onde sonore





22 giu 2015

Mi è sfuggita una frase in un commento "mi è venuto il desiderio di fare un post sui sentimenti" equando ho scritto il mio entusiasmo era sincero. Spinta dai troppi copia ed incolla derivanti da filosofie orientali, dai post che riportano, motti, aforismi, pagine di letteratura, dove la farina del proprio sacco consiste nel sentire propri e condividere i concetti.
Poi passa il momento, scema il proposito e mi chiedo se i miei post che argomentavano sul carattere, il tempo,  il sociale l'italiano, il latino sono stati ben accetti.
Ma adesso la gatta da pelare è grossa, e non perchè l'entusiamo non c'è, ma sopratutto perchè cosa sia un sentimento non è facile a dirsi.
Si tratta infatti di definire razionalmente ciò
che razionale non è.
L'impatto dei sentimenti sulla nostra esistenza è talmente profondo ed ampio che per afferrarne il senso  , la natura e le dinamiche si sono scomodate scienze umane e sociali, la medicina, e perfino la biologia e la chimica del corpo.
L'arte di ogni tempo si è costruita suo sentimenti, dalla musica alla poesia, dalla pittura alla letteratura, ed essi sono costantemente in noi e fuori di noi, e con loro dobbiamo confrontarci.

7 giu 2015

Le mie valigie, e i suoi bauli Vuitton


Stamani la spiaggia era questa e già dopo pranzo la valigia di cartone è con me.
Appena 4 o 5 anni quando con l'antico necessaire da viaggio, giravo portando con me la valigetta e posandola, poi alla sera, su un tavolinetto che faceva da comodino...
Era il mio gioco preferito "arrivavo in albergo o nella cabina della nave ....per poi svegliarmi in un luogo sempre diverso, con la curiosità del viaggiatore".
Ho girato per il mondo, fino ai 9 anni... e mi immaginavo di incollare alla valigetta le etichette di luoghi incantevoli,  guardavo con meraviglia i bauli da viaggio di una mia cugina... che faceva la spola da San Fernando de Apure a casa dei nonni, dove abitavo.
Entravo nella stanza guardaroba, e quando lei e la madre arrivavano io vedevo quei piccoli armadi, con l'interno in legno e pelle come casse dei tesori
Cartolina di Strega timbro 26.8.1932

Questa era la sua casa, cioè la casa degli zii,  una vita da favola finita la scorsa estate, mentre anche io avevo abbandonato la casa dell'infanzia.
Sulle nostre vite, o almeno su quelle che conosco per vicinanza o parentela si potrebbero scrivere lunghissimi romanzi, di mondi oramai perduti, ma l'esperienza dice che anche le vite che sembrano dall'esterno  "normali".  sono "speciali".
Foto Strega Zia Adele

Foto Strega Maria Teresa a 4 anni

Foto Strega Donna Adele  patio interno San Fernando de Apure
Nel sistemare alcuni oggetti ieri mi sono imbattuta in questi, fili bellissimi e delicati, le egrette, li ho posati su un mobiluccio nello spogliatoio (scusate il termine non più di uso comune, ma la strega immortale lo chiamava così , ai suoi tempi!;-))
vengono dal Venezuela, e se in Europa un ciuffo su una fascia liberty, o un abbellimento in un cappello a larghe tese, si doveva fare con un oggetto prezioso e raro bisognava comprarlo dall' unico importatore al mondo il simpatico Zio Ciccillo...primo governatore di San Fernando de Apure.
Wikipedia,  cercando San Fernando, dice poco della città ma parla dei Barbarito. poi ci sono molti scritti con tanti errori e difformità, come quelli sul declino e l'abbandono del palazzo da parte di Donna Adele e della figlia... ma è bello leggerli come un gossip che riporta alle  epoche di miniere d'oro, a importazioni di pelli di coccodrillo (ora vietate) e alle piume dell'uccello del paradiso. 
La grande famiglia nel tempo è diventata sempre più ristretta, ma gli ultimi Natali  da ricordare e i giorni di feste degni di essere chiamati tali, li ho trascorsi insieme a Maria Teresa, sua figlia ed ai miei figli, con quello splendido marito che la adorava e che le aveva donato una dimora non da meno di quella di San Fernando de Apure.
Immagine del Web Casa De Barbarito oggi


La mas conocida de las casas de San Fernando en la época de mi infancia era la casa de los Barbarito o el "Palacio de Barbarito", construido a comienzos del siglo XX (entre 1912 y 1913) con un aporte significativo de mano de obra y materiales procedentes de Europa, para los hermanos Francisco (Pancho), Félix y José (Pepino) Barbarito etc etc ...