StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

27 feb 2014

La crudità e la “nudità”, la bellezza e l’agonia.

Dove sono nata 
E' stato un attimo, un passo, una bomba alle spalle, Viva sono viva da sempre o è un sogno? l'illusione di respirare, di piacere e piacersi... nonostante.
Cartolina di Gingi Ragusa Via Ecce Homo, n. 190

Il senso della perdita è totale Una struggente cascata di situazioni che si avvicendano, da quando credetti di poter dire noi, con una cavalcata di effetti sonori e situazionali di donna, di cittadina che non trova il proprio posto dentro l’organizzata macchina di un sistema, di una vita predestinata, che non lascia spazio alla ricerca all'anima perduta nella bellezza e nel mistero della vita. Destino? Due le mie passioni: il lavoro come forma d'arte applicata all'industria,
la dimora.
Non si può tacere. Lo spaesamento è totale, è spiazzante.
Ed anche qui è stato un momento magico, malgrado i segni premonitori fossero all'orizzonte non ho mai voluto turbare la serena atmosfera.
Sono tante, troppe le volte che ho detto ecco, sarà qui che finirò i miei giorni.
Il destino? E' stato fatto a mia insaputa il contratto del vagare, cambiare, anche adesso che non desidero e non ho più forze?
Dalla prima casa della foto alla prossima? ...  se restare qui e soggiacere al fato o resistere e cominciare a lottare perché arriva il tempo in cui è obbligo dire: ora basta! 
Stasera le ho contate sono 21, non le ho mai abbandonate, mi hanno sempre tradito loro.

09 feb 2014

IN CERCA DI TE

Prendevo la sala in un albergo di via Etnea e mi capitava di ospitare un collega napoletano, rappresentava aziende anche per la Sicilia ed era un modo per presentargli dei retail. 
Una sera finimmo il lavoro un po più tardi, e contrariamente alle nostre abitudini di cene vista mare, andammo in un ristorantino nella salita di Via San Giuliano. Poi soddisfatti del lavoro, della cena, contenti e giovani, mai stanchi, ci siamo concessi una "promenade du baroque" fino a Piazza Duomo.
Stavo cercando casa a Palermo, ma arrivata a Piazza Università  dissi "è qui che verrò ad abitare".  e mi presero in giro.
 "Cosa farai sgombrare, il comune, l'università, l'Upim?" e risposi con un sorriso biricchino, ma già certa che quello era il luogo dove avrei voluto continuare a respirare, "se occorre perché no !" con quella ironia, mia propria, che faceva di ogni attimo un attimo da sorriso e con la stessa determinazione con cui 9 anni prima avevo vinto la mia scommessa.
Sono passati 30 anni, anzi il compleanno si riferisce alle 2 del mattino fra il 2 ed il 3 febbraio dell'84, notte di fate e di streghe, le pozioni delle quali riuscivano nelle magie più insperate. 
Erano le 22, stavo per lasciare una dimora da sogno in uno dei golfi più belli della costa tirrenica, ed ancora non completavano di caricare, un "tre assi".
Il mio angelo, un palermitano che ancora adesso mi invia medicine di affetto, aveva trovato a Palermo chi lo possedeva, anche se non lo usavano per i traslochi si erano resi disponibili in 6 compreso il bestione. ( allora dalle nostre parti un mezzo di trasporto raro, c'erano ancora tanti rimorchi).
Il premio della scommessa vinta, era andato via tre giorni prima, ci avrebbe atteso in albergo. Non amava "quel tipo" di confusione e dandomi lo zuccherino con un bacio "sentito" e con sguardo concupiscente "Gingi io vado avanti, tanto qui sono di ingombro e tu sai fare, e sai, meglio di me,  e poi ci sono tutti loro..." 
Loro ed io erano settimane che lavoravamo, e quando arrivarono i mezzi si comincio: negozi, showroom, studio, e infine la casa che abitavo dove nei giorni precedenti avevamo riunito da altre case quanto avevo deciso di portare a Catania. 
Le risate, e l'allegria che ci accompagnavano servivano ad allontanare il vuoto che avrei dovuto sentire per  l'assenza di chi avevo scelto per fare il cammino della vita, e quando si finì di caricare, la coppia che pensava per la casa e la coppia che accudiva ai miei piccoli partirono rispettivamente ciascuno con una macchina. Io, il mio angelo e sua moglie, col mio furgone carico solo delle cose personalissime, facevamo da battistrada.  
Mi fa bene risentire le nostre voci, nessuna radio, ma GiòGiò, come lo chiamo io, la moglie Anna, (adesso si è risposato con una altra Anna, io gli dico sempre che lo ha fatto per non sbagliare nome in momenti particolari), abbiamo fatto a gara a chi riusciva a continuare una canzone dall'ultima parola lasciata in sospeso fino a quando senza accorgerci ci ritrovammo a porta Uzeda  ed entrai nel mio regno.
Tutto era deserto, la piazza Duomo ancora piena di volantini e carte, resti del primo giorno di festeggiamenti per Sant'Agata. Restai immobile e stupita, tutti i balconi erano illuminati, da Piazza duomo a Piazza Università, il Comune e anche il palazzo di fronte. I miei balconi spalancati che donavano ai nostri nasi all'insù affreschi regali a tutto pieno, in doppie volte a vela. 
Era aperta, mi aspettava e mai ho avuto emozione più forte, ancora adesso che scrivo le mie lacrime confermano che certi momenti sono per sempre. 
Aperto?  un pensiero affettuoso ma anche una tradizione da mantenere da parte di chi negli anni sarebbero diventati vicini utili e rispettosi. 
Feci segno anche a chi ci seguiva di fermarsi e increduli mi dissero "ma dove dobbiamo scaricare?" ed io contenta come un pavone dissi qui .
Eravamo in molti e prima che il Caprice riaprisse bisognava finire di scaricare e rimuovere il bestione. 
Tutti veloci bravi e responsabili lavoravano mentre Matteo zompettava da una stanza all'altra io, stregata, ricordo solo la mia estasi e l'impossibilità di muovermi e rientrare da quel balcone che mi avrebbe visto fumare l'ultima sigaretta prima di andare a dormire   per tutte le notti a venire appoggiata alla ringhiera in ammirazione,
Respiravo il barocco, quando tutto era chiuso, Palazzo degli elefanti, l'Università, gli uffici di Palazzo di San Giuliano, Palazzo Gioieni, Palazzo dei Clerici, e il Caprice. Jano, istituzione di Piazza università verso le 21 in genere bussava quando andava via,  il posteggio ormai vuoto  ed io allora restavo la regina del luogo. 
Questa sera avevo voglia della mia Catania e ringrazio Juzzo, amico da anni, che tempo fa mi inviò il video dicendomi in maniera carina e gentile "mi posso permettere?"