StregaBugiarda

Strega perchè ho subito l'incantesimo di una fatata gioventù, bugiarda perchè la realtà è spesso assurda e paradossale e la bugia è più verosimile.

27 lug 2011

Il gioco del Passatempo

Erano anni lontani, ma che sono il bagaglio di adesso; a Milano, dove andavo spesso e anche per lunghi periodi, scendevo in un albergo da dove il taxi per portarmi in ogni direzione doveva percorrere via G. Fara.
Per diverse stagioni, anzi per anni, passavo velocemente, davanti ad una piccola vetrina, mi attirava poichè non riuscivo a capire che genere di negozio fosse, si intravedevano degli oggetti strani, delle palle di cristallo, scatoline, tutto velato dal tempo...  e sempre in fretta, .. io, che ho fatto la buyer di me stessa per trent'anni, non riuscivo mai a fermarmi e curiosare.
Un giorno di proposito mi incamminai a piedi entrai in un piccolo mondo magico dove un signore, uscito da un acquerello d'antan, con camicia scura e foulard, capelli bianchi raccolti a coda, mi venne incontro disponibile ad ogni mia curiosità
Seppi poi, che si trattava di

 Il Maestro Osvaldo Menegazzi è uno tra i più grandi illustratori al mondo di carte dei Tarocchi. Tra coloro che hanno contribuito al rinnovamento dell’antica iconografia, con giochi fantastici, curiosi e magici, Menegazzi è certamente una figura di spicco, pittore, editore e collezionista che dal 1975 ha ripreso la tradizione delle carte e dei tarocchi con entusiasmo e originalità. Sono numerosi mazzi di carte e di tarocchi che il Maestro Menegazzi ha concepito e realizzato in edizioni limitate e numerate (alcuni da anni esauriti, altri difficilmente reperibili) di cui molti hanno già lasciato il segno nella storia. Menegazzi continua a ideare e creare le sue Opere nella Bottega d’Arte e Magia “il Meneghello”, storico e rinomato spazio meta di collezionisti e amanti del genere provenienti da tutto il mondo, a Milano
Mi disse che era un pittore che aveva la passione per le carte da gioco,  le carte antiche e che quel negozio era nato per collezionarle  doveva essere un "antiquariato di tarocchi"... ma si rese conto che il fatto possedere qualche vecchio mazzo era una fortuna che difficilmente poteva ripetersi, infatti  disse "tutti buttano i mazzi vecchi, e, se li conservano, sono inutilizzabili e incompleti".
Così aveva deciso di mettere su una casa editrice in cui, in copie limitate e numerate,  avrebbe  riprodotto questi capolavori. 
Non so quanto tempo ho trascorso con lui,  ancora non sapevo chi fosse, mi aprì un mondo sconosciuto, il mistero dei tarocchi e degli arcani, i tarocchi del Mantegna, quelli dei Medici... 
Gli confesai che mi sentivo profondamente ignorante, che non avrei comprato nulla... volevo prima conoscere e sapere e poi scegliere consapevolmente ... 
Uscii dal negozio, con una nuova passione con tanta curiosità e con un foglio in cui questo "mago maestro" aveva appuntato una sfilza di titoli da acquistare, dandomi un futuro appuntamento con data "quando si sente pronta"!!
Mi fiondai in Via Verdi, traversa di Piazza della Scala, luogo in cui vi è una storica libreria d'arte, (c'è ancora? Milano è così cambiata!) e con meraviglia del signore che era solito mettere da parte pubblicazioni di moda, tessuti, disegni e arti manuali, comprai libri su incisioni, architettura dell'inganno (trompe d'oeil ), pubblicazioni su tarocchi... e altro... tanto altro.
Cominciai a curiosare e feci anche un altro danno,  pur essendo una abbonata e compratrice di FMR, non avevo prestato attenzione all'opera I tarocchi di Italo Calvino, libro esaurito che riuscii ad avere da un bibliofilo di Torino ( tramite amici di Parma, vicini a Ricci) per una cifra allora spudorata, (commento dell'anima nera che mi avrebbe dovuto accompagnare nel cammino della vita , "non era meglio spenderli come caparra per un mini appartamento?" risposta della strega "il mini appartamento non lo porto con me, forse il pensiero e l'anima si!! Chissà?).
Così dopo pochi mesi tornai dal maestro, comprai tanti "oggetti del desiderio" che, nonostante abbia perso tutto, e molti ne ho regalati e venduti, alcuni fanno ancora bella mostra in libreria ....invece del Gioco del passatempo del Mitelli, fantastico illustratore bolognese del '600, non ho più le carte ma un grande quadro, fatto da uno dei poster acquistati.
Tutto questo, ab originis, è venuto fuori da un commento di una blogger, su Bologna, e per un blogger che pensa non ci siano streghe "oneste", non  giudico, ma prendo atto che crede nell'esistenza delle streghe! °-_-*
La mia vipassana per adesso la faccio in spiaggia sdraiata al sole e i miei pensieri per questi imput sono volati a Bologna e al gioco del Passatempo.
Il Mitelli, figlio d'arte, il padre era affrescatore di fama, disegnò le carte del gioco, intorno al 1650, ( non posso essere precisa, lontana da casa mi mancano gli attrezzi della memoria) , le sue incisioni ironiche e fantasiose, precorrono di secoli i moderni vignettisti, ma oltre al gioco, scoprii, che lungo tutti i portici, e dentro ai tanti portoni chiusi Bologna ha anche il primato dei trompe d'oeil in Italia, e forse in Europa.
Ogni portone porta in grandi androni, chiusi o aperti con scale esterne e non, ma tutti proprio tutti sono affrescati, molti sono visibili in parte, altri ben mantenuti, altri restaurati con rispetto del tempo.
Dopo quella conoscenza, passeggiare a Bologna sotto i portici, mi ha regalato nuove emozioni, guardavo dentro i portoni aperti e scoprivo paesaggi rinascimentali, finte scale con donzelle guardanti verso la strada, magnifici, prigioni che sorreggevano pergolati...
Bologna la dotta, nota per i suoi portici, e a me  per le serate trascorse nel palazzo dei Notai, per la mansarda in  Strada Maggiore, che amici mi davano in uso nei periodi di riunioni per lavoro, per eleganza delle signore, per il centro storico di impianto medievale fra i più grandi d'Europa, per la bella fioraia che tutte le sere in abito in costume e con il suo cestino ricreava l'atmosfera dei fine teatro e fine cena dei secoli scorsi... è ancora nel sogno di un mio ritorno, per quell'architettura dell'inganno, così come si chiamava allora,  che desidererei continuare a scoprire.
E, ieri, mentre il mio pensiero mi curava, ricordavo il dialogo con il maestro, che spiegandomi gli arcani maggiori del gioco bolognese del Mitelli, mi disse quelli positivi erano contrassegnati da una stellina, i negativi da un pallino nero.
Io, ingenua ed inesperiente, non mi spiegavo come la fortuna avesse il pallino nero, e Mitelli la raffigurasse come negativa, allora quell'artista, geniale e semplice mi disse con un bonario sorriso di meraviglia:" La fortuna non bacia mai il gentiluomo, la fortuna è negativa perchè si accompagna spesso alla spregiudicatezza, alla scorrettezza, all'inganno, e nulla ha a che vedere con l'onestà di un gentiluomo".
Qui una parte di un antico foglio del gioco, con alcuni arcani.
e sempre qui tanti bei pensieri e ricordi, che appartengono al miracolo del mio durare che auguro a tutti pieno di "memoria". 
Ps. consiglierei di aggiungere a quei blog che dopo la loro lettura ci trasmettono rabbia politica e sociale, sono pieni di frustrazioni per infanzie non felici, pieni di livori misti ad invidiae e tanto altro inutile da dire, di aggiungere un pallino nero, non per non visitarli più, poichè si è istruiti nella misura in cui si è curiosi, ma per ricordare di non farsi coinvolgere e turbare.
Mentre metterei una stellina  * a tutti quei blog che ci fanno star bene, con la loro bellezza di parole ed immagini, che, lasciano un sapore di cose naturale e semplici... come il buon odore del pane appena sfornato.

22 lug 2011

T U T T E BALLE ma quale V I R T U A L E

Stamani, dopo parecchi giorni di internet, mare e letture, stimolata da queste ultime sono andata a curiosare nel mio blog, era il lontanissimo  (almeno per i tempi virtuali ) 2007, ed  ho ripescato un post, che ancora in parte condivido, e pensare che credevo essere lontana dai pensieri di allora!
Comunque sicuramente lontana dalla comunità, scrivevo, non ne facevo partecipe nessuno, non andavo in giro per l'etere, e se un complimento o un commento arrivava, con esso arrivava anche la meraviglia. (parola che in se include il sentimento che suscita e allo stesso tempo il soastantivo della cosa meravigliosa).


T U T T E BALLE ma quale V I R T U A L E

Mi sembra che dall'ultima volta che ho scritto sia passata un'era geologica.... ed io sia appena uscita dalla giurassica, senza essere stata capace di trascinare con me ...nessuno.
Avevo scritto che questo mezzo, è come le scatole cinesi... ti permette di curiosare all'infinito e illuderti di aprire questi pacchi, scartandoli come regali, e pretendere di trovarci una gradita sorpresa.
Invece,sono caduta nella rete dell'illusione della compagnia, del confronto, della sincerità, poichè pensavo che "assenza della presenza",rendesse facile essere se stessi.
Ma che dico?? Siamo "se stessi" e siamo al 100% lo specchio della realtà.
Bisognerebbe cominciare a parlare di deontologia dell'etere, perchè ci troviamo davanti a professionisti che usano questo mezzo, (nato per le aziende le banche gli uffici),per millantare ciò che vorrebbero essere e non sono, per sognare delle amicizie che non hanno, per evadere da quelle famiglie dove non hanno saputo costruire empatia, tenerezza, complicità, interessi di anni trascorsi insieme. O,peggio ancora, ci troviamo davanti alla pochezza e alla mediocrità di una società che convinta dell'anonimato del pc, pensa di poter essere scortese, giudicante,palesemente ignorante, volgare, arrogante, prevenuta, solo perchè crede di non perdere "la faccia".


In effetti, i concetti sono gli stessi, ma a ben guardare oggi manca la rabbia di allora (sarà stato il mese al Lama Tzong Khapa) ed ho imparato sia nello scrivere che nel parlare ad usare pochissimi aggettivi.
Ho tolto dal mio vocabolario la parola "tollerare" che implica l'accettazione buonistica di qualcosa che non ti piace, non condividi, sostituità da comprensione, che è accettazione anche del diverso, senza avere l'ipocrisia di un perbenismo tollerante 

20 lug 2011

Mai Abbandonare XX


Certo : sole, colori,  mare, zanzare e libri riempiono la giornata, e le passioni non diminuiscono... forse aumentano, certo bloggherina sono fuggita perchè adesso sopporto meno la terra ballerina,ma scappando non ho raccolto abiti e specchietti, ma libri e lavoretti...
Ecco cosa ho fatto in questi giorni... la borsina per scendere in spiaggia, tagliando straccetti ed una maglietta di mio figlio...dimenticata dal trasloco e l'inizio di un sampler che però non mi coinvolge più di tanto.
Come vedi le xx sono presenti
A tutti un sorriso in cammino

19 lug 2011

Meno..... pause

Era il 2002, come Babette ero arrivata in una grande casa, spinta dalle molte telefonate di una fata:
" hai trascorso il Natale da sola, adesso anche la Pasqua? Le case grandi servono per star bene insieme agli amici..."
Non avevo portato molti abiti, avevo però organizzato tre grossi colli, da farmi spedire... non credevo molto alla civiltà della convivenza con indipendenza e libertà, ma ero più provinciale di adesso, e non conoscevo quei mondi fantastici.
Per cui la "Babette" era carica di origano, arance, funghi appena raccolti, cannoli, pignolata...e tanti libri.
Il mio arrivo e le emozioni di quei primi giorni, vanno rispettate per quel pudore che esigono le cose belle che ci appartengono... scriverò di ciò forse in seguito.
La casa era grande, direi un borgo, la villa aveva lo stesso nome del posto, della via,del borgo.
Fra i due corpi centrali una chiesetta ottagonale , che sembrava la cupola del "Bramante" di una Doll's House, era ed è uno di quei posti appartati, sereno, ottima terapia per il dolore su cui camminavo, ma allo stesso tempo ero nel mondo.
La mia ospite, una docente tedesca, studiosa di arte, con interessi culturali i più svariati (quello era il periodo cinese!) ed amicizie in tutto il mondo il cui hobby principale era la convivialità, mi consentì conoscenze ed esperienze da viaggiatrice ma a  posto fisso..
Un giorno, mi disse torna a casa presto, non ti dilungare con troppi negroni (aperitivi), dobbiamo preparare cena, viene Luisa, con Suad...
Non sapevo chi fossero, l'euro parlamentare (di lei ho impresse le grandi risate, il suo cellulare che squillava in continuazione, e il "piacere della tavola") arrivò il giorno successivo e Suad arrivò puntuale con una sua amica, cose da poco !! anche quest'ultima una docente di antropologia all'università di Bagdad.
A tavola spesso si parlava in tre o quattro lingue... io parlavo solo siciliano e mi capivano  perfettamente arabi, francesi, spagnoli , con gli altri era di aiuto la mimica mediterranea e la mia amica.. parlava tante lingue e, in quel periodo, cominciava a masticare anche il cinese.
Con Suad nacque un feeling fatto di risate, sorrisi, mi disse che per imparare l'italiano sarebbe bastato frequentarci una settimana, allora abitava temporaneamente a Massa Marittima, e mentre tutti parlavano dell'Olp, del muro, delle varie intifade, e durante e dopo cena erano immersi nel ruolo serio di gente intellettuale... io dissi:
Icecream in Castellina?
Non finii queste due parole che Suad e la sua amica, scattarono in piedi pronte già a fuggire verso una leggerezza che in quel momento, li, era assente.
In quei tre giorni con Suad parlammo di tutto, (io capisco l'inglese, non lo parlo, per questa sindrome della perfezione che mi vieta di buttarmi!.)
Lei mi chiamava "la filosofa".
Al salone del libro di questo anno ho comperato Murad Murad e Niente sesso in città, di Suad Amiry.
La notte scorsa, ho finito di leggere queste due chicche, gradevolissime, scritte con l'arte di raccontare un atavico disagio e grosse tragedie con leggerezza...
In Niente sesso in città, la Palestina e i suoi drammi sono il vassoio su cui Suad appoggia con ironia lo "stato"... il sentire di un meraviglioso gruppo di "eroine" in quanto donne, iscritte ad un club esclusivo:
C.R.I.M.I.N.E. cioè Commitee of Ramallah Indipendent Menopausal Inner Network Enterprise.
"Splendide"  in menopausa, ognuna con problemi e soluzioni diverse, tutte accomunate dall'età, dall'amore per la terra in cui affondano le radici da millenni,  ma tutte "uniche".
Quanto vicino il mondo in cui sono cresciuta a quella autorevole norma della cultura araba : sottile accettazione del non detto o del non nominato.
Per tutte le donne di tutto il mondo..il periodo della menopausa coincide con quello in cui si tirano le somme, ed il tempo dei bilanci.
Ognuno reagisce sia fisicamente che mentalmente in modo diverso, trovo bellissimo lo stato descritto da Suad, di una liberazione dal desiderio, che spesso e tanto fa soffrire quando gli ormoni vanno a mille, ma anche della libertà di non dover per forza essere in "tiro".
Poi non tutte hanno le caldane, l'osteoporosi, la tachicardia... e la depressione, e, più forti, e senza i mal di testa o i fastidi del ciclo, possono fare, vestirsi, dire cose..concesse solo in post menopausa.
E poi penso che tutto ha un tempo e un suo compimento... e il non poter proliferare non deve  sminuire o far perdere di autostima.
Chi è la persona consapevole  e diligente che vorrebbe un figlio quando in età matura le forze debbono essere rivolte ad altro? e le molte curiosità e gli interessi accresciuti hanno bisogno di un tempo che si sente sempre più breve; e per quanto riguarda il fisico, come diceva la Magnani alla truccatrice, "no, non nasconda le rughe, ci ho messo una vita a farle".
Calo di autostima? Noi donne abbiamo un inizio ed una fine, abbiamo regole e un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo.
Il maschio che comincia a 14 anni con ansia da prestazione, con problemi di grandezza, e di potenza e che continua fino alla morte, beandosi di poter essere prolifico, dovrebbe perdere la stima quando per demenza senile fa quello che dovrebbe fare suo nipote.
Continuano con le loro patologie e le loro fisse del "caso" ad oltranza, non sfiorati lontanamente dal pensiero che anche nel mistero della vita, la natura ha affidato alle responsabili donne la procreazione,  mentre ha lasciato all'uomo il compito della riproduzione.
Io dopo i bilanci della menopausa sono rifiorità certo il fisico cambia e purtroppo stenti a riconoscere il guscio, ma penso, quando gli ormoni c'erano .. andavo bene? ero desiderabile? ok.
Adesso che la cosa non mi interessa più, il mio piacere è quello che spero portare fino alla morte, "mangiare", e a questo piacere immolo la pancetta, che da buona "contenta di se" adesso mi piace pure e mi fa simpatia.
Poi quanto è bello cambiare stile, e scoprire la mise affascinate dell'abito "tenda".


18 lug 2011

scuse ....

Da quando sono partita ed ho portato con me questo pc che è un bradipo, e come me appartiene al periodo delle guerre puniche, non riesco ad aggiungere blog che gradirei seguire.
Ma cosa grave, anzi gravissima vedo aumentate di 5 unità chi mi segue, ma non vedo nomi, solo il numero totale.
Ho cercato di farmi dare qualche dritta dall'assistenza, ma o non è cosa mia, o non è cosa loro, in quanto mi hanno consigliato l'iscrizione alla newslwtter google
Un sorriso un grazie ed un scusa

16 lug 2011

Luna influenze malinconiche Sole Energia

Foto Strega da Panicastro 
 Vado in spiaggia, prendo libro, occhiali, telo, mi appoggio ai grossi massi.... alzo gli occhi, esterefatta vedo quella enorme  palla rossa fra gli azzurri i mouve e rosa... grandiosa e grande!
Pur se un lembo è coperto dal promontorio che chiude il golfo ad ovest tuttavia occupa parte dell'orizzonte, fino a lambire "la pietra".
Mai visto il sole così grande e vicino.
Ho sempre pensato che la vera bellezza è quella che emoziona, e nulla come la natura riesce a darti sensazioni sempre nuove e diverse pur guardando lo stesso fenomeno.
Non finisco di stupirmi mi giro e dal monte di Tindari sorge una palla grigio/brina/azzurra anch'essa eccezionalmente grande: il rosso in mezzo ai blu ed i viola; il brina/azzurro:fra i verdi di alberi secolari.
Certamente sono una "inquieta" alla mia tenera età cerco ancora una via, ed ho mille desideri, curiosa di ciò che ho lasciato al bivio di ogni scelta. Consapevole del poco tempo che mi rimane e che ci vorrebbero dieci vite per recuperare quello che mi è stato rubato o che ho regalato, i miei pensieri vanno a mille, desideri, ricordi di letture e di emozioni,  come se la pace della spiaggia deserta, i profumi, i colori, il tramonto di una energia e il sorgere di un'altra, avessero aperto il coperchio di una scatola e come quelle cinesi... tante tante altre....
Marlò Morgan... e i suoi aborigeni, le notti in barca, quando l'orizzonte è un cerchio intorno a te e l'immenso  sopra di te conduce verso i grandi perché.
Cerco di ricordare i comandamenti del fare tanto lontani dagli insegnamenti avuti, cresciuta con quelli del "non" fare e del conseguente castigo.
Così, forse influenzata dalla luna, che muove gli oceani, e che non riesco a capire perchè non dovrebbe muovere piccole cose,  come noi, mi sono messa a pregare.
Ma io non credo di saper pregare, neanche la preghiera antica del chiedere, e sorridendo al pensiero di che chiedeva ed otteneva e dei loro ex voto, mi sono messa a desiderare.
Desiderare come una preghiera di uomini primitivi al dio Sole, di esso non sapevano nulla, ma dava loro insieme al mistero la certezza di un sorgere e di un tramonto... 
O come la preghiera alla Luna che scandiva il tempo, e al suo compimento maturavano i frutti, si aprivano le gemme, nasceva la vita.
E rivolta verso questa natura di immensa bellezza, cosciente che le grandi tragedie della mia vita sono state l'inizio di una meravigliosa rinascita, felice ,appagata e serena mi sono rivolta a questa grande energia rossa, e alla serena accettazione della malinconica luna, per chiedere se questa logica superiore, questa "provvidenza" non mi abbandonerà e finirò i giorni della mia ricca indigenza condividendo un desco, la convivenza nella civile libertà, e con una o più persone l'unione di intenti, legati dall'amore verso la più antica delle nobiltà... quella della madre terra,  l'amore per le cose e la loro anima.
Qualcuno mi ha detto che il mio sogno è una utopia, poiché si cade nelle solite dinamiche di gruppo....
ho spiegato che non "sogna" la mente, ma la ragione, la quale sa perfettamente che molte delle cose che fino a poco tempo fa erano utopia oggi sono normalità.
Figuriamoci quando la realizzazione di esse dipende solo dalla nostra mente, e dalla nostra esclusiva possibilità di realizzare un sogno.
Per questo sogno, che è di condivisione e libertà sto lasciando una strada conosciuta e di "sicurezza" ma sono ferma al bivio... arriverà la provvidenza a darmi un passaggio. 

14 lug 2011

A cibarsi di mare e letture

A cibarsi di mare e letture non si può sempre, anche se si è liberi e si vola più degli uccelli, ci sono cose che devi fare... e così appena alzata ho indossato un pantalone, una leggerissima camicia, ricordo della Provenza 2010.
Constatando di non averla stirata sorridevo al ricordo di un episodio in cui mia madre, (sempre più presente dentro di me), blaterò diversi giorni per una tovaglia stirata male e messa a tavola dall'ospite che la aveva invitata.
Sono in un piccola frazione sul mare, una chiesa, un ufficio postale, un bar.
La parte vecchia fatta tutta di case di ex pescatori che, da un lato, hanno la meraviglia della spiaggia e dall'altro, una stradina stretta e lunga; molte sono abitate solo ad agosto... poi, più lontano, dei piccoli complessi residenziali, dove noi siciliani, con tanto orgoglio, doniamo quanto ci è rimasto a quelli che vengono dal "continente".
Camminavo, il sole cocente, l'asfalto caldo, nessun rumore, nessuna macchina, non arrivavano voci neanche dalla spiaggia, e invece di aver fastidio dell'afa, del fatto di non aver più un mezzo di trasporto, dei telefonini che qui mancano di campo, mi sono ritrovata ad esser contenta di riprovare antiche sensazioni.
Ricordi mai sopiti, di un mondo diverso e per alcuni versi più bello e vero.
Avevo pochi anni, pochissimi, ma vedo nettamente la macchina che si ferma nella parte alta dopo aver attraversato Scicli, lì finiva la strada e cominciavano le "trazzere" delimitate da muri a secco o, scendendo verso il mare, da alte canne, che ci costringevano a scostarle.
Mio nonno, impartiva ordini, faceva trasbordare tutto su carretti, la macchina che non poteva andare sulla sabbia, rientrava e noi andavamo alla casa a mare.
Mare? si, sulla collina di Cava D'aliga, aria di mare ma in piena campagna, con tanti mandorli, ma anche il pesco, il fico, il susino la pergola con enormi grappoli di uva nera e nella grande terrazza il pozzo, il pozzo di pietra.  Raccoglieva l'acqua piovana, filtrata attraverso canalette che ricordo e che, solo adesso, so a cosa servivano e come funzionavano.
Che paura il giorno che guardando dentro vidi qualcosa che si muoveva, scappai dal nonno, preoccupata che c'erano degli "animali", che non avremmo più potuto bere, e quell'omone sereno, consapevole di se, contento del suo durare, mi disse: " Ginuzza, sono le rane, servono per pulire l'acqua dagli insetti, allontanano gli animaletti sporchi, e guarda quanto è limpida.."
Immerse un secchio, lo fece risalire e mise l'acqua in una bacinella di smalto bianco, era acqua azzurra, limpida, trasparente, adesso non ha più colore o sono io che non lo vedo più?
La strada di Cava D'Aliga era lunga un po più di quella fatta stamani, ma a terra vi era sabbia e ai bordi c'erano le canne, che se ti avvicinavi, potevano tagliarti.
Al mare andavo con una donna, lei portava l'ombrellone e stava attenta a me, lungo la strada vi era un piccolo emporio dove si vendeva pane, petrolio, ahhh e le sigarette, io restavo incantata da tutti quei vecchi scaffali pieni di corde, martelli, ma anche zucchero ed olio, e cartoline... ma non del luogo, di Scicli,Pozzallo, Marina di Ragusa... e li compravo le palline, colorate, le gomme americane, sempre sotto la raccomandazione della nonna di non ingoiare quelle "diavolerie".
Finita la strada c'era una piazza con qualche casa e poi finalmente niente più sabbia, che infilandosi nelle scarpe , procurava all'istante piaghe e bruciava i piedi, ma la roccia a grossi gradoni che scendeva fino alla spiaggia.
Questa era bianchissima, di sabbia fine e profonda, la mamma mi aveva detto: vedi ? è sempre pulita, se lasci una pietra durante la notte la sabbia la ingoia, come nel deserto!
La spiaggia finiva con un piccolo promontorio di roccia, sul quale dominava il faro e la casa del guardiano.
Non vi era strada, quando c'era la bassa marea qualcuno si avventurava poichè dall'altro lato del faro vi è Donnalucata, adesso conosciuta anche perchè ha la casa una delle sorelle Fendi.
Dopo il bagno e i giochi in spiaggia risalivo a fatica il costone brullo di roccia,  ora è tagliato da una strada e da ville, case, e pali di luce... tutte cose e case orribili, che non hanno rovinato se non in parte il luogo, per la troppa bellezza della natura.
Ero sempre con le croste al naso, perennemente bruciato.
Quando arrivavano tutti i cugini e i miei fratelli, vi era la corsa al pozzo, era vietato entrare in casa con la sabbia, e con i costumi, (allora non esisteva la lycra) per tanto bisognava cambiarsi, sciacquarli ed andare a stenderli dietro la casa, dopo di che la nonna ci faceva entrare.
Parlo di quella nonna fantastica che impartiva mille regole di diligenza e disciplina,  ma che quando avevo un piccolo desiderio o un capriccio diceva alla mia mamma:
"Lasciala contenta, ne ha tempo per soffrire nella vita".
Quante cose sono affiorate oggi... smetto qui, allego una foto del posto in cui sono, e per quelle di Cava D'aliga, non avendone trovate di vecchie vi riporto a quelle dei luoghi di Montalbano.

13 lug 2011

Pensiero al risveglio

Ho sempre ritenuto questo:

che l'uomo nasce vecchio,
poi, piano piano, diventa giovane.
Ringiovanire significa,
secondo me, eliminare.
Eliminare sempre più,
eliminare certe cose inutili
che noi facciamo da giovani.
Certe cose inutili che ci danno 
l'impossibilità
di essere liberi.

Ero rientrata... dopo mesi di lontananza da casa, ed avevo un bisogno ancestrale delle mie cose, del mio verde abbandonato, dei miei mille lavori cominciati e che spero non finirò mai.


La mia amata terra, la terra per la quale spesso divento una "turpe sciovinista" :-) ha tremato... e il mio bell'ultimo piano, con vista mare, porto ed isole, non mi ha dato la sicurezza... sempre avuta in vecchie case di pietra, così sono di nuovo lontana, in un pianterreno in cui il mio sonno non viene interrotto da questo sciame sismico che non accenna a finire ed apro gli occhi nella casa sulla battigia.