In
giro per blog leggo fiumi di parole e lunghissime disquisizioni su scrittura,
poesia e il il web, il fine e i perché, ma anche l’utilità dell’inutilità
di questa grande piazza aperta a tutti. Quando iniziai, soprattutto per
curiosità e gioco, ignara di tutto, dei social e della navigazione, non scrivevo
da decenni.
Il bisogno di scrittura era legato ai tempi dell’adolescenza, quando, sorpresa e stupita provavo emozioni e sentimenti nuovi, quando una poesia mi coinvolgeva a tal punto da far scaturire il desiderio di emulazione o quando le mie rabbie e ribellioni trovavano sfogo nella penna.
Il bisogno di scrittura era legato ai tempi dell’adolescenza, quando, sorpresa e stupita provavo emozioni e sentimenti nuovi, quando una poesia mi coinvolgeva a tal punto da far scaturire il desiderio di emulazione o quando le mie rabbie e ribellioni trovavano sfogo nella penna.
Dopo
gli anni delle superiori e universitari anche se confortati dalle
lodi, la mia scelta si allontanò dal campo letterario e mi tuffai a capofitto
nel lavoro, ma non demordevo dalle lunghe letture notturne. Leggevo e leggo di
tutto ma sono convinta che per scrivere, per scrivere bene intendo, ci debba
essere una forte motivazione interiore, un interesse, un desiderio, un ideale,
allora come in un raptus, di getto e in
maniera fluida si scrivono verità profonde, anche se non si riesce a
trasmettere l’idea nata e sfuggita in un lampo.
Nei
primi tempi scrivevo con entusiasmo, ora rileggo vecchi post e stupisco di me stessa,
mi piace cosa scrivevo e non mi riconosco.
Rimane
la lettura il mio interesse ma in questo grande mare non trovo nulla o quasi, leggo
e rileggo dei post osannati, nella speranza di provare il piacere
dichiarato da altri.
Il
web non è stato buono con me, oggi ho attivato la moderazione, sono così sola e
defilata, ma solitudine, come scrissi
tempo fa non vuol dire isolamento, e anche se commento poco, se non scrivo quasi
più , perché sono ancora ingombrante?
Una frase non mia ho davanti agli occhi:
"commentare con lucidità e essere crocefisso sull'altare del ridicolo condiviso con altri”.
E il male ritorna al pensiero del ludibrio a cui fui esposta.
Una frase non mia ho davanti agli occhi:
"commentare con lucidità e essere crocefisso sull'altare del ridicolo condiviso con altri”.
E il male ritorna al pensiero del ludibrio a cui fui esposta.
C’è un gigante della
scrittura nel web, un blogger con il dono dell’armonia della bellezza, capace
di una logica discorsiva stringente, e come tutti i geni, si fa perdonare la
follia di spezzare, assemblare, modificare per poi ricomporre brani che in
simbiosi con immagini e musica non ci si stanca mai di rileggere e scoprirne nuove
pieghe.
Io godo ancora della sua
lettura, e voi che arrivate da me, come segugi, sappiate che nulla dovete
temere, io non sono brava a scrivere,non sono stimata ne tanto meno una
pericolosa rivale.
E comunque grazie delle
visite e delle mail, vuol dire che la mia attenzione è ben riposta.
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