Era il 2004 quando cominciai a frequentare il web,prima navigavo in office, solcavo onde per magazzino, fornitori, clienti, acquisti, vendite, e tutto il resto era sconosciuto e lontano.
Ero rientrata da un luogo che più che distendermi mi stava stendendo, e avevo voluto avvicinarmi alle radici e alla cappella, così, in caso di bisogno, anche "stesa", la mia pigrizia non avrebbe subito scomodi e lunghi tragitti ^_*.
Da allora ho sostituito questo giocattolo più di tre volte, comprato un portatile che tengo in camera da letto e lo smart, che mi consente di stare in rete h24. Ogni volta archiviavo, conservavo e ripartivo, intanto io cambiavo e cambiava anche il web.
Nascevano siti nuovi e mutava il tipo di comunicazione.
La ricerca di quanto sparito ultimamente, mi ha portato a scavare nell'animo di questa scatola, luoghi che erano archiviati e dimenticati.
Erano tempi in cui aprendo il pc, in automatico ero presente in msn, icq, in skype, e in myspace, ero avida, e curiosa, aperta ad ogni contatto.
Moltissimi finivano in lista nera dopo la prima battuta , con migliaia di altri si aveva un legame di "amici" che a volte scemava da solo dopo i primi sterili dialoghi, con altri è rimasto un legame duraturo e con pochi, adesso, amici anche nella vita reale. Poi c'erano le cast, dopo cena si andava in skype, dove chiunque poteva prenotare una stanza scegliendo un argomento, e passavano le notti in discussioni su costumi, società, sentimenti in molti ci ritrovavamo conoscenti, ma c'erano anche i disturbatori, i troll, e quelli che il moderatore e titolare era costretto a mettere fuori dalla stanza.
Poco tempo fa avevo scritto un post ROSPI IN CHAT, che come altri non trovo più, era nato dal ricordo di un bellissimo libro sulla chat di Maria Rita Bovi, vecchia amica web,che allora abitava a Malaga, sempre in contatto e giorni fa mi inviava:
Grazie cara!
:)
Sono troppe le cose che vorrei dire, e tante scaturite da contatti di cui non ricordo nulla, chi erano, che età avessero, dove abitavano, ma esistono qui, in questa scatoletta, e ciò che ho conservato è qualcosa che ha lasciato bellezza.
Segue una favola inviatami e questa è la realtà del web. ricordo le lunghe chat, lo scambio di racconti esperienze , le grandi risate, l'attesa per il gradevole appuntamento al pc, ma non so chi sia Valerio, e fra i vecchi contatti di space e messenger vi sono sette ragazzi con questo nome.
C'era una volta una bimba molto intelligente e curiosa.
La sera sognava di ballare e di essere una stella del
teatro.
Aveva un amico immaginario, che chiamava Dido, un gattone
rosso striato, che la sera l'aiutava a dormire, facendo le fusa e dandole
preziosi consigli su come affrontare le vicissitudini della vita.
A scuola era dura, una bimba così carina agita il cuore di
chi non ha la sua bellezza e talento. Così le compagne la mettevano all'angolo
e a forza di pettegolezzi, anche i maschietti iniziarono a snobbarla.
Quando il futuro nasconde una promessa il presente può
essere crudele e invidioso, ma una bimba non può guardare lontano e trovare
conforto.
Allora c'era Dido, che ogni giorno diventava più reale e
affettuoso.
I suoi occhi erano pieni di ammirazione quando seguivano gli
esercizi della bimba, la vedeva volare come una farfalla senza peso e capiva
quanta dedizione si nascondesse dietro l'apparente facilità d'esecuzione.
Ogni giorno Dido sentiva il suo corpo prendere forma, peso e
spessore. Era l'amore della sua padroncina che nutriva la sua sostanza di
sogno, trasformandola in materia.
Mancava qualcosa, per superare la barriera della fantasia,
ma Dido non sapeva ancora cosa, fino al giorno che vide la bimba tornare a casa
distrutta e in lacrime.
A scuola si era presentata una selezionatrice per
l'accademia di danza classica e la bimba era andata all'audizione, dopo
settimane di duro lavoro. Tutti gli astanti erano rimasti a bocca aperta nel
vedere disegnare figure trasparenti come acqua pura, sul parquet della
palestra.
Ma la selezionatrice non aveva battuto ciglio e aveva scelto
un'altra bimba, sebbene fosse di molto inferiore alla nostra eroina.
La bimba non sapeva quali tattiche e raccomandazioni si nascondevano
dietro quel rifiuto. Non è facile per un adulto essere estromesso per questioni
di potere, ma per lei era un disastro irreparabile, un vero annullamento.
Dido non l'aveva mai vista soffrire così tanto, non si dava
pace, incapace di aiutarla sul serio, parlarle, spiegare che la figlia di un
politico, anche se priva di ogni talento, ha dei privilegi, ma è il talento a
nutrire l'arte.
Alla fine capì: non poteva entrare nel mondo fisico della
sua amica, perché una danzatrice racconta il sogno di un fiore a primavera,
sfida gravità e struttura ossea per dipingere quanto il corpo degli altri
neanche immagina.
Era la bimba a dover entrare nel suo mondo di sogno, per
aprire gli occhi alla verità e acquisire quella fiducia che sola ci aiuta nei momenti
di sconforto.
Dido si concentrò, penetrando le lacrime dell'amica e
scorrendo lungo i loro fiumi di dolore. Risorse nel cuore di lei e diffuse un
sorriso a cui la piccola non si poté sottrarre, stupefatta da quella misteriosa
onda di gioia.
Aprì gli occhi e non c'era più la sua stanza attorno, ma
un'incredibile città, fatta di giardini, piccoli corsi d'acqua e alte torri dal
profilo orientale.
Accanto le stava Dido e la guardava come può solo un gatto
che ama.
«Dove siamo?», chiese.
«Dentro il tuo cuore», rispose il gatto.
«Ma... la mia stanza?»
No, non doveva pensare alla sua stanza, doveva guardare
quelle creature trasparenti che volavano da una torre all'altra, posandosi sui
fiori come api e tuffandosi nelle acque come gabbiani.
La forma dei loro corpi era umana, ma la consistenza era
pari a quella di certi animali che si trovano nelle profondità del mare: bolle
di vetro colorato, morbidi al tatto, flessuose quanto forti.
Fu allora che le creature, prima impegnate in acrobazie
solitarie, si riunirono come uno stormo di rondini e formarono una corona
davanti i suoi occhi.
Il Sole, da dietro, trapassava la loro sostanza e formava un
arcobaleno come la Terra non ha mai visto.
Si fece avanti una creatura, la più delicata, percorsa dai
riflessi di mille colori, gli occhi animati da una luce che la bimba,
all'inizio, faticò a sostenere.
Non disse nulla, distese la mano e, d'improvviso, la bimba
si trovò a volare e a eseguire i movimenti più arditi, senza alcuno sforzo
fisico o psichico.
Le altre creature si unirono a lei in una danza incessante,
pervasi dalla luce e resi ebbri da un fiume di musica che sgorgava dai loro
corpi eterei e andava verso le cupole delle torri.
Queste entravano in risonanza e producevano armonici tali da
scuotere l'animo di un uomo stanco di vivere e lanciarlo in un tango sensuale e
appassionato.
Il pensiero del gatto passò nell'anima della bimba che si
rese conto di aver penetrato l'essenza stessa dell'arte: trasformare il gesto
in moto spirituale, trascendere il corpo e dare figura al sogno di un dio
addormentato su un prato verde, illuminato da milioni di gocce di rugiada.
Ora era tempo di concludere il viaggio, restava un solo
adempimento.
Volando la bimba chiuse gli occhi e, appena aperti, si trovò
in un luogo diverso.
Era una grotta illuminata da un grande fuoco posto al suo
centro, i riflessi andavano a colpire diamanti e altri minerali dai colori
accessi.
Tutto l'ambiente era una tempesta di colore, roccia in
fiamme, fumo agitato da spiriti che non conoscono il riposo.
Non c'era da aver paura, la bimba, guardando negli occhi
Dido, capì che si trattava di presenze sovrannaturali, ma amichevoli.
Erano i custodi di quella forza alla quale abbiamo dato il
nome di Vita, che solo una danza incessante può rappresentare.
Stupefatta dal luogo e dai suoi abitanti, la bimba si
accorse a stento di una figura femminile, assisa su un trono in un angolo della
grotta.
Non poté più distogliere lo sguardo da quella donna,
maestosa, la pelle nerissima. La luce dei suoi occhi vinceva qualsiasi diamante
e cambiava colore di continuo.
La donna sorrise, in modo quasi impercettibile, ma tale da
trasmettere un senso infinito di sicurezza alla bimba.
Non c'era più traccia di dolore o frustrazione in lei,
l'insuccesso di poche ore prima appariva vuoto di ogni significato.
La donna, giovane e antica assieme, fece un breve cenno con
la fronte e chiamò a sé i due visitatori. Il gatto e la bimba si avvicinarono.
L'antica custode di ogni mistero, immerse le mani in un vaso colmo di acqua
color miele e carezzò a lungo il volto della bimba.
Durò tutto un attimo: il tempo, per la madre della piccola
danzatrice, di cedere alla tentazione e correre a consolare la bimba, incapace
a sopportarne il pianto.
Si aspettava una scena di dolore, ma si dovette ricredere:
la bimba volteggiava impegnata in esercizi da mozzare il fiato, con un'ombra
d'incanto a volare sui suoi occhi.
Sul letto giaceva sornione un grosso gatto rosso.
Notte VALERIO
Fin octobre .... ???
Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
Beau dimanche
I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie