I SUONI DELLA STREGA

06/nov/2013

Bella Italia 2


Foto Strega Maggio 2011

Nel 2011, sembra tanto tempo fa, vi erano ancora i treni a lunga percorrenza. Immersa in pagine di conquista e racconti che affascinano per la pluralità dei punti di vista, cullata dall'andar su binari, mi piaceva il lungo viaggio.
Ho guardato all'imbrunire il nostro sud ed al risveglio goduto di bellezze mozzafiato, monti, e verdi colline e la mano dell'uomo in riviera a sovrastare il mare con armonia.
Non sapevo ancora di aver intrapreso un itinerario fisico, spirituale, letterario e politico, ricambiavo la visita di un amico pellegrino di cui avevo scritto poco tempo fa, post sparito insieme ad altri.
Ma andiamo avanti...
Arrivare a Porta Nuova a Torino è stato un regalo.
Avevo in animo l'entusiasmo del bimbo di fronte alle novità ma non mi aspettavo l'euforia e l'atmosfera che vi era in stazione, fra bandiere, cori e comitive di alpini, mi sono ritrovata alla vigilia del raduno.
Nell'attesa della coincidenza per Cuneo, ho provato l'emozione di un sentimento di amor patrio, di unione, ed ho avuto la conferma di valori eterni da un elegantissimo signore con cappello alpino a cui mi rivolsi per complimentarmi dell'atmosfera pensando fosse del nordest " No sono campano, sono un alpino di Napoli, ma noi alpini non siamo campani o trentini, siamo Italiani";

"non conosce il Piemonte? vedrà che regione stupenda, qui si accorgerà quanta Italia vi è, da noi, al sud, la stiamo perdendo".
Ho proseguito il viaggio con una sensazione di buono e bello, mi ha accolto il mio amico e la moglie che non conoscevo, ed abbiamo proseguito fin qui 

Insieme a Gianfranco avevamo in progetto di andare a Venaria Reale per la mostra Bella Italia, in occasione dei festeggiamenti del 150°, visitare il Salone del Libro di Torino, girar per Langhe e Castelli, visitare Santo Stefano Belbo luogo di Cesare Pavese, la cui frase Un paese vuol dire non
essere soli, sapere che
nella gente, nelle piante,
nella terra c’è qualcosa
di tuo, che anche quando
non ci sei resta ad
aspettarti.”  mi ritorna in mente da quando decisi di ritornare alle radici,  avevo scritto qui  e adesso proseguo e guardo l'Italia dal nord.
Anni fa avevo deciso di non avere più obbiettività nelle conversazioni con amici del "nord", trovavo che il riconoscere carenze, diversità, mancanza di informazione, portava spesso ad un discorso se non sciovinistico certamente campanilistico, e mi offendevano profondamente giudizi e pregiudizi di chi non conosceva, e non era mai nemmeno venuto al sud. 
Oggi che un certo tipo di degrado, perdita di valori, ignoranza sta livellando tutto lo stivale, mi riesce facile ritornare a quella obbiettività e generosità propria della nostra indole meridionale e Sicula in particolare.
L'Italia del terzo millennio è come se venisse fuori da un lungo sonno in cui i difetti hanno steso a terra le virtù.
Il conto è pesante perché vi è meno consapevolezza delle nostre perdite in tutti i campi cosa che mette a repentaglio la coesione e la qualità della cittadinanza e non si intravedono gradini di una pur piccola ascesa.
Insomma io che guardo arroccata e distante mi rendo conto che l'Italia è un paese di cattivo umore. 
L'involgarimento del discorso pubblico è oramai uscito fuori dagli argini, il crescere della maleducazione nasconde una sottile e subdola forma di violenza, tutto vero, maledettamente vero ma i motivi di fiducia ci sono e non sono pochi, sono in noi,in quello che abbiamo costruito, in quello che possediamo.
Mettendo da parte tutte le negatività dovute a politica, amministrazioni, a responsabilità comuni ed accuse di colpe verso gli altri, forse è venuto il momento di descrivere meglio i caratteri positivi di una italianità che all'estero gode di grande successo ed ammirazione, poiché gli italiani piacciono, l'Italia stato no.
Nonostante tutto siamo l'ottava potenza, i secondi in Europa come manifattura ed agricoltura, ma tutto viene vissuto come in una costante perdita di uno status storico, come se chi ci doveva far crescere in unione ci avesse per sempre diseredati.
L'elenco delle nostre capacità, fantasie, mestieri, tradizioni e bellezze, naturali o create dall'uomo, è impossibile stilarlo, sarebbe più lungo del percorso fatto del Palermo-Torino. 
Siamo un paese che ha mille difetti, ma non l'arroganza imperialistica di molti nostri partner, e dobbiamo difendere con la nostra natura che noi stiamo offendendo e non possiamo pretendere che altri debbano scegliere e rispettare quello che noi stessi stiamo perdendo il Rispetto.
Ci imitano tutto, anche i marchi della nostra lingua.La vita all'italiana piace, lo stile italiano fa impazzire, gli Italiani hanno ovunque successo ma l'Italia no.
Ed intanto insoddisfatti ci misuriamo in uno sport che non ha antagonisti al mondo: "l'antitalianità".
Bisogna ricostruire l'Italia e le macerie non sono solo materiali ma sono macerie morali.
Il mondo di domani, la grande globalità, al solo sentire in paesi lontani, "sono Italiana"  sorride, si complimenta.
Il globo è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, bere i nostri vini, mangiare i nostri cibi, comprare i nostri prodotti, adottare il nostro stile di vita, e magari venire in italia per studiare, lavorare, viaggiare.
Tutti i paesi emergenti guardano all'Italia come la Patria della cultura, dell'arte di vivere, del design, del buon gusto, della fantasia, della creatività.
Ne sono convinta, perché nel mondo globale, sempre più uguale a se stesso, ovunque gli stessi marchi, gli stessi loghi, le stesse parole, un paese come il nostro, che cambia di continuo, che ad ogni crinale di collina muta paesaggio, accenti, prodotti, che in ogni luogo ha una Capitale, è il paese più prezioso, ammirato, invidiato e siamo noi i primi a dovercene ricordare, e a riacquistare quell'amore senza il quale non si va da nessuna parte.
Mi sono dilungata, alla prossima Bella Italia tre, con Venaria Reale e la mostra in occasione del 150°.

6 commenti:

  1. Sono assolutamente d'accordo con quello che hai scritto... adoro la mia Italia, ma questi quattro s....zi che stanno al comando, mi fanno venir voglia di andare via... Un caro saluto...

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  2. Finalmente leggo un'analisi che, pur non dimenticando i nostri mali, è capace di considerare quanto di positivo si muove lungo tutto l'arco del nostro paese e di dare il giusto valore a tante, tantissime caratteristiche che ci contraddistinguono. Leggerti è stata una folata di benessere.

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  3. Ciao Gingi..sono contenta che hai ripreso il blog,,,se vieni a Catania ho piacere di conoscerti, Fammi sapere la mia email nonsolocreazioni@gmail.com
    Ti abbraccio!

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  4. Sono stata via un po' e quindi ho tanto da recuperare. Intanto passo per un saluto, poi tornerò con calma a leggere quello che mi sono persa.
    Ciao.
    Francesca

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  5. Malgrado le stronzate (scusa il termine) della Lega ritengo che la rivalità Nord-Sud sia una cosa superata. Per quanto riguarda l'allegria degli alpini, informati da Tiziano e Tomaso, Vedrai che ti metteranno al corrente. Un amichevole abbraccio.

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