StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

04 giu 2012

MENO...PAUSE

Ieri, leggendo dei commenti sull'età e la liberazione da pensieri che ti portano ad essere sempre in tiro..ho pensato a questo mio post del luglio dello scorso anno e lo riporto pari pari

Meno..... pause
Era il 2002, come Babette ero arrivata in una grande casa, spinta dalle molte telefonate di una fata:
" hai trascorso il Natale da sola, adesso anche la Pasqua? Le case grandi servono per star bene insieme agli amici..."
Non avevo portato molti abiti, avevo però organizzato tre grossi colli, da farmi spedire... non credevo molto alla civiltà della convivenza con indipendenza e libertà, ma ero più provinciale di adesso, e non conoscevo quei mondi fantastici.
Per cui la "Babette" era carica di origano, arance, funghi appena raccolti, cannoli, pignolata...e tanti libri.

Il mio arrivo e le emozioni di quei primi giorni, vanno rispettate per quel pudore che esigono le cose belle che ci appartengono... scriverò di ciò forse in seguito.
La casa era grande, direi un borgo, la villa aveva lo stesso nome del posto, della via,del borgo.
Fra i due corpi centrali una chiesetta ottagonale , che sembrava la cupola del "Bramante" di una Doll's House, era ed è uno di quei posti appartati, sereno, ottima terapia per il dolore su cui camminavo, ma allo stesso tempo ero nel mondo.

La mia ospite, una docente tedesca, studiosa di arte, con interessi culturali i più svariati (quello era il periodo cinese!) ed amicizie in tutto il mondo il cui hobby principale era la convivialità, mi consentì conoscenze ed esperienze da viaggiatrice ma a posto fisso..

Un giorno, mi disse torna a casa presto, non ti dilungare con troppi negroni (aperitivi), dobbiamo preparare cena, viene Luisa, con Suad...

Non sapevo chi fossero, l'euro parlamentare (di lei ho impresse le grandi risate, il suo cellulare che squillava in continuazione, e il "piacere della tavola") arrivò il giorno successivo e Suad arrivò puntuale con una sua amica, cose da poco !! anche quest'ultima una docente di antropologia all'università di Bagdad.

A tavola spesso si parlava in tre o quattro lingue... io parlavo solo siciliano e mi capivano perfettamente arabi, francesi, spagnoli , con gli altri era di aiuto la mimica mediterranea e la mia amica.. parlava tante lingue e, in quel periodo, cominciava a masticare anche il cinese.

Con Suad nacque un feeling fatto di risate, sorrisi, mi disse che per imparare l'italiano sarebbe bastato frequentarci una settimana, allora abitava temporaneamente a Massa Marittima, e mentre tutti parlavano dell'Olp, del muro, delle varie intifade, e durante e dopo cena erano immersi nel ruolo serio di gente intellettuale... io dissi:

Icecream in Castellina?

Non finii queste due parole che Suad e la sua amica, scattarono in piedi pronte già a fuggire verso una leggerezza che in quel momento, li, era assente.

In quei tre giorni con Suad parlammo di tutto, (io capisco l'inglese, non lo parlo, per questa sindrome della perfezione che mi vieta di buttarmi!.)
Lei mi chiamava "la filosofa".
Al salone del libro di Torino, questo anno, ho comperato Murad Murad e Niente sesso in città, di Suad Amiry.
La notte scorsa, ho finito di leggere queste due chicche, gradevolissime, scritte con l'arte di raccontare un atavico disagio e grosse tragedie con leggerezza...
In Niente sesso in città, la Palestina e i suoi drammi sono il vassoio su cui Suad appoggia con ironia lo "stato"... il sentire di un meraviglioso gruppo di "eroine" in quanto donne, iscritte ad un club esclusivo:

C.R.I.M.I.N.E. cioè Commitee of Ramallah Indipendent Menopausal Inner Network Enterprise.

"Splendide" in menopausa, ognuna con problemi e soluzioni diverse, tutte accomunate dall'età, dall'amore per la terra in cui affondano le radici da millenni, ma tutte "uniche".
Quanto vicino il mondo in cui sono cresciuta a quella autorevole norma della cultura araba : sottile accettazione del non detto o del non nominato.
Per tutte le donne di tutto il mondo..il periodo della menopausa coincide con quello in cui si tirano le somme, ed tempo dei bilanci.

Ognuno reagisce sia fisicamente che mentalmente in modo diverso, trovo bellissimo lo stato descritto da Suad, di una liberazione dal desiderio, che spesso e tanto fa soffrire quando gli ormoni vanno a mille, ma anche della libertà di non dover per forza essere in "tiro".

Poi non tutte hanno le caldane, l'osteoporosi, la tachicardia... e la depressione, e, più forti, e senza i mal di testa o i fastidi del ciclo, possono fare, vestirsi, dire cose..concesse solo in post menopausa.
E poi penso che tutto ha un tempo e un suo compimento... e il non poter proliferare non deve sminuire o far perdere di autostima.

Chi è la persona consapevole e diligente che vorrebbe un figlio quando in età matura le forze debbono essere rivolte ad altro? e le molte curiosità e gli interessi accresciuti hanno bisogno di un tempo che si sente sempre più breve; e per quanto riguarda il fisico, come diceva la Magnani alla truccatrice, "no, non nasconda le rughe, ci ho messo una vita a farle".

Calo di autostima? Noi donne abbiamo un inizio ed una fine, abbiamo regole e un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.

Il maschio che comincia a 14 anni con ansia da prestazione, con problemi di grandezza, e di potenza e che continua fino alla morte, beandosi di poter essere prolifico, dovrebbe perdere la stima quando per demenza senile fa quello che dovrebbe fare suo nipote.
Continuano con le loro patologie e le loro fisse del "caso" ad oltranza, non sfiorati lontanamente dal pensiero che anche nel mistero della vita, la natura ha affidato alle responsabili donne la procreazione, mentre ha lasciato all'uomo il compito della riproduzione.

Io dopo i bilanci della menopausa sono rifiorità certo il fisico cambia e purtroppo stenti a riconoscere il guscio, ma penso, quando gli ormoni c'erano .. andavo bene? ero desiderabile? ok.
Adesso che la cosa non mi interessa più, il mio piacere è quello che spero portare fino alla morte, "mangiare", e a questo piacere immolo la pancetta, che da buona "contenta di se" adesso mi piace pure e mi fa simpatia.
Poi quanto è bello cambiare stile, e scoprire la mise affascinate dell'abito "tenda".

9 commenti:

  1. Artistiche perle di saggezza, dispensate in lungua universale. Però, quella dimora della fotografia, Bramante o non Bramante, quanti desideri mi ispira! :)

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    1. Avevo risposto a te Adriano, ma mentre scrivevo forse si è inserito il commento dell'anonima Lara.
      Di nuovo un sorriso

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  2. Beata te che vivi da sola e puoi "goderti"in santa pace la tua "MENOPAUSA".Questi mariti ultra sessantenni ridicoli,che si danno un sacco di arie solo perchè ogni tanto hanno"QUALCHE SEGNO DI VITA"nonostante la prostata dia già qualche problema.Chi dice che le donne in menopausa non hanno desideri non sa di cosa parla,non è così.Certo se magari invece di avere vicino un sessant'enne pelato che sogna la badante del vicino,si potesse avere l'attore preferito,si risveglierebbe non solo il corpo ma anche il cervello!Perchè io dico sempre"il corpo lo vorrebbe ancora,ma è la testa che lo rifiuta".quindi
    AMEN!
    ODDIO cosa ho scritto!?Va beh lo mando semmai censuralo tu:GRAZIE E PARDON....LARA

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  3. E tu non sai come è dolce ricordare i due anni che ho abitato li. ma purtroppo sono una inquieta, adesso sto organizzando per la Provenza...
    Un sorriso Adriano caro.
    Gingi

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  4. Ma dalla Provenza scriverai ancora qui? Magari con accento francese...

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  5. Sono stata già tutto il settembre del 2010, è stato un mese bellissimo. La erre moscia mi riesce naturale e snob al punto giusto, gli ordinateur hanno la tastiera diversa, ma tanto io mi onoro di scrivere con tanti errori di ortografia....
    Certo che scriverò, magari come facevo prima, aspettando la notte che qualcuno finisse di giocare a texas poker....
    Un sorriso

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  6. Ciao Gingi. E' splendida questa tua consapevolezza di quanto la menopausa sa portare di positivo nella vita di una donna, cosa che spesso sfugge, se ne vedono solo gli aspetti che si ritiene possano negare la femminilità. Invece, come dici tu, la libertà di essere come si è senza dover essere per forza al massimo, ti permette di vivere con maggiore intensità la tua vita.

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    1. Grazie Ambra, ma sono molto brava in teoria, a volte ho qualce defaiance in pratica... oggi per esempio è una giornata che forse risente del plenilunio..? mahhh
      Un sorriso

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  7. Ciao,Gingi,mi sono un po persa,ma non perdo i tui post che amo centellinare,parola dopo parola..
    Dell'argomento non ho più neanche il ricordo,ma vivo questi miei anni con piacere,e con la filosofia di chi non ha ormai niente da perdere,giustificare, rimproverarsi.
    Un caro saluto ed un sorriso.

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