StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

08 mar 2015

Donne di seta

Tre donne, appena sbiadite da un tempo lontanissimo, reggono delicatamente il filo di una vicenda non conclusa.
Tre immagini quasi simili ad ombre, quasi protesti di magia, di un sortilegio iniziale che la Storia, per una volta ha accolto nei suoi secoli senza fare troppe domande.
La vicenda che queste donne suggeriscono ed incanta è quella della seta, 
romanzo senza intreccio o favola senza trama, 
perchè a ben guardare, la storia della seta non esiste, 
come forse neppure esiste quella dell'immagine.

Esiste semmai un mondo "intricato" di suggestioni e di fantasmi, un modo di pensare le donne della seta con catalogazione definita e definitiva.
Ecco le tre donne viste da vicino ostentano le squisite sembianze del pretesto.


Refrattaria al discorso e all'argomentazione,  la seta si apre invece all'ipotesi, alla proiezione, alla leggenda.
Sventola favole e chiede di essere sognata più che raccontata.
Tre donne:
la prima è l'Imperatrice, Hsi Ling Shih che verso la fine del terzo millennio avanti Cristo insegnò al popolo cinese come trattare il bozzolo e la seta in modo da dare alla gente seta per proteggersi dalle ferite alla testa.
La seconda è una principessa, che nel 400 avanti Cristo si invaghì di un indiano e decisa ad averlo fuggi andando da lui con semi di gelso e larve di bachi nascosti fra i capelli.
Terza infine è l'evanescente Pamphile, figlia di Plateus e inquilina di Coo.
Di lei, ci tramanda la leggenda nientemeno che Aristotele, nella sua "Storia degli animali" dove parla di un insetto "cornuto" dal quale le donne dell'isola cavano un magico filo.
E cita appunto Pamphile come colei che tutti ritengono l'inventrice del tessuto trasparente.
Da questi tre indizi al femminile, si muove l'avventura di seta, che pur incrociando i capricci dell'uomo, in fondo, gli è sempre negata.
C'è come una frattura che tiene parzialmente l'uomo, ancor oggi, lontano dalla seta.
Certo, si potrebbe scavare alle radici storiche di un tale distacco, rispolverare l'editto con cui l'imperatore Tiberio proibiva agli uomini di indossare vesti seriche, a causa della eccessiva trasparenza ed effeminatezza.
Ma non basta, io indagherei più sui ruoli, sulle figure dell'uomo e della donna, sul modo in cui queste figure si sono spartite, negli anni, il mondo e i suoi segni in un progressivo gioco delle parti.
Risalire all'istante in cui, fatalmente  la seta "tocco" alla donna, o forse semplicemente tocco "la" donna.
Da quell'istante, l'uomo rinunciò alla seta, e la seta, dal canto suo, ritenne giusto indennizzare un simile sacrificio.
Scegliendo la donna e le sue metafore, la seta donò all'uomo il desiderio e l'immaginazione:
si fece il segno di lei e quindi il sogno di lui.
Lei poteva pensare di "essere" con quel tessuto,  lui poteva pensare di "averla" allo stesso modo.
E anche la letteratura ne prese atto, a cominciare dal Petrarca e dal Boccaccio, e quando la seta sarà presente sulla pagina, si presenterà infallibilmente in compagnia di una donna.
Parole, amorose descrizioni e ammiccamenti furtivi, sempre in gara per rinnovare il senso comune - con l'aiuto- della seta.
Quel senso che vorrebbe la donna come chiaro oggetto del desiderio, che è in realtà fra le cose più oscure dell'animo umano.
Seta, impagabile scienza dell'eccesso e del superfluo. 
Giustamente temuta dai probi e dagli equilibrati che individuano in essa chances di sovversione sentimentale, la seta lascia che cresca il suo mito anche al negativo, tollera senza scomporsi l'accusa di immoralità.
Essa lascia che Seneca snoccioli le sua filippica"il serico tessuto non da assolutamente alcuna protezione né al corpo né alla modestia di chi lo porta, e nessuna donna vestita di seta potrebbe giurare di non essere nuda."

Mi piace ricordare il mito della Seta, in un giorno in cui si festeggia la donna che ammirevolmente ha lottato per la parità di diritti civili. che per secoli a lamentato comportamenti dell'uomo che adesso a fatto propri, salvo poi pretendere di essere trattata come una seta.
Ce ancora molta strada da fare, come donne abbiamo avuto tanti contentini, e non ci affrancheremo certamente,  libere e senza uomini, davanti ad una pizza l'8 marzo.
Quel poco che abbiamo conquistato però non fa neanche da contrappeso alla perdita della galanteria, di quella corte ed arte della seduzione gentile ed aristocratica, di quella meravigliosa sensazione di tutela che Uomo rispettoso ed amorevole sapeva incutere.

8 commenti:

  1. Mi piacciono molte delle cose che hai detto. Anche se poi, in realtà, a cose come galanteria e corteggiamento (che spesso erano - sono? - convenzioni meccanizzate e ipocrisie ritualizzate) sarebbe bello se gli uomini (e le donne, insomma gli esseri umani in generale) sostituissero una gentilezza, una delicatezza, un rispetto, una nobiltà d'animo del tutto spontanei e naturali. Perché molto spesso (quasi sempre) un dolce sorriso mentre si cede il passo per strada vale molto di più di tutti i mazzi di rose del mondo.
    Un abbraccio grande!

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    1. Infatti carissimo Zio, parlo proprio dell'uomo rispettoso e amorevole, e di quella educazione sentimentale che tutti, donne in primis, hanno perso.
      La naturalezza e l'indole allontanano ipocrisie e strategie, comunque è un piacere leggere un commento come il tuo in cui percepisci che il pensiero espresso è stato capito in pieno, anche se non del tutto condiviso.
      Ricambio l'abbraccio e ti sorrido di cuore
      Gingi

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  2. Credo non vi sia niente di eccezzionale a considerare alcune cose come la seta, prerogative esclusive del mondo femminile; il mondo da sempre è pieno di differenze sostanziali e nessun uomo vero cerca una riedizione del proprio universo emozionale estetico e sessuale. Io per esempio cerco la seta per se stessa, per il piacere di intravederla anche solo un momento. Zio scriba dice che il corteggiamento in parte è un mezzo ipocrita, un non senso, un camuffamento allo scopo di ...c'è del vero ma solo una parte. galanteria è un termine che in se' dice poco e mai abbastanza: bisogna scendere in fondo, alle radici, ritrovarvi il piacere della seduzione e dello scambio reciproco che è vita. Credo che in questo deterioramento della dinamica anche le donne abbiano gravi responsabilità. Non ascoltavo questa colonna sonora da tempo: fa stonare!

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  3. La strega è stata sempre vestita di seta ed il primo jeans lo ha comprato alla tenera età di 55 anni, Questo ti fa capire come sia la prima, e lo dico chiaramente nel post, a stigmatizzare gli atteggiamenti i comportamenti rubati a quegli uomini che criticavano, salvo poi pretendere quel corteggiamento che non può essere mai sentito e naturale fatto verso un "camerata".
    La colonna sonora mi è stata donata da chi ne ha oblio. Ma il bello rimane.

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  4. Ciao interessante il post ed i commenti.
    Un abbraccio

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    1. Lorettaaaaa che piacere averti qui...
      Due abbracci e un bacione

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  5. Post molto interessante,ricco di notizie curiosità ed implicazioni simboliche e di costume.
    Mi piace pensare al gioco delle parti,come dici,galeotta la seta, è un gioco intrigante che in altri casi coinvolge ed usa mezzi diversi.Mi piace la seta,perchè coinvolge con la sua eleganza,leggerezza,tutti i nostri sensi.
    Sereni giorni,Gingi e a presto spero.

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  6. Grazie Chicchina, da ieri non sto molto bene, e stero di riprendermi anche se la borsa è pronta, questa volta dietro la porta di ingresso, anche se ho fatto due traslochi, mi sento ferma da un tempo infinito, se la salute non mi porta in una stanza tutta bianca, da martedi dovrei essere libera, quindi in settimana il colore del mare. il bianco silenzioso della neve potranno essere visti anche ad occhi aperti e non solo sognati.
    Ho pronti i due libri e ieri mi sono attardata nel sistemarlo a godere del tuo ultimo regalo... ehh gli arabi... che meravigliosa cultura.
    Come vedi, facendo i dovuti scongiuri, a prestìtissimo

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