StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

16 dic 2012

Mi sono alzata da poco, e sono giorni che vi penso, tutti e tutte, mi spiace non aver potuto esaudire il desiderio di esservi vicina a chi con un commento e a chi si merita dal mio cuore un handmade fatto con amore...  a tutte quelle amiche di web che con grandi gesti mi hanno reso gradevolissimo lo stare al pc... per oggi va bene così... un sorriso e invece di scrivere quanto mi frulla in testa... o d ricordi  vi sono vicina con un po di musica... 

11 dic 2012

Musicoterapia

Mille cose da postare... incipiente soudade che accompagna le mie festività...allora glisso su tutto ed un po di musicoterapia....

05 dic 2012

STREGABUGIARDA: Il cerchio della vita

Ho appena aperto il pc, e mi accorgo che Debora,  ha postato questa preghiera e allora riprendo un mio post del 2009 ... e ringrazio lei che me lo ha fatto ricordare.
STREGABUGIARDA: Il cerchio della vita:
Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e
ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.Per quanto puoi,senza cedimenti,
mantieniti in buoni rapporti con tutti.Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri:
pur se noiosi e incolti, hanno anch'essi una loro storia.Evita le persone volgari e prepotenti:
sono un tormento per lo spirito.
Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare borioso ed amaro,
perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.
Mantieni interesse per la tua professione,per quanto umile:
essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.Usa prudenza nei tuoi affari,
perché il mondo è pieno d'inganno. 

Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù:
molti sono coloro che perseguono alti ideali
e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l'amore,
perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità,
esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell'età,
lasciando con serenità le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo, per difenderti dalle calamità improvvise.
Ma non tormentarti con delle fantasie:
molte paure nascono da stanchezza e solitudine.Al di là d'una sana disciplina,
sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell'universo non meno degli alberi e delle stelle,
ed hai pieno diritto di esistere.
E, convinto o non convinto che tu ne sia,
non v'è dubbio che l'universo stia seguendo il suo corso.Perciò sta in pace con Dio,
qualunque sia il concetto che hai di Lui.
E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni,
nella chiassosa confusione dell'esistenza,
mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante i suoi inganni,
travagli e sogni infranti,
questo è pur sempre un mondo meraviglioso.Sii prudente.
Sforzati d'essere felice.

"Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell'antica chiesa di San Paolo 
Sono trascorse le feste, con tanta serenità e nella mia adorata solitudine, domani rientro a casa dove progetti mi aspettano in attesa di un nuovo ciclo, l'entusiamo per chi deve arrivare si mescola alla felicità di constatare che il cerchio della vita continua, che i rami germogliano anche se teneri ricordi vanno a quelli appassiti.
A domani e a domani l'altro mia cara Ludovica, il mondo corre, e confido che avrai tempo per fermarti e leggere questo antico manoscritto.....

03 dic 2012

Quando si sta in stand-by scopri quanto è bello  vivere con lentezza, leggere, e dedicarsi ai propri hobbies. Percepisci che tutto è vacuo e ti accorgi che le cose veramente importanti sono pochissime e la principale, la più curativa è l'amore.
Sono stata assidua davanti alla Tv,mentre sferruzzavo quanto postato qui , ho visto e ascoltato mentre pensavo sia dignitoso non commentare, e prendere le distanze da tutti, ma continuo il post precedente a proposito di tipi che la nostra società non può più generare.
Oggi mi piace ricordare un vecchio amico di un mio zio, Salvatore Sanmartino,di Canicattì, avvocato ed uomo di cultura che di se stesso diceva, degradato a senatore del regno.
Era un signore di pura razza umorista che fondò una ridanciana e burlesca " SECOLARE ACCADEMIA DEL PARNASO"   egli ne era il presidente e gli diede una ironica e ridevole vita per circa un trentennio, definita allora "la più geniale satira della politica e del costume".
Dello spirito caustico di questo senatore il suo amico,  mio zio, anch'egli senatore, non meno simpatico colto e giramondo, del quale spero aver la voglia in futuro di riportare qualche spassoso aneddoto, ricordava le sue battute ben condite e una mi viene adesso in mente "guardati dal conoscere te stesso, non ci guadegneresti altro che vergogna".
Ma torniamo all'Accademia dove con solenne cerimonia venivano ammessi uomini di ogni levatura e condizione sociale,  distinti in arcadi Maggiori: quelli di umile nascita e modesti mestieri, (cocchieri, fattorini, muratori, barbieri falegnami, becchini etc etc ) mentre appartenevano agli arcadi Minori il fior fiore dei giornalisti, docenti universitari, intellettuali,  e fra questi vi era Pirandello, Romagnoli, Thilger, Gentile, Trilussa, Marinetti ed altri, tutti esilarati dal ricevere una così solenne investitura.
Un giorno Sanmartino penso di fare  l'eccezionale e stupefacente investitura di un'asina (forse scopiazzando l'imperatore Caligola che aveva proclamato senatore il suo cavallo) ed essendo in pieno ventennio fascista addobbò l'asina con un ampio mantello di orbace.
Quando gli organizzatori della cerimonia cercarono di spingere l'asina nel salone delle riunioni, pieno del pubblico e degli associati delle grandi occasioni, non ci fu verso di farla entrare, oppose tanta resistenza dimostrando un raro carattere adamantino, e non mollò, in un periodo molto accomodante, la sua determinazione neanche quando fu presa per la coda.
Così Sanmartino, ebbe modo di pronunciare un'altra sua storica frase che fece testo negli annali dell'accademia.
"Siamo felici di constatare cari signori, che questa è la prima volta che un asino si rifiuta di entrare in una accademia".
Questa famosa accademia non conferiva doni in denaro ma solo in natura recapitati personalmente dal suo presidente che si era autonominato anche "Viaggiatore-piazzista in carica perpetua".
E fu consegnando un biglietto da visita con questa dicitura che si presento a Roma in casa del Trilussa, con un cappone o tacchino, (non so di preciso) un cestone di colorita frutta di Sicilia ed un bottiglione di vino nero, dal fuoco segreto di 16 o 18 gradi, forse scuretto e raggiante di Vittoria, color d'ambra fusa e trasparente come grechetto di Noto,  dorato o dal gusto di fiore dell'Etna, o arrubinato Corvo di blasonata fama?
Vini che non dispiacevano al per nulla astemio Trilussa, di cui faceva brillare la bontà nelle riunioni di poeti ed amici... le etichette di allora spiegavano: profumato, intenso, fruttato,nobile, morbido, etereo, aristocratico, vellutato, armonico, abboccato.
Francesco Lanza diceva che essi "hanno tutti la stessa festosa cordialità della terra che li ha amorosamente filtrati attraverso i tralci".