StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

23 dic 2011

A U G U R I

Sono partita e non ho avuto il tempo di fare visita a tutti ..... avevo cominciato per tempo, ma tante sono le case a cui portare personalmente il mio sorriso e col cuore in mano e tanta serena sincerità augurare un gioioso Natale ed un avvenire colmo di amore ed unione.
E' doveroso dire a tutti voi che vi sento amici e sopratutto io mi sento molto vicina ... appartenete ad un mondo virtuale che ha completato con positività e magnifiche presenze la mia realtà.
Da tutti voi giornalmente ho ricevuto regali che hanno accresciuto la mia sete di conoscenza, di spiritualità, Vi sono delle magnifiche donne che, con discrezione ,  mi hanno sempre inviato una parola adatta alla circostanza...altre che hanno colto stati d'animo con una sensibilità difficile da esternarsi nei fuggevoli incontri della realtà, e poi che dire di profondi sentimenti che albergano negli animi maschili, tangibili attraverso meravigliose poesie, racconti ed immagini.? Tutti, proprio tutti, siete stati una magnifica terapia, per l'anima.....appagando la mia sete di bello, di compagnia, di conoscenza, di manualità ed infine ma non perchè meno importante, le vostre amicizie e presenze le sento pulite, frequentazioni virtuali senza interessi, conoscenze al di fuori di ogni bisogno.
In questo pomeriggio, davanti al camino ed in compagnia della mia nipotina, mentre il mio cuore è pieno di tenerezza il mio pensiero va a tutti voi
ed vi dico solo
T A N T I  A U G U R I

13 dic 2011

PRESEPE.....Ed è sempre Natale

I giorni appena trascorsi sono stati all'insegna di progetti...serenità e dolce pigrizia nello stare in poltrona per tutti gli handmade da finire prima della prossima domenica, giorno di partenza, vado dai miei rami...
Il Natale ci avvicina, ed è occasione per trasmettere tradizioni, sensazioni, emozioni, e per tenere ben salda la memoria, il ricordo...di ciò che siamo..di ciò che eravamo.
La mia mamma
era una donna meravigliosa, bravissima in molte arti femminili e con un pizzico di vena artistica, e ciò faceva si che si cominciasse ai primi di novembre il lavoro di preparazione di quel presepe che era la mia gioia ed il mio orgoglio...
Intanto un mese addietro,  ho inviato a mia figlia qualche vecchio pastorello e qualche casetta... lei ha la fortuna di avere un marito che ama la casa, le tradizioni e ogni attimo libero lo passa con  Lulù, ed è con lei, vecchietta di due anni e mezzo, che  ha preparato il presepe.
Io, intanto, in ricordo di quei tempi meravigliosi, in cui forse mancava  l'apparenza del benessere, ma in tutti, vi era la ricchezza di enormi valori, e si misuravano le persone con "l'essere" e non con "l'avere", ho cercato nel web e nel ricordo di amici... l'intero testo della "Ninnaredda" la novena che tre uomini ogni sera dal 15 Dicembre, cantavano e suonavano per le strade e salivano nelle case dove vi era il presepe.
Erano in tre,  un signore con la chitarra, uno col mandolino e l'altro con  "u friscalettu", una specie di clarinetto ricavato a mano con una robusta "canna".
Nel presepe della mia infanzia le montagne erano fatte con le pietre della "ferrovia"... scure e porose, invecchiate da tutto quel carbone usato per mandare avanti le locomotive, mentre nelle sponde dei laghi o nel bordo dei letti del fiume... vi era la pietra pomice, che mia madre si faceva portare da Canneto di Lipari, e il muschio, doveva essere spesso e pieno, sempre verde per tutto il periodo, e quale se non il migliore? quello del bosco della Miraglia?
Stavo ore incantata a guardare gli artigiani, davanti le loro botteghe intenti al lavoro, le lavandaie sul greto a sciacquare i panni, i pianoli delle colline pieni di pecorelle accompagnate da cani e pastori... e mi ricordo ancora galline e piccoli animali domestici nell'aia di case che avevano davanti la porta il famoso gelso esistente in tutte le case coloniche di questa zona della Sicilia, e risuonano ancora le parole di mia madre che diceva... "vedi, quell'altra casa colonica invece è dei luoghi della tua nascita, da noi, non c'è il gelso, ma il carrubbo davanti alle case di campagna".
Da piccola dovevo sembrare abbastanza antipatica, non so se lo sono ancora, ma adesso, vicina al concetto della vacuità delle cose, credo di essere diversa. Allora ero come un pavone,  tutti dicevano che il presepe di mia madre era il più bello, non è che ce ne fossero molti in paese, ma quelli importanti erano circa sei, tutti appartenenti ad amici di famiglia o a parenti.
Il gruppetto abbastanza consistente di amiche e cugine insieme alla "ninnaredda" si spostava di casa in casa, e in queste case, all'arrivo del canto natalizio salivano tutti i vicini... per cantare insieme il ritornello
 E Natali si annunziò,
E Natali si annunziò,
Viniti pasturi ch'è natu u Bambinu
U verbu divinu chi a 'tutti sarvò,
E Natali si annunziò
E Natali si annunziò ....
Da noi c'era il vassoio con i dolcetti per tutti gli abitanti dei vicoli che salivano ad ammirare il presepe, facevano i complimenti a mamma ed assistevano alla novena.
Ero la più piccolina del gruppo, ma mi sentivo la più importante infatti da noi la nimmaredda si fermava due volte, su in casa, e all'ingresso del cancello del giardino della strada principale, dove vi era una edicola votiva al Sacro Cuore di Gesù, ora trasferita e "moderna" nella stessa strada e dove allora vi era cancello ed l'antica statua ora vi è una strada.
Ieri, nel parlare con una cugina per chiederle se ricordava il testo della "ninnaredda a Gesù" abbiamo ricordato quelle visite reciproche, quelle sere di canti, ed aneddoti sulle nostre madri, ed io ho confessato l'enorme invidia e la rabbia che ebbi un anno, quando vidi che nel presepe di casa sua il fiume era di acqua che scorreva, e non di specchio come il nostro, vi era un orticello con il grano che aveva germogliato e stava crescendo, e tornai  a casa, chiedendo conto e ragione del perchè dai nostri cugini, l'acqua era vera, ma "sopratutto il grano... il grano... perchè noi non avevamo piantato nulla?" e giù pianti...
Sono passate "ere" da allora ma non credo di dover dire "alla mia epoca", in quanto questa in cui vivo è pur sempre la mia epoca, il mio tempo, e allora rispondo a Potolina,  nel IL NATALE SECONDO ME e dico che è l'abbandono di ogni competizione , perseguire unione, e coltivare le nostre radici, poichè senza di esse i rami non solo non germogliano ma seccano.
Il Natale secondo me è saper godere con gioia di quello che abbiamo, e desiderare sempre più sentimenti e amore.

08 dic 2011

LICENZE POETICHE

apro gli occhi e insieme ad essi apro il computer... si, perchè io non ho nessun altro a cui augurare buon giorno, se non al mondo.. al mondo che attraverso questa scatoletta, mi fa compagnia, ma sopratutto mi tiene informata, e mi da quegli infiniti stimoli senza i quali dovrei ammettere, anche a me stessa, di essere una vecchia signora sola ed indigente.
Così questo elettrodomestico, mi fa progettare lavori, letture, viaggi... ma stimola anche i ricordi... collegando a cio che veramente posseggo, cioè il mio passato, quanto vedo e leggo...
La grande casa che ho lasciato lo scorso anno, quella di alcune foto postate, era quella che abitavo nella mia infanzia, era la casa del nonno di mia nonna, e i miei ricordi sono vivi di un salotto che ogni pomeriggio si riempiva di parenti, era il punto di incontro della grande famiglia in estate, ma anche in inverno attorno al braciere e mia zia Maria era un portento nelle poesie di Martoglio o Gozzano, e mia madre, sempre deliziosamente tragica, conosceva a memoria Eschilo o Sofocle ed interi canti della divina commedia, e donna Carolina era di grande simpatia raccontando aneddoti di famiglia ed amici...
Poi, l'avvento della televisione, accorciò le lunghe serate, ognuno in casa propria a guardare i programmi... e io, abituata a tanta compagnia, la sera anzicchè in silenzio davanti alla tv con nonna, mamma e le zie, andavo al piano di sotto, sempre desiderosa di stare fuori casa, innamorata di quella cugina di mio padre con la quale studiavo, donna di grande cultura, semplicità, bravissima al piano, maestra in pittura, elegantissima nei modi e nei sentimenti, creatrice di un premio "poesia" diventato ambìto e sempre più importante negli anni, e mentre guardavo la tv, con lei ogni cosa era spunto di commenti, conoscenza, curiosità.
Ricordo una sera , c'era il festival di SanRemo, ero accucciata sul divano accanto a questa bella signora bionda, quando intonate le prime note cominciò a cantare Umberto Bindi un testo scritto da Salerno..
Ho salito e disceso le scale di cento palazzi....
e fu un tutt'uno con lei, che punta da mille spilli, balzò in piedi dicendo... " ma come si può permettere che tanta gente possa ascoltare parole che contengono l'errore basilare dell'uso dei verbi ? salire è un verbo intransitivo e vuole l'ausiliare essere... !! dove andremo a finire, dobbiamo lottare per far uscire molti dall'analfabetismo, e insegnamo loro frasi che sarebbero da insufficienza in un tema!!".
Sono passati tanti anni, lei è venuta a mancare nel 1999, ha avuto tempo di vedere e ascoltare in TV frasi e modi di dire che erano bisticciati con grammatica, sintassi, consecutio temporum... e quando le chiesi ma la "licenza poetica"? Lei rispose candidamente che essa non fa mai parte della grammatica, ma della singola parola, di una elisione o una sospensione, è può a volte essere legata alla modifica di una parola storpiata a favore di una rima, o per dare musicalità ad un verso...
non vi è mai una licenza poetica che possa giustificare un ha nevitato, un ho passato, etc etc  disse : "questi sono pugni nello stomaco, ed io sono scesa dalle scale o per le scale come sono salita per le scale e sono passata attraverso la porta ed ieri è nevicato, e non ho passato niente a nessuno, ma caso mai ho porto qualcosa a qualcuno, e poi ricordati sempre, che una licenza poetica, proprio perchè tale è, non da mai fastidio, e nella maggior parte dei casi, non viene neanche notata".
Oggi, in un blog, commentando positivamente i concetti espressi e le visioni che evoca una bellissima poesia di un grande, timidamente ho dissentito per l'errore che non è in armonia, nè poetico... e non sono stata compresa ma carinamente mi è stato detto che tutti abbiamo diritto a esternare le nostre opinioni.
Su questo non ci piove, ( che brava ad usare frasi concettuali hahaha!) ma io parlavo di regole!!
L'AMITIE

"Beaucoup de mes amis sont venus des nuages,


Avec soleil et pluie comme simples bagages.


Ils ont fait la saison des amitiés sincères,


La plus belle saison des quatre de la terre.

 
Ils ont cette douceur des plus beaux paysages


Et la fidélité des oiseaux de passage.


Dans leur coeur est gravée une infinie tendresse


Mais parfois dans leurs yeux se glisse la tristesse.






Alors, ils viennent se chauffer chez moi


Et toi aussi tu viendras.



Tu pourras repartir au fin fond des nuages


Et de nouveau sourire à bien d'autres visages,


Donner autour de toi un peu de ta tendresse


Lorsqu'un autre voudra te cacher sa tristesse.






Comme l'on ne sait pas ce que la vie nous donne,


Il se peut qu'à mon tour je ne sois plus personne.


S'il me reste un ami qui vraiment me comprenne,


J'oublierai à la fois mes larmes et mes peines.






Alors, peut-être je viendrai chez toi


Chauffer mon coeur à ton bois"






( spendido testo di Jean-Max Rivière)