Più si apprezza la vita e più si restituisce

6 giu 2017

Illusione del reale

Oggi si scrive diverso, niente sciocchezze romantiche, niente ricordi di mondi estinti, ma pensieri di ieri, giornata all'insegna di una "idea" che non riuscivo a scacciare, e sono stata male a lungo ...
Ha avuto inizio alla 6 con Radiotre,la critica di un libro " Sei malattie dello spirito contemporaneo" di Noica,( da comprare) poi radio giornale, commenti dei quotidiani, le notizie dal mondo, il problema del ciberbullismo ed infine interessanti teorie e studi su quella bomba ad orologeria che sono i Campi Flegrei, (qualche whatsapp con gli amici di Pozzuoli)e infine l'inizio del concerto di mezzogiorno.
Ogni argomento un ricordo, una ferita una gioia, ma non riuscivo a staccare, da quel commento, quel blog, quella mail.
Così ora scrivo, non so se riuscirò ad esprimere pensieri in modo ordinato e coordinato.
Parto da Leopardi, egli ha scritto di tutto, non disdegnava l'illuminismo, ma non limitava la ragione all'utile, al pragmatismo cieco, diceva che bisogna liberare il cuore con le sue speranze, che chiamava illusioni.
Queste ultime non hanno il significato che diamo noi a distanza di due secoli, ma sono simili al sogno, al desiderio, allo slancio.
Per brevità in un post non posso parlare dello Zibaldone e dei lunghi pomeriggi, in cui con la cugina di mio padre fra poesie e brani imparavo ragione, vita e bellezza.
Le compagne di scuola dissertavano su un pessimismo leopardiano inesistente, ed io imparavo da lui che le illusioni sono in natura, appartengono al sistema del mondo, se tolte l'uomo è snaturato, ed ogni popolo snaturato è barbaro.
L'infinito del web imbriglia la concezione illuministica della tecnica e della ragione, senza il sogno ciò sarebbe stato per Leopardi una barbarie.
Le illusioni sono la ricerca dell'INFINITO a cui costringe l'osservazione appassionata della realtà.
Ci credereste che il web, o meglio la blogsfera, mi ha rimbalzato su quell' "ermo colle" dove la siepe non è il recinto ma la soglia che lancia verso l'oltre.
Negli anni ho capito che quella esclusione, quella privazione di infinito soltanto intuito, genera il desiderio dell'oltre :per poter essere raggiunto l'infinito deve essere prima ferito, ostacolato, limitato.
Il cuore si apre ed è disposto a riprendersi quello che la ragione gli ha sottratto, una ragione non più calcolatrice, ma ampliata dal mistero, da ciò che non si riesce a dominare.
Nel web i sensi sono ridotti ad uno soltanto, la vista, irretita ( la rete è anche questo)da uno schermo che ci porta ad una gabbia di vetro, e non al mondo.
Senza sensi non c'è senso, perché non c'è intelligenza.
La nostra bulimia di informazione ha diminuito la sapienza, cioè la capacità di andare in profondità, di cui la connessione continua è un seducente surrogato che ci costringe in un eterno presente.
Non voglio demonizzare nulla, amo questo mondo e questi strumenti, ma se non sappiamo come servircene per navigare nel mare dell'esistenza finiscono per possederci, e invece di essere utili ci allontanano dalla realtà.
Penso che il mondo sia un luogo abitabile solo per chi coltiva una vita interiore.
La connessione immediata con tutto il mondo, senza sentirne il peso, la consistenza, l'odore, il sapore, il rumore e la fatica indebolisce la possibilità di meraviglia e quindi di rapimento, e sopratutto mette a rischio la capacità di sentirsi parte di una storia, con la profondità di passato ed una porta aperta al futuro.
E ritorno al leopardi, al suo infinito oltre l'ermo colle e ricordo a me stessa e a molti blogger
E' il naufragar m'è dolce in questo mare.




11 commenti:

  1. Like a tramonti su Instagram, poi al crepuscolo oltre la curva offriamo uno sguardo distratto. Perdita dei sensi, hai ragione, antica e prima connessione della quale perdiamo il valore...

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  2. Franco,grazie della visita, e delle tue considerazioni in accordo con le mie.

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  3. Tu dovresti ordinare in modo diverso i tuoi pensieri in libertà ma forse non sarebbe così seducente leggerti. Non parlo di seduzione tanto per dire, parlo di conquista e apertura mentale, il preludio di qualsiasi letteratura.
    E' vero Leopardi scrisse di tutto, di quasi tutto quello che si conosceva ai suoi tempi ( solo Dante fece altrettanto) ma lo Zibaldone non mi è mai piaciuto anche se dentro ci sono momenti illuminanti. Non credo si possa negare il pessimismo leopardiano, esso è talmente evidente e giustificato, così intriso dentro le pieghe di ogni suo rigo ma tu ne dai un'interpretazione originale, lo liberi dalle pastoie terrestri e lo mandi in alto ( oltre dici tu). Ci sta, senz'altro ci sta In quell'idea Silvia rinasce e con lei rinasce il segreto dolcissimo e vitale della gioventù. Se ci pensi anche lì c'è un limite da superare ( e tu lieta e pensosa il limitar di gioventù salivi...) pensosa questa parola dovrebbe essere notata in modo diverso, sì credo che molti grandi della letteratura dovrebbero essere riletti in modo nuovo. Il web è solo un mezzo, non è ne brutto ne bello è solo diverso e non va mitizzato così come non hanno per me nessun particolare valore molti personaggi che lo popolano. Il web dovrebbe favorire la comunicazione ma non può farlo se chi lo usa ha gli stessi limiti che trovi in altri contesti.
    Se scrivi così perchè ce lo hai nascosto per tanto tempo?

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    1. Enzo carissimo, desidererei un consiglio su come ordinare i miei pensieri.
      Fino all'800, moltissimi erano gli artisti che scrivevano e facevano di tutto, basti pensare a Michelangelo e le sue poesie.Lo Zibaldone lo ho menzionato non perchè potesse piacere, ma soltanto per i concetti "illuminanti".
      Invece per il pessimismo Leopardiano che giudichi evidente, ti dico che essendo figlio dell'illuminismo lui vedeva il reale, e non poteva esserne appagato, ma era un sognatore preromantico. (credevo che tu avessi la critica letteraria del DE Sanctis, ho avevo capito male?)
      Per il pessimismo mi piace fare un parallellismo, con gli studi scolastici per i quali il 95% degli italiano vivono nell'illusione che un eroe in camicia rossa e un re piemontese hanno fatto dell'Italia una nazione. Per il web invece io credo che tu sia fra i fortunati, fra tutti i tuoi blog hai moltissimi personaggi che consigli caldamente, e questa è già una gran fortuna rispetto a quelli che dici non hanno alcun valore.
      Ti ringrazio infine per l'ultima frase,e sono felice che già dal 2011, ogni volta che mi leggi scaturisce in te come un senso di meraviglia, si Enzo, se voglio so scrivere e poetare, e tu lo sai bene.
      Un sorriso.

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    2. Bene, mi "costringerai" a rileggere non solo Leopardi ma anche il tuo blog che a me sembra un tesoro nuovo. Poi guardo la foto della biblioteca nella testata del blog così simile alla mia e tutto è più chiaro.
      In libreria ci sono da me sia il De sanctis, che il Flora e altri testi che i miei scarsi ormai neuroni mi impediscono di ricordare. Però l'opera omnia di Leopardi c'è insieme a Dannunzio, Pirandello, Heminguay, Mann , Joyce, Proust... Montale, Pavese.... ma quando li rileggerò?
      Per riordinare i pensieri devi stare meno in rete.
      Poi devi rileggere tutta la tua produzione e catalogarla per sommi capi per argomenti.
      Poi sospenderti per un mesetto ( magari rilegegndo una certa rete decente.)
      Infine ripubblicare qui il tutto dopo una analisi che nasca da un'unico assioma: DEVE PIACERE A TE CIO' CHE PUBBLICHI.
      PS. Il parallelismo tra gli italiani che credono alle menzogne risorgimentali e il pessimismo ( non solo leopardiano) lo trovo stupefacente. da solo questo argomento potrebbe riempire una decina di fogli e qualificare, ammesso ce ne sia il bisogno, il tuo blog. Mi inchino

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    3. Il blog in questo momento lo puoi leggere i 10 minuti, infatti ho tutto in bozze è ho cominciato nei giorni scorsi a scrivere del nuovo e a ripubblicare.
      In rete ci sto pochissimo, e ultimamente sono stata assente per mesi interi.
      Non ho bisogno di fare lavori inutili, scriverò del nuovo e man mano ripristino per data i vecchi post, non ho nulla da cancellare e mi piacciono molto tutti.
      Ma pensavo che tu li conoscessi, anche se sei arrivato qui nel 2011.
      La libreria l'hai vista in un mio post e la hai pure commentata credo 2013.ma è una di tre della casa che abito in Sicilia.
      I miei ossequi
      Gingi

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  4. è l'attenzione verso una singola rosa, che fa della rosa qualcosa di speciale...

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    1. Perla grazie della tua presenza, ma chiedo venia, non capisco il tuo commento, mi sento terribilmente stupida.
      Serena notte

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    2. Sono io a chiedere scusa per il mio commento che, a prima vista sembra nn entrarci nulla. Forse non c'entra nulla davvero ma, in ogni caso, è quanto mi è tornato in mente leggendo questa frase: "La connessione immediata con tutto il mondo, senza sentirne il peso, la consistenza, l'odore, il sapore, il rumore e la fatica indebolisce la possibilità di meraviglia e quindi di rapimento, e sopratutto mette a rischio la capacità di sentirsi parte di una storia, con la profondità di passato ed una porta aperta al futuro."
      La connessione immediata e globale toglie il piacere dell'attenzione verso una singola cosa, fatto o emozione o altro, e fa sì che - alla fine - niente abbia valore. Era una sorta di commento alla superficialità del web. che io ho creduto di cogliere nel tuo post. Mi scuso se il commento ti è risultato fuori testo. Ciao

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    3. Non c'è nessun bisogno di scuse, solo che non avevo capito, adesso è chiaro.
      Qui è tutto libero, i commenti appartengono a chi li fa, e nessuna pretesa di attenersi o essere in sintonia con quello che scrivo.
      Un sorriso

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