StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

27 ott 2013

Dimanche

  • Foto strega agosto 2013
    Chez nous il fait tellement chaud, que l'on s'en protège ! ! !
    Fin octobre .... ???
    Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
    Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
    Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
    Beau dimanche
    Foto Strega 27.Ottobre 2013
    I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie

25 ott 2013

Era il 2004 quando cominciai a frequentare il web,prima navigavo in office, solcavo onde per magazzino, fornitori, clienti, acquisti, vendite, e tutto il resto era sconosciuto e lontano.
Ero rientrata da un luogo che più che distendermi mi stava stendendo, e avevo voluto avvicinarmi alle radici e alla cappella, così, in caso di bisogno, anche "stesa", la mia pigrizia non avrebbe subito scomodi e lunghi tragitti ^_*.
Da allora ho sostituito questo giocattolo più di tre volte, comprato un portatile che tengo in camera da letto e lo smart, che mi consente di stare in rete h24. Ogni volta archiviavo, conservavo e ripartivo, intanto cambiavo io cambiava il anche il web.
Nascevano siti nuovi e mutava il tipo di comunicazione.
La ricerca di quanto sparito ultimamente, mi ha portato a scavare nell'animo di questa scatola, luoghi che erano archiviati e dimenticati.
Erano tempi in cui aprendo il pc, in automatico ero presente in msn, icq, in skype, e in myspace, ero avida, e curiosa, aperta ad ogni contatto.
Moltissimi finivano in lista nera dopo la prima battuta , con migliaia di altri si aveva un legame di "amici" che a volte scemava da solo dopo i primi sterili dialoghi, con altri è rimasto un legame duraturo e con pochi siamo amici anche nella vita reale. Poi c'erano le cast, dopo cena si andava in skype li un qualsiasi utente del web prenotava una stanza inserendo un argomento, e passavano le notti in discussioni su costumi, società, sentimenti  in molti ci ritrovavamo conoscenti, ma c'erano anche i disturbatori, i troll, e quelli che il moderatore e titolare era costretto a mettere fuori dalla stanza.
Poco tempo fa avevo scritto un post ROSPI IN CHAT, che come altri non trovo più, era nato dal ricordo di un bellissimo libro sulla chat di Maria Rita Bovi, vecchia amica web,che allora abitava a Malaga, sempre in contatto e giorni fa mi inviava:

Grazie cara!
non so se hai letto questo articolo - tu sei stata in parte l´ispirazione per una prossima vita in Sicilia http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/01/londra-alicante-e-stoccolma-e-di-nuovo-londra-ma-mia-vecchiaia-vedo-in-sicilia/642044/

Sono troppe le cose che vorrei dire, e tante scaturite da contatti di cui non ricordo nulla, chi erano, che età avessero, dove abitavano, ma esistono qui, in questa scatoletta, e ciò che ho conservato è qualcosa che ha lasciato bellezza.
Segue una favola inviatami e questa è la realtà del web. ricordo le lunghe chat, lo scambio di racconti esperienze , le grandi risate, l'attesa per il gradevole appuntamento al pc, ma non so chi sia Valerio, e fra i vecchi contatti di space e messenger vi sono sette ragazzi con questo nome.


 C'era una volta una bimba molto intelligente e curiosa. 
La sera sognava di ballare e di essere una stella del teatro. 
Aveva un amico immaginario, che chiamava Dido, un gattone rosso striato, che la sera l'aiutava a dormire, facendo le fusa e dandole preziosi consigli su come affrontare le vicissitudini della vita. 
A scuola era dura, una bimba così carina agita il cuore di chi non ha la sua bellezza e talento. Così le compagne la mettevano all'angolo e a forza di pettegolezzi, anche i maschietti iniziarono a snobbarla. 
Quando il futuro nasconde una promessa il presente può essere crudele e invidioso, ma una bimba non può guardare lontano e trovare conforto. 
Allora c'era Dido, che ogni giorno diventava più reale e affettuoso. 
I suoi occhi erano pieni di ammirazione quando seguivano gli esercizi della bimba, la vedeva volare come una farfalla senza peso e capiva quanta dedizione si nascondesse dietro l'apparente facilità d'esecuzione. 
Ogni giorno Dido sentiva il suo corpo prendere forma, peso e spessore. Era l'amore della sua padroncina che nutriva la sua sostanza di sogno, trasformandola in materia. 
Mancava qualcosa, per superare la barriera della fantasia, ma Dido non sapeva ancora cosa, fino al giorno che vide la bimba tornare a casa distrutta e in lacrime. 
A scuola si era presentata una selezionatrice per l'accademia di danza classica e la bimba era andata all'audizione, dopo settimane di duro lavoro. Tutti gli astanti erano rimasti a bocca aperta nel vedere disegnare figure trasparenti come acqua pura, sul parquet della palestra. 
Ma la selezionatrice non aveva battuto ciglio e aveva scelto un'altra bimba, sebbene fosse di molto inferiore alla nostra eroina. 
La bimba non sapeva quali tattiche e raccomandazioni si nascondevano dietro quel rifiuto. Non è facile per un adulto essere estromesso per questioni di potere, ma per lei era un disastro irreparabile, un vero annullamento. 
Dido non l'aveva mai vista soffrire così tanto, non si dava pace, incapace di aiutarla sul serio, parlarle, spiegare che la figlia di un politico, anche se priva di ogni talento, ha dei privilegi, ma è il talento a nutrire l'arte. 
Alla fine capì: non poteva entrare nel mondo fisico della sua amica, perché una danzatrice racconta il sogno di un fiore a primavera, sfida gravità e struttura ossea per dipingere quanto il corpo degli altri neanche immagina. 
Era la bimba a dover entrare nel suo mondo di sogno, per aprire gli occhi alla verità e acquisire quella fiducia che sola ci aiuta nei momenti di sconforto. 
Dido si concentrò, penetrando le lacrime dell'amica e scorrendo lungo i loro fiumi di dolore. Risorse nel cuore di lei e diffuse un sorriso a cui la piccola non si poté sottrarre, stupefatta da quella misteriosa onda di gioia. 
Aprì gli occhi e non c'era più la sua stanza attorno, ma un'incredibile città, fatta di giardini, piccoli corsi d'acqua e alte torri dal profilo orientale. 
Accanto le stava Dido e la guardava come può solo un gatto che ama. 
«Dove siamo?», chiese.
«Dentro il tuo cuore», rispose il gatto. 
«Ma... la mia stanza?» 
No, non doveva pensare alla sua stanza, doveva guardare quelle creature trasparenti che volavano da una torre all'altra, posandosi sui fiori come api e tuffandosi nelle acque come gabbiani. 
La forma dei loro corpi era umana, ma la consistenza era pari a quella di certi animali che si trovano nelle profondità del mare: bolle di vetro colorato, morbidi al tatto, flessuose quanto forti. 
Fu allora che le creature, prima impegnate in acrobazie solitarie, si riunirono come uno stormo di rondini e formarono una corona davanti i suoi occhi. 
Il Sole, da dietro, trapassava la loro sostanza e formava un arcobaleno come la Terra non ha mai visto. 
Si fece avanti una creatura, la più delicata, percorsa dai riflessi di mille colori, gli occhi animati da una luce che la bimba, all'inizio, faticò a sostenere. 
Non disse nulla, distese la mano e, d'improvviso, la bimba si trovò a volare e a eseguire i movimenti più arditi, senza alcuno sforzo fisico o psichico. 
Le altre creature si unirono a lei in una danza incessante, pervasi dalla luce e resi ebbri da un fiume di musica che sgorgava dai loro corpi eterei e andava verso le cupole delle torri. 
Queste entravano in risonanza e producevano armonici tali da scuotere l'animo di un uomo stanco di vivere e lanciarlo in un tango sensuale e appassionato. 
Il pensiero del gatto passò nell'anima della bimba che si rese conto di aver penetrato l'essenza stessa dell'arte: trasformare il gesto in moto spirituale, trascendere il corpo e dare figura al sogno di un dio addormentato su un prato verde, illuminato da milioni di gocce di rugiada. 
Ora era tempo di concludere il viaggio, restava un solo adempimento. 
Volando la bimba chiuse gli occhi e, appena aperti, si trovò in un luogo diverso. 
Era una grotta illuminata da un grande fuoco posto al suo centro, i riflessi andavano a colpire diamanti e altri minerali dai colori accessi. 
Tutto l'ambiente era una tempesta di colore, roccia in fiamme, fumo agitato da spiriti che non conoscono il riposo. 
Non c'era da aver paura, la bimba, guardando negli occhi Dido, capì che si trattava di presenze sovrannaturali, ma amichevoli. 
Erano i custodi di quella forza alla quale abbiamo dato il nome di Vita, che solo una danza incessante può rappresentare. 
Stupefatta dal luogo e dai suoi abitanti, la bimba si accorse a stento di una figura femminile, assisa su un trono in un angolo della grotta. 
Non poté più distogliere lo sguardo da quella donna, maestosa, la pelle nerissima. La luce dei suoi occhi vinceva qualsiasi diamante e cambiava colore di continuo. 
La donna sorrise, in modo quasi impercettibile, ma tale da trasmettere un senso infinito di sicurezza alla bimba. 
Non c'era più traccia di dolore o frustrazione in lei, l'insuccesso di poche ore prima appariva vuoto di ogni significato. 
La donna, giovane e antica assieme, fece un breve cenno con la fronte e chiamò a sé i due visitatori. Il gatto e la bimba si avvicinarono. L'antica custode di ogni mistero, immerse le mani in un vaso colmo di acqua color miele e carezzò a lungo il volto della bimba. 
Durò tutto un attimo: il tempo, per la madre della piccola danzatrice, di cedere alla tentazione e correre a consolare la bimba, incapace a sopportarne il pianto. 
Si aspettava una scena di dolore, ma si dovette ricredere: la bimba volteggiava impegnata in esercizi da mozzare il fiato, con un'ombra d'incanto a volare sui suoi occhi. 
Sul letto giaceva sornione un grosso gatto rosso.
Notte VALERIO

19 ott 2013

SFIOCCARE PENSIERI

FotoStrega stamani  poco dopo il sorgere del sole.
Loro vanno ancora al mare e fanno i bagni, 
A lidi chiusi, si danno appuntamento sulla spiaggia in dirittura di casa mia, dove anch'io ero solita andare.
Il pranzo? un grappolo d'una, due crekers, e poca acqua. 
Dopo il raggio verde e quando la luce abbandonava l'oggetto del desiderio momentaneo, impedendomene la lettura, tornavo a casa. 
Fra loro c'è chi fa il bagno da sempre fino ai giorni della Fiera che, dal 1850 il 14 e 15 Novembre, chiude il ciclo fieristico annuale.
Dell'evento storico della cittadina che mi ospita, parlerò in quella data.
Sono passati appena 2 anni da quando il pesce che ero si è trasformato in gatto, e fa le fusa fra i suoi libri, le ceste ricolme di gomitoli colorati, mirabili scatole della collezione di antichi merletti impalpabili, fragili e di fidati odori, profumo di oggetti inutili di un tempo, illusioni di un  filo d'oro col passato, di origini e "propria" matrice culturale. 
Lo so che da maggio non ho frequentato, ma sono andata nei due luoghi del cuore , in essi il mio sguardo si posa su ciò che amo, mi sono recata molte volte dall'oculista e in ospedale, ho letto tanto e completato una miriade di lavori, e ho esercitato positività sulle mie piante.
Anche oggi ho detto no ad un invito, ma da tempo al rientro a casa, pesa la sensazione di aver rubato qualcosa ai miei desideri.
Non si può parlare di politica religione e soldi, resta il conosciuto da decenni, le stesse barzellette, gli stessi commenti, tutto respirato, e diventa visto udito sentito ed anche predetto. 
Non mi dicono nulla, ed dentro me sorrido, al pensiero che mi vedano depressa, forse mi manca ferro? allora regalano fegato e vino...;-)
Parlo di tralci di lavanda da mettere in bagno per un secchio comprato a Roma in primavera, e la lavanda arriva ed anche in grande abbondanza.
 
La mia sponsor ufficiale, stamani mi ha chiamata e mi ha detto, "se ti sembra banale venire a Catania da me o da tuo figlio, ma perchè non parti? è la prima volta che sei ferma per più di cinque mesi? qualcosa non va?"
E' male non fare pesare a nessuno che sono trascorsi soltanto 20 gg dal secondo intervento ? che debbo attendere un mese, altra visita, e poi di nuovo libertà.
Libertà di andare a trovare amiche ed amici nuovi, che possano arricchirmi con la meraviglia del non conosciuto? Ma anche l'opposta libertà di intrattenere contatti virtuali, decisamente da non conoscere nel reale e lasciare che la mente voli a mo' di medicina dell'anima.
E poi si vive di miracoli dove vi è il ragazzo incantato dal vento e la donna della solitudine e ricamo e le congiunture esterne che ti fanno credere come immortale ed in uno stato superiore.
Inevitabile che in questo star bene, troppo bene,  cominci a serpeggiare  e lampeggiare la velleità di esprimermi diversamente dagli altri.
Indifferenza? superiorità? distacco? no niente di tutto ciò, la stagione, e non solo quella climatica, clemente mi consente di pensare che 
C'è un solo tipo di successo: quello di far della propria vita ciò che si desidera. 

06 ott 2013

Il club degli Imperatori

Foto strega 6 ottobre 2013
.... una domenica di inizio autunno, la luce che cambia, i colori uguali e diversi i gesti semplici e lenti, e lasciare che il mattino ceda al pieno giorno il suo carattere adagiandosi sul tempo e col tempo... andare nello studio e non prendere un pennello o un libro, chiudere un pacco e prepararne un altro, a tratti, un po di caffè, il computer, gli sms, e tornare alle piume messe nel cerchietto o al fiocco di chiffon... con amore avvolgerli e porli in compagnia degli altri oggetti pronti per il loro cammino.
Apparecchiare in maniera maniacale, e mentre il fuoco pensa a completare la cottura del pesce prendo come se fosse un rito la melagrana, preparo un antico bolo di Digoin e comincio con delicatezza a dividere i granuli tenuti
Foto Strega
uniti dall'amore, e mentre scivolavano ammiro la bellezza di questo frutto caro agli dei, attorno a lui racconti e leggende da tempi remoti,  simbologia che dall'oriente attraverso viaggi infiniti arriva all'emblema di giustizia, maternità, abbondanza 
ar-madonegrenade
frutto austero all'esterno ma ricco e pieno all'interno.
Mentre sbuccio e condisco con un po di bollicine rivedo nature morte, i fiamminghi, il Caravaggio, i macchiaioli... la bellezza.
Poi sono arrivata qui, poco felice di dover lottare e sprecare il mio tempo per pulire cancellare ed evitare altri furti in questo blog, incapace di capire le motivazioni di una qualsiasi appropriazione, figuriamoci poi quella di identità, considerando la pochezza di chi persegue scienza tecnologia, tecnica solo per l'uso perverso delle proprie capacità. per far ed agire male.
Dopo un periodo in cui quanto accaduto stava diventando una idea costante ed un problema da risolvere, la cosa più naturale per il mio carattere è stata quella di sentire solo il mio cuore e non lasciare che la bruttezza o il malpensiero prenda rifugio in me.
Ed allora sono andata a rivedere quello che tutti dovremmo sempre tener presente

  e ad ascoltare IO NON APPARTENGO PIU' di Vecchioni, quasi una ballata forte che condivido in toto e che rappresenta il mio pensiero attuale.