Suoni

09 dic 2013

Quella Catania partendo da Palermo

Cartolina Collezione Strega
Erano gli anni '80, allora vivevo con i miei amori e nei miei amori. Si doveva per una buona economia del lavoro, lasciare il paesello e decidere di trasferire abitazione e showroom  vicino ad un aeroporto, Palermo era amata ed in essa vivevano e vivono alcuni parenti e molti amici, in tutta la zona operavano ottimi clienti, nel suo complesso la città era bellissima, aperta alla presenza di un mare prepotente, ma le meraviglie erano decadute e allora con timidi restauri si tentava e si cominciava a salvare un centro storico svilito, che dava degli antichi splendori solo una visione offuscata ed a conti fatti l'aeroporto non era attaccato alla città come a Catania
Le nuove case, fatte dove regnava il liberty, le scatolette di Villa Sperlinga che offendevano ed offendono la memoria di chi lì viveva, ( e mi scuso con chi forse mi fraintende, ma contrariamente a quello che si possa pensare, non si tratta di La Volpe e l'uva, anche perché lì vi abitava mio fratello) l'abbattimento dell'ultima villa Liberty in via Notarbartolo, alla morte di Elio, in quell'incrocio con Via Sciuti,  hanno fatto si che scegliessi Catania. 
La rabbia di allora è ancora viva e anche questa picconata a Palermo ci ha fatto rimpiangere a noi parenti la ricerca spasmodica di un figlio che non portava neanche il suo nome,  ma allora pensammo che era giusto e corretto consegnare l'enorme patrimonio di quel meraviglioso uomo. (padre a cui voleri di famiglia avevano negato il matrimonio e il riconoscimento del frutto del suo grande amore) a quello sconosciuto, del quale una in famiglia si ricordava appena il cognome della madre.
Elio viveva fra tesori spaventato da chi poteva derubarlo ed io presa dal lavoro non riuscivo mai ad andare a trovarlo, nonostante le sue mille telefonate, e il raccomandarsi con chi vedevo spesso, affinchè gli facessi visita, in ricordo di quando bimba che lui aveva in simpatia e alla quale dava "trattegnu", ma di ciò io non avevo memoria.
Nel mettere una guardia giurata, portammo nella casa che ho abitato fino a 2 anni fa, solo la posateria e i gioielli della madre, e questo figlio, nordico e rozzo, venne a ritirare il tutto senza neanche ringraziare, sospendendo il servizio di custodia che per ben 2 anni, (tanto ci è voluto per rintracciarlo cosa avvenuta solo per una coincidenza) aveva vigilato sui suoi averi. Dopo una settimana, la villa fu svuotata e dopo pochi mesi leggemmo della sospensione dei lavori di demolizione di una villa liberty  ad angolo fra via Notarbartolo e via Sciuti, ma il danno oramai era fatto ed il costruttore la ebbe vinta.
Era mia intenzione parlare di Catania, ma l'introduzione che doveva essere breve, spiegare i fatti che portarono alla scelta per questa ultima città, mi ha preso la mano, è diventata un post e riprenderò domani sera a parlare di quella Catania, nascosta, barocca, viva e bellissima  come una madonna nera.

8 commenti:

  1. È veramente interessante leggere questo racconto, capire come era Catania oltre 30 anni fa,
    grazie cara amica. Ciao e buona giornata.
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso del passaggio una buona serata a te ed un caro saluto

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  2. Ma meno male che i ricordi ti hanno preso la mano e ne è nato questo bellissimo post. Si sente una tua nota amara in mezzo a tanta poesia. E' bellissimo vedere una città sconosciuta con gli occhi di chi la ama, per questo aspetterò il tuo prossimo post.

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    1. Ambra cara, mille sono le cose che ho nel cuore e bisognerebbe dedicarsi alla scrittura perennemente per parlare della mia Sicilia e della sicilianità, e se ciò potesse accadere non riuscirei mai a scrivere se non la millesima parte di quello che la culla della civiltà mediterranea si merita.
      A presto un abbraccio

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  3. Se pluralità esiste nei molti volti di uno stesso corpo i rapporti tra Catania e Palermo ne sono un esempio perfetto.
    Gli abitanti delle due città perennemente e stupidamente in antitesi tra loro sono quasi sempre “chiusi” dalla pregnanza delle rispettive realtà: troppo importanti, troppo piene di stimoli e storia e arte e sogno per potersi occupare della Sicilia intera che ne è la grande madre. Hai cominciato con Palermo che è la mia città e hai detto di uno stupro infinito che la sfigurata dal 40 in poi. Iniziarono gli alleati con bombardamenti a tappeto sul centro storico fra i più grandi e importanti d’Europa, proseguirono i mafiosi del comune e della regione in combutta con i boss dei vari quartieri.
    La zona di villa Sperlinga era una delle dimore dei Whitaker, Joshua uno dei tre Whitaker insediatesi a Palermo a metà 800 ne aveva fatto una sorta di meraviglia verde con un parco immenso, campi da tennis e grande villa. L’estensione era enorme, il”firriato di Sperlinga si estendeva dalla zona Malspina fino all’attuale via Libertà. Il giardino era delizioso e curatissimo e diventò il regno della moglie di Joshua, Euphrosyne, eccentrica signora maltese più amica dei pappagalli che degli uomini.
    Oggi non c’è praticamente più nulla, solo cemento di mediocre o bassa qualità. Del resto tutto ciò che aveva fatto di Palermo una delle mete più ambite del Mediterraneo, la città del clima perfetto e dalla cultura esemplare è ormai solo un ricordo. Lo scempio delle ville Liberty di via Notarbartolo ( resta solo quella del barone Pottino) e di altre zone ( come dimenticare l’assassinio di villa Deiella in piazza Croci compiuto in una notte, le sue strutture prese a mazzate per far posto a un palazzone mai più edificato). Mi viene male a ricordare questa mia città… e alcuni uomini che l’abitarono. Mia madre da bambino con voce suadente mi raccontava di cos’era la sua città universitaria tra signore eleganti, villini fioriti e sere d’estate profumate di gelsomino.
    Si difende ciò che si conosce e si ama, chi è preposto ai beni culturali e artistici di una capitale con 2000 anni di storia sulle spalle NON Può PERMETTERE QUEL CHE E’ SUCCESSO TRA IL 1964 E IL 1994 a Palermo. Ma non puoi difendere il liberty se non ne conosci la storia e le radici, non puoi difendere il verde se non lo ritieni parte integrante dell’anima araba della città. Quello che è avvenuto in quegli anni era davanti agli occhi di tutti i maggiorenti cittadini, sindaco in testa:non vorrete per caso venirmi a parlare della coscienza civica della cittadinanza? Non penserete ad un movimento “dal basso” che riconoscesse allora la storia e l’arte di una città e di un’intera regione? Chi doveva allora non fiatò, rapinò, come quel tuo “parente nordico”, arraffò e scomparve. Vecchia storia.
    Sono andato fuori tema, perdonami Strega, ma in fondo tu non hai parlato della “aziz” la splendida, di Palermo, eppure alcuni tra coloro che ti hanno commentato applaudono ad una cosa che non c’è…mah. Aspetto che tu parli di Catania, una delle altre sicilie, della sua nervosa passionalità, dei suoi bianconeri, dello Ionio e delle sue splendide donne. Aspetto che tu faccia capire a chi non ha il nostro stesso sangue quanto di magico e profondo viva ancora al di qua dello stretto ; tu sai e puoi. I miei rispetti signora.

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    1. Enzo non sai quanto piacere mi fa questo tuo commento e quanto mi imbarazzi.
      Io non saprò e potro mai scrivere dando insieme la visione storica artistica letteraria e sociale che, con estrema eleganza e cultura, tu dai naturalmente, aggiungendo un amore ancestrale e viscerale. Proverò a scrivere di quella Catania la cui idea è nata da due tuoi post, appena potro farlo, intimidita fin da adesso da capacità che non ho e che tu generosamente mi riconosci.
      Grazie

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  4. L'amore ed i ricordi per questa città devono ancora essere forti,se "ti hanno preso la mano",come dici.
    Ed hai aperto una pagina,un varco,sull'inesorabile ed insensato deterioramento che ha colpito molti centri storici delle nostre belle città.Su Palermo il danno dev'essere stato ancora più grande, perchè più bella e ricca e grande era stata la città.Non la conosco bene,dal vivo,so della sua importante storia passata , di quella recente la cronaca ha riempito pagine e pagine,ma le tue sono testimonianze vive e vissute.Aspetto il tuo raccontare di Catania,città che mi è più vicina e un po meglio conosciuta,almeno nel suo involucro attuale, ma la conoscenza credo sia fatta anche di sedimentazione di storie ,di vissuti ,di tradizioni.
    Sereni giorni e a presto.

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    1. Chicchina carissima, debbo dire di essere stata molto fortunata, il caso ed alcune scelte mi hanno portato a vivere in più città della Sicilia, il lavoro ha contribuito a conoscerne tante altre e è successo di essermene innamorata, ma questo entusiasmo ha inizi lontani, da quando bambina giocavo fra le pietre barocche di Ibla.
      A presto.

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