moltissimo.
| StregaBugiarda ed i suoi rami |
L'importanza del Taxi
In queste circostanze, molti avrebbe suonato il clacson e atteso qualche minuto, e dopo sarebbero andati via. Ma ho visto troppe persone che dipendevano dal taxi perché non avevano un mezzo proprio.
Se non vedevo un pericolo imminente, andavo a citofonare. Così sono andato a bussare alla porta. Rispose una voce fragile che sembrava una voce di anziana: “un momento!”. Poi ho sentito trascinare qualcosa per il pavimento. Dopo una lunga pausa la porta si aprì. Davanti a me si presentò una vecchietta che probabilmente aveva più o meno 80 anni. Indossava un abito molto colorato ed un grande cappello, come una donna dei film degli anni ’40. Accanto a lei aveva una piccola valigia di plastica.
L’appartamento sembrava come se non ci avesse mai vissuto nessuno. Tutti i mobili erano coperti. Non c’era nè un orologio nè un soprammobile. In un angolo c’era un quadro di cartone pieno di foto.
– “Può portare il mio bagaglio in macchina?”, mi chiese la donna.
Ho messo la valigia in macchina e successivamente sono tornato per accompagnare la donna, che mi prese sotto braccio e si incammino con me lentamente verso la macchina. Per tutto il tempo continuò a ringraziarmi con gentilezza.
– “Niente di che”, risposi io. “Cerco di trattare i miei clienti nel migliore dei modi, come vorrei fosse trattata mia madre”
– “Oh, sei un ragazzo così buono!”, disse lei.
Quando sono entrato in macchina, mi ha dato un indirizzo e mi ha chiesto:
– “Potrebbe passare per il centro per favore?”
– “Non è la via più breve…” , risposi.
– “Non si preoccupi!”, disse lei. “Non ho fretta, sto andando in una struttura per anziani”
La guardai attraverso lo specchietto ed i suoi occhi brillavano.
– “Non ho più nessuno della mia famiglia”, continuo l’anziana. “Il medico mi ha detto che non ho molto tempo”, in silenzio, ho cercato il tassametro e l’ho staccato.
– “Quale tragitto vuole fare?”, ho chiesto.
Per le ore successive guidai per tutta la città e lei mi mostrò l’edificio dove aveva lavorato come operatrice dell’ascensore. Guidai attraverso il quartiere dove lei e suo marito avevano vissuto subito dopo essersi sposati. Sono passato difronte ad un deposito di mobili che un tempo era una sala da balla , che frequentava quando era ragazza. Qualche volta mi chiedeva di fermarmi di fronte ad alcuni edifici e di stare li con lei a contemplarli in silenzio.
Con le prime luci dell’alba, improvvisamente mi disse:
– “Sono stanca… Andiamo.”
Ho guidato fino all’indirizzo che mi aveva chiesto. Era un edificio basso, una piccola casetta con un vialetto che passava sotto ad un cancello. Due persone sono uscite ad accoglierci. Erano molto attenti alla donna. Ho aperto il portabagagli ed ho portato la valigia alla porta. La donna era già seduta su una sedia a rotelle.
– “Quanto ti devo?”, mi chiese uscendo il portafoglio.
– “Niente”, risposi
– “Anche tu devi mantenerti!”
– “Non preoccupatevi, ci sono altri passeggeri”, risposi io senza pensarci, mi chinai e le diedi un abbraccio fortissimo.
– “Hai dato ad una vecchia un momento di gioia. Grazie!”, disse lei sorridendomi.
Le strinsi la mano lasciandola nella luce del mattino.
Dietro di me, la porta si chiuse. Un rumore che chiudeva una vita. In quel turno non ho preso nessun altro passeggero. Ho guidato perso tra i miei pensieri e per il resto della giornata, potevo a mala pena parlare.
Che cosa sarebbe successo se quella donna avesse trovato un autista impaziente di finire il suo turno? Cosa sarebbe stato se avessi rifiutato di prendere la chiamata o suonare al citofono?
Guardando indietro penso di non aver fatto niente di più importante in tutta la mia vita. Pensiamo che la nostra vita ruoti attorno ad alcuni grandi momenti, ma spesso questi momenti ci colgono di sorpresa, avvolti in ciò che molti considerano banale. ”
– “Può portare il mio bagaglio in macchina?”, mi chiese la donna.
Ho messo la valigia in macchina e successivamente sono tornato per accompagnare la donna, che mi prese sotto braccio e si incammino con me lentamente verso la macchina. Per tutto il tempo continuò a ringraziarmi con gentilezza.
– “Niente di che”, risposi io. “Cerco di trattare i miei clienti nel migliore dei modi, come vorrei fosse trattata mia madre”
– “Oh, sei un ragazzo così buono!”, disse lei.
Quando sono entrato in macchina, mi ha dato un indirizzo e mi ha chiesto:
– “Potrebbe passare per il centro per favore?”
– “Non è la via più breve…” , risposi.
– “Non si preoccupi!”, disse lei. “Non ho fretta, sto andando in una struttura per anziani”
La guardai attraverso lo specchietto ed i suoi occhi brillavano.
– “Non ho più nessuno della mia famiglia”, continuo l’anziana. “Il medico mi ha detto che non ho molto tempo”, in silenzio, ho cercato il tassametro e l’ho staccato.
– “Quale tragitto vuole fare?”, ho chiesto.
Per le ore successive guidai per tutta la città e lei mi mostrò l’edificio dove aveva lavorato come operatrice dell’ascensore. Guidai attraverso il quartiere dove lei e suo marito avevano vissuto subito dopo essersi sposati. Sono passato difronte ad un deposito di mobili che un tempo era una sala da balla , che frequentava quando era ragazza. Qualche volta mi chiedeva di fermarmi di fronte ad alcuni edifici e di stare li con lei a contemplarli in silenzio.
Con le prime luci dell’alba, improvvisamente mi disse:
– “Sono stanca… Andiamo.”
Ho guidato fino all’indirizzo che mi aveva chiesto. Era un edificio basso, una piccola casetta con un vialetto che passava sotto ad un cancello. Due persone sono uscite ad accoglierci. Erano molto attenti alla donna. Ho aperto il portabagagli ed ho portato la valigia alla porta. La donna era già seduta su una sedia a rotelle.
– “Quanto ti devo?”, mi chiese uscendo il portafoglio.
– “Niente”, risposi
– “Anche tu devi mantenerti!”
– “Non preoccupatevi, ci sono altri passeggeri”, risposi io senza pensarci, mi chinai e le diedi un abbraccio fortissimo.
– “Hai dato ad una vecchia un momento di gioia. Grazie!”, disse lei sorridendomi.
Le strinsi la mano lasciandola nella luce del mattino.
Dietro di me, la porta si chiuse. Un rumore che chiudeva una vita. In quel turno non ho preso nessun altro passeggero. Ho guidato perso tra i miei pensieri e per il resto della giornata, potevo a mala pena parlare.
Che cosa sarebbe successo se quella donna avesse trovato un autista impaziente di finire il suo turno? Cosa sarebbe stato se avessi rifiutato di prendere la chiamata o suonare al citofono?
Guardando indietro penso di non aver fatto niente di più importante in tutta la mia vita. Pensiamo che la nostra vita ruoti attorno ad alcuni grandi momenti, ma spesso questi momenti ci colgono di sorpresa, avvolti in ciò che molti considerano banale. ”
Tratta le persone come vorresti essere trattato Tu .
Ps. racconto preso tempo fa dal web.
Ps. racconto preso tempo fa dal web.
28 feb 2016
La moda è..
Stamani, per caso, in FB, ho rivisto la foto di una persona, che può essere felice del suo durare,della sua immagine e del suo stile.
E allora i miei pensieri veloci hanno percorso la mia strada.
Quanti ricordi e...... mi trovo sempre fuori dal coro.
Questo essere lontana da commenti, da punti di vista, da modernità insulse che considerano i valori immortali fuori moda, non mi fa sentire, come un tempo, inadeguata o fuori posto, ma consapevole di me.
Allora in questo turbinio enorme senza schema, anzi col piacere di non stare nel coro, io scrivo, pensando al vestitino e alla scarpina con fiocchetto e cappellino da gondoliere tutto giallo, ( l'ape regina al matrimonio della pricipessa dal corredo ai grani magazzini ) o all'altro con bustier coperto da un banalissimo valenciennes con gonna in mikado, e da tutti considetato unico e "regale" bohhh!
So che adesso mi attiro fulmini e saette dalle donne, ma purtroppo sono loro che non perseguono classe e stile, non ci tengono più all'eleganza , neanche all'eleganza dei comportamenti.
Parlando di arte applicata all'industria, Milano è la meno creativa delle capitali europee.
Milano è...la scarpina.
Milano è... la borsina.
Milano è... il vestitino.
Milano è... e poi?
Quali sono le grandi aziende italiane? La Cirio? la Parmalat?...la Fiat ? nulla.
Nulla di creativo, e se c'era qualcosa di creativo, è passato alla Francia, al Giappone...
In passato la foto era nata per mostrare una realtà presa da un punto di vista soggettivo, e nella moda lo scopo principale era mostrare gli abiti, ma oggi sempre più spesso la foto è per mostrare il "mistero",tranne che per Toscani, per il quale anche la foto di moda è stata provocazione,
| Abito di J.Patou 1928 |
| Worth 1928 |
Von Wanghenaim invece ha immortalato queste tre mise di Antonelli, se non ricordo male del 1971.
Questa una foto di Gianpaolo Barbieri del '68
| e questa è la pubblicità ironica di Chanel del 1970. |
| che dire di questa meraviglia di Michel Compte che ha fotografato la Loren in Armani? |
| e la donna squaw di un grandissimo Walter Albini in TREND del 1970 fotografata da David Bailey? |
Abiti, tessuti oramai sono stile, life, e ci si sente eleganti comprando un po di plastica griffata, o ancora peggio snobbando per diventare anonimi e sciatti con la scusa dell'intelletual/minimalista, e presentarsi ovunque in jeans e magliatta in cui (il massimo del kitch) c'è scritto "la classe non è acqua".
Dopo tutti questi anni di passione e lavoro nella moda posso dire che la parte più espressiva della moda è la "moda".
Mi sento viaggiatore del secolo.... e la moda non è temporaneo riflesso dell'eleganza, ma la continua fiammella del tempo...o la scintilla del tempo. La cosa più importante nel indossare è l'ironia. Saper indossare, anche ironicamente un capo di alta moda rende eleganti.
Ciascuno di noi, non dovrebbbe mai dimenticare che ciò che indossiamo è l'idea di "noi stessi".
Gli abiti sono dei simboli, raccontano come siamo.
Guardate questa foto di Helmut Newton per Blumaruine del 1994
.Vestirsi di ironia, e saperne portare quotidianamente l'abito, è una delle qualità che fa vedere bella la vita, si avvicina con "leggerezza" alle nostre passioni.
E' anche grazie alla fotografia la moda va oltre la moda.Dalla rivoluzione della giovinezza accompagnata dalle note dei Beatles, ad oggi, abbiamo assistito ad una parata di stili e tipi femminili, mai visti in un periodo equivalente del passato.La donna bambina, la zingara, la figlia dei fiori, la moongirl e la neoprimitiva, , la vamp e l'androgina, la cowgirl e l'odalisca, la squaw, la geisha, la superwoman e la trovatella, la minimalista e la barocca, l'uniforme militare e la crinolina, la plastica e il naturale, l'opulenza e il poverismo, il glamour e l'antiglamour.( dal mio post ESSENZA DELLO STILE- Ott. 2009)
Forse un giorno posterò i disegni dei costumi di Ertè per il Moulin Rouge, o per il Metropolitan di NY, dato che posso condividere la fortuna di avere delle pubblicazioni introvabili e numerate.Chi adesso è nel turbinio della moda, è cresciuto mostrando agli amichetti quelle pubblicazioni e spiegando ad appena nove anni, chi fossero i grandi, condividendo come un gioco bozzetti di Valentino, per il NY City Ballet del 1981, che ancora adesso sono poesia.
Ci sono sempre stati dei simboli che hanno caratterizzato una generazione, ma adesso trovo che sia tutto massificato e la cosa che mi rattrista, e vedere quanta classe, carisma, eleganza, immagine hanno acquistato gli uomini, rispetto alle loro coetanee, nonostante queste siano tutte "cucite" ;-)) e spendano fortune in creme e beautyfarm. ed a questo punto uno stile "datato", in questo caso "l'anzianità", fa davvero "età" e stile.
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