16 nov 2018

Il piacere di pensare

In giro per blog leggo fiumi di parole e lunghissime disquisizioni su scrittura, poesia e il il web, il fine e i perché, ma anche l’utilità dell’inutilità di questa grande piazza aperta a tutti. Quando iniziai, soprattutto per curiosità e gioco, ignara di tutto, dei social e della navigazione, non scrivevo da decenni.
Il bisogno di scrittura era legato ai tempi dell’adolescenza, quando, sorpresa e stupita provavo emozioni e sentimenti nuovi, quando una poesia mi coinvolgeva a tal punto da far scaturire il desiderio di emulazione o quando le mie rabbie e ribellioni trovavano sfogo nella penna.
Dopo gli anni delle superiori e universitari anche se confortati dalle lodi, la mia scelta si allontanò dal campo letterario e mi tuffai a capofitto nel lavoro, ma non demordevo dalle lunghe letture notturne. Leggevo e leggo di tutto ma sono convinta che per scrivere, per scrivere bene intendo, ci debba essere una forte motivazione interiore, un interesse, un desiderio, un ideale, allora come in un raptus,  di getto e in maniera fluida si scrivono verità profonde, anche se non si riesce a trasmettere l’idea nata e sfuggita in un lampo.
Nei primi tempi scrivevo con entusiasmo, ora rileggo vecchi post e stupisco di me stessa, mi piace cosa scrivevo e non mi riconosco.
Rimane la lettura il mio interesse ma in questo grande mare non trovo nulla o quasi, leggo e rileggo dei post osannati, nella speranza di provare il piacere dichiarato da altri.
Il web non è stato buono con me, oggi ho attivato la moderazione, sono così sola e defilata,  ma solitudine, come scrissi tempo fa non vuol dire isolamento, e anche se commento poco, se non scrivo quasi più , perché sono ancora ingombrante?
 Una frase non mia ho davanti agli occhi:
"commentare con lucidità e essere crocefisso sull'altare del ridicolo condiviso con altri”. 
E il male ritorna al pensiero del ludibrio a cui fui esposta.
C’è un gigante della scrittura nel web, un blogger con il dono dell’armonia della bellezza, capace di una logica discorsiva stringente, e come tutti i geni, si fa perdonare la follia di spezzare, assemblare, modificare per poi ricomporre brani che in simbiosi con immagini e musica non ci si stanca mai di rileggere e scoprirne nuove pieghe.
Io godo ancora della sua lettura, e voi che arrivate da me, come segugi, sappiate che nulla dovete temere, io non sono brava a scrivere,non sono stimata ne tanto meno una pericolosa rivale.

E comunque grazie delle visite e delle mail, vuol dire che la mia attenzione è ben riposta.

Nessun commento: