Più si apprezza la vita e più si restituisce

31 ago 2017

Dancing with the wind

Erano gli anni '80, e vivevo in quella Milano da bere che ha fatto sognare tanti di noi, erano i tempi in cui meravigliose teenagers accompagnate dalle madri, aspiravano alle passerelle milanesi...era questo il  "sogno italiano" per tante ragazzine americane..
Io ero nei miei bellissimi trent'anni. il concetto di età è legato a pregiudizi e a stereotipi, ed ha valenze differenti per i due o più sessi conosciuti.Ma, se parliamo di età, ed estrapoliamo la sua "presenza", dai rapporti sociali, dalle frequentazioni più o meno interessate, dal lavoro, dall'esperienza... dobbiamo dire onestamente che vi è una età magnifica.Sono stupendi i TRENTANNI, ma anche i trentuno, trentadue, trentatre, trentaquattro, trentacinque....Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l'angoscia dell'attesa e non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente a trentanni.Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti.Se siamo atei siamo atei convinti.Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna, e non temiamo le beffe dei ragazzi, perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti, perchè anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che anche quello è un punto di vista, non temiamo la disobbedienza perchè abbiamo scoperto che la disobbedienza è nobile.Non temiamo la punizione perchè abbiamo scoperto che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo, e i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo....Li facciamo con noi stessi, col nostro dolore.....di e da grandi..
Adesso sono qui, ed i miei trent'anni possono continuare ad essere presenti, questo mezzo è senza tempo, e la mia età anagrafica non si scontra con comportamenti che la vita reale impone, qui sento solo la mia età biologica, e a seconda quale porta apro, o quale salotto mi ospita  essa oscilla fra i sedici e i trenta be diciamo pure trentacinque.
Credo che nessuno di noi ancora ha realmente capito la magia di questo mezzo, elisir di lunga vita e contemporaneamente l'annullamento del tempo e dello spazio, forse sarà fra molto tempo che si leggerà di una lontana era in cui il mondo cambiò, i rapporti cambiarono, i comportamenti ebbero altra valenza ed erano i primordi di contatti solo interiori .....  erano uomini del lontano ventunesimo secolo.

30 ago 2017

un giochino? grazie anche io

Da un blog all'altro, seguendo i commenti, che sono la cosa più bella da leggere, mi sono imbattuta in una blogger che era stata invitata a fare un giochino e che a sua volta invitava altri "giovani" a giocare.
 Ha scritto : un modo per scoprire una persona.
Domande a cui rispondere fatte da e per giovani, che scrivono struggendosi per mancanza di amore, per assenze per aspettative,  il tutto in un "intellettualismo" quasi ermetico, di quello usato nel teatro degli anni settanta. 
Alla fine della rappresentazione, uscivi ed avevano provato a farti sentire una stupida nullità senza l'intelletto, cultura e capacità di capire. Ricordo serate al teatro di Rifredi a Fi, direttore artistico un mio caro, carissimo amico, Giancarlo, Tutti in silenzio! 
Leggendo di questi problemi, penso a quanto ero vecchia e pesante quando possedevo pochi anni, e come ho scoperto di essere giovane e leggera solo quando oramai è tardi.
Comunque sono in perenne conflitto fra età anagrafica ed età biologica, ma gioco anche io anche se sono nel mio terzo tempo.

 Lista di misteri della vita.

DA PICCOLA NON VUOI MANGIARE E TI IMPONGONO IL CIBO. POI CRESCI E TE LO VIETANO.Un mistero sulla cosa più naturale.

Lista di cose tamarre ma che mi piacciono negli uomini.

SE UN UOMO MI PIACE E' SOLO PERCHE' NON HA NULLA DI TAMARRO.

Lista di persone che ucciderei e poi andrei a letto senza l'ombra di un rimorso.

Pedofili, Recidivi, Ingiusti.

Lista di automobili che ho posseduto.
1) Giulia Alfa Romeo (periodo universitario)
2) Fiat 500 SS Abarth 
3)Jaguar MK2
4) Varie Volvo
5) Cabrio Crysler Stratos ( vista una sera a Mi, all'uscita del Principe e Savoia, con un exstrafigo da svenarsi alla guida , nera con copote bianca e interni in pelle bianca, arrivata a Catania, ordinata, ancora non avevano neanche i depliant).
6) Mini Cooper balmoral e molte altre macchine, quando ho cambiato vita ne possedevo 5.

Lista dei nomi più bizzarri dei miei ex  (in ordine alfabetico).
E chi se li ricorda tutti, ma bizzarri forse solo due .

Lista di oggetti che mi porterei su un'isola deserta
Un libro,
lacca per unghie
una sottoveste di merletto

Lista di cose che non potrei avere su un'isola deserta e che mi mancherebbero di più.
Musica, pc, un amico amico

Lista di artisti che sono andata a sentire dal vivo..
Tina Turner (arena di Verona)
Renato Zero ( Roma)
Biagio Antonacci (Palermo)
Venditti (Reggio Calabria capodanno 2000)
Peppino di capri (teatro greco di Tindari)
Gino Paoli ( teatro greco di Tindari. e con il quartetto Jazz di Rava a  Gaiole in Chianti).
Lucio Dalla (
Gaber (Capo d'Orlando)
Arbore....( Taormina)

Lista delle cose che ho cambiato nell'ultimo anno.
casa, compagno, avvocato, colf.

Lista di oggetti smarriti.
troppi

Posti in cui mi sono addormentata che non erano un letto.
Spiaggia, divano..divanoo...divanooo.

Lista di quello che c'è in questo momento nel mio cassetto.
e in quale? ho decine di cassetti.

Lista di cose che so cucinare
cucino bene tantissime cose ma da quando il Tv e nel Web tutti sono chef, preferisco verdurine lesse e frutta, non cucino più.

Lista dei fumetti che leggevo da bambina.
mai letto un fumetto

Lista dei vestiti che indosso in questo momento
Pigiama ad uomo in seta nero a righe lucide opache, ballerine mouve senza suola da barca.

Lista dei lavori bizzarri che ho fatto prima di fare imprenditrice,
La figlia di una madre due zie  due nonne quindi : la buyer.

Lista di persone famose con cui farei sesso anche solo una volta.
Johnny Depp
Banderas
Delon di anni fa
Richard Geere di adesso e
un mio ex, corridore di formula uno.(ometto nome, e capite perchè)

Lista di nomi che darei ad una mia ipotetica figlia/o.
già fatto per due.

Lista a piacere
( questa lista puoi gestirla come vuoi, parlare di te. Puoi elencare i libri che più ti hanno influenzata. O le cose che fai appena alzata. O le cose che vuoi fare assolutamente prima di morire. Insomma… fai tu.)
Mi piace girare scalza per casa, mi piace un lento risveglio e fare colazione a letto. Prima di morire mi piacerebbe un lungo viaggio con zaino in spalla senza un programma  iniziando col chiudere la porta di  casa dietro le spalle.



Notte fonda, ore 2,45, non so cosa ho scritto.
Ore 13,54, va bene così... pubblico e vado a pranzare.  

29 ago 2017

Sonata Amorosa Per Diavoli Soli 2

Non sono di parte nel riprendere il mio dire sulla Sonata amorosa per diavoli soli, si, voglio molto bene a Gaetano, di quegli affetti che appartengono ai ricordi di infanzia,  la cui l'amicizia sarebbe nata anche da una conoscenza avvenuta nella maturità.( cosa molto rara)
" Sullo sfondo di una Sicilia settecentesca popolata la nobili e briganti, ciarlatani e gentildonne, lacchè e carrozze, locande malfamate e palazzi principeschi, si narra di storie talvolta burlesche,  altre volte amare e tragiche,  o più semplicemente malinconiche. Sette metafore dell'esistenza umana dove, sulle vicende dei protagonisti il grande orgoglio del destino miove, in modo inesorabile, i suoi fatali meccanismi, e la solitudine regna sovrana."
Trovo fra le pagine di questa Ballata tutta l'eleganza di uno spirito nuovo, ma con profonde radici nella conoscenza del nostro antico, vi è una Sicilia nordica nel clima, nei comportamenti, vi è quella Sicilia da cui è nato il concetto di Italia.
Vi è erotismo e sensualità proprio della passione di questa calda terra, senza una parola di disturbo, senza superflue volgarità scritte,  donando alla mente la più fervida immaginazione nel rispetto del pudore altrui.
" La stanza rimase rischiarata soltanto dal fuoco del camino e i suoi occhi scintillavano nell'ombra come quelli di un gatto; quindi si avvicinò a me sussurrandomi all'orecchio oscure parole, e, prima di abbandonarsi fra le mie braccia, con un ultimo gesto impudente slacciò il suo lungo vestito...
"ti verrò a prendere domani sera" mi disse dopo essersi rivestita.
"dove andiamo?" chiesi io
"ti porterò ad incontrare il diavolo" mi rispose uscendo dalla porta."

Qui di seguito una pagina di quasi inizio della Ballata, dove fra profonda conoscenza  di luoghi e  persone  si viene condotti in un mondo in cui, chi respira questa "aria", riconosce  anche se l'eleganza della mente  "mente" a volte su nomi e luoghi.
Si era giunti nell'ora in cui
i deboli raggi del sole morivano all'orizzonte
e le ombre dell'oscurità si allungano
nelle strade e fra i vicoli.
L'ora fatale in cui tutti in città
si preparano a vivere andando incontro alla notte
misteriosa e solenne.
Nelle loro stanze le dame ingioiellate
si davano l'ultimo tocco di cipria,
i cicisbei spargevano polvere di
riso sulle loro parrucche
I nobili indossavano i costumi
e le maschere per il gran ballo....

Lascio qui : ieri sera lo ho riletto a distanza di 2 anni, confermo e rafforzo la mia idea di un autore, schivo , ma che merita ampiamente di far parte di quanti hanno con più fama scritto ed amato questi luoghi.

 Oggi 29 Agosto... Ci sentiamo spesso ed è stato lui ad accompagnarmi in questa città pietrosa quando feci il trasloco, da pochi anni ha ripreso il pianoforte ( e compone) e giorni fa mi disse, che è quasi ultimato il suo nuovo libro... il cui titolo mi piace forse più del ragionevole, ma associo alla figura del barone Gaetano Ciuppa, a questo suo vivere in altra epoca e da gentiluomo di campagna  il futuro: BARONI, MONSIGNORI E MALANDRINI

SONATA AMOROSA PER DIAVOLI SOLI


Cominciano i caldi pomeriggi assolati e silenziosi, il mare è una tavola e le isole si confondono con il celeste del cielo, io mi sento languidamente pigra e comincio fin da adesso a preparare il mio spirito per l'uscita di questa sera, vado a cena con una amica e il figlio.
Ero ragazzina quattordici , quindici anni, amica di una signora che mi affascinava, lei veniva dal "continente" era stata la prima ballerina dell'Operà di Roma, si era innamorata ed aveva sposato un nobiluomo del luogo, figlio di amici di famiglia. 
Le coetanee e la gente del posto non mi davano stimoli,  lei parlava di mondi magici, di una Roma della Dolce vita, parlava di moda, era amica di un mito : il primo couturier di allora Roberto Capucci, che un'estate ci fece l'onore della sua compagnia.
Insomma aveva interessi e modi lontani dall'ambiente di provincia, dove il giornalaio sconosceva anche il Vogue, ed io, emulando lei, mi abbonai.
In salotto, i suoi due bimbi sul tappeto a giocare ed io e lei, a  parlare.... parlare.... parlare.
Gaetano era un bimbetto ed io una signorinella, poco da dirci,  anzi nulla. 
Poi la vita mi ha portato lontano, l'università, il lavoro e con la madre tanti contatti e pochi incontri.
Non abitavo più qui, ma non mancavano di invitarmi ad ogni evento, anche se ero a Milano qualcuno chiamava e mi diceva, dai prendi un aereo e stasera sei dei nostri.
Il primo ricordo che ho di Gaetano non più bimbo è quello di una terrazza in una vecchia villa dell'800,di miei parenti,  sotto di noi la cittadina, con un panorama mozzafiato sul Capo, le isole, e le luci lontane e mentre parlavocon i molti che non vedevo da tempo, un ragazzo magro alto, bruno, abbronzatissimo, veramente bello, aspettava che finissi per abbracciarmi con tanto affetto.
Chi sei? Sono Gaetano, mi sono laureato e abito a Roma, ah... si la bella villa di mamma , no  li ci sta sempre Corrado ( Il presentatore), io sto......
Adesso abitiamo entrambi di nuovo in paese, lui in una vecchia villa di famiglia che da nome alla contrada ed è il perfetto elegantissimo gentiluomo di campagna.
Ha pubblicato il romanzo storico " Il passeggero del brigantino inglese" e con il racconto inedito Il Marsala di Nelson, ha vinto il premio letterario Carlo Pellegrino 2001.
Adesso è tardi e al ritorno  voglio scrivere della SONATA AMOROSA PER DIAVOLI SOLI, edito nel 2008, di cui ho due copie,  lo ho costretto a regalarmi la seconda poichè la dedica fatta nella prima era troppo "scherzereccia"... e nel tempo gli oggetti hanno percorsi sconosciuti ai posteri....

28 ago 2017

L'energia di quella generazione

L'energia di quella generazione....quella madre, quelle zie e le loro coetanee.
A volte ci si accorge di un disagio nelle frequentazoni, di un distacco che non è razionale ma mentale, e anche se le esperienze dei tuoi sono casualmente diverse da quelle di quasi tutte le altre donne vi è sempre una energia ed una sostanza in loro che adesso non ritrovo più.
Così come sempre la mia inquietitudine mi porta lontano da casa, con molta selettività scelgo amicizie e frequentazioni, e la mia insoddisfazione aumenta...non sento la sostana delle cose, non sento la libertà mentale dal bisogno, anche chi intellettualmente ha autostima di se, è bloccato da uno snobbismo sociale a senso alternato, c'è chi snobba il lusso della bella qualità della vita e delle cose, pur non riuscendo a contare la quantità degli zeri del proprio conto in banca, o chi dichiara, pur nelle sostanziali ristrettezze,che non può fare a meno dell'estetista, parrucchiere, della borsa firmata o di un caffè all'Harris Bar (un caffè ed un te dopo cena € 40).
Donne deliziose che per gioco si riempiono la casa di pezze cinesi e di chincaglierie di gozziniana memoria "le cose belle di pessimo gusto", donne che misurano frequentazioni o l'altro sesso solo per quello che ha e non per quello che è, donne sostanzialmente fragili ed ladre di quei difetti che lamentavano agli uomini.Cosa si festeggia oggi? serve per ricordare chi siamo? o chi eravamo?
Mi ero sempre domandata che cos’avessero di speciale mia mamma, mia zia, le loro coetanee. Perché potessero avere inesauribili riserve di energie, da chi avessero imparato a fare un po’di tutto, da dove traessero il loro spirito indomito, la loro ingegnosità, la capacità di prendere in mano le redini di ogni situazione senza incertezze.Ora lo so.
 Avevo appena finito di leggere l’ultima, bella intervista alla giornalista e scrittrice Miriam Mafai su un vecchio Elle e mi ero accorta di non avere nessuno dei suoi libri. Comprai allora “Pane nero” , la storia delle Italiane tra il 1940 e il 1945. E lì imparai quello che sui libri di scuola non c’è. Perché fu proprio durante la guerra, con gli uomini al fronte, che le donne, educate dalla propaganda e dalla tradizione a essere “semplici, sobrie, affettuose, modeste”, si trovarono, loro malgrado, capofamiglia. A gestire da sole la vita e la sopravvivenza di anziani, malati, bambini e clandestini. A godere di una libertà mai conosciuta. Molte di loro riempirono le fabbriche. Per tutte si aprì l’era della ricerca affannosa di cibo e delle scelte più difficili: restare o fuggire, come fuggire, di chi fidarsi, che cosa portare con sè, come mettere al riparo i cari, i beni.Concrete e determinate, per cinque lunghi anni di fame, caos e distruzione, avrebbero inventato ricette con poco più che niente, rivoltato cappotti e ingrassato scarpe. E lavorato, scioperato, barattato, organizzato, cucinato, curato, combattuto, sparato. C’è la storia di Zita, con il fratello partigiano e il fidanzato repubblichino, e quella di Gisella, l’altoborghese che fa la spola tra i rifugiati in Svizzera per raccogliere fondi per la Resistenza, viene arrestata due volte e per quaranta giorni, nell’Italia dove le donne non hanno ancora diritto al voto, si ritrova ministro della Libera Repubblica della Val d’Ossola. C’è Lucia, che guida i tram nella Milano bombardata e ci sono le mamme che insieme organizzano, a mani nude, con coraggio e intelligenza, gli assalti ai depositi di sale, pasta, zucchero, carbone.Come racconta, senza retorica, Miriam Mafai, furono loro le uniche vincitrici di una guerra disperata. Perché, in quella parentesi di trasgressione rappresentata dalla ennesima guerra disperata. Perché, in quella parentesi di trasgressione rappresentata dalla emergenza, presero in mano, per la prima volta, in modo drammatico, il loro destino. E capirono che potevano decidere da sole: senza la tutela di padri, mariti, fidanzati.Con il ritorno alla normalità, l’orizzonte si richiude. Alla sfilata del 1° maggio del 1945, quella in cui in tutta Italia si celebrarono insieme Lavoro e Liberazione, molti partigiani non vollero le donne in corteo. Quelle stesse ragazze che, uniche ad avere il permesso di circolare in bicicletta, con il ruolo cruciale di staffette avevano permesso alla Resistenza di tessere i contatti e condividere strategie, furono allontanate. Questione di decoro: non stava bene che le donne sfilassero tra gli uomini.L’Italia della ricostruzione si riscopre subito tradizionalista e bacchettona. I reduci sono tornati, il lavoro, nelle fabbriche e negli uffici, va restituito a loro, e i giornali riprendono a consigliare: “siate miti, siate dolci, siate sottomesse”. Ma qualcosa si era mosso. Il 2 giugno del 1946 le donne italiane avrebbero votato per la prima volta. (Santini)
 Era l’altro ieri, era solo l’inizio, erano le mamme di noi che siamo mamme oggi, le nonne di chi è più giovane. E io ora finalmente so da dove vengono l’energia, l’inventiva, l’ottimismo, di mia mamma, di mia zia e delle loro coetanee.

26 ago 2017

voglia di finire e fare

Fra una passeggiata nel Web, un vecchio film, e i programmi di attualità politica ho ripreso un lavoro di Jardin Privée., di cui avevo fatto poche crocette, ed adesso manca qualche lettera per finirlo Non so se ne farò una scatola o  un quadretto..
Poi, pigra più di prima, apparecchio la tavola sempre meno..
Il mangiare è un piacere che dura nel tempo  più di altri, ed oltre al gusto per me il piacere si estende anche alla vista.
Le mie tavole sono state sempre "superbe" ma da quando sono rientrata, la sera molto lentamente mi coccolo con delle cremine, mi preparo per la notte rimettendo biancheria antica e dopo aver sistemato la cena in un vassoio  mi infilo sotto le pezze.
Il vassoio che uso è ovale, e come sempre quando serve una cosa fra le centinaia, di centri, sottopiatti, e sparecchia tavola antichi, non ne ho uno della grandezza del servant.
Voilà, disegnato ricamato, ieri sera tolto il tessuto dell'intaglio.
Ora prima di andare a bagnarlo e stirarlo, ve lo mostro
Ho inserito le foto di alcune camicie da notte, erano del corredo di mia nonna, e sono state fatte in "broderie blanche" con i disegno di giornali francesi di quell'epoca, fine '800, che ho ancora.
Quando li inserirono nel mio corredo erano 6, tre di un percalle oramai introvabile, per l'inverno, e tre di lino finissimo d'irlanda per l'estate.
A periodi le ho usate, qualcuna si è consumata , ma i ricami sono bellissimi, con palmette fiori e uccellini, non so se si vedono, spero di si per voi, fino a quando durano sono un piacere per chi ama il ricamo.





Intanto adesso le ho rimesse in uso, voglio godermele e vorrei che il tempo le consumasse come consuma noi.
Mia madre mi ha insegnato ad usare tutto, diceva che noi dovevamo tener ben presente che le cose sono al nostro servizio, e non noi al servizio delle cose.
A proposito del coprivassoio non avevo mai ricamato ad intaglio, certo le magagne ci sono e si vedono, ma per una vecchietta principiante possiamo chiudere un occhio?

23 ago 2017

Desiderio








..... Si parlava di sogni, di come l'essere spinti da un desiderio non sia sufficiente, di come serva un obbiettivo, un traguardo, e di come questo traguardo vada scelto con cura....


A volte mi dico che i miei desideri sono così semplici, che mi sembra impossibile non riuscire a realizzarli.


Ma io so davvero quello che desidero?


Ho due bauli e tre scatole a fiori pieni di desideri. Gli altri tremilionisettecentotrentamilacentoquarantatre li ho regalati a chi sembrava ne avesse bisogno, necessità


DESIDERIO è una parola bellissima.


Deiderio di raggi di sole, di torte di albicocche, di baci sul collo mentre sono quì che scrivo, che qualcuno passi a baciarmi....


Desiderio di essere avvolta, accolta, assolta.


Di passi leggeri a non dar fastidio.Di passi pesanti ove necessario. Che poi uno lo capisce da sè, quando arriva il momento necessario.


Di particelle di pelle che si mischiano per un abbraccio. Desiderio di esserci, di essere, desiderio di cose da desiderare.

REINVENTARE LE VITE

Poca distanza, altra aria, un anno che non si apriva, l'imponenza, i tasti d'avorio e l'interno ancora splendente nei suoi bassorilievi liberty, nasconde i suoi tesori che è vacua agli altri la vista, ma dona ancora possenza e
tonalità oggi irripetibili.
Questo è l'anno in cui compie il secolo, cento anni, portati benissimo, cento anni dall'adozione in casa nostra. Rifletto sull'anima delle cose, sui loro cammini.

Mi illudevo di essere forte, non tornerò mai più in questo luogo, lascerò tutto quanto così come è, non ho bisogno d'altro io.

Ho capito, finalmente ho capito che il luogo, le cose, le piante gli oggetti amati hanno tale confidenza e comunione fra di loro che è compiuto il tempo e l'intrusa sono io.

 La mia cultura è poca e la mente fioca
non ho conosciuto regole e leggi e nessuno
dell'ordine dell'universo m'ha insegnato
ad amare la sua natura grande
e umile. Ho offeso con la mia stupidità
la legge della vita,
l'infinita innoccenza della sua crudeltà.
Adesso ho un cuore nobile
ma la mia carne è pietra.

E imparo da sola con stenti l'errore
d'esser sola.
E padre e madre vorrei
esser di questa solitudine.
Non l'abitudine filiare ma il segreto esempio
la natura dolce delle parole vere.
Conosco adesso il tempo certo
degli abbissi e la parola povera
della vita, e l'esclusione e l'essere
e il pentimento e la colpa e tutto
dura nel mio corpo eterno, ed io
non posso amare senza amore
non posso soffrire senza dolore.
Ceneri del mio tempo gli evidenti abbissi
del dubbio e l'assoluto.

La mia paura è grande ma ho il coraggio
di esistere. Soltanto in me l'errore
del giorno e della notte.
Il tramonto è leggero come una carezza
e il giorno nella notte si trasforma.
Di questo genere del mondo
che è l'inconsapevolezza
fa nascer qualcosa che
soltanto l'amore della ragione
conduce ad esser vero.
anche di questo eterno errore son prodighi gli attimi
le origini e la fine.
B.S.

22 ago 2017

Il coraggio della libertà

L' anno si sta spegnendo lentamente, vedo la cera disciolta del moccolo ancora acceso.
Vad o indietro a un caldo febbraio, un desco sul mare e gli occhi alla bianca neve.
La ventosa Tindari, le pietre barocche e un luogo in cui senti le presenze di Plinio, Adriano. e affacciata alla rotonda a mare è come fare un aerosol, un bene al corpo e allo spirito
Rivedo i binari dei tanti tragitti ... fra due città pietrose e fredde, i compagni di viaggio, scoperti forse troppo tardi, ma che lasciano un profumo di nuovo e sconosciuto, di realtà che ho avuto sempre sotto gli occhi e mai viste.
E' stato un anno in cui credo di aver allontanato la maggior parte dei condizionamenti, ho frequentato pochissime persone, ho fatto solo e sempre cosa sentivo di fare, mangiando e dormendo quando avevo voglia di farlo. Ho avuto la fortuna, nei momenti in cui ho condiviso compagnia ed ospitalità di trovarmi fra persone che hanno la civiltà del vivere rispettando la libertà.
Sono nel luogo che questa sera sarà il fulcro dei festeggiamenti di fine ed inizio, chiuderò persiane e scuri, con la speranza che rumori, musica e frastuoni non mi raggiungano, sono avanti con gli anni, ed è la prima volta che il nuovo anno mi vedrà sola e senza una coppa di champagne.
Dal mio stato d'animo di adesso credo che sarà il principio d'anno più libero e sereno della mia vita, e la notte di San Silvestro avrà luci tutte mie.
Mi sono disintossicata dal web, ed sono diventata dipendente della lettura, non che non lo fossi prima, ma certo non in maniera bulimica, sono ritornata ai tempi in cui appoggiavo il libro al chiarore dell'alba.
I titoli sono tanti ed ho avuto la fortuna di godere di pubblicazioni introvabili, e di altri che mi sono stati di grande aiuto nell'avvicinarmi al coraggio della libertà ed alla consapevolezza di sottrarsi al pensiero dominante. E che si è liberi nella solitudine.
Sono soddisfatta nel constatare che il libro ha retto con resilienza agli urti della modernità, meglio di qualsiasi altro prodotto di cultura.
 Lo aveva detto in verità già Umberto Eco che  non ci saremmo mai liberati dei libri.
I libri sono silenzio
sono mille vite alternative
sono umanità e legame con gli altri
sono sconnessione dalle futilità del mondo
per connettersi con se stessi
 e con 5000 anni di umanità.
Ho rivisto la mia vita come pagine di un libro sfogliate dal vento.
Che sia una allucinazione o un contatto trascendente
è un esempio di come il libro sia legato alla nostra esperienza.
alla nostra mente, 
al nostro più intimo bisogno di senso.
Dentro i libri antichi e le novità
passa la modernità come passa attraverso le nostre vite.
Vi auguro, così come lo auguro a me stessa, non un anno migliore di questo che si spegne ma con tutto il cuore un 2017 fatto di cose normali, di tranquillità di vita, fatto di affetti semplici, e di un modesto ed umile sentire. Vi auguro di desiderare solo quello che potete avere, e tanto tanto amore che porti vita e pace. 
Ho saltato un lungo periodo, ma oggi mi piaceva pubblicare questi pensieri su libri e silenzio.



21 ago 2017

Rara sera della Luna Blu

E' nata fra l'antica Aluntium e il pizzo dalla forma di un vecchio cappello da prete "u pizzu i scurzu", adesso lentamente si avvia verso la rocca di S.Fratello, per poi tramontare quasi nel mare. Luna blu, nell’ultima notte di agosto ècosì che si chiama il secondo plenilunio  in un mese. Il nome “blue moon”, “luna blu”, non per il suo colore ma per la sua rarità. Lo stesso fenomeno si ripeterà solo  a luglio 2015.
Mentre la ammiro e subisco la sua malinconica e dolce influenza non penso alla dislessia fra le fasi lunari e l'antico errore del nostro calendario... (dovrebbe essere calibrato per un solo plenilunio al mese) ma penso a Richard Rodgers e alla sua "blue moon" cantata da tutti i grandi, e suonata anche da Glenn  Miller

Cosa resta delle Idi

Nella lettura ho viaggiato, non solo fino ad altri mondi ma anche nella mia stessa anima.
Alle idi di marzo, così come Cesare si avviò consapevole del pericolo, incredulo ma fiero in cerca della sua personale verifica, anch'io ho ricevuto sillabe la cui lettura, come lama, penetra l'animo per morirci dentro.Si, alle idi di Marzo 2015.
Sono sillabe delicate che ricordano quel libro, quello che insegna a leggere, e, conoscerne le lettere non vuol dire capire, come conoscere le note di un pentagramma non vuol dire saper leggere la musica.
"Dovrei tenere per me la vita mia
che ho posato 
chiusa nel segreto dei miei ricordi, non condivisa con nessuno.
Solo per me o per un altro da me.
Sinceramente?
Non so che fare, che io pur desiderando in modo spasmodico la condivisione con te riesca solo a farti male e allontanarti mi uccide.
Vorrei lasciare un segno, qualcosa che mi ricordi in modo pulito solo questo;
ho tante cose dentro, tante immagini, tanti sogni...pensavo che giocarci, colorarli,vestirli in modo diverso non mi avrebbe alienato la tua stima , al massimo mi avrebbe regalato una sublime indifferenza."

Alle idi di Marzo, una coincidenza? sono pervenute queste parole, e ho capito da quel giorno il vero significato di "aggrappato al cielo", parole semplici accompagnavano il file e si chiudeva con "solo a te posso inviarlo".

Una stanza segreta, vi si passa davanti guardando sempre altrove:
è una storia iniziata molto tempo prima, "prima di tutto".
Dentro c'è il simulacro dell’illusione
di poter condividere
ma anche la definitiva sconfitta
di un sogno leggero e invidiabile.
Così scrivere, lasciare segni sul vuoto o illudersi di farlo diventa un legame profondo,
irrinunciabile, uno scrivere e pensare da lontano con una vicinanza intellettuale rara. Di me è rimasta soltanto
una sospensione che pare senza fine.
Il desiderio di postare queste parole arriva improvviso, perchè se ne sente il bisogno? 
Qui a notte fonda, dopo un susseguirsi di giorni pieni e felici, sono tornata ai tempi della sindrome geografica, adesso ho di nuovo due case, e sto lavorando per il terzo sogno... esso è arduo, era nel cassetto da quando ragazza è stato abbandonato ad un bivio.
Le idi di marzo sono passate e le prossime mi vedranno in pieno boho stil con il mio cuore di ragazza fra i marciapiedi della vie en rose.
A te mia casa virtuale ogni confidenza ed ogni augurio.
Aggrapparsi al cielo, non è come attaccarsi al sogno.

Dedicata ad Enzo, quella Catania....

Cartolina Collezione Strega Via Etnea, a sinistra Il palazzo Del Comune
a destra il palazzo dove abitavo.
Erano gli anni '80, allora vivevo con i miei amori e nei miei amori. Si doveva per una buona economia del lavoro, lasciare il paesello e decidere di trasferire abitazione e showroom  vicino ad un aeroporto, Palermo era amata ed in essa vivevano e vivono alcuni parenti e molti amici, in tutta la zona operavano ottimi clienti, nel suo complesso la città era bellissima, aperta alla presenza di un mare prepotente, ma le meraviglie erano decadute e allora con timidi restauri si tentava e si cominciava a salvare un centro storico svilito, che dava degli antichi splendori solo una visione offuscata ed a conti fatti l'aeroporto non era attaccato alla città come a Catania
Le nuove case, fatte dove regnava il liberty, le scatolette di Villa Sperlinga che offendevano ed offendono la memoria di chi lì viveva, ( e mi scuso con chi forse mi fraintende, ma contrariamente a quello che si possa pensare, non si tratta di La Volpe e l'uva, anche perché lì vi abitava mio fratello) l'abbattimento dell'ultima villa Liberty in via Notarbartolo, alla morte di Elio, in quell'incrocio con Via Sciuti,  hanno fatto si che scegliessi Catania. 
La rabbia di allora è ancora viva e anche questa picconata a Palermo ci ha fatto rimpiangere a noi parenti la ricerca spasmodica di un figlio che non portava neanche il suo nome,  ma allora pensammo che era giusto e corretto consegnare l'enorme patrimonio di quel meraviglioso uomo. (padre a cui voleri di famiglia avevano negato il matrimonio e il riconoscimento del frutto del suo grande amore) a quello sconosciuto, del quale una in famiglia si ricordava appena il cognome della madre.
Elio viveva fra tesori spaventato da chi poteva derubarlo ed io presa dal lavoro non riuscivo mai ad andare a trovarlo, nonostante le sue mille telefonate, e il raccomandarsi con chi vedevo spesso, affinchè gli facessi visita, in ricordo di quando bimba che lui aveva in simpatia e alla quale dava "trattegnu", ma di ciò io non avevo memoria.
Nel mettere una guardia giurata, portammo nella casa che ho abitato fino a 2 anni fa, solo la posateria e i gioielli della madre, e questo figlio, nordico e rozzo, venne a ritirare il tutto senza neanche ringraziare, sospendendo il servizio di custodia che per ben 2 anni, (tanto ci è voluto per rintracciarlo cosa avvenuta solo per una coincidenza) aveva vigilato sui suoi averi. Dopo una settimana, la villa fu svuotata e dopo pochi mesi leggemmo della sospensione dei lavori di demolizione di una villa liberty  ad angolo fra via Notarbartolo e via Sciuti, ma il danno oramai era fatto ed il costruttore la ebbe vinta.
Era mia intenzione parlare di Catania, ma l'introduzione che doveva essere breve, spiegare i fatti che portarono alla scelta per questa ultima città, mi ha preso la mano, è diventata un post e riprenderò domani sera a parlare di quella Catania, nascosta, barocca, viva e bellissima  come una madonna nera.

Post dedicato ad Enzo che nonostante la bufala presa,e l'aver prestato il fianco ad un anonimo, stimo molto, e che rende questo post interessante per il commento a suo tempo inserito.

20 ago 2017

Paolo Caiazzo in 'La vera storia (o quasi) del Risorgimento' La7.

STREGATI dall'ITALIA

Foto Strega il roseto di Venaria Reale
Oggi avevo programmato di scrivere Bella Italia 3, ma  prima di raccontare ciò che provocò una mia diversa visione della nostra Patria, con la leggerezza che cerco, mi allontano da tutto e mi immergo in ciò che mi fa star bene.
Questo perché avvilita per quello che ascolto vedo e leggo, per il livore e la guerra che è dentro molti cuori, basita per l'ipocrisia tangibile nella società reale e nel web, dispiaciuta per la perdita di valori, per la maleducazione dichiarata e portata come bandiera e merito, e per il comportamento di italiani che consentono ad altre nazioni giudizi, provocazioni, e che coltivano quella sudditanza che mi infastidiste più della stupidità, che con l'avanzare degli anni riesco a giustificare. 
A volte noi italiani dovremmo porci una domanda "Come possiamo atteggiarci a eterni insoddisfatti, avere tanta sudditanza, quando il resto del mondo, per meglio dire della gente del mondo, ci ammira, ci prende a modello di stile, buon gusto e saper vivere?"
Questa Italia che noi vediamo rozza ed involgarita, ci è invidiata, sognata, copiata.
Ed ancora di più mi sorprende che le nostre debolezze, i nostri palesi difetti si trasformino in forza e virtù: un elegante paradosso con cui tutti noi in fondo conviviamo.
Possiamo maledire la burocrazia, i politici da operetta, gli affari sporchi, il fare caciarone di molti connazionali, ma all'estero ci amano. Specifico, amano ma non gli  italiani.
Amano tutto quello che l'Italia rappresenta prima ancora di quello che può rivelarsi.
Da Seattle ad Hong Kong, da Stoccolma a Sidney ma anche da New York a Parigi la Stella Italia non ha mai smesso di brillare.
E quel Gran Tour che un tempo era momento privilegiato di formazione per giovani aristocratici e viaggiatori sentimentali, oggi continua a riproporsi nell'immaginario internazionale come elemento irrinunciabile del proprio arricchimento fisico e spirituale.
Per gli stranieri, e sopratutto per gli anglosassoni, la terra italiana è approdo mistico, simbolico: dai languori decadenti di Venezia alla disinibita vitalità napoletana, dagli splendori artistici di Firenze alla classica solarità di Taormina.
Ritratta fra gli scogli e gli zampilli di Fontana di Trevi la prosperosa Anita di felliniana memoria può assurgere all'emblema dell'edonismo straniero ma di "marca italiana" ed il suo accompagnatore Marcello Mastroianni è simbolo di galanteria e velata sensualità,
A pensarci bene ancora oggi non vi è straniero che non intraprenda un moderno, eppur classicissimo Gran Tour italiano senza la segreta speranza di restare vittima della "malattia del bello" O forse sarebbe meglio dire del piacere?

La sindrome di Stendhal non è una invenzione freudiana è uno stordimento dei sensi che realmente accade. 
L'ho provata, ed ancora la ricordo con turbamento;  dopo una riunione a Matelica, per rientrare a Roma, decisi passando da Fabriano di attraversare l'appennino per le belle strade fra boschi, castelli e torri di avvistamento, e passare dalle fonti del Clitunno in omaggio al Carducci.
Collezione cartoline Strega
Ebbene la mia adrenalina è stata superattiva per tutto il lungo viaggio, e sono arrivata a Roma in estasi e spossata.

E questo capita non soltanto a chi non ha bellezze a casa sua, anzi sono proprio gli stranieri che  continuano a ripeterci quanto sia insensato "non renderci conto della bellezza della forza, del valore...." E noi al massimo, possiamo minimizzare forti della nostra radicata esterofilia compagna della sudditanza. 
Non è a caso che le atmosfere mediterranee, calde solari, magicamente creative della nostra terra abbiano sempre attratto in primis esponenti di un nord puritano , inospitale, irrigidito in un glaciale perbenismo. Basta però che qualcuno di questi, valichi le Alpi,  perché automaticamente si sciolga in quella  ospitalità che mescola arte, solarità amore del bello, buona tavola e fantasia. E qui mi piace ricordare una fantastica scritta vista da ragazza in svizzera. Quella mattina uscivamo da un albergo con vista lago, la notte dalla finestra della stanza avevo gustato un panorama fatto di luci riflesse nelle acque del lago che rifrangevano magicamente le cime innevate, mia madre mi invitava a mettermi a letto e dormire. Appena svegli con il desiderio da parte di mio fratello di farci pranzare alla Maison de Philippe a Chamonix avremmo lasciato il luogo e valicare le Alpi. Prima di entrare in una galleria che ci avrebbe riportato in Italia un imbrattatore sicuramente artista nell'animo aveva scritto "Abbattete le Alpi, voglio guardare il mare"
Permettendomi una parallelismo  o meglio parafrasando quanto scrisse Connolly "imprigionato in ogni uomo grasso c'è un uomo magro che cerca disperatamente di uscire" alcuni suoi connazionali oggi felicemente residenti sulle colline Toscane
Foto Strega Castellina in Chianti 2004 

e alcuni da me personalmente conosciuti sostengono che "in ogni nordico c'è un italiano che cerca disperatamente di uscire"

Che sia vero?
Esistono ancora gli Italiani che hanno creato questo immaginario?

Dimanche

  • Foto strega agosto 2013
    Chez nous il fait tellement chaud, que l'on s'en protège ! ! !
    Fin octobre .... ???
    Enfin les nuits sont fraîches mais hier la journée a été fabuleuse....
    Cadeau de la vie, que toute la nature a accueillie avec bonheur ! !
    Chez toi, un arbre rouge, un chat...... Cadeaux de la vie aussi ! !
    Beau dimanche
    Foto Strega 27.Ottobre 2013
    I colori di stamani sono sempre belli, la mia atmosfera lenta e soddisfatta, il nord in azzurro ed la terrazza a sud ammira il verde dei Nebrodi, intanto... ho dato visione diversa alle mie ortensie

19 ago 2017

Libertà dal conosciuto

Urgente bisogno di andare, ma altrettanto impellente desiderio di rientrare.
Pensare a luoghi nel ricordo di un tempo diverso li rende leggeri, ovattati e senza ombre, rivederli con animo ricolmo di esperienze è come assistere ad un già visto, ma con altri occhi.
Il tempo è medicina ma anche energia con l'aggiunta della sua forza, senti l'anima delle cose mutata così come lo siamo noi.
Giorni sereni e corrosi dal troppo fare e riguardi indietro, ai tuoi grandi progetti, a quell'imbarcarsi in un mare che non faceva paura, dando l'abbrivo con intraprendenza, allegria e sicurezza, ed è di nuovo così.
Allora chi mi amava ed aveva il mio stesso sangue mi abbracciò e disse : "Hai fatto una cosa meravigliosa, ce la farai? sono preoccupato poiché non ti accorgi di essere sola".
Anche oggi guardo con orgoglio chi intraprende, e rinnova gli entusiasmi, anche i miei, e cresce la vanità di aver trasmesso le passioni che hanno fatto della mia vita una vita speciale.
Sorrido e vedo lui ragazzo, mentre la musica mi accompagnava, disse  "Ascolti la mia canzone ? Vorrei avere la tua sicurezza"..
Ancora oggi si nasconde dietro un sorriso ma inizierà il nuovo anno da gigante.

18 ago 2017

Bella Italia 2


Foto Strega Maggio 2011

Nel 2011, sembra tanto tempo fa, vi erano ancora i treni a lunga percorrenza. Immersa in pagine di conquista e racconti che affascinano per la pluralità dei punti di vista, cullata dall'andar su binari, mi piaceva il lungo viaggio.
Ho guardato all'imbrunire il nostro sud ed al risveglio goduto di bellezze mozzafiato, monti, e verdi colline e la mano dell'uomo in riviera a sovrastare il mare con armonia.
Non sapevo ancora di aver intrapreso un itinerario fisico, spirituale, letterario e politico, ricambiavo la visita di un amico pellegrino di cui avevo scritto poco tempo fa, post sparito insieme ad altri.
Ma andiamo avanti...
Arrivare a Porta Nuova a Torino è stato un regalo.
Avevo in animo l'entusiasmo del bimbo di fronte alle novità ma non mi aspettavo l'euforia e l'atmosfera che vi era in stazione, fra bandiere, cori e comitive di alpini, mi sono ritrovata alla vigilia del raduno.
Nell'attesa della coincidenza per Cuneo, ho provato l'emozione di un sentimento di amor patrio, di unione, ed ho avuto la conferma di valori eterni da un elegantissimo signore con cappello alpino a cui mi rivolsi per complimentarmi dell'atmosfera pensando fosse del nordest " No sono campano, sono un alpino di Napoli, ma noi alpini non siamo campani o trentini, siamo Italiani";

"non conosce il Piemonte? vedrà che regione stupenda, qui si accorgerà quanta Italia vi è, da noi, al sud, la stiamo perdendo".
Ho proseguito il viaggio con una sensazione di buono e bello, mi ha accolto il mio amico e la moglie che non conoscevo, ed abbiamo proseguito fin qui 

Insieme a Gianfranco avevamo in progetto di andare a Venaria Reale per la mostra Bella Italia, in occasione dei festeggiamenti del 150°, visitare il Salone del Libro di Torino, girar per Langhe e Castelli, visitare Santo Stefano Balbo luogo di Cesare Pavese, la cui frase Un paese vuol dire non
essere soli
sapere che nella gente
nelle piante nella terra
c'è qualcosa di tuo
che anche quando non ci sei
resta ad aspettarti.

mi ritorna in mente da quando decisi di ritornare alle radici,  avevo scritto qui  e adesso proseguo e guardo l'Italia dal nord.
Anni fa avevo deciso di non avere più obbiettività nelle conversazioni con amici del "nord", trovavo che il riconoscere carenze, diversità, mancanza di informazione, portava spesso ad un discorso se non sciovinistico certamente campanilistico, e mi offendevano profondamente giudizi e pregiudizi di chi non conosceva, e non era mai nemmeno venuto al sud. 
Oggi che un certo tipo di degrado, perdita di valori, ignoranza sta livellando tutto lo stivale, mi riesce facile ritornare a quella obbiettività e generosità propria della nostra indole meridionale e Sicula in particolare.
L'Italia del terzo millennio è come se venisse fuori da un lungo sonno in cui i difetti hanno steso a terra le virtù.
Il conto è pesante perché vi è meno consapevolezza delle nostre perdite in tutti i campi cosa che mette a repentaglio la coesione e la qualità della cittadinanza e non si intravedono gradini di una pur piccola ascesa.
Insomma io che guardo arroccata e distante mi rendo conto che l'Italia è un paese di cattivo umore. 
L'involgarimento del discorso pubblico è oramai uscito fuori dagli argini, il crescere della maleducazione nasconde una sottile e subdola forma di violenza, tutto vero, maledettamente vero ma i motivi di fiducia ci sono e non sono pochi, sono in noi,in quello che abbiamo costruito, in quello che possediamo.
Mettendo da parte tutte le negatività dovute a politica, amministrazioni, a responsabilità comuni ed accuse di colpe verso gli altri, forse è venuto il momento di descrivere meglio i caratteri positivi di una italianità che all'estero gode di grande successo ed ammirazione, poiché gli italiani piacciono, l'Italia stato no.
Nonostante tutto siamo l'ottava potenza, i secondi in Europa come manifattura ed agricoltura, ma tutto viene vissuto come in una costante perdita di uno status storico, come se chi ci doveva far crescere in unione ci avesse per sempre diseredati.
L'elenco delle nostre capacità, fantasie, mestieri, tradizioni e bellezze, naturali o create dall'uomo, è impossibile stilarlo, sarebbe più lungo del percorso fatto del Palermo-Torino. 
Siamo un paese che ha mille difetti, ma non l'arroganza imperialistica di molti nostri partner, e dobbiamo difendere con la nostra natura che noi stiamo offendendo e non possiamo pretendere che altri debbano scegliere e rispettare quello che noi stessi stiamo perdendo il Rispetto.
Ci imitano tutto, anche i marchi della nostra lingua.La vita all'italiana piace, lo stile italiano fa impazzire, gli Italiani hanno ovunque successo ma l'Italia no.
Ed intanto insoddisfatti ci misuriamo in uno sport che non ha antagonisti al mondo: "l'antitalianità".
Bisogna ricostruire l'Italia e le macerie non sono solo materiali ma sono macerie morali.
Il mondo di domani, la grande globalità, al solo sentire in paesi lontani, "sono Italiana"  sorride, si complimenta.
Il globo è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, bere i nostri vini, mangiare i nostri cibi, comprare i nostri prodotti, adottare il nostro stile di vita, e magari venire in italia per studiare, lavorare, viaggiare.
Tutti i paesi emergenti guardano all'Italia come la Patria della cultura, dell'arte di vivere, del design, del buon gusto, della fantasia, della creatività.
Ne sono convinta, perché nel mondo globale, sempre più uguale a se stesso, ovunque gli stessi marchi, gli stessi loghi, le stesse parole, un paese come il nostro, che cambia di continuo, che ad ogni crinale di collina muta paesaggio, accenti, prodotti, che in ogni luogo ha una Capitale, è il paese più prezioso, ammirato, invidiato e siamo noi i primi a dovercene ricordare, e a riacquistare quell'amore senza il quale non si va da nessuna parte.
Mi sono dilungata, alla prossima Bella Italia tre, con Venaria Reale e la mostra in occasione del 150°.