StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

26 apr 2012

cammini

Stranamente mi sono svegliata presto, sarà stato il richiamo naturale di una luce magica, o delle piante, perchè preferiscono bere al mattino?
Ho chiuso l'interruttore del motore dell'acqua e le ho accontentate, lentamente  accarezzandole , e cullandomi in questo agire pigro.Ti ringraziano con il profumo e la menta ed il basilico e il prezzemolo e la cetronella mentre l'acqua, morbida, scivola.
Il mio cervello non riesce ad entrare in vipassana e rivivevo le emozioni di un passato recentissimo.
Hachiko:  il cuore stretto nel dolore della perdita dei sentimenti di fedeltà e riconoscenza nella realtà quotidiana.
Frida : la rabbia e l'impotenza verso i mali della società, dove se pur nella grande sensibilità artistica, non vi è etica e giustizia,.
Il cammino di Santiago, un documentario su sky,  quanta tristezza vedere luoghi impermeati di storia e spiritualità presentati come  un " viaggiare verso la morte" dove a mille aneddoti, leggende, miracoli, a luoghi e panorami che ti entrano nelle vene,  si preferiva risaltare solo storie di furti e briganti. Tutto questo untito agli errori "scolastici" dei tecnici a cui assistiamo incapaci di reagire o peggio assuefatti alla mediocrità ed al peggio.
Abbiamo distrutto i ragazzi, quelli degli ideali, quelli del pretendere e del sostituirsi anche senza esperienza, quelli che come me occupavano e insieme a "discorsi ed programmi" non avevano perso il "mangiadischi" e l'entusiamo di vita.
Noi viviamo nel mito della velocità: se tu sei rapido, sei OK. Lavorare velocemente, viaggiare velocemente, acquistare velocemente. Più il tuo computer é veloce, più sei alla moda. Veloce e miniaturizzato. Gli umani come le formiche, miniaturizzati. Non voglio oppormi ai vantaggi delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo, pero’ dimentichiamo qualcosa di basico.
I computers di oggi sono molto più potenti di quelli che participarono all’impresa del primo uomo sulla luna, ma la stupidità umana non é certo diminuita nella stessa proporzione.
Si legge molto poco, si scrive male, molte poche idee e troppe opinioni. Niente sfumature nei discorsi, niente ascolto, troppi dogmi e verità non dimostrate, « visto alla televisione » diventa l’accettazione supina di ogni bufala.
Che cosa ci facciamo allora con i nostri computers super veloci se la nostra capacità creativa si é ridotta? Tu prendi un aereo ed in un’ora sei su di un altro continente, con un altro clima, altra gente ed altri usi e costumi. Ma il tuo spirito é più lento del tuo cervello, come assimila questi cambiamenti? Il nomade d’altri tempi, il camminante dei tempi andati viaggiava a piedi od in carretto, in barca a vela o cavalcando. Attraversava le contrade con la lentezza dei pianeti, aveva il tempo per mangiare, dormire, discutere in ogni villaggio, in ogni feudo. Questo aereo o questo treno superveloce ci portano ad una grande   ignoranza..

19 apr 2012


Foto di strega bugiarda Sono andata a cercarmi in una casa che non abitavo da anni , il disco gira ancora e Okram non finisce di inebriarmi, mentre Oderigi con la sua Petra invita a miraggi... e ritornano le notti in cui si decideva di interrompere i racconti quando vedevamo l'alba di sera, e la luce in un tempo diverso fra luoghi, ma la piazza era una.
Siamo tanti, adesso siamo amici non più virtuali, e abbiamo perso la magia dell'immaginazione ed il luogo si è mimetizzato...tutti uguali come da FB, non tornerò più voglio ricordare come eravamo pionieri ma antichi e non maledettamente tecnici ed incasellati.

Blog di strega




  • "Capire tu non puoi ...tu chiamale se vuoi
    emozioni..."
    capirle sai non serve...

    ...ai no...non c'è ritorno!!!


    Sai di stelle brillare lontano mille miglia
    sai di meteore passare lontano mille miglia
    ma non conoscerai mai le mani che ti sei negato


    Sai di suoni e teoremi c'hanno radici antiche
    ma non saprai mai il sapore dei baci che non hai dato

    Vedrai e capirai tutto di ciò che t'accade intorno..
    ma saprai anche che ai no, non c'è ritorno
    ERA IL 2008, ma credo di aver attraversato secoli. Ho selezionato a caso e trasportato in questa nuova casa che non sento mia, dove sbaglio? o è cambiato il Web?                                                                                                                       

    .


18 apr 2012

Roberto Vecchioni - Non lasciarmi andare via

l dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.



17 apr 2012

Ho fatto i conti, da settembre del 2010 ad oggi, sono stata a casa saltuariamente per cinque mesi.
Adesso basta, voglio stare con me, con le mie cose.
Rientrata a pochi giorni dalla Pasqua ho dovuto barcamenarmi, cercando scuse per quanti non si persuadono del perchè desideri stare da sola.
Non è facile spiegare che tutti siamo soli, nel nostro sentire, Le nostre emozioni i desideri appartengono al proprio background, unico, che ha formato grandi pieghe e piaghe,  ed ha eroso col tempo la nostra corteccia, modellando forme diverse, così come il vento modella nubi e macigni regalando oniriche visioni.
La compagnia è cosa diversa, e di essa ne abbiamo tutti, tanta e troppa.
La solitudine e il silenzio sono la mia medicina, una supposta di energia naturale di cui ho bisogno sempre più spesso, insieme alla pillola del bello, che, più inutile è, più  appare bello, stanca di scambiarlo con l'utilità.
Solitudine e silenzio evitano lo stordimento, aiutano a ritrovare se stessi.
Il mio silenzio è un silenzio musicale e fin dall'alba è la chill-out di Vargo, Andrew Berstein, Nova Nova, Full Flava e tanti altri a fare da sottofondo al mio vivere con lentezza.
Dovevo urgentemente riprovare l'eros del polveroso odore di carta e cuoio dei miei libri...il profumo di cassa  e lavanda di merletti, pezze e ricami che mai vorrò completare progettando esasperatamente e con ansia un  futuro senza un fine, una fine.
Ho riguardato riviste di 100 anni fa...per il gusto di sistemare ciò che già era a posto, ed ammirarne le copertine. Erano tempi in cui si cercava il meglio, si faceva il meglio, Giannino Grossi, Ventimiglia, Mauri sono alcuni fra i disegnatori delle copertine, ho riguardato con rispetto e amore una vecchia scatola con centinaia di cartoline da fine '800 agli anni 50 indirizzate a giganti di poesia, di mistero, di botanica, o letto con sacralità scritti e appunti inediti di Lucio Piccolo, fogli, un vecchio blocco note, carta protocollo con quella grafia propria dell'artista, nervosa, impaziente ma leggibbile e scorrevole, a volte, infantile.
Io lo ricordo mentre parlavamo, scattava dalla sedia e si estraniava con l'urgente bisogno di fissare un pensiero una immagine, e ho letto e riletto dei blog, altrettanto ben scritti ed ho pianto, di un pianto strano, come quando ascolto Tenco e "lontano lontano" nelle "periferie" del tempo, provo nostalgia, struggimento, rimpianto, amore, ma non vedo lo sguardo, le mani, non so dare un volto, non una situazione, non un ricordo preciso e trovo un dolore intimo di ciò che è stato ma non  vissuto.
Sono lenta, volutamente mi attardo in tutto , e girando fra i blog, percepisco la fretta, l'esigenza di esprimere come schegge i propri pensieri, e non trovo eros letterario nel non godere della parola, che si presta a mille inganni, e come tale può invitare a magnifici e piacevolissimi sofismi. 
Seguo e compro, seguendo un cammino editoriale del "ci sono anche io", quanto è segnalato e trovo all'apice delle vendite libri che nulla hanno di letterario.
Fanno bene gli inglesi ad evitare acquisti mediocri, e a ritornare ai classici della letteratura, quelli che letti da giovani hanno lasciato un segno, formato un carattere, stimolato curiosità, acceso un faro per iniziare un cammino?
Guardo quanto ho da leggere e non solo di classici, critici e storici ma anche tante riviste ... e il tempo incredibilmente breve che mi rimane mi angoscia.
E sono un bluff, dichirandomi possidente, capitale : IL TEMPO.

11 apr 2012

Pensieri Sparsi

A scrivere ho imparato dagli amici,
ma senza di loro. Tu m'hai insegnato
ad amare, ma senza di te. La vita 
con il suo dolore mi insegna a vivere,
ma quasi senza vita, e a lavorare,
ma sempre senza lavoro.
Allora io ho imparato a piangere,
ma senza lacrime, a sognare, ma
non vedo in sogno, che figure inumane,
Non ha più limite la mia pazienza.
Non ho pazienza più per niente, niente
più rimane della nostra fortuna.
Anche ad odiare ho dovuto imparare
e dagli amici e da te e dalla vita intera.
                                                    Beppe Salvia

Oggi sitemando vecchie carte ho trovato un suo breve appunto.

“Io amo la mia casa perché è bella / e silenziosa e forte: sembra d’aver / qui / nella casa un’altra casa, d’ombra, / e nella vita un’altra vita, eterna”.

La sua bellezza biondo e riccio come un cherubino, grandi occhi azzurri,  era pari alla meraviglia del suo dire.
E mentre un gatto prendeva posto alle spalle di quella nonna che sedeva in modo da fargli posto, lui ad appena tre anni raccontava in poesia le biricchinate dell'asilo, mangiando elegantemente e da solo.
Ci sarebbero nella biografia di Beppe tanti elementi per farne una leggenda. A Lui piacevano gli slanci e i salti, i salti lessicali e logici,
e anche quelli fisici, da equilibrista.

Gli piaceva saltare sui davanzali.
Lo faceva ogni tanto, tra il terrore di chi guardava.
Non si prendeva mai sul serio, aveva uno spirito sornione, e se pure aveva un sentimento altissimo della poesia, non ci pensava troppo a bruciare le sue pagine o a buttarle nel Tevere. 
Scriveva usando eteronomi, alla maniera di Pessoa,
che gli consentivano di praticare «l'immodesta arte di troppe vite vere».
Dal vento dei suoi boschi lucani "al limitar di neve e foresta" fra volpi e segugi gli arrivò il  soffio dei versi di Orazio e dalla materna Sicilia l'eco della scuola siciliana.
E mi affacciavo su quel giardino che mi vedeva per lunghe ore calde sull'altalena mentre fra un disegno, una poesia, lui all'ombra della pergola con la chitarra omaggiava i Beatles dell'estate di Girl.
Nel giardino di casa con Beppe a 18 mesi

06 apr 2012


Momenti particolari e la Pasqua, porta a parlare di Crocifissioni, di Resurrezione, di Dio.
Nella blogsfera c'è qualcuno che prega o chiede aiuto perchè si sente abbandonato, qualcun altro vive una contrapposizione fra l'ancestrale bisogno di fede e la quasi scomparsa di essa in una società distratta da ipocrisie e potere.
Leggo di chi si allontana dal "credo" infastidito da dottrine, riti, politica di  stato, e penso ad un bimbo, che ignaro di storia e di riti obsoleti, vede in tv il mago Otelma ed il Papa, e pensa che entrambi abbiano il medesimo ruolo, data l'immagine uguale..
Intanto nasciamo e muoriamo, due giovani  si baciano e si sentono immortali, mentre un  vecchio è solo, una donna soffre e vuole morire e chi respira e si nutre artificialmente ha voglia di vivere.
So di commerci sessuali per cattiveria, denaro, amore, noia o per il naturale desiderio del piacere,  e vedo bimbi che muoiono di fame ed altri che si ingozzano di merendine, ascolto una ragazza che suona Chopin al pianoforte e so di ragazzi che si stordiscono con suoni che non sono musica, poichè nulla hanno delle Muse.
Assisto a riti millenari ed ad antiche liturgie insieme ad atroci bestemmie dette con la leggerezza di un: ma va la.!
L'uomo è artefice di male e bene, e mentre il tempo scorre e corrode ogni cosa  opere umane vincono anche il tempo.
Quale è il messaggio della vita degli uomini sulla terra? Cosa abbiamo capito di Gesù ? o peggio come seguiamo i suoi insegnamenti? con la tecnologia che ci   ha incattivito ed ci sta impoverendo ? con la falsa globalizzazione e l'ipocrisia della comprensione e condivisione? Subendo comportamenti miseri , piccini, e prevaricatori ci dobbiamo sentire uniti nel sacrificio comune per una unione sociale? Diceva bene un blogger che ammiro, "un nuovo medioevo" in cui l'unica salvezza poteva essere la "coesione religiosa".
Gesù aveva messo la prima pietra per manifestazioni e dimostrazioni di poteri temporali?
Vedo tutto questo e molte altre brutture, e mi chiedo se c'è un senso unitario in questa compagnia teatrale e quale potrebbe essere.
E non posso fare a meno di pensare a questa vita nella quale siamo capitati senza conoscerne i perchè e che ha mille ragioni per essere una grazia e altre mille per essere una disgrazia.
Oggi il vero problema non è parlare di Dio, ma anche pensare a Dio è quasi impossibile per la grande difficoltà di farlo senza contrapporLo al mondo o peggio sentirLo contro.
Siamo costretti al pensiero di Dio, o del credo, a prescindere dal mondo oppure come sogno di un mondo avulso e separato dal reale, perciò rassicurante e consolatorio.
Gli imput per questo mio scritto sono venuti dal web, e da recenti letture, e la somma ti tanti pensieri la racchiudo nell'amore e in quella armonia raggiunta da grandi civiltà che è stata quella fra il sapere e Dio, o del divino, nel suo complessivo vivere la gerarchia dei valori (sapere del mondo) facendo concreta esperienza della natura e della storia.
Tristemente penso che qualsiasi religione che non ha più presa sulla società è socialmente inutile, ma necessaria per un vivere elevato e spiritualmente consapevole del singolo individuo.
Buona RESURREZIONE.
PS. Ho scritto di getto, ed ho pubblicato, in questo salotto virtuale, e mi è venuta in mente mia madre 
" Ricordati un gentiluomo in un salotto non parla mai di politica e religione" Avrebbe pensato allo stesso modo se ci fosse stata internet trentacinque anni fa?



03 apr 2012

Tutti gli accessori in malva...


Nell'uscire qualcuno mi chiese cosa volessi portare con me,  risposi, "prendete uno o due libri dal mio comodino e le chiavi di casa".
Di entrambi avevo cominciato la lettura, e mentre uno mi riportava a ricordi di infanzia, a periodi in cui si apriva la casa in campagna o al mare,  con i preparativi e l'organizzazione che precedevano di settimane il nostro andare, l'altro, mi aveva incuriosito per delle frasi riportate da una blogger che leggo volentieri.
Uno,  aveva risvegliato profumi di vecchie ricette, e tempi felici, spensierati, di giochi fra fratelli e cugini, epoche in cui noi bimbi venivamo viziati ma sapevamo che vi erano regole alle quali non si doveva o poteva trasgredire.  Libro in cui ho ritrovato anche molte ricette della mia nonna ragusana.
Nel secondo libro il titolo faceva intravedere una libertà interiore che prescinde dall'eremitaggio, e nel post della blogger avevo commentato lungamente.
Questo secondo libro è "Un eremo non è un guscio di lumaca", di Adriana Zarri, e debbo dire che la bravura della mia amica blogger, e l'amore che ha per gli animali e la natura  mi hanno portato a leggerlo.
Poi i casi della vita, mi sono sentita con un amico che chiedeva della mia salute, e il parlargli di questa strana autrice, che invita a leggere in silenzio, (come se si potesse fare altrimenti), che in eremitaggio teneva rubriche su giornali e riviste, che pubblicava libri, ed usava le sue case, per congressi e convegni...e dibattiti politici che si allontana per parecchi giorni lasciando il suo amato gatto, affidando la sua sopravvivenza alla provvidenza, ha portato ad una immediata risposta, "Ah si , la conoscevo bene, sono andato spesso a trovarla quando stava ad Ivrea, (lui è laureato in teologia) è una teologa del dissenzo, ma non è una eremita, è una solitaria, che si interessa di politica. Leggi invece qualcosa di Ricci, se ti interessa l'argomento, anche lui è un teologo del dissenzo, che non crea regole sue a convenienza, ma trasgredisce e analizza quelle esistenti spiegandone la ragione" .
Quindi insieme ad un centrino ricamato a punto intaglio,  lasciato da mia sorellae i due libri... ho fatto un po di danno comperando questi tessuti francesi in puro lino, che andranno a completare, presine, grembiuli e strofinacci per la cucina della mia cara piccola, ed è tempo di fare anche un grembiulino per la piccolissima..nel caso volesse aiutare la sua mamma!